Test Beta Aurigae con SA100

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Paolo
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Re: Test Beta Aurigae con SA100

Messaggio da Paolo »

Ciao Fabrizio, gli esperimenti di Robin sono molto interessanti, d'altra parte e' lui l'ideatore dello Star Analyser!

Nel primo link e' descritto un sistema semplificato che fa uso di una fenditura ma lo SA si trova sempre in un fascio luminoso convergente.

Nel secondo il sistema e' piu' raffinato in quanto il reticolo lavora con fasci paralleli. Puo' essere dotato o meno di fenditura. Hai comunque un guadagno in termini di qualita' perche' lo spettro non ha le tipiche aberrazioni generate dal fascio convergente.

Nota che puoi usare il reticolo in fasci paralleli anche mettendolo semplicemente davanti ad un teleobiettivo. La risoluzione puo' essere massima in questo caso (usando una opportuna focale altrimenti lo spettro e' sottocampionato) ma il grande limite e' quello di avere una apertura massima di soli 26 mm (l'apertura libera dello SA).

Tralasciando l'aspetto aberrazioni, l'uso della fenditura avrebbe grandi vantaggi come quello di isolare il soggetto (immagina di prendere uno spettro in un campo fitto di stelle), di poter osservare le righe spettrali di soggetti estesi (es. comete, nebulose) e di aumentare e garantire la risoluzione spettrale che, come hai potuto vedere, senza fenditura dipende dalla focale, dal seeing, ecc.

Il problema: quando metti la fenditura diventi "cieco"! Senza cioe' un sistema di centramento e guida (molto piu' complicato da realizzare rispetto all'aggiunta della fenditura), perdi il campo stellare ed anche la possibilita' di mettere a fuoco il telescopio. Non hai piu' riferimenti se non quando la luce di un soggetto riesce a entrare nella fenditura e a produrre uno spettro nella camera. Ecco quindi che la faccenda diventa praticabile solo con soggetti superluminosi. Soggetti che hanno luce sufficiente anche se sono sfocati, che "staccano" da tutto il resto si trova nelle vicinanze per cui sei sicuro che stai prendendo lo spettro giusto.

Per scopi sperimentali (sicuramente interessanti) si puo' fare ma, quando hai preso lo spettro delle poche stelle piu' luminose del cielo, hai finito... A meno che capiti una cometa o una nova di magnitudine negativa!

L'uso puo' essere facilitato con sistemi tipo split-mirror o flip-mirror posti a monte dello spettroscopio e ben tarati ma ti assicuro che con i soggetti deboli falliscono anch'essi perche', a causa di piccoli movimenti meccanici (flessioni, giochi...), la stella scivola via dalla fenditura nel corso dell'esposizione (specie se ben messa a fuoco). La fenditura con il piano specchiato e' mandatoria, almeno con strumentazioni (telescopi/montature) per comuni mortali. A questa va aggiunto un opportuno sistema ottico per la derivazione fuori asse del campo di vista. Significa costi e lavoro ma e' solo cio' che, a mio avviso, permette di definire lo strumento uno "spettroscopio stellare".

La qualita' ottica del sistema di guida deve essere buona, altrimenti addio stelle deboli! Personalmente sono molto soddisfatto di quella in dotazione al Lhires III che, con il recente upgrade, ha raggiunto un notevole livello. Ti mostro come si vede la Luna riflessa dal piano specchiato della fenditura (C9.25, Lodestar in binning 1x1 e poi ridimensionata):
Luna_fend.jpg
Paolo
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