Aggiornamento...
Poco prima della fine dell'anno sono riuscito a fare delle "scansioni" sistematiche attorno al satellite con lo scopo di rilevare la forma della nube di sodio prodotta dai vulcani di Io.
La cosa e' stata possibile sempre grazie al reticolo graduato (visibile nella composizione) sovrapposto al campo della camera sul quale ho spostato il satellite in direzione perpendicolare alla fenditura prendendo il relativo spettro.
Con un editor grafico ho posizionato la sola parte di spettro in cui e' presente la riga di emissione (in realta' sono due ma molto vicine) nel campo in cui si osserva Giove con i suoi satelliti, rispettando la scala e l'orientamento.
Questo e' il risultato:
Non ho potuto allineare la dispersione spettrale con la direzione Io-Giove in quanto un forte riflesso del pianeta mi andava a mascherare lo spettro della nube. La distanza tra due tacche definisce un angolo visivo di 12 arcosecondi che corrisponde a circa 40 mila Km alla distanza di Giove. Da notare che le emissioni di sodio verso il pianeta dovrebbero essere realmente piu' intense. Infatti, a causa della vicinanza di Giove, il valore di fondo cielo piu' elevato probabilmente nasconde le informazioni piu' deboli. Nell'immagine il bagliore non e' visibile perche' ho modificato le soglie di visualizzazione in modo da riportare il background ad un valore medio prestabilito.
La composizione mostra che la nube non e' distribuita uniformemente attorno al satellite in modo sferico ma e' allungata sul piano orbitale attorno a Giove. Si evidenziano anche alcune asimmetrie. L'elongazione della nube in questa particolare geometria del satellite (angolo di fase 115° est) dovrebbe essere in linea con i modelli ipotizzati ed osservati dagli astronomi. Le lunghe (ma deboli) emissioni di sodio che si vedono lontano dal pianeta suggeriscono che la nube vulcanica sia molto vasta e circondi l'intero sistema dei satelliti galileiani. Sarebbe interessante tentare nuove osservazioni con una integrazione ben piu' lunga dei 12 minuti usati per questo lavoro.
Gli spettri nativi 2d usati:
Il proseguimento del lavoro potrebbe essere il monitoraggio nel tempo di tale nube, osservare cioe' se l'intensita' e la forma hanno una evoluzione temporale e verificare la simmetria nelle due elongazioni est e ovest rispetto al pianeta. A questo punto, pero', alla prossima opposizione!
Che dire... magari non si scopre niente ma e' pazzesco pensare a cosa si riesce a fare oggi con strumentazioni amatoriali!
Ciao ciao
Paolo