Caro Max, qualche volta sia io che te siamo incappati in serate caratterizzate da un seeing decisamente favorevole. Chissa' perche' i tanti presunti problemi ottici legati a questo tipo di configurazione sembravano sparire miracolosamente! Quello del seeing e' uno degli impedimenti alla realizzazione di una buona foto ma ce ne sono naturalmente altri. Il buon inseguimento durante le riprese e' altrettanto fondamentale, cosi' come una sufficiente collimazione, la messa a fuoco accurata e via dicendo. Basta il cedimento di un solo anello di questa catena che i risultati vanno a farsi friggere.
La causa principale, secondo me, per cui si abbandona questi telescopi per passare ad altri sistemi piu' semplici da gestire oppure se ne sconsiglia l'acquisto e' la lunga focale. Questa implica quantomeno la necessita' di un seeing accettabile e di un buon inseguimento. Quante volte abbiamo rinunciato a fotografare la Luna o i pianeti per eccessiva turbolenza? Lo stesso dovrebbe valere per foto deep-sky con tali strumenti. Invece si fotografa lo stesso, magari si opera con leggerezza sugli altri parametri e poi, dopo aver avuto scarsi risultati, si danno le colpe alla strumentazione. I famosi "palloni", termine per indicare le stelle riprese attraverso questi SC, dove stanno? Escludiamo eventuali stelle davvero luminose, per le quali l'allargamento e' dovuto all'interazione con il sensore CCD (il caso limite e' il blooming) e con le superfici dei filtri interposti, non mi sembra che le stelle siano palloni in questa immagine, ma puntini degni di un apocromatico:
http://quasar.teoth.it/gallery/albums/u ... ltered.jpg
e se si obiettasse che qui siamo filtrati a banda stretta per cui eventuali cromatismi (ben pochi in uno SC) sono annullati dove sono i palloni in quest'altra immagine presa in pieno range spettrale?
http://quasar.teoth.it/gallery/albums/u ... i_Sara.jpg
Molto importante il fatto che in entrambi i casi non e' stata applicata alcuna deconvoluzione in fase di elaborazione, procedura in grado di stringere fino ad un punto qualunque patacca sfocata o deformata.
Sono solo due esempi che andrebbero visti semplicemente come uno stimolo per chi, avendo acquistato strumentazione del genere, ha in mente di lavorare nell'ambito del profondo cielo. Uno stimolo ancora piu' forte pensando che si tratta di risultati migliorabili. Infatti per la mia esperienza spesso mi e' capitato di credere di aver raggiunto un limite insormontabile e invece ho avuto prova che si poteva fare ancora meglio. E' solo una questione di tempo ed esperienza.
Per le motivazioni viste credo che si sopravvalutino molto alcuni tipi di configurazioni molto delicate e costose come i Ritchey-Chretien, che vantano un'ottima puntiformita' stellare e un campo corretto molto ampio. Se non si dispone di sensori CCD di grandi dimensioni per cui un telescopio RC e' d'obbligo, non so fino a che punto con l'atmosfera e tutti gli altri parametri che entrano in gioco, la speciale configurazione porti reale vantaggio sulla nitidezza, risultati alla mano.
Quanto affermato se si desidera lavorare con lunghe focali, mentre e' noto quanto sia facile lavorare con focali piu' corte tipiche di molti rifrattori apocromatici o di astrografi in generale. Una focale corta puo' venire scelta sia per facilita' d'uso (maggiori probabilita' di successo nelle riprese) ma soprattutto per poter abbracciare soggetti la cui estensione e' tale da non entrare nel campo di ripresa di un telescopio a lunga focale. Quello che e' importante, secondo me, e' ammettere con sincerita' le motivazioni che spingono ad abbandonare uno schema ottico a lunga focale come quello SC. Per guadagnare in praticita' d'uso, per una minore sensibilita' alla turbolenza atmosferica, per facilita' di inseguimento, ecc... ma non per il "pessimo" schema ottico che crea "palloni" anche in asse, mirror flop causati dallo specchio mobile, acclimatamento impossibile e via discorrendo.
Grazie alla rete sono a conoscenza anche di altri astrofili (per restare in Italia) che hanno usato con profitto telescopi SC. Solo come esempio cito Andrea Tamanti (
http://www.tamanti.it/astronomy.htm) e Alessio Pisani (
http://web.tiscali.it/alexmade/) che oggi, se non sbaglio, sono passati a strumenti RC di maggiore dimensione autocostruiti. Guarda nelle loro gallerie i lavori eseguiti con i telescopi SC per avere conferma (lo so che non serve...) che con gli SC si ottengono ottimi risultati.
In definitiva anche io li reputo strumenti perfettamente adatti alla fotografia deep-sky dove si ricerca il dettaglio. Sicuramente occorre lavorare con un minimo di perizia (che cresce con l'esperienza), ma d'altra parte questo e' il "sale" del nostro hobby!
Le tue immagini della Sh2-112 e la Bubble nebula sono davvero ricche di dettaglio, soprattutto la seconda, complimenti! Il paragone evidenzia una magnitudine limite raggiunta di gran lunga superiore. C'e' senz'altro il discorso della collimazione ma puo' non essere l'unico fattore. credo che la maggiore esperienza abbia giocato positivamente.
Stammi bene
Paolo