Notizie fresche di agenzia.
Re: Notizie fresche di agenzia.
Giordano Bruno lo pensava e lo diceva già alla fine del 1500: infiniti soli, innumerabili mondi...
http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.7520.10
Re: Notizie fresche di agenzia.
OGGI IL PRIMO VOLO DI VEGA DEBUTTA IL NUOVO LANCIATORE EUROPEO CHE PARLA ITALIANO
Il lanciatore Vega pronto sulla rampa, nella base europea di Kourou (fonte: ESA)
Oggi è la giornata di Vega: il nuovo lanciatore europeo che parla italiano è pronto al lancio, previsto dalla base dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) a Kourou, nella Guyana Francese alle 7,00 locali (le 11,00 in Italia). E’ un momento storico per lo spazio europeo perche’ per la terza volta nella sua storia l’Esa collauda un nuovo lanciatore, dopo l’Ariane 1 (1979) e l’Ariane 5 (1996). E’ una data storica anche per l’Italia, che partecipa per il 58,4% al progetto, costato complessivamente circa 790 milioni di euro. In Italia l’idea di realizzare un veicolo di lancio e’ stata prospettata per la prima volta nel 1962 dal padre dello spazio italiano, Luigi Broglio e 20 anni fa si e’ messo in moto il processo che ha permesso di realizzarla. A portare a termine l’impresa, insieme all’Esa, sono state l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e la Avio, attraverso la societa’ Elv (30% Asi e 70% Avio).
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Aggiornamento: il Tg1 ha dedicato un servizio decente (1.5min), per fortuna!
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Foto e video del lancio sono reperibili qui: http://www.esa.int/esaCP/SEMBTKYXHYG_index_0.html
Errata: l'effetto di "stiramento" relativistico misurato da LARES si chiama in realtà Lense-Thirring. Ulteriori dettagli qui: http://www.asi.it/it/attivita/cosmologia/lares
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http://www.universetoday.com/93531/flaw ... ga-rocket/
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(NOTIZIARIO SCIENZA E TECNICA)
SPAZIO: TRE SCENARI PER L' EVOLUZIONE DI VEGA
ROMA, 15 FEB - Sono tre gli scenari sulla possibile evoluzione di Vega, il lanciatore dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) realizzato in Italia, che ha debuttato con successo nel volo di qualifica del 13 febbraio. ''Dell' evoluzione di Vega si parla già da qualche anno e sono stati elaborati studi sia nell'ambito dell' Esa che a livello nazionale'', ha detto il responsabile dell'Unità lanciatori e trasporto spaziale dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Arturo De Lillis. Tutte e tre le possibili strade per lo sviluppo del lanciatore europeo saranno sul tavolo della prossima riunione ministeriale dell' Esa, in programma nel prossimo novembre. Ecco i progetti allo studio:
- Nell'ambito dell'Asi si sta studiando il progetto Lyra, che prevede l'evoluzione a lungo termine di Vega con la sostituzione del terzo e quarto stadio con un nuovo stadio a propellente liquido, con un motore di derivazione russa a ossigeno liquido e metano. L'obiettivo di questo progetto è aumentare le prestazioni del lanciatore, rendendolo capace di mettere in orbita carichi fino a 2 tonnellate, mantenendo inalterati sia i componenti sia il costo del servizio di lancio.
- Nell'ambito dell' Esa è allo studio un progetto che prevede l' aumento delle prestazioni di Vega fino a due tonnellate, ma lavorando alla modifica del primo stadio, il P80, nel motore Z40.
- Un progetto dell' agenzia spaziale tedesco Dlr si basa sugli studi chiamati Venus 1 e Venus 2 che mirano alla europeizzazione di Vega.
SPAZIO: VEGA, RADIOAMATORI PRIMI A RILEVARE SEGNALE ALMASAT - 1
ROMA, 15 FEB - Sono stati i radioamatori i primi a rilevare il segnale di AlmaSat-1, il satellite dell' università di Bologna rilasciato in orbita dal lanciatore dell' Agenzia Spaziale Europea (Esa) nel suo primo volo, avvenuto con successo il 13 febbraio. ''I radioamatori non hanno risorse per costruire satelliti, ma hanno molto interesse per lo spazio e così mettono a disposizione dei ricercatori la loro esperienza nel settore delle telecomunicazioni '', ha osservato il responsabile del gruppo che ha realizzato AlmaSat-1, Paolo Tortora. I parametri relativi alla traiettoria del satellite, elaborati dai ricercatori, sono così stati messi a disposizione delle associazioni dei radioamatori. E' accaduto così, ha raccontato Tortora, ''che ancora prima che noi lo ricevessimo, il segnale di ritorno di AlmaSat-1era stato ricevuto da un radioamatore tedesco, che mi ha avvertito con una e-mail''. Questo è accaduto perchè il satellite ha sorvolato il Nord Europa prima dell'Italia. ''Poi sono arrivate via via segnalazioni anche da altri gruppi di radioamatori e adesso - ha proseguito il ricercatore - AlmaSat-1trasmette informazioni sulla telemetria ogni due minuti. E' in perfetto stato di salute''. Un cubo dal lato di 30 centimetri e pesante poco più di 13 chilogrammi, AlmaSat-1 (Alma Mater Satellite) e' stato progettato come una struttura da utilizzare per missioni di dimostrazione tecnologica o di osservazione della Terra.
SPAZIO: UNICUBESAT 12/ O SATELLITE SCUOLA AEROSPAZIALE ROMA
ROMA, 15 FEB - Con Lares e UniCubeSat-GG lanciati con il primo volo di Vega, il nuovo
lanciatore dell' Agenzia Spaziale Europea (Esa), i satelliti messi in orbita dalla Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell'Università Sapienza di Roma arrivano a quota 12. Gli ultimi due, partiti dalla base di Kourou, in Guyana Francese, proseguono la serie iniziata nel 1962 da San Marco-1, ideato da Luigi Broglio, il padre dello spazio italiano. ''E' una giornata felicissima per l' Italia nello spazio e per gli studenti romani che hanno lavorato a UniCubeSat-GG'', ha commentato entusiasta Chantal Cappelletti, responsabile del progetto del Gruppo di Astrodinamica Università di Roma La Sapienza (Gauss). ''Poche ore dopo il lancio - ha aggiunto - abbiamo rilevato da una delle nostre basi di Roma e Morehead in Kentucky il primo 'bip', ora sara' necessario del tempo per stabilizzarlo e renderlo pienamente operativo''. Con questo nuovo successo, i satelliti nati dalla Scuola di Ingegneria Aerospaziale salgono a 12: i primi 5 satelliti San Marco (il primo ha permesso all'Italia di diventare la terza nazione al mondo a entrare nello spazio), 4 UniSat, 1 EduSat
(lanciato nell' agosto 2011), cui si sono aggiunti Lares (in collaborazione con l'Università del Salento e finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana) e UniCubeSat-GG realizzato dal Gauss, un gruppo interno alla Scuola. La storica Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell'Università Sapienza di Roma e' stata formalmente chiusa circa un anno fa ma "continua ancora a operare - ha spiegato Cappelletti – e attraverso i suoi progetti educativi hand-on ha ottenuto grandi riconoscimenti internazionali e molti successi nati dalla collaborazione attiva tra studenti e professori, una sorta di grande famiglia''.
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