La scoperta del nuovo transiente nella costellazione di Ercole e' stata annunciata da V. Vladimirov il 10 aprile alle 9:18 TU tramite il servizio dei telegrammi ATel (The Astronomer's Telegram). L'osservazione e' stata condotta in uno degli osservatori (Amur, Russia) della rete di telescopi robotici MASTER, creata per la ricerca di novae e supernovae, corpi minori, comete, GRB ed altro. L'avviso di scoperta e' stato anche trasmesso, sempre il 10 aprile, al CBAT (Central Bureau for Astronomical telegram) visionando il quale ho appreso della notizia.
Le due pagine web che riportano le scoperte dovrebbero in effetti essere visionate di frequente se si e' interessati alla verifica spettroscopica oppure ai follow-up fotometrici ed astrometrici di nuovi oggetti:
http://www.cbat.eps.harvard.edu/unconf/tocp.html
http://www.astronomerstelegram.org/
Un'occhiata almeno durante le nostre sessioni osservative e' assai consigliata! Il CBAT mette a disposizione un servizio RSS gratuito che pero', a mio avviso, risulta un po' scomodo per il fatto che emana non solo i messaggi di scoperta ma anche le osservazioni seguenti (follow-up) di tutti gli oggetti in elenco, in tal modo si sviluppa un grande volume di messaggi.
L'oggetto di questo topic ha avuto la designazione iniziale dal CBAT "PNV J17592412+2520317", Le prime tre lettere, PNV, indicano che potrebbe trattarsi di una nova (Possibile NoVa). L'ATel invece riporta direttamente nel titolo del telegramma la dicitura "Possibile nova in Hercules". Ecco i relativi telegrammi:
http://www.cbat.eps.harvard.edu/unconf/ ... 20317.html
http://www.astronomerstelegram.org/?read=6059
In generale, appena vedo una nuova "entry", controllo subito due cose fondamentali ai fini dell'osservabilita', magnitudine e coordinate celesti. Molto spesso non sono target facili, sono deboli oppure male posizionati in cielo. In autunno scoppiano supernovae nel Leone e d'inverno appaiono novae nello Scorpione... non c'e' da preoccuparsi, e' tutto dominato dalla legge di Murphy!
Da qualche tempo pero', non si sa come, la fortuna ci aiuta... Vedi la magnifica nova nel Delfino e diverse altre piu' deboli ma ancora alla portata di strumenti amatoriali.
Anche per questa devo dire che e' andata bene, compreso l'aspetto meteo. La stringa del CBAT e' incoraggiante:
PNV J17592412+2520317 2014 04 09.7551* 17 59 24.12 +25 20 31.7 12.8 U Her 9 0
La luminosita' nel momento della scoperta, mag 12.8, non e' eccelsa per osservazioni spettroscopiche (amatoriali) ma rende il target ancora accessibile. La posizione poteva essere migliore per un pigro come me che ha l'osservatorio incastonato fra palazzine e non puo' osservare in basso sull'orizzonte! E' stato infatti necessario attendere le ore piccole affinche' spuntasse dal tetto della mia abitazione. Le condizioni meteo non erano male (trasparenza buona, turbolenza moderata) ma ad un certo punto, verso le due, ho avuto una serie di passaggi di veli (anche pesanti).
La magnitudine attorno alla tredicesima ha imposto l'uso del reticolo a piu' bassa dispersione, 150 l/mm, con cui il Lhires III produce uno spettro ottico quasi completo (manca parte del violetto) con una risoluzione di circa 10A.
Come prima cosa ho trovato su TheSky la posizione del transiente per mezzo delle coordinate pubblicate. Il software visualizza anche il campo abbracciato dal cercatore elettronico e dalla Lodestar in fenditura, elementi di fondamentale aiuto per identificare il target in mezzo alle altre stelle. Al momento della mia osservazione erano disponibili un paio di immagini (MASTER e Crni Vrh Observatory) con cui ho potuto fare una ulteriore verifica.
La vista del cercatore elettronico con il target evidenziato:
Essendo nelle vicinanze una stella piu' luminosa, ho potuto sfruttare ancora una volta la potente funzione di Astroart 5 per la guida "fuori asse" con il target in fenditura. Di seguito la vista della Lodestar:
Il primo frame da 480s non ha lasciato molti dubbi sulla correttezza del target puntato e sulla sua natura di nova. Era infatti apprezzabile, anche se debole, il "pallino" luminoso che stacca dal continuo alla posizione prevista della riga h-alfa. Sono riuscito poi a totalizzare circa un'ora e mezzo di integrazione. Questo e' il profilo risultante:
Per anticipare il risultato finale, ho svolto la riduzione dei dati in modo progressivo durante le osservazioni. Dopo aver predisposto ISIS con i vari master e la curva di risposta trovata osservando la stella di riferimento, ero in grado di aggiornare il profilo della nova semplicemenente premendo un pulsante (GO) ad ogni frame scaricato. In questo modo, appena ottenuto l'ultimo frame, lo spettro era gia' pronto. Si comprende facilmente che se l'osservazione riguarda un transiente da confermare il tempismo e' molto importante. Anche per quanto riguarda il tempo necessario alla riduzione dei dati, ISIS e' formidabile!
Durante le operazioni descritte ho avuto uno scambio di comunicazioni con Christian Buil che riprendeva lo stesso soggetto da Tolosa e Robin Leadbeater dal Regno Unito. Contemporaneamente, Gianluca Masi (Bellatrix Astronomical Observatory) effettuava una serie di interessanti osservazioni fotometriche. I nostri spettri sono stati visionati anche dall'esperto spettroscopista Francois Teyssier.
Lo spettro di Christian:
http://www.astrosurf.com/buil/nova3/_pn ... _cbuil.png
e quello di Robin, ottenuto con uno spettrografo Alpy 600 modificato (sostituito il reticolo con uno a piu' bassa dispersione):
http://www.threehillsobservatory.co.uk/ ... 46_THO.png
Il verdetto e' stato unanime: lo spettro non sembrava esattamente quello di una nova classica, ipotesi fatta dagli astronomi solo sulla base dell'incremento di luminosita' (+8 mag) rispetto ad una stella di mag 21 ipotizzata essere il progenitore (e' stata trovata nelle vicinanze del transiente su precedenti osservazioni SSDS). Il continuo decisamente blu, l'emissione h-alfa modesta e la riga h-beta in parziale assorbimento sono elementi piu' comuni nelle cosiddette "novae nane", ovvero outburst di variabili catataclismiche, in questo caso di tipo WZ Sge. Anche le oscillazioni di luminosita' a brevissimo termine osservate da Gianluca Masi confermerebbero tale natura.
Per saperne di piu' sulla tipologia di nova vedere il link wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Nova_nana
Il delta di 8 magnitudini (sempre nell'ipotesi che il progenitore sia stato azzeccato) e' da considerarsi al limite per un evento di questo tipo (con tale delta si entra, appunto, nella categoria delle novae classiche), per cui si puo' parlare di "Superoutburst" di una variabile cataclismica.
Questa esperienza mostra molto bene l'importanza delle osservazioni spettroscopiche come mezzo di verifica della natura di una stella "nuova". C'e' da dire che per alcuni soggetti lo spettro e' ancora piu' eloquente e anche chi ha poche conoscenze riesce, per la presenza di alcune caratteristiche inequivocabili, a fare una classificazione certa. Novae come questa, poste al confine tra una categoria e l'altra, sono invece un po' piu' difficili. Al momento l'outburst di una cataclismica sembra essere comunque l'ipotesi piu' accreditata.
Di seguito il nostro follow-up inviato al CBAT (http://www.cbat.eps.harvard.edu/unconf/ ... 20317.html):
2014 04 10.984
P. Berardi, C. Buil, R. Leadbeater (ARAS Spectroscopy Group), obtained low-resolution optical spectra of this transient. The blue continuum with a relatively faint emission of H-alpha suggest that the object could be a dwarf nova outburst of a WZ Sge cataclysmic.
P. Berardi spectrum (Apr, 10.984): http://quasar.teoth.it/html/spectra/PNV ... 520317.jpg
C. Buil spectrum (Apr, 11.009): http://www.astrosurf.com/buil/nova3/_pn ... _cbuil.png
Similar spectral profile is observed by R. Leadbeater on Apr, 11.046
Un ultima nota riguardo la luminosita' effettiva del soggetto. AAVSO riporta oggi una sola misura fotometrica effettuata proprio nel momento delle nostre osservazioni (~10.9 aprile TU) pari a mag V 13.6 circa.
Ciao
Paolo