Nel centro di controllo del Jet Propulsion Laboratory, l'attenzione è focalizzata sulla telemetria proveniente dallo spazio profondo, a oltre centotrenta milioni di chilometri dalla Terra. È il 4 luglio 2005 e mancano poche ore al momento culminante della missione Deep Impact. La sonda madre, dopo aver rilasciato l'impattatore circa ventidue ore fa, segue ora una traiettoria deflessa per evitare la collisione e osservare l'evento da una distanza di sicurezza. Nel frattempo, il piccolo proiettile da 370 chilogrammi si sta dirigendo a velocità ipersonica verso il nucleo della cometa Tempel.
- Dettagli
- Categoria: Anniversari Spaziali
È il 5 luglio 2016. Nelle sale di controllo del Jet Propulsion Laboratory a Pasadena, la tensione si misura nei volti dei tecnici che seguono la telemetria della sonda Juno. Il veicolo, decollato da Cape Canaveral a bordo di un razzo Atlas il 5 agosto 2011, si trova ora di fronte alla manovra più rischiosa della sua intera vita operativa: l’inserimento nell’orbita di Giove. A causa dell’immensa distanza che separa la Terra dal pianeta gigante, i segnali radio impiegano ben quarantotto minuti per coprire il tragitto unidirezionale. Ogni comando e ogni risposta viaggiano con questo inevitabile ritardo, costringendo i computer di bordo a gestire la sequenza in totale autonomia.
- Dettagli
- Categoria: Anniversari Spaziali
La sala controllo del Jet Propulsion Laboratory a Pasadena vive ore di intensa attesa operativa. La sonda Deep Impact si trova ormai nelle immediate vicinanze della cometa Tempel 1, completando una complessa navigazione interplanetaria. La delicata sequenza programmata per la separazione fisica dell’impattatore sta per raggiungere il momento culminante. I sistemi di bordo completano l'allineamento delle piattaforme inerziali e la telemetria trasmessa a terra conferma che tutti i parametri vitali rientrano nei limiti nominali stabiliti dai direttori di volo. Mancano ormai pochissimi minuti all'esecuzione del comando automatico di sblocco.
- Dettagli
- Categoria: Anniversari Spaziali
È una mattina umida e tesa alla base di lancio di Kourou, nella Guyana Francese. I tecnici dell'Agenzia Spaziale Europea e di Arianespace stanno completando i preparativi finali sulla rampa per il volo quattordici del vettore Ariane uno. Nel cuore del centro di controllo, la telemetria mostra che tutti i sistemi della sonda Giotto rispondono in modo stabile. Mancano pochi minuti all'apertura della finestra di lancio e l'attenzione del personale si concentra sul caricamento accurato dei propellenti ipergolici nei serbatoi del razzo. La sonda, battezzata in onore del pittore medievale che per primo ritrasse la cometa con precisione quasi realistica, è pronta per essere spedita verso il profondo spazio eliocentrico.
- Dettagli
- Categoria: Anniversari Spaziali
La sonda automatica si trova ora a ridosso dei maestosi anelli di Saturno, in una delle fasi più delicate e rischiose dell'intera esplorazione spaziale. Il centro di controllo segue con estrema attenzione ogni minima variazione della telemetria, mentre il veicolo della missione Cassini-Huygens si prepara, in questo storico 1 luglio 2004, ad attraversare il piano degli anelli, una regione densa di insidie dove minuscoli frammenti di roccia e ghiaccio potrebbero compromettere l'integrità strutturale dell'orbiter. Per mitigare questo pericolo, l'antenna parabolica ad alto guadagno è stata orientata in avanti, agendo come uno scudo protettivo per proteggere la delicata suite di sensori e i sistemi vitali di bordo.
- Dettagli
- Categoria: Anniversari Spaziali