Sono gli affascinanti oggetti di cui si parla in questo topic:
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Stelle che periodicamente sviluppano un disco gassoso sul piano equatorale i cui meccanismi di formazione non sono ancora ben compresi. Il disco modifica in modo sostanziale il loro spettro soprattutto in corrispondenza delle righe di Balmer dell'idrogeno.
Il database BeSS in cui confluiscono dati provenienti sia dagli amatori che dai professionisti contiene correntemente un certo numero di stelle che necessitano di osservazioni per ragioni che possono essere casuali (invisibilita' stagionale - come per qualsiasi soggetto astronomico) ma anche per disagevoli condizioni osservative (scarsa luminosita', basso valore di declinazione, ecc). Alcune di essere sono addirittura ancora prive di spettri. Dal mio osservatorio ad esempio non posso scendere sotto la declinazione -10° a causa di una palazzina molto ampia piazzata a sud.
Per questi motivi mi e' sembrato interessante tentare da Fonte Vetica una survey di stelle Be con bassa declinazione e qualche "recovery stagionale". La campagna internazionale "Be stars" prevede infatti l'osservazione periodica di un gran numero di target per seguirne l'evoluzione. La maggior parte di essi ha una cadenza annuale mentre per un certo numero di soggetti a piu' rapida evoluzione si arriva anche ad una cadenza osservativa settimanale.
Ho preparato una scheda per soggetto che comprende una mappa, il profilo spettrale osservato e un sintetico commento sull'eventuale evoluzione riscontrabile grazie allo storico presente nel database. Questi spettri sono stati inviati al BeSS e sono ora in attesa di validazione.
HD 176386 (declinazione -37°, nessuno spettro nello storico del database BeSS) HD 177427 HD 194335 HD 195554 HD 198183 HD 221507 (una pazzia a 5 gradi dall'orizzonte matematico...) V1077 Sco (la scoperta di un outburst) La strumentazione utilizzata:
Il momento tanto odiato dagli amici astrofotografi!
Le fasi di ripresa ed elaborazione degli spettri di soggetti molto bassi sull'orizzonte meritano una nota. L'atmosfera si comporta come un filtro rosso di densita' variabile a seconda della linea di vista. Il concetto di "massa d'aria" e' abbastanza intuitivo: lo strato atmosferico attraversato dai fotoni prima di giungere al telescopio e' diverso se si osserva allo zenit piuttosto che all'orizzonte. Per definizione questa misura relativa ha valore 1 osservando allo zenit da un sito che si trova al livello del mare. L'atmosfera non attenua tutte le lunghezze d'onda nello stesso modo ma per un fenomeno fisico di dispersione l'assorbimento e' maggiore per le lunghezze d'onda piu' corte (blu nel visibile).
E' dunque un parametro di fondamentale utilita' per la fotometria e la spettroscopia. L'impatto e' massimo sugli spettri di grande estensione (dal blu al rosso) mentre quelli ad alta risoluzione, che hanno un range spettrale molto limitato, vengono alterati in modo piu' leggero. L'alterazione consiste in un cambio di pendenza del continuo (l'andamento del profilo escludendo le righe spettrali).
Il modo usuale per correggere lo spettro dagli effetti dell'estinzione atmosferica e' quello di osservare una stella di tipo spettrale noto (possibilmente di classe A) alla stessa altezza del target. La differenza di altezza della stella di riferimento da quella del target e' molto piu' tollerata quando si osserva alti sull'orizzonte. Nel caso pratico, la Beta Sculptoris HD 221507 (tra l'altro neanche al meridiano) si trovava a circa 5 gradi dall'orizzonte, con una massa d'aria pari a 12. La stella di riferimento deve essere allora selezionata accuratamente perche', cosi' bassi, ad una piccola variazione di altezza corrisponde una grande variazione di massa d'aria. Io avevo anche un'altra complicazione, la ripresa e' terminata nelle luci del crepusco mattutino per cui non avrei comunque avuto la possibilita' fare altre osservazioni.
Per la calibrazione ci viene in aiuto una utilissima funzione di ISIS. Questo potente software permette di generare curve di trasmissione atmosferica per qualunque sito e altezza dall'orizzonte. Siccome nella stessa serata ho avuto modo di riprendere Vega mentre si trovava a circa 80 gradi di altezza dall'orizzonte, ho generato due curve di trasmissione, a 80 e 5 gradi (l'altezza del target) dall'orizzonte:
Ho poi applicato il rapporto tra le due curve al profilo spettrale precalibrato (tralascio i dettagli che possiamo eventualmente discutere in seguito), ottenendo una buona correzione dell'estinzione atmosferica.
Un altro importante effetto causato dal denso strato di atmosfera e' la presenza nello spettro di forti righe telluriche (formate dal vapore acqueo e l'ossigeno presenti nella nostra atmosfera). Nel caso della Beta Sculptoris sono diventate cosi' intense da alterare pesantemente il profilo spettrale. Anche in casi come questo ISIS ne permette la rimozione a vantaggio della leggibilita' del profilo. Questa la differenza:
Ciao
Paolo