Tutto sommato, a distanza di 3 anni, penso di aver fatto buoni acquisti, ma ricordo che la scelta di sostituire il glorioso Meade 10” (ormai vetusto e non più adatto alle sofisticate riprese del nuovo millennio) con un altro Schmidt-Cassegrain, è stata molto sofferta.
Per molto tempo infatti sono stato impegnato nella ricerca del giusto rapporto qualità/prezzo e, principalmente, del tipo di configurazione che, al di là delle “magie” dei sensori CCD, m’avesse comunque garantito il mantenimento di ciò a cui un diametro da 25 cm ti abitua… una buona raccolta di luce, ed un elevato potere risolutivo.
Dopo attente riflessioni, ed innumerevoli consigli cercati dal web e da astrofili esperti più di me, la scelta è ricaduta sul già collaudato C9.
Un altro SCT dunque, nonostante la brutta esperienza e contro molte “dicerie” che sconsigliavano un uso fotografico del C9! (…tra le quali, anche qualche parere di autorevoli astrofili letti altrove!)
Oggi, dopo tante riprese fatte di persona e moltissime viste da altri, credo si possa affermare con quasi assoluta certezza che i risultati offerti da quest’ottica tutto sommato “economica” non dipendono certo dalla casualità di un pezzo riuscito meglio di un altro, ma piuttosto dall’utilizzo un po’ più attento da parte del suo possessore che, con questo tipo di ottiche, è d’obbligo.
Ritengo infatti che i buoni consigli letti da ragazzo ai vari capitoli “cura e manutenzione del telescopio” valgano oggi più che mai, considerato che le elevate capacità dei sensori non permettono più le tolleranze a cui ero abituato fino a poco tempo fa.
Per carità, intendiamoci… niente d’inarrivabile o di nuovo, solo qualche piccola accortezza del solito, o quelle poche utilizzate con strumenti di focale inferiore.
Un’ulteriore riprova della necessità di usare certe accortezze, l’ho avuta proprio di recente, e ve la voglio raccontare perché potrebbe essere utili ad alcuni che, leggendo assurdità varie, si possono far scoraggiare alla prima occasione, ripiegando verso strumenti d’eccellenza sì, ma molto molto più costosi, nella convinzione che quei pareri siano effettivamente giusti.
Nel mio caso un aiuto dipende dalla postazione fissa, certo, che preservandomi da continui spostamenti evita urti e sbalzi termici, molto poco ben sopportati dagli SCT a causa di intrinseche scelte costruttive.
Nonostante questo però, alcune serate fa ho iniziato a vedere nella forma delle stelle delle strane elongazioni, nonostante un'impeccabile guida e assenza totale di vento.
Dopo le prime pose infatti, dove l’immagine appariva perfettamente a fuoco e circolare, la forma delle stelle lentamente cambiava, allungandosi progressivamente fino a diventare inaccettabile, e senza aver superato il meridiano.
Pensai di essermi accorto solo allora perché nelle sedute precedenti avevo ripreso con filtri LRGB, ma stavolta stavo a f10 e, per di più, col filtro Ha che come sappiamo, non perdona!
Altra ipotesi immediata era un mio timore ricorrente… la posizione usuale dello specchio era cambiata quella sera, e pensai ad un leggero spostamento dovuto a questo nuovo assetto.
Ho quindi ricontrollato su una stella e, cosa molto rara per fortuna, notai un’ evidente piuma di calore.
Ecco il problema… era molto caldo quella sera, e per di più avevo dimenticato le fasce anticondenza accese… diedi subito la colpa a quello e, visto che la serata era ormai saltata, mi ritirai senza troppe paure convinto che la sera successiva ritornasse tutto in ordine.
Nella serata seguente sembrava proprio così… tutto ok nelle operazioni di messa a fuoco, e la sera prometteva bene vista la scarsa turbolenza, e m’accertai che le fasce fossero spente.
Invece, dopo le prime 8/9 pose perfette, ecco il malefico problema ripresentarsi in tutta la sua dannata evidenza!
Fermi tutti, c ‘è un problema… pensai sobbalzando!
Ho terminato le riprese, e fregandomene del novilunio, ho dedicato l’intera nottata a cercare di controllare a fondo la collimazione sia a f10 che a f6.3, verificando se potesse casualmente dipendere da una determinata posizione nel cielo, o si manifestasse anche altrove, ma niente… dopo la collimazione, e varie verifiche in altre posizioni, il problema con l’Ha era sempre lì, e purtroppo… anche a f6.3!
Iniziai ad allarmarmi un pochino, ma senza perdere la calma.
D’altronde, pensai, fino ad allora il mio C9 non aveva perso un colpo, e non era accaduto niente di traumatico… cosa poteva esser successo di così tanto invasivo???
Pensando e ripensando, mi sono accorto che in effetti qualcosa di diverso dal solito c’era stato, ma anche che non potesse dipendere da una cosa così stupida.
Quest’anno infatti, come invevevo sempre fatto, non avevo fatto scorrere lo specchio principale lungo tutta la lunghezza della filettature sulla quale scorre, piccola precauzione per distribuire bene il grasso, ma che non ritenevo indispensabile e neanche l’artefice di tutto ciò.
In genere effettuo questa piccola manutenzione sia per lo specchio che per gli ingranaggi dell’EQ6, una prima volta all’arrivo del caldo estivi (quando il grasso è più morbido) ed una seconda volta prima del lungo e freddo inverno… ma quest’anno avevo saltato l’appuntamento a causa della solita pigrizia.
Decisi di dedicare un’altra serata alla manutenzione, e per effettuare alcune prove per rimettermi in carreggiata… monto l’Ha impietoso, punto Vega bella altra sopra la mia testa, ed inizio a ruotare la manopola del focheggiatorel portano lo specchio principale fino a fondo corsa in entrambi i lati (ma senza forzare a fine corsa)… ripeto il tutto per 3 volte.
Tornando al punto di fuoco, ho notato che la manopola del focheggiatore era diventata di pari durezza, sia ruotando da un verso che nell’altro, segno che il grasso era stato meglio distribuito lungo la filettatura.
Ora controllo la collimazione, e la trovo sensibilmente sballata.. beh, è normale, pensai!
Con la pazienza che contraddistingue un bravo astrofilo, inizio a collimare il secondario, mettendo in pratica tutte le precauzioni del caso, e ripetendo l’operazione sia in intra che in extra focale.
Ripeto più volte, avvicinandomi al punto di fuoco gradualmente, ed introducendo piccole correzioni se necessaroe.
Una volta terminata la collimazione, con timido ottimismo inizio i test fotografici… parto con 15 pose su M13 in Ha allo zenith, pregando posa per posa che nella seguente non emergesse nuovamente il difetto!
Bene, tutte e 15 le pose impeccabili, ma c’è ancora uno scoglio… sarà così anche altrove?
Allora cerco un soggetto nella posizione incriminata… c’è M27!
Altre 18 pose, tutte buone… perfetto, come prima, e forse anche meglio di prima!
Provo anche in altre posizioni, e sembra davvero tornato tutto a posto!
E’ incredibile come ancora oggi, dopo tanti anni, mi possa stupire ancora di come alcuni piccoli accorgimenti possano effettivamente fare tanta differenza… e poi, oggi più di ieri!
Di sicuro non mi farò più tentare dalla pigrizia, e quella buona abitudine che credevo quasi superflua, sarà da oggi in poi un appuntamento irrinunciabile!
Dopo tanto stress, chiudo l’osservatorio rimesso a puntino, soddisfatto e risollevato ma prima di coricarmi e godere del meritato riposo, smonto il Megrez…
ormai, è quasi ora di partire… ci si vede presto a Fonte Veticaaa!