il mitico passato....

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paoldea
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il mitico passato....

Messaggio da paoldea »

Eilah! Mitico passato? Ora vi straccio a tutti!!!!
I telescopi! Roba da ricchi! 40 e più anni fa, perennemente squattrinati (non solo noi,ma anche i nostri padri),si andava a porta portese a recuperare da mario bonfigli ottiche post-belliche per accroccare qualcosa che rassomigliasse ad un telescopio, spesso anche con ottimo risultati.Quelli erano i tempi in cui i fortunati possedevano un rifrattore da 60, ed i ricchi quello da 80 ( il 114 era ancora lontano) Oculari di strumenti da osservazione di provenienza zeiss ancora fanno bella mostra di se sui miei moderni strumenti. Le montature? LA mia prima montatura fu un pezzo di un'enorme telemetro tedesco che diventò la base di Ascensione retta. Il motore fu una sveglia meccanica in cui il bilanciere fu sostituito dalla mia mano che dava un periodo variabile a piacimento e tanto più preciso quantopiù l'occhio era vigile a notare gli spostamnenti della stella nel reticoolo del telescopio di guida (altro che autoguida!!!).QUELLA FU LA PRIMA GUIDA VERAMENTE....DIGITALE!!! E dire che si facevano pose di due e tre ore!!!Quante volte ho dato ..un'occhiata (nel senso che ho urtato duramente l'occhio contro l'oculare) a causa di un improvviso colpo di sonno!!!
CAro paolo, che ne sanno i giovincelli di quando tornavo da porta portese dove avevo fatto incetta di termometri per la febbre, che venivano immolati per estrarre il mercurio i cui vapori (ORRIBILE) servivano per latensificare (sensibilizzare) le pellicole oppure di quando si modificava il forno di casa per ARROSTIRE le pellicole. CHe ne sanno della bombola che acquistasti in tempi più recenti piena di forming gas? Il FINO ST33!! Caro paolo, di la verità!! Il fino st33 era uno sviluppo per carte, ma solamente 5 ml allungati in 300 cc di acqua a 20° davano uno sviluppo per pellicole estremamente contrastato e principalmente a prezzo insignificante. Si potevano TIRARE le pellicole anche di molto con la grana ancora molto piccola. MA questa è storia di PAOLO. Io prima di questi tempi mi recavo a Vicari (ora chimico-sanitaria)ad acquistare il metolo, il solfito di sodio anidro e l'idrochinone per fare lo sviluppo sia per la pellicola che per le carte.
Mi sembra ieri quando alla prima fiera dell'elettronica aquilana notai tra i banconi un imberbe ragazzino che mi colpi per l'interesse che dimostrava in tutti i campi della scienza ed in quel momento per l'elettronica. Era ancora in embrione, ma prometteva bene, mi dissi. Sapete come si chiamava? ebben si!! era PAolo Berardi. E' passato solo un giorno quando arrivò il suo primo telescopio - il mitico C8- che fu piazzato sul balcone di via Agnifili. Allora il cielo era nero anche dentro l'aquila. Pensate che io ormai avevo un OTTIMO newton 250/6 in cui facevo osservazioni e fotografie sul fondo cielo da via fortebraccio 83.E si vedevano oggetti che oggi si vedono a mala pena dalle zone interne di roio.POi Paolo prese il volo, a lui si unirono altri astrofili ed io, con il mio carattere di lupo solitario ( i miei amici dicono ORSO)tornai tra i monti, da solo, di notte, ad osservare le meraviglie del cielo. POi in questo sito paolo mi ha rinominato ed eccomi qui per salutare tutti voi, ma specialmente paolo che per me è ancora un imberbe bimbetto che appena sa dove si trova la polare.
Ciao
paolo de angelis
paolo
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marco
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Re: il mitico passato....

Messaggio da marco »

UUUURRRRRCAAAAA, il grande Paolo si è aggiunto tra noi, benvenuto Paolo, hai fatto una scelta moooooolto saggia ad iscriverti; ma quanti anni hai....., mi sa che io in confronto sono un giovanotto........
Bene, finisci di fare l'orso solitario e unisciti a noi per le osservazioni ed attività, visto che anche a strumenti mi sa che stai messo noooolto bene..... ;)
c.l.
marco
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Paolo
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Re: il mitico passato....

Messaggio da Paolo »

Paolo, come potevi non raccontarci la tua esperienza con argomenti come questi!!!

Il mitico Paolo (un nome ormai ricorrente in questo campo...) e' stato il primo astrofilo che ho conosciuto dopo alcuni anni di attivita' in solitaria. Magari avessi saputo che nella mia citta' qualcun'altro aveva la mia stessa passione ed aveva una grande esperienza... ma, come si dice, meglio tardi che mai! Tardi significa all'eta' di 17 anni circa, quando Paolo viene a casa a consegnarmi un oculare che avevo acquistato presso un distributore di Roma. Parlando con il negoziante, aveva saputo che c'era un altro cliente dell'Aquila che aspettava la consegna. Molto gentilmente Paolo ha fatto da tramite ed abbiamo fatto conoscenza.

E gia', senza internet questo e' uno dei migliori sistemi per contattare eventuali altri appassionati... Io ho fatto altrettanto grazie ad un edicolante, attraverso la vendita di riviste di astronomia (si chiedeva di lasciare il nome in edicola).

Paolo, ricordo come fosse ora il pacchetto di stampe 10x15 della Luna fatte con il tuo newton da 25 cm che visionavo sempre meravigliato, nonche' le numerose visite assieme a Porta Portese da Mario ed Emiliano dove acquistai anche io dei pezzi ottici e meccanici di altissima qualita'. Pensa che un massiccio oculare a lunga focale e a largo campo apparente, acquistato a Roma, e' attualmente in uso sul grande telescopio di Colle Leone! Un altro, al quale ho collegato un barilotto standard da 31.8 e' diventato parte principale del sistema per l'allineamento al polo del telescopio per tanti anni... Grazie per queste belle esperienze!

L'acquisto dei componenti chimici per la realizzazione dei bagni per lo sviluppo mi ha sconvolto! L'idrochinone... l'avevo completamente dimenticato! Non ho mai composto i rivelatori in quanto usavo prodotti pronti come il Fino ST33, ma leggevo di come si potevano realizzare su riviste come "Fotografare"... che tempi! Ma... fermiamoci senno' arriviamo ai fratelli Alinari!

Ricordo benissimo il tuo sistema di inseguimento siderale "a dito"...  Avendo tali ricordi viene da sorridere pensando a chi oggi si lamenta dei moderni sistemi di autoguida quando magari a volte non lavorano in modo perfetto! Ma che ci vuoi fare? Il progresso e' inesorabile e noi siamo sempre pronti ad adattarci... Bisogna dire pero' che anche i risultati oggi sono migliorati in modo impressionante! Forse e' una naturale evoluzione...

Sono davvero contento che questo Forum contribuisca a mantenere i contatti (anche se per fortuna le occasioni per incontrarci non mancano), ma ti vogliamo meno "lupo solitario"! Intanto tieniti pronto per una cenetta a breve... Perche' non proviamo a "scovare" il caro amico Marcello Aglietti, compagno di avventure astronomiche? Se non ricordo male abita a Pescara, sai se lavora ancora qui all'Aquila?

A presto
Paolo
Ultima modifica di Paolo il 23 mar 2007, 13:11, modificato 1 volta in totale.
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gdicarlo
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Re: il mitico passato....

Messaggio da gdicarlo »

per paolo B.

su una cosa ricordi male...

"Non ho mai composto i rivelatori in quanto usavo prodotti pronti..."

scovammo non mi ricordo dove la composizione di un rivelatore
sviluppato a monte palomar (!) appositamente per le pellicole
tipo 103aF o 2415, con tanto di parti proporzionali e procedimento
per la produzione... ordinammo (non mi ricordo piu' dove...) tutti
i componenti chimici e facemmo i "piccoli chimici fotografici" a
casa tua, in bagno mi sembra....
te lo ricordi ora???

ciao ciao g.

p.s. forse la formula magica era su fotografia astronomica di
w. ferreri...
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Paolo
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Re: il mitico passato....

Messaggio da Paolo »

NOOOOOOOOOOOOOOOOO! Hai ragione... ma devo scavare nella memoria!
Ma allora quanti anno ho? La memoria comincia a vacillare... la senilita' incombe...  :'( :'( :'(

Certo che chi legge di questi "scavi archeologici" pensera' a degli highlander...  ;)

Paolo
paoldea
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Re: il mitico passato....

Messaggio da paoldea »

Ciao, rieccomi dal “passato”
Visto che paolo ha parlato di Alinari, vi racconto la cosa. C’era una volta, tanti…tanti…tanti fa................. …
Correva l’anno 1967…..Un ingegnere torinese    costruiva telescopi, appunto l’ing. Alinari. Costruiva telescopi rifrattori da 45, 50. 75 ed i mastodontici 120 con 1000 e 2000 di focale. Avevano il tubo di plastica,ma aveva una soluzione che anticipava i tempi. Aveva il flip-mirror, con uno specchietto ribaltabile. Veniva fornito di due oculari montati in plastica tenera per cui si inserivano a pressione nel flip-mirror.
Un gomito di 45° inclinava il tutto rendendolo un “equatoriale”. Quando arrivò non ero nella pelle e devo dire che non andava poi così male, per i tempi. La correzione cromatica era accettabile (oggi si direbbe..inaccettabile), ma aveva tutte le aberrazioni residue (coma, astigmatismo, curvatura di campo, sferocromatismo, sferica etc etc). Oggi si da troppa importanza alla SOLA aberrazione cromatica dei rifrattori, dimenticando che le altre aberrazioni sono anche più importanti nella formazione finale dell’immagine. Me lo guardavo di notte quando mi svegliavo, anzi…mi svegliavo per guardarlo. Dopo poco mi resi conto cher non era paragonabile ai miei strumenti accoccati con lenti militari pre-belliche e chiesi all’ing.Alinari di sostituirmelo con il modello da 120 ma di 2000 di focale. Ciò fu possibile solo con l’aiuto economico di un altro astrofilo, anche lui Paolo (ma che gli astrofili si chiamino tutti paolo?). Finì la sua passione prima in Nigeria, poi in arabia, dove si trasferì. Era un cannone enorme e solo la sua stazza ci dava l’orgoglio di possedere uno strumento da osservatorio. Il più grande rifrattore in commercio, nel mondo, era il 108/1600 (chi lo ricorda?), ma nessuno poteva permetterselo. La focale lunghissima – f/16 gli assicurava una discreta correzione delle aberrazioni e ricordo le immagini quasi completamente esenti da cromatismo, ma purtroppo c’erano ancora le altre aberrazioni, anche se contenute. Le immagini erano in definitiva buone, anche perché gli oculari in dotazione erano stati cestinati e sostituiti da quelli militari, con ottimi risultati. Voi però capirete che non era possibile osservare ad un ingrandimento superiore a 100X, ma solo perché la montatura era infima e ci sembrava essere gli astronomi del 600 quando usavano rifrattori da 45 metri sospesi con le corde. Quando poi acquistai un MTO 1000 mi resi conto che le immagini erano molto più gradevoli con una possibilità d’uso enormemente più pratica. Che si fa? Partimmo sull’autobus di linea, poi sul tram ed andammo a porta portese a rivendere il tutto spacciandoci per russi con macchine fotografiche dell’est appese al collo.
Non ci crederete, ma vendemmo il telescopio al doppio del prezzo che avevamo pagato.
Tornai quindi con uno zeiss 180/2.8, un tair 300/4.5, un Helios 85/1.5 (si ..1.5) ed un oculare di mario con focale di 38 mm e 75° di campo , focheggiabile e del peso di 1700 gr:!!!!
Questa lunga conversazione solo perché Paolo ha nominato Alinari (ma lui intendeva i fotografi di Firenze) quindi attenti a non darmi il via… potrei parlarvi dei dinamax e dei laboratori di astrosystem ,dell’urania (Giuseppe d.c. li conosce), dell’astro-italia, della montatura italiana MPAA
Antech (futuristica per i tempi), di mario spada etc etc
PAOLO B. ancora portava i pannolini.......PAssavamo gli anni ed acquistai uno specchio in america da 250/6 (newton planetario) e lo fornii di specchietto secondariocon ostruzione 21%. Dava (e darebbe se lo rimontassi) immagini mozzafiato, ma il tempo passava e le possibilità aumentavano (sia economiche che di offerta)ed oggi mi quasi vergogno a possedere un astrophysics da 155 EDF, un lx 200 da 10 un celestar 8 un astele 133.5 un pentax 120 etc etc
Credo che però rimpiangerò sempre i vetri dell'alinari perchè l'emozione che provai quando ci guardai dentro fgarebbe impallidire il momento in cui ho messo l'occhio nel mio AP 155EDF fornito di RAdian da 3 e diagonale AP.
Ciao
PAOLO D.A.
Allegati
alinari.jpg
paolo
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Paolo
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Re: il mitico passato....

Messaggio da Paolo »

Ormai e' chiaro... tra noi cariatidi il passato tira piu' del presente  :D ;D :D

Beccatevi allora questa selezione da un catalogo di Marcucci (quello che notoriamente vendeva prodotti elettronici e per ricetrasmissioni). Ad un certo punto ho visto comparire a fine catalogo una sezione di prodotti per l'astronomia... quanti sogni! Ho raccolto queste pagine e ne ho fatto un libricino che conservo ancora gelosamente anche se notevolmente consumato. Dovremmo essere verso la fine degli anni '70. Il telescopio di punta e' un newtoniano Edmund da 8 pollici di apertura, inarrivabile a quei tempi!

La pagina introduttiva:
http://img261.imageshack.us/img261/5789/m1sf9.jpg

Qualche accessorio:
http://img441.imageshack.us/img441/1134/m2yf4.jpg

Un pregiato riflettore da 10 cm di apertura:
http://img404.imageshack.us/img404/2020/m3ch2.jpg

Notevole il fatto che erano in vendita tutti gli accessori per la realizzazione del proprio telescopio, compresi i materiali per costruire lo specchio con utensile e abrasivi!

Avevo gia' letto dei telescopi Alinari dai topic di Paolo R. e Maurizio, da ragazzo comunque mi sono sfuggiti completamente, forse ero troppo giovane...

Ciao
Paolo
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