Re: Riflessione di un vecchio astrofilo!

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Vincenzo
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Re: Riflessione di un vecchio astrofilo!

Messaggio da Vincenzo »

Io non mi sento un vecchio astrofilo... e neanche un astrofilo ma, credo di essere un semplice appassionato di questa materia e mi affascina l'immensità dell'universo e tutto quanto esso contiene, soprattutto i segreti non svelati che soltanto la nostra immaginazione può tentare di scoprire. Ritengo che l'elevato grado di tecnologia raggiunto dagli apparati usati in astronomia, sia comunque una cosa buona, quello che non bisogna perdere di vista, secondo me, è il lato romantico su come si osserva il cielo e le sue meraviglie, ed usare la tecnologia solo quando serve per una produrre una documentazione di ciò che si osserva o di quello che non riusciamo ad osservare in diretta per i nostri limiti fisici.
Del concetto, esposto in questo post, mi sono rimaste impressi due termini che Paolo R. espose durante una serata trascora insieme nella Torre delle Stelle, disse che noi proveniamo dalle stelle (siamo fatti della stessa pasta) e che l'universo intero era una grande orchestra che suonava armoniosamente (senza fare mai una stecca, aggiungo io) diretta da un Grande Maestro...DIO.
Ciao a tutti
Vincenzo
Vincenzo Cerasani
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Paolo
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Re: Riflessione di un vecchio astrofilo!

Messaggio da Paolo »

Ricordo che tempo fa parlammo di come ogni appassionato vive in modo specifico la sua passione per il cielo. Chi spende la maggior parte del tempo per dedicarsi alla costruzione degli strumenti per osservare il cielo e chi invece preferisce non preoccuparsi della realizzazione ma focalizza l'attivita' sull'uso del telescopio. Anche senza dover necessariamente costruire qualcosa, si passa da coloro che adorano e collezionano ogni elemento della strumentazione (leggi telescopi, oculari, accessori, ecc.) la cui infinita ricerca diventa l'interesse primario, a chi invece, stabilita una base minima, passa principalmente il tempo a pianificare ed osservare il cielo.

Estremi opposti in cui si collocano infiniti diversi casi. Forse, come per tante altre situazioni, la famosa frase "il giusto sta nel mezzo" e' veritiera. Ma dove? Pensandoci bene, e' presuntoso pensare di sapere dove collocare "il giusto", dal momento che questo non e' esattamente definibile. E' tutto molto soggettivo, d'altra parte riflette il modo di essere estremamente vario di ognuno.

Una cosa comunque e' certa, piu' il mezzo (la strumentazione) e' semplice, piu' e' affidabile. Non mi sembra neanche sbagliato affermare che piu' il mezzo e' sofisticato, piu' questo diventa efficiente. Un solo esempio, le macchine fotografiche tradizionali contro le camere CCD, semplici le prime, notevolmente piu' complesse nell'uso le seconde, ed i risultati ben differenti. Direi infine che piu' il mezzo e' complesso, piu' argomenti di discussione genera. Sia per per le tante variabili nelle mani dell'utente, sia perche' a volte qualcosa non funziona a dovere (la mancanza di affidabilita' vista sopra).

Dove va a parare 'sto discorso? Secondo me ci sono delle combinazioni "fatali" dipendenti proprio dal carattere delle persone. In mano ad alcuni, le tecnologie sofisticate possono diventare una bomba! Proprio come dice Paolo, alcuni finiscono per farsi ossessionare dalla complessita' e dai problemi derivanti. Allora parlano solo di problemi ma la cosa piu' grave e' che la frustrazione puo' far perdere loro completamente di vista il vero obiettivo. Spero che il caso dell'astrofilo in Sardegna sia stato per lui sporadico. Qualche volta, soprattutto agli inizi, puo' succedere che ci siano degli intoppi nell'uso di sofisticate apparecchiature. Se pero' questi sono frequenti capisco che la cosa puo' degenerare.

Ribadisco che dipende molto da come siamo abituati a ragionare. Putroppo non e' raro che i problemi li andiamo cercare noi stessi... Sono certo che chi lavora bene non finira' mai "vittima" di queste diavolerie moderne! Al limite capira' anche quando e' arrivato il momento di buttare tutto e tornare al semplice, ma sicuramente trarra' il massimo profitto dalle nuove tecnologie. Voglio citare anche io gli astrofili di cui parla da Paolo (e includo anche lui, oltre ovviamente tanti altri). Dopo un percorso pionieristico dove la semplicita', oltre ad averci insegnato tanto, ci ha fatto apprezzare la "potenza" degli strumenti moderni rispetto ad un astrofilo che "nasce" insieme a queste nuove tecnologie, sono certo che nessuno di loro oggi ne sarebbe sopraffatto. Li conosco troppo bene...

In definitiva mi e' sembrato molto saggio Vincenzo, benvengano tutti gli strumenti che permettono di spingere la nostra vista e la nostra immaginazione nel piu' lontano spazio profondo. Posso assicurare che l'emozione provata nel vedere la struttura "vertebrata" (consentitemi questo termine per descrivere le linee scure che attraversano i bracci della galassia) della M51 con soli 15 secondi di esposizione con la camera CCD, e' stata immensa! Era una sera a Campo Felice ed eravamo sotto un cielo meraviglioso,  c'erano diversi amici che sicuramente ricordano il mio stupore. Anche se non e' una osservazione reale attraverso l'oculare, i particolari che questo "occhio elettronico" riesce a vedere colpiscono moltissimo!

Alla fine della fiera e' la bilancia a far decidere... in un piatto le emozioni che proviamo nello scutare il cielo, nell'altro i sacrifici che abbiamo compiuto. C'e' da augurarsi di avere sempre il primo piatto piu' pesante...

Paolo, grazie per averci dato la possibilita' di fare delle riflessioni, ogni tanto fa bene fermarsi un attimo...

Ciao
Paolo
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