... su S&T di gennaio
- Paolo Maria Ruscitti
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Re: ... su S&T di gennaio
Marco il nostro anello con lo spazio! ;D
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Re: ... su S&T di gennaio
Un saluto tutti
Vincenzo
- Marco Di Lorenzo
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Re: ... su S&T di gennaio
Intanto rispondo alle due domande di Paolo:
1)se si tratta di uno stereogramma e non di un anaglifo (quello che richiede l'uso di le lenti colorate), che io sappia non esistono dispositivi per visualizzarlo e bisogna solo fare un piccolo sforzo incrociando gli occhi su un soggetto "virtuale" posto a distanza diversa dall'immagine stessa.
Più precisamente, esistono due tipi di stereogramma: quello a occhi "incrociati" e quello ad occhi paralleli: nel primo caso (che è quello della mia immagine del meteorite) il soggetto apparirà piccolo e vicino, fluttuando nello spazio tra l'osservatore e lo schermo; per aiutarti a visualizzarlo, le prime volte puoi usare il trucchetto di fissare il tuo dito posto circa a metà strada tra gli occhi e lo schermo; una volta che le immagini (sfocate) sullo schermo sembrano combaciare, il difficile sta nel togliere il dito e, mantenendo gli occhi incrociati, mettere progressivamente a fuoco le immagini sullo schermo. E' decisamente una operazione innaturale e, alla lunga, si rischia di diventare strabici... tuttavia, con un po di esercizio, diventa quasi itantanea e l'importante è non esagerare...
Nel caso di stereogramma a occhi paralleli, invece, l'oggetto apparirà dietro allo schermo, dunque questa tecnica si presta a rendere soggetti grandi e lontani... tuttavia, personalemente trovo più difficile visualizzarli (ma non è detto che per altre persone sia il contrario!). Anche qui ci sono un paio di trucchi: il primo è, se possibile, quello di concentrarsi inizialmente sulla propria immagine riflessa sullo schermo (va bene se avete un monitor senza trattamento antiriflesso e una elevata illuminazione ambientale); anche qui, quando le immagini coincidono (che poi in realtà significa vedere 3 immagini sfocate di cui una al centro è quella realmente 3D) ci si deve sforzare di mettere lentamente a fuoco l'immagine senza cambiare l'orientamento degli occhi. Se non si dispone di una immagine riflessa, un'altra tecnica che ho escogitato è quella di avvicinarsi fin quasi a toccare lo schermo, in modo da vedere una immagine per ogni occhio... poi ci si deve allontanare lentamente dallo schermo per poterle mettere a fuoco, con l'accortezza di tenere sempre le due immagini sovrapposte senza cercare di incrociare gli occhi sullo schermo.
2) La seconda domanda riguardava il sistema di ripresa sui due rover MER:
Su ogni rover sono installate ben 9 fotocamere, tutte con sensore monocromatico 1024x1024 ma diverse ottiche; quelle con ottica a risoluzione più alta (le "Panoramic Cameras") sono montate sul traliccio in alto e sono dotate di una ghiera di filtri tra cui quelli capaci di rendere colori simili (ma non esattamente gli stessi) a quelli percepiti dai nostri occhi. Naturalmente, per ottenere una immagine a colori bisogna scattare almeno 3 immagini separate con 3 filtri, secondo la ben nota tecnica della tricromia; tra l'altro sul piano dei pannelli solari di entrambi i rover c'è una piccola meridiana che serve anche per calibrare i colori delle immagini riprese in tricromia. La posizione di queste due fotocamere (in termini di altezza dal terreno e distanza interoculare) è studiata in modo da restituire un visione realistica di quello che vederebbe un uomo se fosse davvero in piedi su Marte al posto del rover. In ogni caso, spesso le immagini da me elaborate sono riprese da altre due fotocamere, le "Navigation Cameras", situate sullo stesso traliccio ma con un campo visivo 3 volte più ampio (e di conseguenza una minore acuità)... dato che queste due camere non hanno filtri ma sono "pancromatiche"; tocca quindi colorare le immagini "a mano" utilizzando come riferimento immagini simili riprese dalle PanCam...
Per ulteriori dettagli tecnici vedasi:
http://marsrovers.jpl.nasa.gov/mission/ ... _eyes.html
http://hobbiton.thisside.net/rovermanual/
http://marswatch.astro.cornell.edu/panc ... about.html
Re: ... su S&T di gennaio
Nei links che hai fornito ho letto infatti che i filtri sono usati con fini scientifici (ovviamente!) per discriminare meglio rocce e materiali sulla superficie. Mi chiedevo quanto fosse fedele il colore aranciato del cielo marziano, se anche la sua atmosfera fosse capace di fare scattering e quindi rendere il cielo di un colore meno caldo rispetto a quanto si vede spesso nelle immagini sul web. E' impossibile osservare un cielo blu (pure molto scuro vista la poca densita' della sua atmosfera) su Marte?Su ogni rover sono installate ben 9 fotocamere, tutte con sensore monocromatico 1024x1024 ma diverse ottiche; quelle con ottica a risoluzione più alta (le "Panoramic Cameras") sono montate sul traliccio in alto e sono dotate di una ghiera di filtri tra cui quelli capaci di rendere colori simili (ma non esattamente gli stessi) a quelli percepiti dai nostri occhi.
Ciao ciao
Paolo
- Marco Di Lorenzo
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Re: ... su S&T di gennaio
http://media.skyandtelescope.com/docume ... maging.pdf
La immagine a cui ho contribuito è a pag.80 (la quinta del documento) dove è spigata dettagliatamente tutta la storia di come si è evoluto questo mosaico grazie al contributo di tanti appassionati sparsi per il mondo (e che non si sono mai incontrati fisicamente!)... tutto ciò sarebbe stato inimmaginabile senza la rete, ovviamente.
Paolo, noterai che in questa versione il cielo è decisamente più scuro e tendente al giallo ocra, il che dovrebbe essere più realistico; comunque, sicuramente molto dipende dalla quantità di polvere sospesa in atmosfera e quindi anche dalla stagione (nei periodi di tempeste di sabbia, sicuramente il cielo è più chiaro e, per contro, il sole più pallido).
Comunque, quello che tu tocchi è un tasto delicato che ha generato parecchie discussioni in quanto nessuno è mai stato "di persona" sul pianeta rosso e la risposta dei filtri usati sono simili (ma non esattamente uguali) ai pigmenti dell'occhio; del resto, a causa della capacità di adattamento dell'occhio anche in termini cromatici, queste dominanti si attenuerebbero dopo una permanenza sul posto... per quanto riguarda il cielo blu, su Marte lo escluderei se non all'alba e al tramonto, quando effettivamente lo scattering del blu crea uno spettacolo del genere:
http://marsrovers.jpl.nasa.gov/gallery/ ... R1_br2.jpg
Di fatto, su Marte i colori del cielo sono al "negativo" rispetto alla terra: giallo-arancione in pieno giorno, a causa della luce e riflessa diffusa dalla polvere, e azzurrognolo al tramonto...
la confusione deriva dal fatto che le prime immagini a colori di Viking (come pure alcune immagini riprese dai MER) mostrano un cielo azzurrino e molto terrestre, ma solo perchè probabilmente sono state aquisite con filtri non naturali e spostati verso l'infrarosso, quindi si tratta di "falsi colori"!
Re: ... su S&T di gennaio
sei proprio bravo, complimenti se non altro per la considerazione riscossa. Non é facile farsi ascoltare oltre oceano.
Mi sembra che hai una certa esperienza, o almeno conoscenza di meteoriti. Anni fa camminando in un bosco della provncia di L'Aquila mi imbattei in un piccolo ratere largo 9m e profondo (al centro) 2.70 con bordi rialzati di circa 0.5 metri sul terreno circostante. Nel centro dell'imbuto trovai dei sassi neri come carbone, con intrusioni bianche cristalline. In qualche punto sono solcate da una crosta di fusione come vetro. L'HCl non le attacca minimamente, sono dure al punto che nemmeno la mola le corrode. La densità aumenta drasticamente se polverizzate.
Attorno al cratere tanti frammenti di pietre bruciate. Non può trattarsi di un cratere da bomba di aereo dell'ultima guerra perché nell'interno nasce un faggio di circa 100 anni. L'apparenza fa pensare subito a un cratere metorico, ma non saprei sono scettico.
Che ne pensi, sai dirmi qualche cosa?
Saluti
- Marco Di Lorenzo
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Re: ... su S&T di gennaio
Io cercherei di contattare direttamente qualche esperto, magari su un forum tipo http://meteorite.yuku.com/ se non addirittura qualche sito istituzionale (anche la UAI ha una sezione dedicata).
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