Nel caso di M57, come sanno bene gli astrofotografi, gli elementi chimici presenti nel gas che causano le principali emissioni luminose sono l'idrogeno e l'ossigeno, rispettivamente con le righe h-alfa (6563A nm) e OIII (doppietto sui 4984 A).
Se la dispersione (quanto lo spettro viene "stirato") sul piano focale e' sufficiente, le due immagini risultano separate. E' il caso di questo spettro sul quale ho selezionato e ricomposto H-alfa ed OIII in una unica immagine a colori. Naturalmente le stelle vanno a farsi friggere sia come colore che come posizione, pero' l'effetto cromatico della nebulosa da l'idea di una immagine a colori reali.
Con due soli canali a disposizione ho dovuto crearne un terzo facendo un mix. La foto a colori e' cosi' rimappata in Photoshop:
Rosso: immagine h-alfa
Verde: immagine OIII
Blu: mix h-alfa (50%) + OIII (50%).
(ho preso in prestito il "bicolor" di Max
Ho dovuto per forza di cose fare anche una modifica del livello medio di ogni canale per compensare la risposta strumentale e bilanciare leggermente il canale sintetico.
Infine, siccome le immagini h-alfa e OIII sono abbastanza diverse, resta un po' difficile metterle a registro. Ho adottato quindi uno stratagemma per collocarle correttamente. Lungo la linea della dispersione ho individuato una caratteristica morfologica della M57 visibile sia sull'immagine di ordine zero (a sinistra), sia su quella h-alfa (non c'e' alcun particolare in comune ben visibile sull'immagine OIII). La distanza in pixel del punto in cui devono sovrapporsi le due immagini per essere correttamente a registro e' calcolato facendo una proporzione con le rispettive lunghezze d'onda, visto che queste sono conosciute (6563:4984=534:x, dove x vale 406 pixel dall'origine).
Vabbe', un modo strano di fare riprese a colori...
Ciao ciao
Paolo