Paolo ha scritto:... Paolo, e' stata proposta in buona fede da una persona non addentrata nel campo della fotografia digitale.
Allora come non detto, ritiro le mie critiche!
Paolo ha scritto:... Da tenere presente che tali camere vogliono un cielo sufficientemente buio pena scarsi risultati. Una reflex digitale da il meglio di se se riprendi da un sito in quota (dove concorre anche la temperatura ambiente piu' bassa).
Aggiungo: si trovano sull'usato, raramente, anche le Atik 314L come la mia che hanno il medesimo sensore dell'H9, ottima elettronica come e H9, ma interfaccia usb-2.
Ma i prezzi non sono comunque bassissimi, in assoluto, per cui, comunquee per ripetermi, io mi farei prima un poco le ossa con la fotocamera che già possiedi e poi deciderei.
Ciao ciao....
A.
Accolgo molto volentieri la replica dell'amico Giorgio Clemente riguardo l'argomento che ha letto solo di recente.
Gli ho detto di iscriversi per partecipare attivamente allo scambio di esperienze astronomiche (non solo per il presente topic) ma non ha voluto farlo proprio adesso e presentarsi con un topic di "puntualizzazione". Giorgio non devi preoccuparti, per noi non ci sarebbe stato alcun problema!
L'OACL sai benissimo che e' per noi un punto di riferimento. Nulla e' toccato per questa discussione!
Ciao
Paolo
Ciao a tutti.
Ero tentato a non intromettermi nella discussione circa l’acquisto di una Meade Pictor 416, ma poi, leggendo alcune affermazioni fatte al riguardo, ho ritenuto opportuno fare un chiarimento per il buon nome dell’OACL.
La famigerata camera, proposta (ma non suggerita) a Filippo comprende:
- Camera CCD Pictor 416XTE
- Camera autoguida 201XT
- Cavetteria sia per l’alimentazione delle due camere che per la trasmissione dati (in particolare tre cavi RJ11 A 6 fili)
- Guida fuori asse Meade
- Raccordo (31.8 mm) con anello di fermo per fissare la posizione di fuoco
- Ruota porta filtri Meade modello 616 (compatibile con il sistema Pictor/LX200)
- 3 filtri (31.8 mm) RGB (di cui due rovinati: il coating si è de-laminato; cosa comune purtroppo per i filtri “dielettrici” di qualche anno fa. Anche il set RGB delle SBIG anni 90 soffre dello stesso male)
- filtro (31.8 mm) IR cut
- filtro (31.8 mm) IR pass
- 1 Valigia imbottita per il trasporto
Il tutto per 200 Euro.
Inoltre:
1. il controller aveva un difetto (credo comune ad altre Pictor) ovvero le saldature dei pin dell’alimentazione erano sottodimensionate e per questo motivo, visto l’uso campale che se ne fa, spesso queste tendono a staccarsi dalla scheda madre.
Tale difetto è stato riparato, ovviamente prima di proporre la camera.
Dopo la riparazione la CCD è stata tenuta in funzione in diverse occasioni e per periodi lunghi (anche per 10 ore senza dare problemi di sorta).
2. La camera dispone di una connessione seriale, oltre la SCSI. Con la seriale il full frame (bin 1x1) ha un tempo di download di circa 70 sec (con un USB2 – serial converter settato a 115Kb).
Con la SCSI (a patto di utilizzare gli adapter consigliati dalla Meade) il download è 3 volte inferiore… A tal proposito esistono convertitori PCMCI per SCSI (in buona sostanza per poter utilizzare i plotter di qualche anno fa). In tal modo anche con moderni PC (anche portatili) è possibile utilizzare (oltre che con la USB/seriale) tale CCD.
Ma, visto il costo aggiuntivo di tale convertitore (intorno ai 150 euro nuovo; ovvero quanto il kit proposto), ritengo che tale acquisto non sia conveniente, considerando il costo/efficacia di tale CCD.
Per focalizzare una stella è possibile (ovviamente) selezionare da software un’area di qualche decina di pixel di lato. In tal caso il download è di qualche secondo.
Con Astroart il DLL dedicato a questo “fossile” non ha mai dato problemi e la camera va, seppur lenta, che è una meraviglia.
3. La camera è datata ma non obsoleta: il sensore è un KAF400 (768 x 512 pixel, con pixel quadrati da 9 micrometri di lato, dimensioni lineari del CCD 6,89mm x 4,59mm) lo stesso delle SBIG ST7 prima serie.
In pratica ¼ del KAF1600 che equipaggia la serie ST8 della SBIG.
Dispone di un otturatore meccanico, di una dinamica a 16bit, il chip di grade 1 (vds il FIT esp. 0,01sec a -0,7° C) e di un TEC con delta T di -35° C.
Ovvero sarà pure un vecchio fucile, ma spara lo stesso bene se ben utilizzata.
4. Giudizio personale: dato il costo e gli accessori, tale camera può essere utilizzata con un certo profitto per ” lavori” di astrometria e di fotometria.
Per l’imaging, vista l’area del chip (esempio: FOV di 0,47° sulla diagonale per una focale di 1000mm) questo CCD può essere accoppiato a telescopi di piano focale corretto dell’ordine della diagonale del sensore (tipicamente SC a forzato rapporto d’apertura: 1/f= 6,3 o 3,3…), avendo cura di utilizzare una focale appropriata al campionamento.
A tal proposito vds: http://www.wcnet.org/~kmkerr/index.html
Ovviamente esistono prodotti migliori, più recenti, di grande area collettrice e di veloce conversione A/D e download, però credo che i costi siano decisamente diversi…
Tale CCD può essere, ritengo, una “entry level camera”, per farsi le ossa, per entrare nel mondo delle riprese digitali “serie” della volta celeste spendendo una cifra tutto sommato “modesta”.
Ovviamente essendo di non “facile” utilizzo dovrebbe stimolare la combattività del neofita (d’altra parte chi di noi agli inizi non ha penato… tale medicina ci ha fatto crescere robusti e desiderosi/capaci di tirar fuori il sangue anche dalle rape).
A onor del vero potrebbe anche affossare definitivamente le velleità astrofotografiche di un soggetto mediamente attirato/appassionato della materia. Ma questo credo non sia un male in senso assoluto: ho sentito di gente che ha speso migliaia di euro per poi buttare tutto alla prima difficoltà. Quindi agli inizi è meglio non spendere tanto!
Adesso iniziare è paradossalmente più facile: perché ci sono svariati prodotti (telescopi e sensori) ed, allo stesso tempo, più difficile: perché la varietà e la quantità di questi è veramente smisurata.
Prima o prendevi il rifrattore da 60mm, oppure il 114.
I più fortunati avevano il C8, oppure qualche (raro) newton su postazione fissa (Marcon o similari).
5. Tale camera all’epoca è stata proposta (a quel prezzo, viste le limitazioni di cui “soffre”), così come sono state consigliate, in primis, anche altre (ovvie) soluzioni, che ho ritrovato leggendo la discussione generata dal topic in questione, tipo:
- tieniti la DSLR che hai, fai esperienza e poi orientati nel prodotto che più si avvicina ai tuoi desiderata,
- modifica la DSLR applicando davanti al sensore un filtro IR pass (tale da non tagliare l’Ha),
- una SXPress H9 (però a patto di spendere un migliaio di euro nell’usato),
- una CCD a colori nel caso si voglia fare solo (o grossomodo quasi sempre) imaging.
Il tutto è in funzione, ovviamente, del budget a disposizione.
Con la speranza di poterci rivedere sotto un cielo stellato, magari a fare riprese CCD con ST4, Pictor 416, Cookbook 211, MX516… (perché non organizziamo uno star party con telescopi e sensori rigorosamente tutti pre-2000; tipo “old ironsides star party”, ci sarebbe da ridere e, forse, ci scapperebbe anche qualche lacrimuccia…), vi saluto tutti e vi auguro buon Natale ed uno stellatissimo 2013.
Dai Sig. Giorgio iscriviti anche tu su questo forum, è non ti preocupare,
dopo tutto molte cose non le sapevamo,e grazie intanto,per aver puntualizzato e chirito il tutto,il forum e utile proprio per questo,ciao. .
Giorgio
per me non c'era alcun bisogno di chiarimenti per salvare il buon nome della OACL.
L'OACL compie, da quando è nata, un'attività di sensibilizzazione e formazione ammirevole nel campo della astronomia, coinvolgendo masse importanti ed è quindi il punto di riferimento più importante della nostra regione.
Un abbraccio
edoardo
io sono uno di quelli che ha criticato senza mezzi termini il consiglio dato, ma non ero a conoscenza del fatto che fosse giunto da voi dell'OACL e/o da te in particolare, perché altrimenti avrei utilizzato un approccio diverso conoscendo la sicura tua onestà intellettuale e quella degli altri membri del OACL. Per questo ti chiedo scusa poiché quanto da me detto in precedenti post era rivolto a un fantomatico approfittatore, se ne trovano molti in giro purtroppo. Ripeto, conoscendoti di persona e apprezzando le tue doti di onestà e sensibilità, ti porgo nuovamente le mie scuse per il tono utilizzato nei post.
Detto questo però, per mia onestà intellettuale, continuo a non condividere il parere tecnico sulla scelta di una Pictor 416 per iniziare un astrofilo all'imaging. I tempi sono cambiati e si possono fare altre scelte. Ma questo rientra in una sfera totalmente personale.
Un abbraccio affettuoso e spero di vederti presto per poterti offrire da bere!
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