Ed alla fine le buone condizioni di cielo sono arrivate... Perlomeno per il sito di Mosciano dal quale osservo.
La sera del 27 dicembre, sul tardi, intorno alle 24:00, ho tentato di riprendere lo spettro e di stimare la magnitudine apparente di questa cometa interstellare.
La serata si prospettava bene, cielo terso e pulito...

si vedeva nitida la Maiella (a 70 km di distanza dal sito osservativo) tinta di rosa quando il cielo s'arrossava per l'imminente crepuscolo.
Purtroppo, nonostante avessi preparato il setup già dal tardo pomeriggio, l'attrezzatura non ha voluto saperne di funzionare. Le tre camere SXpress (una Lodestar, una Trius 825 ed una H9) andavano in conflitto tra loro....
O per meglio dire, utilizzate con un unico PC con tre finestre di AA7 aperte, nonostante avessero funzionato a dovere in un test precedente, al minimo interrupt del PC (con l'antivirus disattivato...) e quando la memoria risultava "intasata", queste si bloccavano e smettevano di funzionare (chi rallentava o si fermava, chi si piantava su di un unico frame e chi metteva in "blocco fisso " la clessidra del SW di gestione. Insomma un disastro
Complice un freddo pungente, mi sono infilato sotto le coperte sperando in tempi migliori (rimuginando su come rimediare).
Il giorno seguente le condizioni del cielo sono rimaste pressoché invariate, a parte una maggior umidità e il freddo ancora più intenso. Ma il desiderio di riprendere questo viaggiatore interstellare ancora (per poco) nei pressi della Terra continuava a pervadermi.
Il setup era stato rivisitato avendo avuto cura di sostituire la H9 (

) con una ASI 174MM non raffreddata, in attesa di capire in seguito con calma, come eliminare il conflitto tra le camere di ripresa del giorno prima...
Un VMC260L con un ALPY600 per la spettroscopia e al piano focale di un FL70S la 174MM già detta con filtro Vjc per la fotometria.
C'è da dire, ad onor del vero, che anche la ASI durante la sessione di ripresa presentava nelle varie sbps delle righe orizzontali e delle bande verticali d'interferenza... ho cambiato recentemente il cavo usb3 e nei dintorni di casa è tutto un fiorire di wi-fi, 5G, etc.

; comunque alla fine ha sfornato per oltre un'ora sbps da 30 sec sul piano focale del piccolo Vixen.
In attesa che la cometa si alzasse (era nel Leone, vicino Regolo) ho approfittato della bella serata tersa (ma il seeing non era eccelso, diciamo 6/10) per utilizzare un vecchio FC76 posto sopra una solida montatura AZ per dare un'occhiata al Cielo.
La luna alta, poco dopo il primo quarto, mostrava un terminatore ricco di dettagli quali rimae, crateri, monti, lobi e scarpate... sembrava un ricamo d'altri tempi. Si intravedeva il cerchio esterno di Copernico mentre il resto dei terrazzamenti interni erano ancora in ombra... questo bellissimo cratere, come una fortezza si frapponeva all'avanzare lento ma inesorabile della luce solare che, di li a poche ore, avrebbe illuminato tutta la sua intricata geometria interna.
Con Saturno appena al meridiano, che vi devo dire... l'immagine era bellissima: gli anelli, di taglio come rasoi, si stagliavano sul fondo cielo scuro come la pece. Il globo color salmone chiaro presentava oltre alla larga fascia equatoriale almeno altre tre bande, visibili a tratti, di colori che andavano dal rosa al verdino/blu.
Verrebbe voglia di vendere tutto ed osservare il cielo in chiave "minimal" solo con questo antico ma performante rifrattore alla fluorite.
Dopo qusta breve parentesi d'apertura, poi ho iniziato l'improbabile missione ai limiti (direi oltre) dell'attrezzatura.
Questa la posizione nello spazio del viaggiatore cosmico...
E questa la ripresa della 3I Atlas sommando 96 sbps da 30 secondi con il piccolo FL70S.
Stacking sulla piccola chioma:
E qui, con stacking sulle stelle:
C'è da dire che il nostro viaggiatore interstellare ha mostrato un moto apparente (visto dal sito osservativo) pari a circa un quindicesimo del moto apparente lunare medio. Insomma non proprio una freccia.
Riporto una tabella riassuntiva.
La magnitudine riscontrata è risultata dopo una calibrazione fatta con AA7 superiore alla 14ma... insomma un soggetto impossibile per il setup spettrografico utilizzato.
Ma, andiamo per ordine. Oramai "iacta alea est..."
Ecco le riprese di calibrazione:
E per guidare sul piccolo e sfocato falso nucleo cometario (che per me coincideva con la chioma) ho spremuto la guida (AOG dell'Alpy 600) ponendo il binning della Lodestar a ben 4x4 e posando, visto che la cometa si muoveva lentamente, per ben 9 sec tra una correzione (se necessaria) e l'altra. La max sensibilità possibile...
Bene... dopo 11 pose da 600 sec lo spettro della cometa è venuto fuori (c'è, ma non serve, sigh)
Il rapporto tra il segnale (il flusso di fotoni provenienti dalla 3I Atlas) e il rumore di fondo purtroppo non è sufficiente per analizzarne lo spettro.
Rimane la soddisfazione di aver ripreso la debolissima luce dispersa dall'impietoso grism dello spettroscopio e di averne lasciata debolissima traccia su di una "lastra" di pixel di silicio.
Buon viaggio Cometa d'altri soli.
Giorgio