Il SIMBAD e' un enorme database astronomico curato dal Centre de Données astronomiques de Strasbourg (CDS), FR. L'acronimo sta per "Set of Identifications, Measurements, and Bibliography for Astronomical Data". Non e' solo un raccoglitore di dati anagrafici e misure ma fornisce anche eventuali documenti correlati. Insomma, si tratta di una risorsa insostituibile per astronomi ed astrofili. Per questi ultimi parliamo soprattutto di chi si interessa di astrometria, fotometria e spettroscopia, ma il database si rivela utile anche per gli amanti del profondo cielo (fotografi o visualisti che siano). La pagina informativa risultante include un preview interattivo molto utile (Aladin lite), basato per default sulle imagini a colori (Digitized Sky Survey).
Faccio un esempio. Digitando nella "basic query" (http://simbad.u-strasbg.fr/simbad/sim-fbasic) il nome NGC 2261 si ottiene:
E' stata identificata la stella R Monocerotis, ovvero la sorgente che illumina la nota "nebulosa variabile di Hubble". Il preview Aladin mostra la piccola nebulosa e riporta le dimensioni del campo di vista con le coordinate AR/DEC del cursore (la rotella del mouse cambia il FOV e il click sx permette di spostarsi nel campo). Facendo click in alto a destra (doppia freccia) il preview si apre a schermo intero (la navigazione e' stupenda!).
Notare che la funzione puo' essere utile anche a chi ha dei dubbi sulla presenza di una nuova stella (SN, nova, ecc).
Altro esempio, vediamo una caratteristica nella nostra foto deep sky e vogliamo sapere di cosa si tratta. Una foto di buona risoluzione della nebulosa Pellicano mostra un piccolo "baffo" sulla sommita' di una nebulosa allungata.
Cercare "Pelican Nebula" nella basic query e trovare sul preview Aladin le coordinate approssimative del dettaglio (20 51 19, +44 25 40). Inserirle nel Coordinate query (http://simbad.u-strasbg.fr/simbad/sim-fcoo). Sulla pagina risultante premere il pulsante Plot e con il mouse tornare sull'oggetto. Si evidenzia la riga che riporta il nome HH 555:
Facendo click sul nome, SIMBAD si porta alla pagina dedicata in cui e' descritto come "HH 555 -- Herbig-Haro Object". Il link Bibliography porta alla sezione "References (9 between 1850 and 2016)". Premendo sul pulsante Score si ottiene l'elenco dei nove documenti trovati.
Il primo (del 2007) si chiama "Numerical simulations of HH 555". Seguendo i links si arriva all'Abstract (in cui si puo' leggere l'argomento trattato) e al documento stesso:
http://iopscience.iop.org/article/10.1086/522365/pdf
Per il nostro oggetto si legge: "HH 555 is a bipolar jet emerging from the tip of an elephant trunk entering the Pelican Nebula from the adjacent molecular cloud". L'articolo e' corredato di immagini e schemi, ad esempio queste foto in H-alfa e S II:
E' solo un esempio, c'e' tanto altro sia su questo che sugli altri documenti. Ovviamente si tratta di documenti professionali che possono essere non semplici da capire ma almeno abbiamo un'idea di quale sia l'oggetto che abbiamo ripreso.
Un altra funzionalita' utilissima di SIMBAD e' il "Criteria query". Permette di trovare una serie di oggetti che soddisfano determinati requisiti. Anche qui un esempio ad uso "deep-sky". Vogliamo sapere dove si trovano stelle di tipo solare (tipo spettrale G2V, come il Sole) in modo da riprenderle con i nostri filtri RGB per consentire una calibrazione dei colori accurata (bilanciamento del bianco).
Per prima cosa limitiamo la ricerca alle stelle angolarmente non molto lontane dal soggetto fotografato (soprattutto l'altezza sull'orizzonte non deve essere molto diversa altrimenti la calibrazione non e' efficace), quindi filtriamo il tipo spettrale ed escludiamo stelle troppo deboli.
Dalla apposita pagina http://simbad.u-strasbg.fr/simbad/sim-fsam scrivamo la seguente stringa nel campo "Enter a search expression":
rah > 6 & rah < 8 & dec > 20 & dec < 40 & sptypes = 'G2V' & Vmag < 11
i cui criteri sono: stelle G2V la cui AR e' compresa tra 6 e 8 ore, la declinazione compresa tra +20 e +40 gradi (esclusi i limiti), la luminosita' maggiore di mag V 11.
La lista in uscita:
Notare che i campi della lista sono personalizzabili, basta andare sul link "Output options" e mettere una spunta sul corrispondente checkbox della "List display".
Sono possibili ricerche piu' raffinate come quella che segue, utile per la ricerca di nuove stelle Be (spettroscopia):
sptypes >= 'O8' & sptypes < 'A3' & Vmag < 3 & splum >= 'II' & sppec != 'e' & sppec != 've' & sppec != 'ne' & sppec != 'pe'& dec > -15
Il relativo output:
Vengono selezionate stelle nel range O8 - A2, con classe di luminosita' II, III, IV, V (devono essere escluse le supergiganti) e che non mostrano emissioni (peculiarita' "e"). Se in una di queste stelle venisse osservata una riga di Balmer in emissione, avremmo probabilmente scoperto una nuova "Be". In questo esempio sono comprese stelle con declinazione superiore a -15 gradi piu' luminose di mag 3 (solo per restringere la lista).
Occhio con i filtri, se non si e' certi dei criteri specificati conviene impostare in uscita il solo conteggio degli oggetti trovati (la generazione di una lista enorme richiede parecchio tempo):
Dopo aver verificato che il numero di stelle e' congruente, passare al display.
Concludo con un altro tipo di ricerca molto utile poiche' permette di trovare informazioni per un elenco di soggetti il cui nome e' contenuto in un file di testo (Identifier query): http://simbad.u-strasbg.fr/simbad/sim-fid
In questo esempio ho considerato le stelle Be da me osservate i cui spettri sono stati inseriti nel database BeSS. Ho estratto la lista ed ho creato un file txt contenente il solo nome. SIMBAD fornisce il seguente risultato:
Vorrei precisare che, per quanto lungo (scusate!), il post ha trattato solo una piccola parte delle potenzialita' offerte da questo sofisticato sistema. Comuque la sola cross-reference dei nomi mi sembra gia' di enorme utilita'. Non so quanti sanno che la nota stella estiva ha tutti questi altri nomi...
(Naturalmente si puo' vivere anche senza saperlo!
Paolo