Quale futuro per L'Aquila e gli aquilani ?
Inviato: 2 mag 2009, 7:53
Vado completamente OT, ma al momento non sono in grado di partecipare a conversazioni più attinenti questo forum.
Dopo l'uscita del decreto legge per gli aiuti governativi (http://www.protezionecivile.it/cms/atta ... bruzzo.pdf), sono diventato molto pessimista sulla rinascita in breve della mia città.
- I fondi stanziati nell'arco di più di 20 anni, leggasi non ci sono soldi da dare a L'Aquila, né con nuove tasse né dirottando quelli dell'inutile ponte di Messina, che sappiamo bene a chi siano veramente diretti...
- Il mancato coinvolgimento delle istituzioni locali (comune e provincia in primis, essendo la regione un mero megafono del governo)
- Le flebili, o quasi nulle, reazioni delle istituzioni locali e di parlamentari nazionali a questo decreto, di qualsiasi partito siano (ma è così normale per tutti tranne che per me?)
- Le "chiacchiere" e le "passeggiate" cui non seguono i fatti: servono finanziamenti a breve ed a fondo perduto per ricostruire le case, al 100%; serve un forte ed immediato stimolo all'economia locale, per evitare che collassi su stessa.
...in sintesi, serve molto ma molto di più di quel poco che vedo nel decreto...e da qui forti dubbi e realtà.
- Alcune aziende, già in crisi, ormai hanno chiuso o stanno per chiudere
- Altre, ben solide fino all'evento, leggo che stanno per trasferire i dipendenti altrove: quanti di questi si trasferiranno definitivamente ? torneranno un giorno queste aziende ?
- L'ospedale, l'università, il turismo ? Quanti anni impiegheranno per tornare ad un livello accettabile, se non saccheggiate con spostamento di reparti e funzioni nelle altre province abruzzesi ? Quale sarà l'impatto su posti letto, studenti, clienti ?
- I grossi centri commerciali che, amati o odiati che siano, avevano stimolato non poco il commercio locale...per quanto tempo ancora faranno beneficenza ?
- Le piccole attività, molte nel centro storico, quando si riavvieranno senza un centro storico fruibile in pochi mesi ?
...e potrei continuare...
L'Aquila è una città, non un paese, che come una grossa macchina impiegherà del tempo a fermarsi e molto di più a ripartire senza uno sforzo eccezionale ed immediato.
Cosa devono aspettarsi gli aquilani che oggi lavorano e le generazioni che verranno, in concreto ?
Dobbiamo rassegnarci a trasferirci altrove, se possibile, e magari sperare di rientrare fra 15-20 anni ?
Se l'istinto è di lottare ed impegnarsi per la ricostruzione, i fatti che indicavo in precedenza vanno da tutt'altra parte, e molti come me devono decidere adesso cosa fare, considerando i fatti e cercando di mitigare le emozioni (ma non dimenticando che in molti stanno ancora piangendo i morti o le case che non ci sono più...)
Quale è il futuro del'Aquila e degli aquilani ?
Dobbiamo lottare da subito (ma quanti sarebbero disposti a farlo ?), con tutte le forme di lotta possibili a livello locale e nazionale, affinché non diventi una nuova Irpinia (o peggio) o dobbiamo arrenderci di fronte al destino che altri stanno decidendo per noi, cercando quindi strade alternative a medio termine, per quanto complesse oggi sembrino ?
Lo chiedo in primis agli amici aquilani, ma non solo...guardando il soffitto di una stanza d'albergo che ricorda tanto l'Auriga...
Un saluto
Dopo l'uscita del decreto legge per gli aiuti governativi (http://www.protezionecivile.it/cms/atta ... bruzzo.pdf), sono diventato molto pessimista sulla rinascita in breve della mia città.
- I fondi stanziati nell'arco di più di 20 anni, leggasi non ci sono soldi da dare a L'Aquila, né con nuove tasse né dirottando quelli dell'inutile ponte di Messina, che sappiamo bene a chi siano veramente diretti...
- Il mancato coinvolgimento delle istituzioni locali (comune e provincia in primis, essendo la regione un mero megafono del governo)
- Le flebili, o quasi nulle, reazioni delle istituzioni locali e di parlamentari nazionali a questo decreto, di qualsiasi partito siano (ma è così normale per tutti tranne che per me?)
- Le "chiacchiere" e le "passeggiate" cui non seguono i fatti: servono finanziamenti a breve ed a fondo perduto per ricostruire le case, al 100%; serve un forte ed immediato stimolo all'economia locale, per evitare che collassi su stessa.
...in sintesi, serve molto ma molto di più di quel poco che vedo nel decreto...e da qui forti dubbi e realtà.
- Alcune aziende, già in crisi, ormai hanno chiuso o stanno per chiudere
- Altre, ben solide fino all'evento, leggo che stanno per trasferire i dipendenti altrove: quanti di questi si trasferiranno definitivamente ? torneranno un giorno queste aziende ?
- L'ospedale, l'università, il turismo ? Quanti anni impiegheranno per tornare ad un livello accettabile, se non saccheggiate con spostamento di reparti e funzioni nelle altre province abruzzesi ? Quale sarà l'impatto su posti letto, studenti, clienti ?
- I grossi centri commerciali che, amati o odiati che siano, avevano stimolato non poco il commercio locale...per quanto tempo ancora faranno beneficenza ?
- Le piccole attività, molte nel centro storico, quando si riavvieranno senza un centro storico fruibile in pochi mesi ?
...e potrei continuare...
L'Aquila è una città, non un paese, che come una grossa macchina impiegherà del tempo a fermarsi e molto di più a ripartire senza uno sforzo eccezionale ed immediato.
Cosa devono aspettarsi gli aquilani che oggi lavorano e le generazioni che verranno, in concreto ?
Dobbiamo rassegnarci a trasferirci altrove, se possibile, e magari sperare di rientrare fra 15-20 anni ?
Se l'istinto è di lottare ed impegnarsi per la ricostruzione, i fatti che indicavo in precedenza vanno da tutt'altra parte, e molti come me devono decidere adesso cosa fare, considerando i fatti e cercando di mitigare le emozioni (ma non dimenticando che in molti stanno ancora piangendo i morti o le case che non ci sono più...)
Quale è il futuro del'Aquila e degli aquilani ?
Dobbiamo lottare da subito (ma quanti sarebbero disposti a farlo ?), con tutte le forme di lotta possibili a livello locale e nazionale, affinché non diventi una nuova Irpinia (o peggio) o dobbiamo arrenderci di fronte al destino che altri stanno decidendo per noi, cercando quindi strade alternative a medio termine, per quanto complesse oggi sembrino ?
Lo chiedo in primis agli amici aquilani, ma non solo...guardando il soffitto di una stanza d'albergo che ricorda tanto l'Auriga...
Un saluto