continua la mia campagna osservativa di Beta Lyrae. Apro un post apposta per poter seguire questo interessantissimo sistema binario che è una variabile a eclisse: il piano orbitale delle due stelle è visto di taglio, e le due stelle si nascondono a vicenda regolarmente. Di conseguenza, Beta Lyrae cambia la propria magnitudine apparente da +3,4 a +4,6 in 12,9075 giorni, che è il periodo orbitale con cui ruotano attorno al comune centro di massa. Ricorderete gli spettri che presentai nel topic aperto da Paolo e relativo alle stesse Be ovvero le stelle che emettono.
In questo caso il fenomeno è ancora più interessante perchè le due stelle roteando ad un loro comune centro orbitale si eclissano e questo provoca uno sdoppiamento dei picchi di emissione dell'He e dell'H o singolarmente oppure assieme.
Questo è lo spettro che ho ripreso ieri sera dopo 10 gg dall'inzio delle mie osservazioni:
ho indicato con la freccia grande lo sdoppiamento del picco di emissione dell'idrogeno e con quella piccola lo sdoppiamento del picco dell'elio che si era già manifestato il 24 Settembre dopo 3 giorni dall'inizio delle osservazioni. Alla prima osservazione del 21 Settembre i due picchi (H e He) non manifestavano particoalri sdoppiamenti. Ieri sera con molta soddisfazione le due stelle si trovavano in una posizione tale nel loro piano orbitale che il fenomeno dello sdoppiamento dello spettro a livello dei picchi di emissione era particolarmente evidente.
Questo è il relativo profilo spettrale elaborato in Astro Art, Iris ed estratto, calibrato e corretto per la risposta strumentale in VSpec:
si vedono bene i picchi sdoppiati. Qui sotto ci sono tutti e tre i profili: 21 Settembre, 24 Settembre e 01 Ottobre, dove si può apprezzare l'evoluzione.
La cosa sorprendente è che fu un astrofilo amatore come noi a scoprire la variabilità di questa stella: John Goodricke, nel 1784, mentre la prima analisi spettroscopica di Beta Lyrae fu invece compiuta nel 1933 dall'astronoma Antonia Maury. Fino al 2008 (l'altro ieri) questa stella non era risolvibile con i telescopi ottici e di conseguenza era considerata una binaria spettroscopica perchè visibile nella sua reale manifestazione solo grazie alla spettroscopia, nel 2008, le componenti furono risolte per mezzo dell'interferometro CHARO, che ha mostrato anche la deformazione delle componenti e il disco di accrescimento della secondaria, ora stella più massiccia del sistema.
Vi ripropongo questo perchè rende molto l'idea :
Ciao e Buone notti serene !
dall'interland milanese
Marco