il mitico passato....
Inviato: 23 mar 2007, 2:18
Eilah! Mitico passato? Ora vi straccio a tutti!!!!
I telescopi! Roba da ricchi! 40 e più anni fa, perennemente squattrinati (non solo noi,ma anche i nostri padri),si andava a porta portese a recuperare da mario bonfigli ottiche post-belliche per accroccare qualcosa che rassomigliasse ad un telescopio, spesso anche con ottimo risultati.Quelli erano i tempi in cui i fortunati possedevano un rifrattore da 60, ed i ricchi quello da 80 ( il 114 era ancora lontano) Oculari di strumenti da osservazione di provenienza zeiss ancora fanno bella mostra di se sui miei moderni strumenti. Le montature? LA mia prima montatura fu un pezzo di un'enorme telemetro tedesco che diventò la base di Ascensione retta. Il motore fu una sveglia meccanica in cui il bilanciere fu sostituito dalla mia mano che dava un periodo variabile a piacimento e tanto più preciso quantopiù l'occhio era vigile a notare gli spostamnenti della stella nel reticoolo del telescopio di guida (altro che autoguida!!!).QUELLA FU LA PRIMA GUIDA VERAMENTE....DIGITALE!!! E dire che si facevano pose di due e tre ore!!!Quante volte ho dato ..un'occhiata (nel senso che ho urtato duramente l'occhio contro l'oculare) a causa di un improvviso colpo di sonno!!!
CAro paolo, che ne sanno i giovincelli di quando tornavo da porta portese dove avevo fatto incetta di termometri per la febbre, che venivano immolati per estrarre il mercurio i cui vapori (ORRIBILE) servivano per latensificare (sensibilizzare) le pellicole oppure di quando si modificava il forno di casa per ARROSTIRE le pellicole. CHe ne sanno della bombola che acquistasti in tempi più recenti piena di forming gas? Il FINO ST33!! Caro paolo, di la verità!! Il fino st33 era uno sviluppo per carte, ma solamente 5 ml allungati in 300 cc di acqua a 20° davano uno sviluppo per pellicole estremamente contrastato e principalmente a prezzo insignificante. Si potevano TIRARE le pellicole anche di molto con la grana ancora molto piccola. MA questa è storia di PAOLO. Io prima di questi tempi mi recavo a Vicari (ora chimico-sanitaria)ad acquistare il metolo, il solfito di sodio anidro e l'idrochinone per fare lo sviluppo sia per la pellicola che per le carte.
Mi sembra ieri quando alla prima fiera dell'elettronica aquilana notai tra i banconi un imberbe ragazzino che mi colpi per l'interesse che dimostrava in tutti i campi della scienza ed in quel momento per l'elettronica. Era ancora in embrione, ma prometteva bene, mi dissi. Sapete come si chiamava? ebben si!! era PAolo Berardi. E' passato solo un giorno quando arrivò il suo primo telescopio - il mitico C8- che fu piazzato sul balcone di via Agnifili. Allora il cielo era nero anche dentro l'aquila. Pensate che io ormai avevo un OTTIMO newton 250/6 in cui facevo osservazioni e fotografie sul fondo cielo da via fortebraccio 83.E si vedevano oggetti che oggi si vedono a mala pena dalle zone interne di roio.POi Paolo prese il volo, a lui si unirono altri astrofili ed io, con il mio carattere di lupo solitario ( i miei amici dicono ORSO)tornai tra i monti, da solo, di notte, ad osservare le meraviglie del cielo. POi in questo sito paolo mi ha rinominato ed eccomi qui per salutare tutti voi, ma specialmente paolo che per me è ancora un imberbe bimbetto che appena sa dove si trova la polare.
Ciao
paolo de angelis
I telescopi! Roba da ricchi! 40 e più anni fa, perennemente squattrinati (non solo noi,ma anche i nostri padri),si andava a porta portese a recuperare da mario bonfigli ottiche post-belliche per accroccare qualcosa che rassomigliasse ad un telescopio, spesso anche con ottimo risultati.Quelli erano i tempi in cui i fortunati possedevano un rifrattore da 60, ed i ricchi quello da 80 ( il 114 era ancora lontano) Oculari di strumenti da osservazione di provenienza zeiss ancora fanno bella mostra di se sui miei moderni strumenti. Le montature? LA mia prima montatura fu un pezzo di un'enorme telemetro tedesco che diventò la base di Ascensione retta. Il motore fu una sveglia meccanica in cui il bilanciere fu sostituito dalla mia mano che dava un periodo variabile a piacimento e tanto più preciso quantopiù l'occhio era vigile a notare gli spostamnenti della stella nel reticoolo del telescopio di guida (altro che autoguida!!!).QUELLA FU LA PRIMA GUIDA VERAMENTE....DIGITALE!!! E dire che si facevano pose di due e tre ore!!!Quante volte ho dato ..un'occhiata (nel senso che ho urtato duramente l'occhio contro l'oculare) a causa di un improvviso colpo di sonno!!!
CAro paolo, che ne sanno i giovincelli di quando tornavo da porta portese dove avevo fatto incetta di termometri per la febbre, che venivano immolati per estrarre il mercurio i cui vapori (ORRIBILE) servivano per latensificare (sensibilizzare) le pellicole oppure di quando si modificava il forno di casa per ARROSTIRE le pellicole. CHe ne sanno della bombola che acquistasti in tempi più recenti piena di forming gas? Il FINO ST33!! Caro paolo, di la verità!! Il fino st33 era uno sviluppo per carte, ma solamente 5 ml allungati in 300 cc di acqua a 20° davano uno sviluppo per pellicole estremamente contrastato e principalmente a prezzo insignificante. Si potevano TIRARE le pellicole anche di molto con la grana ancora molto piccola. MA questa è storia di PAOLO. Io prima di questi tempi mi recavo a Vicari (ora chimico-sanitaria)ad acquistare il metolo, il solfito di sodio anidro e l'idrochinone per fare lo sviluppo sia per la pellicola che per le carte.
Mi sembra ieri quando alla prima fiera dell'elettronica aquilana notai tra i banconi un imberbe ragazzino che mi colpi per l'interesse che dimostrava in tutti i campi della scienza ed in quel momento per l'elettronica. Era ancora in embrione, ma prometteva bene, mi dissi. Sapete come si chiamava? ebben si!! era PAolo Berardi. E' passato solo un giorno quando arrivò il suo primo telescopio - il mitico C8- che fu piazzato sul balcone di via Agnifili. Allora il cielo era nero anche dentro l'aquila. Pensate che io ormai avevo un OTTIMO newton 250/6 in cui facevo osservazioni e fotografie sul fondo cielo da via fortebraccio 83.E si vedevano oggetti che oggi si vedono a mala pena dalle zone interne di roio.POi Paolo prese il volo, a lui si unirono altri astrofili ed io, con il mio carattere di lupo solitario ( i miei amici dicono ORSO)tornai tra i monti, da solo, di notte, ad osservare le meraviglie del cielo. POi in questo sito paolo mi ha rinominato ed eccomi qui per salutare tutti voi, ma specialmente paolo che per me è ancora un imberbe bimbetto che appena sa dove si trova la polare.
Ciao
paolo de angelis