A meno di non pittare con i programmi che sappiamo, la RGB deve avere senz'altro una integrazione maggiore. Altrimenti non riesci a colorare bene (e completamente) le deboli propaggini della galassia.
Nel tuo caso poi vedo chiaramente che la RGB era visualizzata con il nucleo saturato al momento della composizione. Non so se ricordi, avevamo gia' parlato del fatto che il risultato finale dipende da come sono impostate le soglie di visualizzazione (sia della luminanza che della RGB). Cioe', con le stesse due immagini di Luminanza e crominanza, ottieni una marea di diversi risultati a seconda di come regoli in sostanza contrasto e luminosita' al momento in cui dai il comando LRGB. Anche se puo' sembrare strano, cio' rende molto piu' "elastica" la composizione LRGB.
Naturalmente il processo richiede un po' di esperienza ma non c'e' nulla di complicato. La cosa da tenere a mente, provando lo verificherai, e' che il nero e il bianco non si colorano, le tonalita' intermedie invece si. Questo vale sia per la L che la RGB. Le aree che vedi saturate nella RGB non passeranno alcun colore alla luminanza. Idem le aree saturate nella luminanza non riceveranno mai alcun colore dalla RGB anche se quest'ultima non presena saturazioni. Per saturazione intendo anche quella visiva (regolata con le soglie), non solo con i conteggi (ADU). Credimi, molto piu' facile a farsi che a dirsi. Quando riusciamo ad incontrarci ti faccio vedere in pratica.
Domenico ha scritto:
Dai che con le galassie funzionicchia......Astroart è una chiavica sia in calibrazione che in editing, in quest'ultimo è proprio pessimo...
Mi rendo conto che le stelle piu' luminose non hanno colore. Ma "smontare e rimontare" le immagini per trattare selettivamente le stelle non mi ha mai interessato piu' di tanto. Per alcuni casi di fortissimi gradienti del soggetto mi e' capitato di fare un passaggio aggiuntivo con IRIS.
Calibrazione... Astroart e' impeccabile (nasce per finalita' scientifiche), quali problemi ti ha dato?
Tornando ai dark... Piero, non avendo sotto mano il materiale RGB non so dirti ma usando il dark con la luminanza gli unici "buchi" che si ottengono con la sottrazione sono causati da raggi cosmici nel dark. Non parlo solamente delle due strisciate che si vedono nel frame ma anche di tracce piu' corte (quasi puntiformi da sembrare pixel caldi). Il master dark non deve assolutamente presentare raggi cosmici altrimenti la sottrazione porta localmente a valori negativi o comunque inferiori ai pixel delle zone circostanti, creando tracce e punti neri.
Il problema si risolve acquisendo un numero sufficiente di dark frame e combinandoli con una mediana o un sigma. A differenza della somma o della media, mediana e sigma rigettano i pixel anomali che si trovano su un singolo frame, restituendo un dark "pulito". Nota Piero che mettere in pratica questa cosa e' banale.
Alla fine della fiera... tante cose banali possono, combinate, rendere il lavoro di elaborazione un po' difficile. Qui semplicemente entra in gioco la pratica. Ti dico che basta un po' di esperienza per avere risultati di tutto rispetto. Quindi non scoraggiarti e divertiti a provare. So bene che non hai tanto tempo libero per dedicarti a queste cose, cio' nonostante stai facendo una grande evoluzione!
Paolo