Stavo pensando a cosa si potrebbe registrare, a livello spettroscopico, facendo capitare in fenditura due zone di colore diverso (per ottenere i due spettri da confrontare con una singola ripresa). Come per le superfici dei pianeti, credo che le variazioni zonali maggiori si registrino nell'infrarosso oltre i 10000A. Qui pero' parliamo dello spettro visibile, avendo noi registrato variazioni di colore attraverso la matrice di Bayer o i filtri RGB. Probabilmente c'e' da aspettarsi una variazione del continuo che puo' essere anche molto lieve visto quanto abbiamo dovuto "tirare" la saturazione per evidenziare i colori. Uno spettro a bassa risoluzione con intero range ottico dovrebbe andare bene allo scopo.
Ho fatto la prima elaborazione dei frame presi con la CCD mono e filtri RGB. Sono rimasti alcuni artefatti nel settore in alto a sinistra dell'immagine dovuti ad una serie di piccoli granelli sul vetrino del sensore (che non sono riuscito a rimuovere con la pulizia perche' sul lato interno). Peccato non aver preso il flat che avrebbe corretto. Sono comunque soddisfatto perche' la colorazione sembra grosso modo compatibile con quanto ottenuto per mezzo della camera a colori.
La zona e' centrata sul cratere Aristillus. E' il particolare che mi ha incuriosito molto dopo aver visto la colorazione nelle riprese di Lorenzo. E' notevole la differenza cromatica rispetto al vicino cratere Autolycus oppure a Archimedes.
Con la Lumenera ho utilizzato una Barlow 2.5x per cui la zona e' piu' ingrandita.
Per l'immagine sotto (la stessa regione lunare) ho provato la tecnica dei rapporti di colore, simile a quella utilizzata dalla missione Clementine, che ha lo scopo di annullare le differenze di albedo producendo una mappa "piatta" in falsi colori della superficie lunare:
fonte
Shown here is a color-ratio composite, in which the 750/415 ratio controls the red-channel brightness, its inverse (415/750) controls the blue, and the 750/1000 ratio controls the green. Color ratios serve to cancel out the dominant brightness variations in the scene, which are caused by albedo variations and topographic shading, thus isolating the color differences related to composition or mineralogy
Clementine utilizza immagini prese con i filtri a 415, 750 e 1000 nanometri, nel mio caso (RGB) ho provato ad usare questa mappatura:
R = R/B
G = G/R
B = B/R
L'immagine risultante:
In teoria i particolari lunari "a rilievo" dovevano quasi scomparire. Qui credo che, con le tre riprese RGB eseguite in successione, le deformazioni residue nei tre frame RGB dovute alla turbolenza atmosferica hanno prodotto immagini non perfettamente sovrapponibili (i canali hanno anche un leggero decentramento a seconda della zona del frame).
Una tecnica del genere credo sia ancora piu' interessante applicata all'intero disco lunare. Da questa esperienza ho capito che e' senz'altro meglio lavorare sui singoli canali RGB estratti dal frame di una camera a colori che impiegando filmati RGB presi in successione.
Paolo