Paolo ha scritto:...Il discorso degli automatismi in fase di elaborazione e' senz'altro interessante ma prima di tutto vorrei capire bene i principi operativi. La fotometria non mi risulta sia semplice, dovendo fare misurazioni del flusso luminoso in singole bande ha piu' problemi rispetto alla spettroscopia dove riusciamo a "uniformare" tutto lo spettro con una sola operazione. Ad esempio come gestire il problema delle stelle "colorate" (estremizzando, due stelle con stessa mag V nota ma colore blu e rosso potrebbero portare a misure del flusso differenti). Insomma... c'e' parecchio da fare prima di pensare a velocizzare le cose!...
Hai fatto centro Paolo! Il punto è proprio questo. In condizioni non ideali (quelle ideali non esistono nemmeno dal punto di vista teorico poiché le stelle hanno comunque colori differenti), ci troviamo spesso a dover fare i conti con quanto da te paventato! Questo è il motivo per cui è necessario determinare i coefficienti di trasformazione per la nostra strumentazione: ottiche, filtri e così via. Tutto questo per standardizzare le misure.
A tale fine è necessario conoscere due cose: il colore delle stelle che stiamo misurando (colore differenziale strumentale) e l'effetto del colore sulla magnitudine differenziale (magnitudine differenziale strumentale). I coefficienti di trasformazione si trovano relazionando le nostre misure con quelle ottenute su campi standard tipo l'ammasso M67 e altri.
Visto il mal tempo non potrò fare un esempio diretto, ma mi riservo di scrivere qualcosa quanto prima.
Insomma "il tutto in automatico" si può fare, ma con molta attenzione! E poi il bello è anche questo no? Lavorare un po' sulle nostre misure!