Sempre a causa di quei fastidiosi veli ho dovuto scartare diverse pose per raccimolare solo 70 minuti di integrazione totale, con subpose da 300 sec. già troppo lunghe per impedire una iniziale bruciatura del nucleo dell'ammasso, per non parlare dell'effetto blooming sulle stelle di campo più luminose, che sono stato costretto a rimuovere con AA5 con conseguente "spaparanzamento" (come direbbe Paolo B.) delle stesse...
L'immagine in BN in sè dice poco, però può essere interessante un paragone con il Re degli ammassi globulari boreali, M 13, ripreso con la medesima strumentazione (non escludo però di aver ritagliato di più l'immagine di M 13 cosicchè appare più grande del dovuto...francamente non mi ricordo, dovrei rivedere i files grezzi).
Si consideri infatti:
M 15 - dim. apparenti circa 12', dim. reali circa 118 a.l., magn. stelle brillanti + 13, dist. dal Sole circa 9.700 a.l., masse solari pari a circa 200.000
M 13 - dim. apparenti circa 17', dim. reali 110 a.l., magn. stelle brillanti + 11, dist. dal Sole circa 7.000 a.l., masse solari pari a circa 500.000 per circa 1 milione di stelle.
Più che le dimensioni e la distanza mi pare che quello che fa la differenza è dovuto al numero e alla luminosità delle stelle che compongono i due ammassi, oltre il doppio in M 13 rispetto a M 15: e in effetti, paragonando i due dalle immagini che ho ripreso con il Tec - ripeto, forse noncon la medesima scala - mi pare proprio che questa peculiarità si noti molto bene!