
Non ero mai riuscito ad ottenere una buona immagine in passato, tra le cause l'impossibilita' di andare in montagna nella stagione fredda per cercare un cielo piu' buio e il lunghissimo tempo di posa richiesto con le pellicole per avere una buona densita' con il filtro h-alfa e un rapporto focale non molto luminoso come quello del mio telescopio.
Con il CCD le cose sono diverse. L'assenza del difetto di reciprocita' rende i filtri a banda stretta realmente utilizzabili. Questa immagine e' ripresa dall'Aquila, a pochi km dal centro storico. La luminanza e' una somma di foto che totalizza circa 60 minuti di posa, utilizzando un filtro h-alfa. La parte RGB e' ottenuta con gli appositi filtri e pose abbastanza corte a causa della maggiore sensibilita' impostata del CCD (binning 3x3) e di un cielo che, nonostante sembrasse ottimo come limpidezza, era evidentemente ancora luminoso per un filtraggio a banda larga come quello RGB.
Proprio questo mi ha chiarito una cosa molto importante. Da un cielo abbastanza inquinato si possono fare ottime foto di soggetti elusivi solo a livello monocromatico o in falsi colori con speciali filtri a banda stretta (molto belli i risultati ma poco realistici). L'uso dei filtri standard RGB e' precluso completamente in quanto questi lasciano passare gran parte della luce artificiale, soprattutto il verde. Sotto un cielo favoloso come quello di ieri qui in citta', credo ero in una situazione limite, infatti le riprese RGB sono state appena sufficienti per fornire la colorazione alla nebulosa (il verde e il blu hanno saturato il fondo quasi subito). Da un cielo poco piu' luminoso credo non avrei tirato fuori nulla a livello di informazioni cromatiche.
I campi in montagna servono ancora... e tanto!
Ciao
Paolo

