Forlì 2008 - Un video tutorial di fotografia astronomica

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marco
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Re: Forlì 2008 - Un video tutorial di fotografia astronomica

Messaggio da marco »

Guido ha scritto: Ottimo lavoro, qua bisogna scaricarsele e vedersele piano piano  ;)

Comunque, anche se come astrofotografo sono fallito ormai, concettualmente approvo il parere di Marco.
Grazie Guido, troppo buono, il fatto è che Paolo, come tutti i bravi supersmanettoni dei computer, tendono a trincerarsi dietro l'alibi secondo il quale......, tanto l'immagine è tutta elaborata e non utilizzabile a scopi scientifici, quindi......, una manovra in piu' o in meno........ :) :D ;D
Mi piacerebbe conoscere il parere di Giuseppe........ :-*
c.l.
marco
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gdicarlo
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Re: Forlì 2008 - Un video tutorial di fotografia astronomica

Messaggio da gdicarlo »

la cosa sarebbe lunga...

ma vi ricorderete senz'altro, voi vecchi come me, che si facevano
mascheramenti zonali in camera oscura... cartoncini tremolanti e
altre porcherie simili

e che c'e' di nuovo??

il problema e' solo (si fa per dire) di non inventare dettagli finti
estraendoli in modo artificiale dai pattern del rumore

per questo e' utile il confronto con altre foto, magari migliori,
per capire dove fermarsi

ciao a tutti e a presto g.
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marco
Quasar Dipendente
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Re: Forlì 2008 - Un video tutorial di fotografia astronomica

Messaggio da marco »

Giuse' lo sapevo che, nonostante la tua formazione di taglio scientifico, finivi per schierarti con l'amico Paolo........(lu cumbaruccio).
Le maschere di cartone in camera oscura servivano essenzialmente a far prendere piu' o meno luce dall'ingranditore verso la stampa per cercare di bilanciare le zone a diverso gradiente di esposizione, ovvero, meglio, le zone saturate da quelle non saturate. Classico esempio M42 e M31. L'intervento con le maschere in genere riguardava una zona limitata del negativo piu' o meno simmetrica; potremmo dire su determinate "curve di livello" intese come punti con la stessa quantita di informazione. Oggi abbiamo il cosiddetto filtro DPP (come si chiama su AA) che tutti conosciamo bene. Qui si va ben oltre; si decide quale parte della nebulosa ha bisogno di un diverso contrasto o stiraggio dei livelli rispetto ad una differente zona con diversa morfologia di dettagli. La nebulosa presa come esempio in fase di elaborazione faceva ben intendere il tipo di manovra secondo me troppo azzardata. Vi erano 5 o 6 pezzi di nebulosa (fose piu'), che mi sembra come fosse diventata un puzzle, da elaborare e ricomporre con l'ausilio di tanti livelli. Tanto di cappello, comunque, al risultato finale dell'autore per l'impatto visivo. Ma la nebulosa è ancora quella......?
c.l.
marco
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