Benissimo Max, adesso si tratta di trovare la giusta configurazione per il tuo sensore.
Per risolvere il primo problema che hai descritto devi avvicinare il reticolo SA100 al sensore. Adesso lo spettro viene proiettato in parte al di fuori (comprendendo l'ordine zero) e direi che non e' ottimale in questa fase di apprendimento (anche se uno spettro intero senza ordine zero si puo' calibrare ugualmente se si vedono almeno due righe).
Volevo pero' dare un'occhiata al frame che include l'ordine zero. Non vorrei che la grande luminosita' di Sirio abbia tratto in inganno. Lo spettro prodotto dal reticolo in effetti non termina mai... Lo spettro di ordine 2 comincia prima della fine di quello di ordine 1, quindi c'e' una debole coda che segue la zona dell'infrarosso. Se puoi, condividilo sul forum.
Per la seconda domanda sulla stella di riferimento ti dico di non correre!

Riguarda una fase successiva. Adesso l'obiettivo e' portare a casa uno spettro. Da calibrare prima in lunghezza d'onda, poi nelle intensita'. E' fondamentale che nello spettro registrato si vedano alcune righe spettrali. Sirio, Vega o altre stelle di tipo spettrale vicino a A0V sono perfette.
Se vedi il video tutorial #3 di RSpec, la calibrazione in lunghezza d'onda si basa sull'ordine zero e la riga di assorbimento h-beta (di solito quella che risulta meglio visibile nello spettro). Il picco corrispondente all'ordine zero ha una lunghezza d'onda di 0 Angstrom, la h-beta si trova invece su 4861 Angstrom. La chiave di tutto sta nel riconoscere l'avvallamento prodotto dalla riga nel tuo spettro. Non e' affatto difficile ma la prima volta che si vede uno spettro ci si puo' confondere. Conviene giocare con la luminosita' e il contrasto per vedere in modo piu' chiaro possibile le righe.
La calibrazione delle intensita' si fa invece grazie ad uno spettro di libreria (RSpec ne e' fornito) ma questo passaggio conviene affrontarlo successivamente.
Paolo