Cosa occorre per fare una fotometria affidabile sulle SN? Come potete immaginare uno dei problemi è come tener conto della contaminazione dovuta al fondo della galassia che ospita la SN.
Una discussione interessante di Michael Richmond, professore di fisica e direttore dell'Osservatorio del Rochester Institute of Technology in New York, tenuta sul sito dell'AAVSO qualche tempo fa, illustra i metodi utilizzati dai professionisti nella fotometria di SN.
Ci sono fondamentalmente tre metodi per tenere conto della contaminazione fondo-galattico:
1) Ignorare completamente il problema! Può sembrare strano, ma tenendo conto che spesso le distanze a cui sono poste le galassie in gioco sono notevoli, si considera nullo il contributo in questione, rispetto ai "fotoni" provenienti dalla SN. Questo chiaramente è tanto più vero quanto più la SN risulta essere luminosa. Quando la magnitudine sale, però, non è più possibile non tenere conto del fondo galattico che può diventare molto "invadente". Allora è necessario utilizzare altre tecniche.
2) Attendere, attendere e attendere... che la SN praticamente sia talmente debole da tornare a perdersi nella galassia. Questo è il metodo più preciso, poiché permette la perfetta sottrazione del contributo fondo dai frame fotometrici. Significa riprendere la SN per settimane o mesi e solamente alla fine fare la riduzione fotometrica. Questo, come capirete, potrebbe significare attendere veramente molto tempo. Ma non si può avere tutto.
3) Il terzo metodo è quello che vorrei utilizzare io. Iniziamo dall'immagine qui sotto. Cosa notate? Già al primo colpo d'occhio c'è qualcosa di strano, ma non è immediato capire cosa.

Le stelle di campo ci indicano chiaramente come l'immagine sia stata ruotata di 180°. Eppure se osserviamo la galassia questa sembra praticamente uguale nelle due immagini. Qui è il trucco. Questo tipo di galassie, le spirali viste frontalmente, mostrano una ottima simmetria rotazionale che ci permette di poter limitare i danni del fondo galattico sul segnale della SN. In pratica la prima immagine è quello "giusta", la seconda è ruotata di 180°. Il posto simmetrico occupato dalla SN in questa seconda imamgine è libero da stelle ed in più mostra un segnale praticamente uguale a quello sovrapposto alla SN nella prima immagine. Una sottrazione tra le due ci permette di ottenere il segnale della SN ripulito dal fondo della galassia.
E' chiaro che occorre un po' di occhio e di buon senso in questa operazione. Su galassie ben risolte tipo m101 o m51 questo metodo può fallire perché ci sono dettagli lungo i bracci, ma per galassie lontane è molto utilizzato.
Chiaramente l'astrofisica sperimentale non gode di alcune fortune di altre discipline, tipo la riproducibilità di un esperimento. In genere sono tutti esperimenti simili sì, ma unici e non riproducibili quando e come vogliamo. Dobbiamo aspettare ciò che ci viene proposto dall'Universo senza poter intervenire in modo diretto. In pratica non possiamo preparare un esperimento. Questo è il motivo per cui, se vogliamo, l'astrofisica è la meno "precisa" tra le scienze. Un'incertezza del 20% su alcune misure è già un ottimo risultato.
La fotometria non fa sconti, soprattutto in questi casi complessi.
Per effettuare misure precise, ho inoltrato all'AAVSO la richiesta di una serie di stelle di confronto fotometriche. Spero la preparino al più presto. Per ottenere questa serie di stelle calibrate ho fatto registrare nello "International Variable Star Index" la scoperta di Max. Scusami se non ti ho avvertito, ci ho pensato solamente dopo, però credo non ti dispiaccia vedere il tuo nome diffuso per questa scoperta.
Qui potete vedere la pagina del VSX dedicata alla SN Caimmi.
http://www.aavso.org/vsx/index.php?view ... oid=399704
Appena pronta la sequenza di stelle, inizierò le misurazioni, sempre meteo permettendo e potremo fare il confronto tra il metodo fotometrico 1) ed il 3). Mi riservo il 2) tra qualche mese o anno!
I risultati li posterò di volta in volta qui.