Cari astrofili e appassionati del cielo, benvenuti a questa nuova rubrica dedicata all'osservazione della volta celeste dal territorio italiano. La settimana compresa tra sabato 26 settembre e venerdì 2 ottobre 2026 si apre sotto i migliori auspici per chi ama l'astronomia a occhio nudo e l'osservazione planetaria ad alta risoluzione, sebbene gli amanti del profondo cielo dovranno fare i conti con un "faro" naturale particolarmente invadente: la Luna.
L'autunno astronomico, da poco inaugurato con l'equinozio del 23 settembre, porta con sé una stabilità atmosferica che spesso regala serate dal seeing eccellente. L'evento cardine che apre la settimana è la Luna Piena del 26 settembre, tradizionalmente nota come Harvest Moon (la Luna del Raccolto). Questo plenilunio in particolare dominerà incontrastato il cielo notturno per gran parte della settimana, spostandosi progressivamente e diventando calante, ma mantenendo un'illuminazione tale da sconsigliare la ricerca visiva delle galassie più deboli. La geometria orbitale autunnale fa sì che il nostro satellite sorga con un ritardo minimo da una sera all'altra, prolungando il chiarore nelle prime ore della notte.
Nonostante l'inquinamento luminoso naturale, il Sistema Solare offre uno spettacolo imperdibile. I giganti gassosi Giove e Saturno, veri signori della notte e della prima mattina, si trovano in posizioni privilegiate per l'osservazione telescopica. Saturno, reduce dalla sua recente opposizione, è visibile fin dal crepuscolo, mentre Giove domina il cielo pre-alba. Ad impreziosire il quadro occidentale al tramonto, troviamo il pianeta Venere, reduce dal suo picco di massima brillanza annuale (sfiorando l'incredibile magnitudine di -4.8), che si staglia nel crepuscolo come un diamante incastonato nel cielo. A completare la parata planetaria, Marte inizia a mostrarsi con crescente vigore nelle ore che precedono l'alba, un antipasto in vista della sua futura opposizione del 2027.
Per quanto concerne i fenomeni minori, la settimana sarà povera di attività meteorica significativa, complice la luce lunare, ma i telescopi potranno ancora tentare di intercettare le comete 220P/McNaught e 10P/Tempel 2, protagoniste indiscusse dell'estate appena trascorsa.
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Cari lettori e appassionati astrofili, ci apprestiamo a vivere una settimana di profonda transizione astronomica e meteorologica. Il periodo compreso tra sabato 19 e venerdì 25 settembre 2026 è infatti dominato da uno degli eventi cardinali della meccanica celeste: l'Equinozio di Autunno. Questo istante preciso, che segna il momento in cui il Sole attraversa l'equatore celeste passando dall'emisfero boreale a quello australe, determinerà il progressivo e inesorabile allungamento delle notti, offrendo a noi osservatori finestre di buio sempre più ampie e confortevoli.
Dal punto di vista osservativo, questa settimana sarà caratterizzata da un cielo profondamente influenzato dalla presenza ingombrante della Luna. Trovandoci nella fase di gibbosa crescente, con il plenilunio ormai alle porte, l'inquinamento luminoso naturale renderà proibitiva l'osservazione e la fotografia degli oggetti del profondo cielo a bassa brillanza superficiale, come galassie e nebulose a riflessione. Tuttavia, questo scenario rappresenta l'opportunità perfetta per dedicarsi anima e corpo all'alta risoluzione: la Luna stessa offrirà paesaggi mozzafiato lungo il terminatore, mentre i giganti gassosi, con Saturno in posizione di assoluto privilegio e Giove che guadagna altezza nella seconda parte della notte, promettono sessioni di imaging planetario di altissimo livello.
L'atmosfera settembrina, inoltre, inizia a regalare le prime notti caratterizzate da flussi d'aria più laminari, ideali per stabilizzare il seeing. Le brezze estive lasciano il posto a un irraggiamento notturno più rapido, che, sebbene richieda un'attenta gestione dell'acclimatamento termico delle ottiche e la prevenzione della condensa, può regalare frammenti di stabilità atmosferica eccezionali, raggiungendo facilmente i gradi I o II della scala Antoniadi. Preparate dunque i vostri telescopi a lunga focale, gli oculari ortoscopici e le camere planetarie: il Sistema Solare è pronto a dare spettacolo.
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Benvenuti a un nuovo appuntamento con la nostra rubrica dedicata all'osservazione della volta celeste. La settimana che va da sabato 12 a venerdì 18 settembre 2026 ci accompagna dolcemente verso l'equinozio d'autunno, regalandoci notti che si allungano progressivamente e un abbassamento delle temperature serali che favorisce la stabilità termica dell'atmosfera, migliorando sensibilmente la qualità del seeing. Ci troviamo in un periodo di transizione particolarmente fecondo per l'astrofilo: il cielo serale è ancora dominato dagli asterismi estivi, ma la seconda parte della notte spalanca le porte alle grandi costellazioni autunnali e invernali.
La vera protagonista di questa settimana è senza dubbio la dinamica planetaria, unita ai movimenti della nostra compagna lunare. Veniamo infatti da una fase di Luna Nuova verificatasi l'11 settembre, il che significa che l'intera settimana sarà caratterizzata da una sottile e affascinante falce lunare crescente. Questa assenza di forte inquinamento luminoso naturale nelle prime ore della sera renderà le condizioni perfette per l'osservazione degli oggetti del profondo cielo (deep-sky). Il culmine assoluto degli eventi settimanali, tuttavia, avverrà in pieno giorno: lunedì 14 settembre assisteremo a una rarissima e spettacolare occultazione diurna di Venere da parte della Luna, un evento di altissimo valore tecnico e osservativo. Nel frattempo, Saturno si crogiola ancora nello splendore della sua recente opposizione, dominando la notte, mentre i mattinieri saranno ricompensati da una superba parata orientale formata da Marte e Giove.
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La prima settimana piena di ottobre 2026 regala agli astrofili italiani uno dei contesti osservativi più dinamici e proficui dell'intero anno. Con l'ingresso definitivo nell'autunno astronomico, la durata della notte astronomica guadagna rapidamente terreno rispetto al dì, offrendo finestre di buio profondo sempre più estese a partire dalla prima serata. Sotto il profilo della meccanica celeste, l'evento di punta del periodo è senza dubbio l'opposizione perielica di Saturno, che raggiunge l'allineamento perfetto con il Sole e la Terra domenica 4 ottobre, imponendosi come il protagonista assoluto delle ore notturne, visibile dal tramonto all'alba con i suoi anelli tornati ad aprirsi progressivamente alla nostra linea di vista.
L'evoluzione del nostro satellite naturale favorisce nettamente le sessioni astronomiche dedicate al cielo profondo e all'osservazione delle meteore. La Luna raggiunge la fase di Ultimo Quarto nel pomeriggio di sabato 3 ottobre e, con il passare dei giorni, riduce progressivamente la frazione illuminata del suo disco, sorgendo sempre più tardi nel corso della notte. Questa configurazione lascia la prima metà di ogni nottata completamente sgombra dalla luce parassita lunare, consentendo di sfruttare cieli tersi e bui per scandagliare le meraviglie autunnali del profondo cielo nelle costellazioni di Andromeda, Triangolo e Perseo.
Nelle ore che precedono l'aurora, il comparto planetario si arricchisce della maestosa presenza di Giove e del pianeta Marte, protagonisti di spettacolari congiunzioni con la falce lunare calante tra il 5 e il 6 ottobre. Sul fronte delle meteore, la settimana culmina con il picco dello sciame delle Draconidi, previsto nella notte tra l'8 e il 9 ottobre; una pioggia meteorica insolita che privilegia le prime ore serali e che beneficerà di condizioni di oscurità ideali, data la presenza di una Luna ormai ridotta a un esile falcetto mattutino. Tra pianeti giganti al massimo splendore, sciami storici e galassie primarie in culminazione zenitale, la settimana si preannuncia ricca di spunti operativi per la strumentazione amatoriale.
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La bella cometa che in questi giorni si sta avvicinando alla terra e' gia' osservabile con un binocolo ma raggiungera' le migliori condizioni di visibilita' nell'ultima decade di febbraio. E' stata scoperta nel luglio 2007 grazie ad una foto presa dal "Lulin Observatory" in Taiwan. Il tipo di orbita calcolato dagli astronomi in base alle osservazioni effettuate finora lascia pensare ad una cometa non periodica, ovvero e' possibile che questo sia il suo primo ed unico passaggio nelle vicinanze del nostro Sole.
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