Siamo nei primi anni '80 e la voglia di verificare cosa si poteva vedere dalla montagna con i nostri bei telescopi appena comprati, gia' allora era tanta!
Nonostante fosse minore rispetto ad oggi, l'inquinamento luminoso era un problema presente e ben noto. Personalmente mi era capitato di osservare la bellezza del cielo notturno in diversi campi scout organizzati lontano da grosse citta'. Anche sui libri di astronomia veniva citato spesso che bisognava recarsi in montagna per fare osservazioni di buona qualita'.
Le foto che vedete sono relative ai campi astronomici del 1985 e 1986, ed erano i primi ad essere abbastanza organizzati e per i quali c'e' stata una grande partecipazione. In realta' questi sono stati preceduti da altri due campi nel 1983 e 1984 (Gran Sasso e Parco Nazionale d'Abruzzo) che ci hanno insegnato quali potevano essere i nemici dell'astrofilo itinerante. A Campo Imperatore abbiamo conosciuto il vento, ma quello forte, non la solita brezza. Tanto forte da lacerare la tenda e a costringerci a passare tutta la notte "attaccati" ai vertici della tenda per evitare che volasse via. Al Parco Nazionale invece abbiamo dovuto fare i conti con l'umidita' (chi lo sapeva a che serviva il paraluce?).
1985, Internet non era ancora nelle case. Decidemmo per un annuncio su L'Astronomia (allora diretta da Hack e Lamberti). Risposero in tanti e nell'estate ci incontrammo a Campo Felice Prato Capito, localita' scelta per l'evento. Parteciparono astrofili da tutta l'Italia, Milano, Firenze, Modena, Roma, Avezzano, Ascoli Piceno... Peccato che in queste foto non compaiano tutti...

Ne e' passato di tempo... e io non ricordo il nome di tutti. Sarei grato se qualcuno mi desse una mano.
Da sinistra: tagliato vicino al bordo, Pino Aliberti (L'Aquila), Mario Villani (L'Aquila), non ricordo il nome dell'astrofilo con il giubbino blu (mi sembra fosse di Ascoli), Umberto Sollecchia (L'Aquila), irriconoscibile l'astrofilo che gioca a nascondino con il C8 di Umberto, io ('mmazza quanti capelli), Maurizio Morricone (S.Benedetto del Tronto), Fabio Letta (Avezzano), Paolo Ruscitti (Avezzano), Gianluca di Renzo (Avezzano) con il suo mostruoso (consideriamo anche i tempi) dobson da 45 cm.
Mancano nelle foto diversi altri astrofili tra cui Gabriella Ferri (Firenze) e Piergiorgio Lazzaretto (Milano), squisite persone che ricordo sempre volentieri. L'attivita' svolta e' stata raccontata sul n. 50 de L'Astronomia, dicembre 1985.
1986. La positiva esperienza dell'anno precedente ci ha spinto a riorganizzare il campo.

Da sinistra in piedi: il primo, con il cappellino giallo, e' uno di quelli di cui non ricordo il nome, poi c'e' il papa' di Maurizio Nagni (Roma), io (con la tuta da metalmeccanico), il ragazzino di cui non ricordo il nome, il nostro Paolo Ruscitti (Avezzano), Francesco Caizzi (Modena), Maurizio Nagni (Roma), Gianluca Di Renzo (Avezzano) e Pietro Marchionni (Roma). In basso Alberto Poli (Ascoli Piceno), Mario Villani (L'Aquila) ed infine il ragazzo di cui non ricordo il nome.
Su suggerimento di Maurizio Morricone, i campi astronomici sono poi proseguiti a Fonte Vetica, dove avevamo la grande comodita' dell'albergo. A Prato Capito infatti non c'era nulla nel rifugio (visibile nella prima foto alle spalle degli astrofili) in cui alloggiavamo. Si dormiva nel sottotetto con brandine e sacco a pelo e si cucinava a piano terra con fornelli da campo.
Queste esperienze ci hanno regalato momenti indimenticabili, forse per questo il desiderio di tornare in montagna con i telescopi e' ancora cosi' forte dopo piu' di venti anni. Ma qualcosa e' andato oltre l'esperienza "astronomica", infatti e' nata una salda e profonda amicizia tra molti dei partecipanti. Purtroppo con i piu' lontani non siamo riusciti a mantenere i contatti, ma con molti altri ci ritroviamo ancora oggi in goliardiche cene a parlare di astronomia e di altro... Personalmente avrei un gran piacere a rivedere anche tutti i partecipanti persi di vista. Chissa se grazie alla "globalita'" di Internet ci si possa riuscire!
Ciao a tutti!
Paolo
