Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?

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Patrizio

Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?

Messaggio da Patrizio »

Vado completamente OT, ma al momento non sono in grado di partecipare a conversazioni più attinenti questo forum.
Dopo l'uscita del decreto legge per gli aiuti governativi (http://www.protezionecivile.it/cms/atta ... bruzzo.pdf), sono diventato molto pessimista sulla rinascita in breve della mia città.
- I fondi stanziati nell'arco di più di 20 anni, leggasi non ci sono soldi da dare a L'Aquila, né con nuove tasse né dirottando quelli dell'inutile ponte di Messina, che sappiamo bene a chi siano veramente diretti...
- Il mancato coinvolgimento delle istituzioni locali (comune e provincia in primis, essendo la regione un mero megafono del governo)
- Le flebili, o quasi nulle, reazioni delle istituzioni locali e di parlamentari nazionali a questo decreto, di qualsiasi partito siano (ma è così normale per tutti tranne che per me?)
- Le "chiacchiere" e le "passeggiate" cui non seguono i fatti: servono finanziamenti a breve ed a fondo perduto per ricostruire le case, al 100%; serve un forte ed immediato stimolo all'economia locale, per evitare che collassi su stessa.
...in sintesi, serve molto ma molto di più di quel poco che vedo nel decreto...e da qui forti dubbi e realtà.

- Alcune aziende, già in crisi, ormai hanno chiuso o stanno per chiudere
- Altre, ben solide fino all'evento, leggo che stanno per trasferire i dipendenti altrove: quanti di questi si trasferiranno definitivamente ? torneranno un giorno queste aziende ?
- L'ospedale, l'università, il turismo ? Quanti anni impiegheranno per tornare ad un livello accettabile, se non saccheggiate con spostamento di reparti e funzioni nelle altre province abruzzesi ? Quale sarà l'impatto su posti letto, studenti, clienti ?
- I grossi centri commerciali che, amati o odiati che siano, avevano stimolato non poco il commercio locale...per quanto tempo ancora faranno beneficenza ?
- Le piccole attività, molte nel centro storico, quando si riavvieranno senza un centro storico fruibile in pochi mesi ?
...e potrei continuare...

L'Aquila è una città, non un paese, che come una grossa macchina impiegherà del tempo a fermarsi e molto di più a ripartire senza uno sforzo eccezionale ed immediato.

Cosa devono aspettarsi gli aquilani che oggi lavorano e le generazioni che verranno, in concreto ?
Dobbiamo rassegnarci a trasferirci altrove, se possibile, e magari sperare di rientrare fra 15-20 anni ?
Se l'istinto è di lottare ed impegnarsi per la ricostruzione, i fatti che indicavo in precedenza vanno da tutt'altra parte, e molti come me devono decidere adesso cosa fare, considerando i fatti e cercando di mitigare le emozioni (ma non dimenticando che in molti stanno ancora piangendo i morti o le case che non ci sono più...)

Quale è il futuro del'Aquila e degli aquilani ?
Dobbiamo lottare da subito (ma quanti sarebbero disposti a farlo ?), con tutte le forme di lotta possibili a livello locale e nazionale, affinché non diventi una nuova Irpinia (o peggio) o dobbiamo arrenderci di fronte al destino che altri stanno decidendo per noi, cercando quindi strade alternative a medio termine, per quanto complesse oggi sembrino ?

Lo chiedo in primis agli amici aquilani, ma non solo...guardando il soffitto di una stanza d'albergo che ricorda tanto l'Auriga...

Un saluto
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mmorri
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Re: Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?

Messaggio da mmorri »

Non sara' facile in tutti i sensi...hai perfettamente ragione....I soliti politici molte passerelle e pochi fatti...
Io ho qualche speranza.......
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Pennuto
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Re: Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?

Messaggio da Pennuto »

Coraggio, in Friuli ce l'hanno fatta. Credo sia adesso il momento di tenere duro. Non entro nel merito delle decisioni politiche, che non conosco peraltro nei dettagli, ma credo che dalla vostra ci sia il fatto che il governo non può permettersi proprio in Abruzzo una nuova Irpinia.
Anzi, mi sa che il Berlusca voglia usare la ricostruzione per suonare la grancassa, il che andrebbe a tutto vantaggio della popolazione. Adesso è presto per capire fino in fondo e in ogni caso non è coi decreti della prima ora che saltano fuori i soldi. Poi c'è la Comunità Europea.
Piuttosto assicuratevi che il piano di ricostruzione serva a migliorare le cose e a eliminare quello che prima non andava. A partire dall'edilizia.
Se ci riuscite sarete voi paradossalmente a dare un aiuto al resto dell'Italia.
Ciao e in bocca al lupo
Maurizio
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Marco Bensi
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Re: Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?

Messaggio da Marco Bensi »

Come ho accennato in altri Topic sull'argomento terremoto , ritengo che quello che e' completamnete assente nella politica degli ultimi anni soprattutto dei governi Berlusconi(ma non solo), e' la cultura della educazione civica , della qualita' della vita e del senso vero della "crescita morale e civile di un popolo".

Si sta inseguendo solo profitto e mentalita' da cicala.

Allora, auspico per gli amici abruzzesi, che questo disastro diventi per loro la rinascita' di questa cultura della qualita' e della serieta'... che e' poi l'unico sistema, non utopico, per vedere e dare un futuro all'Aquila e paesi limitrofi. Ma che qusto nuovo spirito "guida" (anzi autoguida  ;) ) serva a far radicalizzare questi concetti nei ragazzi e nei giovani in genere e che mettano da parte le culture dei "furbi" che oramai vengono diffuse in tutte le immagini televisive e non.

Senza i furbi e gli indifferenti , tutti questi morti non ci sarebbero stati , ora penso che non ce ne sia piu' il dubbio.

Allora pur immaginando le difficolta' che citava Patrizio , vorrei che l'energia rimasta venga concentrata nella direzione che auspicavo.

In quel modo ...e con tanti soldi ...non lo nego, si potra' ricostruire consci di fare le cose al meglio per ridare un nuovo modo di gestire il territorio.

Un abbraccio ed un augurio che i soldi non vengano dati ad altri se non a chi ne ha bisogno sul serio...e cioe' gli Abruzzesi colpiti dal terremoto.

Ciao
Marco Bensi
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Gianpaolo
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Re: Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?

Messaggio da Gianpaolo »

E' forse brutto dirlo, ma credo che ci voglia molto tempo...sono convinto che la città rinascerà appena potrà ripartire l'economia (piccole e grandi imprese), ma come faranno i lavoratori che non possono stare nelle loro case e perciò lontani? Bisogna aspettare che la città si ripopoli, perciò interventi sugli edifici (ed è qui che deve intervenire lo stato e l'intera comunità europea) per valutare le strutture "sane" e quelle da ricostruire o sistemare. Per questo tipo di lavoro penso ci vogliano tantissime equipe che lavorino con costanza e in contemporanea sul territorio...
E' più facile riavviare la macro-economia e da li si deve partire, con esportazioni etc, mentre per la micro-economia bisognerà attendere un ritorno flusso di persone...
Secondo me ogni parlamentare la pensa diversamente l'uno dall'altro, ma non lo fanno di proposito, è la loro natura...
Bisognerebbe mettere delle priortà nella distribuzione dei soldi e, secondo me, non esiste priorità maggiore di far rientrare le famiglie e le persone nelle loro abitazioni il prima possibile e far ripartire una macchina che si è fermata (a differenza di costruzioni davvero troppo onerose in questo momento come il ponte sullo stretto ed altre infrastrutture simili).
Un saluto ed un abbraccio.

Gianpaolo
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Marco Di Lorenzo
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Re: Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?

Messaggio da Marco Di Lorenzo »

Marco Bensi ha scritto: ...e che mettano da parte le culture dei "furbi" che oramai vengono diffuse in tutte le immagini televisive e non. Senza i furbi e gli indifferenti, tutti questi morti non ci sarebbero stati, ora penso che non ce ne sia piu' il dubbio.
Il problema di questo paese, si sa, sono proprio i furbi... già sento e vedo chi si spaccia per aquilano terremotato pur di non pagare il pedaggio autostradale o i medicinali, adesso che inizia la ricostruzione questi personaggi senza scrupoli (i veri sciacalli del terremoto) probabilmente già si stanno attrezzando per costruirsi una villa aggirando eventuali controlli. Del resto, anche i comuni e le province fanno la loro, se è vero che Avezzano (che ha avuto danni trascurabili, che io sappia) ha fatto ricorso per non essere stato incluso tra i paesi colpiti dal sisma e addirittura il comune di S.Giovanni teatino (uno dei più ricchi della regione e relativamente lontano dall'epicentro) ha chiesto lo stato di calamità naturale solo perchè ci sono stati 2 sgomberi!
Insomma, ammesso che gli aiuti arrivino, qui rischia di diventare tutto un "magna magna" a vantaggio di palazzinari, furbetti vari e politicanti, a danno dei veri terremotati che, come è successo in Irpinia, rischiano di diventare "baraccati a vita". Scusate il qualunquismo e la diffidenza, so che per fortuna ci sono molti onesti e anche quelli che da subito hanno prestato la loro assistenza come volontari, però dobbiamo stare all'erta e denunciare i furbi di cui sopra. Fare gli indifferenti e coltivare il proprio orticello non è certo la cosa migliore, soprattutto in questo frangente!
Marco
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maxdedeo
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Re: Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?

Messaggio da maxdedeo »

Caro Patrizio, credo tu abbia centrato il nocciolo della questione con la semplice frase "L'Aquila e' una citta' e non un paese"... come scrivevo anche altrove... non si tratta di un centro storico di rappresentanza, ma del cuore vero della citta', dove c'era la maggior parte dell'attivita'  commerciale di qualita', studi di professionisti, parecchie sedi universitarie, artigiani, scuole...
la distruzione di un centro storico del genere non significa solo distruzione di beni artistici, ma della vita stessa della citta'... purtroppo anche io la vedo grigia, perche' ho l'impressione che questa cosa non sia ben chiara a chi di dovere... per quanto mi riguarda non ho alcuna intenzione di andare a vivere altrove, quindi quanto prima vorrei ristabilirmi in zona e riqualificarmi come piccolo dentino del grosso ingranaggio della seppur gia' precedentemente martoriata economia locale.
un caro saluto, Max
Patrizio

Re: Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?

Messaggio da Patrizio »

@Max: anch'io vorrei restare all'Aquila, sono 9 anni che faccio il pendolare con Roma, avrei già smesso da tempo se non fosse così. Ma, considerando il decreto, le reazioni ed il resto, in quanti anni pensi che L'Aquila sarà una città per poterci vivere e non sopravvivere ? Fa eccezione ovviamente chi, con la ricostruzione, avrà molto da lavorare (forse...)
@altri: leggo nelle risposte molti dei dubbi che ho anch'io, ed a questo aggiungo le incazzature per le passeggiate di politici (e non) che vengono a L'Aquila solo per scopi elettorali o simili.

L'Aquila è già scomparsa dai giornali. Ho visto tanta solidarietà da parte di molti italiani, e fra alcuni anni potrà anche esserci tanta indignazione come ne proviamo per l'Irpinia e simili mostruosità politico/affaristiche.

Ma, detto ciò, quanti di noi (mi ci metto anch'io) discutono al bar dei disastri di altri terremoti o terremotati, piuttosto che dell'ultima giornata di calcio o di altri argomenti più "leggeri" ?.

Quello che io vedo e temo, e spero sempre di sbagliarmi, è una lenta agonia e lenta rinascita per questa città, una ricostruzione a suon di slogan elettorali, senza che ci sia niente di concreto sotto, ed una quasi nulla risposta da parte dei politici locali.

Lottare per L'Aquila oggi vorrebbe dire, sempre secondo il mio pensiero, avviare una serie di manifestazioni molto dure per cambiare l'attuale impostazione data alla ricostruzione, seguita da controlli a tappeto e certosini, con una deadline a 3-5 anni max per le case e tutto ciò che serve a questa città.
Ma, quanti aquilani e quali politici sono oggi in grado o desiderosi di intraprendere queste battaglie per il futuro dell'Aquila e delle generazioni attuali di aquilani ?
Quanti accetteranno la nuova situazione di disagi perché, nella loro mente, il solo fatto di essere ancora vivi è già una grande fortuna (cosa peraltro vera)?

Ciao
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