La prima settimana piena di ottobre 2026 regala agli astrofili italiani uno dei contesti osservativi più dinamici e proficui dell'intero anno. Con l'ingresso definitivo nell'autunno astronomico, la durata della notte astronomica guadagna rapidamente terreno rispetto al dì, offrendo finestre di buio profondo sempre più estese a partire dalla prima serata. Sotto il profilo della meccanica celeste, l'evento di punta del periodo è senza dubbio l'opposizione perielica di Saturno, che raggiunge l'allineamento perfetto con il Sole e la Terra domenica 4 ottobre, imponendosi come il protagonista assoluto delle ore notturne, visibile dal tramonto all'alba con i suoi anelli tornati ad aprirsi progressivamente alla nostra linea di vista.
L'evoluzione del nostro satellite naturale favorisce nettamente le sessioni astronomiche dedicate al cielo profondo e all'osservazione delle meteore. La Luna raggiunge la fase di Ultimo Quarto nel pomeriggio di sabato 3 ottobre e, con il passare dei giorni, riduce progressivamente la frazione illuminata del suo disco, sorgendo sempre più tardi nel corso della notte. Questa configurazione lascia la prima metà di ogni nottata completamente sgombra dalla luce parassita lunare, consentendo di sfruttare cieli tersi e bui per scandagliare le meraviglie autunnali del profondo cielo nelle costellazioni di Andromeda, Triangolo e Perseo.
Nelle ore che precedono l'aurora, il comparto planetario si arricchisce della maestosa presenza di Giove e del pianeta Marte, protagonisti di spettacolari congiunzioni con la falce lunare calante tra il 5 e il 6 ottobre. Sul fronte delle meteore, la settimana culmina con il picco dello sciame delle Draconidi, previsto nella notte tra l'8 e il 9 ottobre; una pioggia meteorica insolita che privilegia le prime ore serali e che beneficerà di condizioni di oscurità ideali, data la presenza di una Luna ormai ridotta a un esile falcetto mattutino. Tra pianeti giganti al massimo splendore, sciami storici e galassie primarie in culminazione zenitale, la settimana si preannuncia ricca di spunti operativi per la strumentazione amatoriale.
🪐 PIANETI
🪐 Mercurio
Il pianeta più interno del sistema solare si trova immerso nelle luci del crepuscolo serale, avviandosi verso la massima elongazione orientale che raggiungerà a metà mese. Per gli osservatori situati alle latitudini italiane, tuttavia, la geometria dell'eclittica serale autunnale – fortemente inclinata e quasi radente rispetto all'orizzonte ovest – rende l'osservazione del pianeta estremamente complessa ed elusiva.
Mercurio si muove nella costellazione della Vergine, transitando a bassa declinazione meridionale. Al calare del Sole, il pianeta staziona ad appena 3-4 gradi di altezza sopra l'orizzonte occidentale, scomparendo sotto la linea dell'orizzonte circa 35-40 minuti dopo la nostra stella. Con una magnitudine apparente che varia da -0.1 all'inizio della settimana a circa 0.0 verso il 9 ottobre, il pianeta presenta un diametro angolare di circa 5.8 secondi d'arco e una fase gibbosa calante intorno all'80%.
Per tentare l'individuazione di Mercurio è indispensabile disporre di un orizzonte ovest-sud-ovest totalmente sgombro da ostacoli orografici e naturali, oltre a un'eccellente trasparenza atmosferica. L'uso di un binocolo 8x42 o 10x50 faciliterà l'aggancio del dischetto luminoso circa 20-25 minuti dopo il tramonto del Sole, prima che si inabissi nell'estinzione atmosferica. Nei telescopi amatoriali l'immagine risentirà drammaticamente del seeing geometrico e della rifrazione differenziale atmosferica; l'eventuale impiego di un correttore di dispersione atmosferica (ADC, Atmospheric Dispersion Corrector) è mandatorio per contrastare il disallineamento cromatico dei bordi planetari.
| Località | Sorgere (CEST / UTC) | Culminazione (CEST / UTC) | Tramonto (CEST / UTC) |
|---|---|---|---|
| Milano (45.46°N) | 08:52 / 06:52 | 14:04 / 12:04 | 19:16 / 17:16 |
| Roma (41.90°N) | 08:44 / 06:44 | 14:00 / 12:00 | 19:16 / 17:16 |
| Palermo (38.11°N) | 08:38 / 06:38 | 13:58 / 11:58 | 19:18 / 17:18 |
🪐 Venere
Venere affronta gli ultimi scampoli della sua apparizione serale, appropinquandosi alla congiunzione inferiore con il Sole prevista per la terza decade del mese. L'astro dell'argento vive una dicotomia osservativa: da un lato sfoggia una magnitudine visuale clamorosa pari a circa -4.7, dall'altro sconta la medesima sfavorevole inclinazione dell'eclittica di Mercurio, trovandosi confinato a quote bassissime nel bagliore crepuscolare.
Situato nella costellazione della Vergine, Venere ha terminato il suo moto diretto entrando in stazionamento e invertendo la propria traiettoria apparente in moto retrogrado. Al tramonto del Sole, la sua altezza sull'orizzonte non supera i 2 gradi da Roma, rendendo l'intervallo di visibilità estremamente compresso: il pianeta tramonta meno di 30 minuti dopo il Sole. Al telescopio, tuttavia, la morfologia del disco è spettacolare: il diametro apparente si espande oltre i 54 secondi d'arco, mentre la fase si assottiglia a una sottile falce compresa tra il 6% e l'8% di illuminazione.
A causa della proibitiva vicinanza all'orizzonte durante il crepuscolo, gli astrofili più esperti con montature equatoriali robotizzate e allineate accuratamente possono tentare l'osservazione diurna di Venere nel primo pomeriggio, quando il pianeta si trova a una distanza di sicurezza angolare dal Sole di circa 20 gradi verso est. Durante le osservazioni diurne, occorre prestare la massima attenzione per evitare qualsiasi puntamento accidentale della nostra stella. L'uso di filtri di contrasto, come il Wratten #25 (rosso) o filtri nell'infrarosso vicino (IR-pass a 685 nm o 742 nm), consente di tagliare la diffrazione del cielo diurno e massimizzare la definizione delle cuspidi della falce venusiana.
| Località | Sorgere (CEST / UTC) | Culminazione (CEST / UTC) | Tramonto (CEST / UTC) |
|---|---|---|---|
| Milano (45.46°N) | 08:34 / 06:34 | 13:46 / 11:46 | 18:58 / 16:58 |
| Roma (41.90°N) | 08:24 / 06:24 | 13:42 / 11:42 | 19:00 / 17:00 |
| Palermo (38.11°N) | 08:18 / 06:18 | 13:40 / 11:40 | 19:02 / 17:02 |
🪐 Marte
Il Pianeta Rosso prosegue la sua progressiva ascesa nella volta celeste notturna, imponendosi come un bersaglio di grande interesse nella seconda metà della notte. Visibile nel cielo orientale a partire dall'una del mattino circa, Marte scala costantemente la volta celeste fino a culminare verso est-sud-est all'inizio del crepuscolo mattutino, offrendo buone condizioni di altezza sull'orizzonte (oltre 50 gradi dall'Italia centrale).
Marte si trova al centro della costellazione del Cancro, incastonato a metà strada tra le luminose stelle Castore e Polluce nei Gemelli a nord-ovest e la fulgida Regolo nel Leone a est. La sua magnitudine visuale si attesta a +1.1, con una tonalità marcatamente arancione-ruggine che lo rende inconfondibile rispetto alle stelle circostanti. La distanza Terra-Marte è ancora considerevole, per cui il diametro apparente si ferma a 5.8 secondi d'arco, con una frazione illuminata del 90% (fase gibbosa).
Nonostante le dimensioni ridotte del dischetto rendano difficile scorgere le formazioni di albedo superficiali più minute con telescopi di modesta apertura, Marte è al centro di una splendida configurazione dinamica: durante la settimana transita nei pressi dell'ammasso aperto del Presepe (Messier 44). Per gli osservatori visuali muniti di rifrattori apocromatici o catadiottrici da almeno 150-200 mm di diametro, l'uso di filtri selettivi giallo-arancio (Wratten #21 o #23A) consentirà di staccare le calotte polari e le principali macchie scure continentali (come Syrtis Major o Mare Tyrrhenum) nelle notti di seeing stabile. I sensori CMOS planetari ad alta velocità possono registrare i dettagli cromatici sfruttando barlow telecentriche 2x o 3x a f/20.
| Località | Sorgere (CEST / UTC) | Culminazione (CEST / UTC) | Tramonto (CEST / UTC) |
|---|---|---|---|
| Milano (45.46°N) | 01:05 / 23:05 (-1d) | 08:44 / 06:44 | 16:23 / 14:23 |
| Roma (41.90°N) | 01:12 / 23:12 (-1d) | 08:40 / 06:40 | 16:08 / 14:08 |
| Palermo (38.11°N) | 01:19 / 23:19 (-1d) | 08:38 / 06:38 | 15:57 / 13:57 |
🪐 Giove
Il re dei pianeti domina incontrastato le ore mattutine con il suo inconfondibile fulgore. Sorgendo verso le 02:45 CEST a Roma, Giove si eleva maestoso al di sopra dell'orizzonte orientale, raggiungendo oltre 40 gradi di elevazione prima del sopraggiungere delle prime luci dell'alba civile. La sua presenza è un richiamo irresistibile per qualsiasi appassionato di imaging planetario ad alta risoluzione.
Localizzato nella porzione occidentale della costellazione del Leone, a circa 9-10 gradi a ovest di Regolo (Alpha Leonis), Giove brilla con una ragguardevole magnitudine apparente di -1.9. Il suo diametro equatoriale apparente misura ben 35.2 secondi d'arco, offrendo una superficie generosa per l'analisi delle complesse turbolenze atmosferiche joviane.
Al telescopio, anche strumenti amatoriali di soli 90-100 mm mostrano con chiarezza la marcata polarizzazione equatoriale delle cinture: la Banda Equatoriale Nord (NEB, North Equatorial Belt) e la Banda Equatoriale Sud (SEB, South Equatorial Belt), ricche di festoni, baie e condensazioni nuvolose. Aperture da 200 mm in su consentono di analizzare i dettagli interni alla Grande Macchia Rossa (GRS, Great Red Spot) e le ovali bianche minori (AWOS). La danza dei quattro satelliti medicei (Io, Europa, Ganimede e Callisto) produce frequenti fenomeni di eclisse, occultazione e transito delle ombre nere sul disco gassoso, agevolmente documentabili mediante riprese video ad alta velocità con filtri RGB e filtri di contrasto per il metano (banda di assorbimento CH4 a 889 nm).
| Località | Sorgere (CEST / UTC) | Culminazione (CEST / UTC) | Tramonto (CEST / UTC) |
|---|---|---|---|
| Milano (45.46°N) | 02:40 / 00:40 | 09:58 / 07:58 | 17:16 / 15:16 |
| Roma (41.90°N) | 02:46 / 00:46 | 09:54 / 07:54 | 17:02 / 15:02 |
| Palermo (38.11°N) | 02:51 / 00:51 | 09:52 / 07:52 | 16:53 / 14:53 |
🪐 Saturno
Saturno è l'indiscusso dominatore del cielo notturno della settimana, tagliando il traguardo dell'opposizione astronomica domenica 4 ottobre 2026 alle ore 14:00 CEST (12:00 UTC). Trovandosi in opposizione al Sole, il pianeta sorge esattamente al tramonto, culmina in direzione sud nelle ore centrali della notte e tramonta all'alba: una visibilità ininterrotta lungo tutte le ore di buio. Inoltre, la sua distanza dalla Terra tocca il minimo annuale, pari a circa 1.26 miliardi di chilometri (8.43 unità astronomiche).
Il pianeta inanellato si trova a cavallo del confine tra le costellazioni dei Pesci e della Balena (Cetus), posizionato diversi gradi a sud del celebre asterismo del Quadrilatero di Pegaso. Saturno brilla con magnitudine apparente di +0.3, rivaleggiando con le stelle più luminose della volta autunnale. Il diametro angolare del globo planetario misura 19.3 secondi d'arco, mentre il maestoso sistema di anelli si estende per oltre 44 secondi d'arco. L'inclinazione dell'anello rispetto alla linea di vista terrestre è attestata attorno agli 8.2 gradi: dopo aver attraversato la fase di taglio nel 2025 (in cui gli anelli apparivano come un sottilissimo filo indistinguibile), essi sono ora tornati a schiudersi, mostrando chiaramente la Divisione di Cassini lungo le anse.
In corrispondenza dell'opposizione è possibile apprezzare visivamente e fotograficamente il cosiddetto Effetto Seeliger: un repentino e marcato aumento di luminosità superficiale degli anelli dovuto alla retro-riflessione diretta della luce solare da parte delle particelle ghiacciate e alla contemporanea sparizione delle ombre reciproche dei corpuscoli. Con telescopi newtoniani o Schmidt-Cassegrain da 200 mm equipaggiati con filtri colorati (giallo chiaro Wratten #8 o verde-giallo #11) si evidenziano sul disco la Zona Equatoriale (EZ) e la Banda Equatoriale Sud (SEB), oltre all'ombra netta proiettata dal globo sugli anelli. Il corteo dei satelliti maggiori è facilmente accessibile: Titano (mag. +8.5) è visibile con qualsiasi cercatore o binocolo stabilizzato, mentre Rea, Dione, Teti e Giapeto sono alla portata di telescopi da 100-150 mm di apertura.
| Località | Sorgere (CEST / UTC) | Culminazione (CEST / UTC) | Tramonto (CEST / UTC) |
|---|---|---|---|
| Milano (45.46°N) | 18:50 / 16:50 | 00:36 / 22:36 (-1d) | 06:22 / 04:22 |
| Roma (41.90°N) | 18:44 / 16:44 | 00:32 / 22:32 (-1d) | 06:20 / 04:20 |
| Palermo (38.11°N) | 18:41 / 16:41 | 00:30 / 22:30 (-1d) | 06:19 / 04:19 |
🪐 Urano
Il gigante di ghiaccio Urano si trova in condizioni osservative favorevoli, avviandosi verso la propria opposizione autunnale che avverrà nelle prossime settimane. Sorge nelle prime ore della serata e si eleva altissimo sulla volta celeste per tutta la seconda metà della notte, raggiungendo quote prossime ai 60 gradi sopra l'orizzonte meridionale dall'Italia.
Urano staziona nella costellazione del Toro, posizionato strategicamente a metà strada tra l'ammasso aperto delle Pleiadi (M45) a ovest e la stella Aldebaran nelle Iadi a est. Con una magnitudine visuale integrata di +5.7, Urano si colloca al limite teorico della visibilità a occhio nudo sotto cieli montani privi di inquinamento luminoso, ma risulta un bersaglio immediato per qualsiasi binocolo 7x50 o 10x50, rintracciabile a circa 3 gradi dalla stella 37 Tauri.
Al telescopio, impiegando ingrandimenti superiori a 150x, Urano si separa chiaramente dalle stelle di campo rivelando un dischetto compatto dal diametro apparente di 3.7 secondi d'arco, caratterizzato da un'inconfondibile tonalità ciano-verdastra causata dall'abbondanza di metano nell'atmosfera superiore. Per gli astrofotografi dotati di filtri passabanda IR (685 nm) e aperture generose (almeno 250-300 mm), riprese con integrazioni prolungate possono evidenziare il chiarore della calotta polare e blande zonature latitudinali.
| Località | Sorgere (CEST / UTC) | Culminazione (CEST / UTC) | Tramonto (CEST / UTC) |
|---|---|---|---|
| Milano (45.46°N) | 20:18 / 18:18 | 03:42 / 01:42 | 11:06 / 09:06 |
| Roma (41.90°N) | 20:15 / 18:15 | 03:38 / 01:38 | 11:01 / 09:01 |
| Palermo (38.11°N) | 20:14 / 18:14 | 03:36 / 01:36 | 10:58 / 08:58 |
🪐 Nettuno
L'ottavo pianeta del sistema solare ha da poco superato la propria opposizione e gode di condizioni osservative ottimali, culminando a sud intorno alla mezzanotte a un'altezza di circa 45 gradi sull'orizzonte centro-italiano.
Nettuno è posizionato nella costellazione dei Pesci, circa 8 gradi a ovest di Saturno, il che agevola notevolmente le manovre di star-hopping partendo dal luminoso pianeta degli anelli. Con una magnitudine apparente di +7.8, l'ice giant non è visibile a occhio nudo, ma si identifica con facilità attraverso un binocolo o un piccolo telescopio come un apparente puntino stellare. Il suo diametro angolare si attesta su 2.3 secondi d'arco.
Per distinguere il suo caratteristico dischetto bluastro-cobalto dalle stelle di sfondo occorrono ingrandimenti di almeno 200x e un cielo con seeing medio-alto. Telescopi con diametro a partire da 200 mm consentono di rintracciare anche Tritone, la principale luna di Nettuno, che brilla con magnitudine apparente +13.5 a una decina di secondi d'arco dal pianeta.
| Località | Sorgere (CEST / UTC) | Culminazione (CEST / UTC) | Tramonto (CEST / UTC) |
|---|---|---|---|
| Milano (45.46°N) | 18:14 / 16:14 | 00:02 / 22:02 (-1d) | 05:50 / 03:50 |
| Roma (41.90°N) | 18:08 / 16:08 | 23:58 / 21:58 | 05:48 / 03:48 |
| Palermo (38.11°N) | 18:05 / 16:05 | 23:56 / 21:56 | 05:47 / 03:47 |
🌙 FASI LUNARI
Nel periodo considerato, il ciclo sinodico lunare attraversa la sua fase calante conclusiva, evolvendo rapidamente da una quadratura esatta fino a un sottilissimo falcetto di luce visibile unicamente all'aurora orientale. L'unica fase primaria formalmente compresa nell'intervallo temporale settimanale è l'Ultimo Quarto:
| Fase Lunare | Data | Ora Locale (CEST) | Ora Universale (UTC) | Descrizione |
|---|---|---|---|---|
| Ultimo Quarto | Sabato 3 ottobre 2026 | 15:25 | 13:25 | Fase del 50.0%. La Luna sorge dopo la mezzanotte locale e culmina all'alba. |
Dal punto di vista topografico, la notte di sabato 3 ottobre coincide con il passaggio del terminatore lunare sui rilievi montuosi dell'Oceanus Procellarum, offrendo spettacolari ombre radenti sulla scarpata della Rupes Recta in ombra calante e dettagli mozzafiato all'interno dei crateri Copernicus e Tycho. Tra il 4 e il 7 ottobre, la frazione illuminata scende progressivamente dal 40% al 12%, spostando l'orario di levata della Luna oltre le ore 02:00 CEST. Negli ultimi due giorni della settimana (8 e 9 ottobre), il disco lunare mostra una frazione illuminata rispettivamente del 6% e del 2%, offrendo meravigliose opportunità di ripresa della luce cinerea sul lembo orientale prima dell'alba.
🛰️ TRANSITI E PASSAGGI DELL'ISS
Durante l'intervallo compreso tra il 3 e il 9 ottobre 2026, l'orbita della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) presenta una configurazione geometrica caratterizzata da passaggi a bassissima elevazione sull'orizzonte o transiti in piena zona di ombra terrestre (eclisse) durante le ore serali visibili dall'Italia. Non si verificano passaggi che soddisfino contemporaneamente i requisiti di visibilità favorevole (magnitudine visuale inferiore a -3.0 ed elevazione massima superiore a 60° rispetto all'orizzonte locale).
Nessun passaggio ISS particolarmente favorevole visibile dall'Italia nel periodo specificato.
🌑 OCCULTAZIONI E TRANSITI
La settimana si distingue per due fenomeni di occultazione e transito di grande rilevanza scientifica e amatoriale:
1. Attraversamento lunare e occultazione stellare dell'Ammasso del Presepe (Messier 44):
Nelle prime ore di lunedì 5 ottobre 2026, tra le 04:15 CEST (02:15 UTC) e le 06:00 CEST (04:00 UTC), la Luna calante (frazione illuminata del 30%) attraversa il settore settentrionale dell'ammasso aperto Messier 44 (il Presepe) nella costellazione del Cancro. Dal territorio italiano è possibile osservare telescopicamente l'occultazione progressiva di diverse stelle di magnitudine compresa tra +6.3 e +7.5. L'evento è particolarmente favorevole poiché le stelle scompaiono dietro il lembo illuminato (occidentale) per poi riapparire all'improvviso dal lembo oscuro (orientale), creando un effetto visivo e fotografico ad alto contrasto. Si consiglia l'uso di telescopi di almeno 100 mm di diametro a medio ingrandimento (60x-80x).
2. Transito dell'ombra e del satellite Dione sul disco di Saturno:
Nella notte tra sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026, in piena imminenza dell'opposizione di Saturno, la luna ghiacciata Dione (magnitudine visuale +10.4) compie un transito attraverso il polo nord del pianeta. Il fenomeno ha inizio intorno alle ore 05:40 CEST (03:40 UTC) del 4 ottobre. Data la geometria quasi perfettamente collineare Terra-Sole-Saturno, l'ombra del satellite viene proiettata quasi direttamente sotto il corpo di Dione, offrendo agli astrofili dotati di telescopi con diametro superiore a 250-300 mm e camere planetarie veloci una rara opportunità di imaging ad altissima risoluzione prima dell'alba.
Nota sulla Luna e Giove: Sebbene la mattina del 6 ottobre 2026 si verifichi una spettacolare occultazione di Giove da parte della Luna calante per gli osservatori situati nell'America nord-orientale, dall'Italia il fenomeno non è visibile come occultazione: si assiste invece a una congiunzione strettissima a poche decine di primi d'arco, descritta nella sezione dedicata.
🌘 ECLISSI
Nessuna eclissi solare o lunare nel periodo specificato.
☄️ ALTRI EVENTI CELESTI
☄️ Comete visibili
Nessuna cometa luminosa facilmente osservabile nel periodo specificato.
Il cielo di inizio ottobre vede la presenza di alcuni astri chiomati periodici di debole intensità, tra cui la cometa periodica 10P/Tempel nella costellazione del Pesce Australe. Tuttavia, con una magnitudine integrata stimata intorno a +10.1/+10.5 e una posizione sfavorevole a bassa declinazione meridionale per l'Italia, l'oggetto rimane relegato a bersaglio fotografico per telescopi a grande apertura (almeno 200 mm) e sensori raffreddati sotto cieli montani.
🌠 Sciami meteorici
La settimana ospita il picco di uno degli sciami meteorici autunnali più singolari e imprevedibili dell'emisfero boreale: le Draconidi (talvolta appellate come Giacobinidi).
Lo sciame è generato dalle polveri rilasciate lungo l'orbita della cometa a corto periodo 21P/Giacobini-Zinner. Il periodo complessivo di attività delle Draconidi si estende dal 6 al 10 ottobre, con il picco massimo previsto per le prime ore di venerdì 9 ottobre 2026, con culmine atteso intorno alle ore 03:00-04:00 CEST (01:00-02:00 UTC). Il radiante dello sciame è localizzato nella costellazione boreale del Dragone, nei pressi della testa formata dalle stelle Gamma e Beta Draconis (coordinate equatoriali approssimate: AR 17h 28m, Dec +54°).
A differenza della maggior parte degli sciami annuali, il radiante delle Draconidi si trova alla sua massima elevazione sopra l'orizzonte nelle prime ore serali, appena calata l'oscurità, rendendo l'intervallo compreso tra le 20:30 CEST e le 23:30 CEST il momento più redditizio per il monitoraggio visuale e fotografico. In condizioni standard, il tasso orario zenitale (ZHR, Zenithal Hourly Rate) si attesta su livelli moderati, circa 5-10 meteore all'ora. Tuttavia, le Draconidi sono storicamente famose per improvvisi e violenti exploit (come i leggendari outburst del 1933, 1946 e 2011).
La caratteristica fisica più suggestiva di questo sciame è la bassissima velocità di ingresso atmosferico delle meteore: i corpuscoli impattano a soli 20 km/s (contro i 71 km/s delle Leonidi o i 59 km/s delle Perseidi). Questo produce scie insolitamente lente, dorate e persistenti, che sembrano attraversare il firmamento con grande maestosità. L'edizione 2026 gode di condizioni astronomiche ideali: la Luna è un sottilissimo falcetto calante prossimo al novilunio e sorgerà solo poco prima dell'alba, lasciando la volta celeste totalmente buia per tutta la sera e la notte.
✨ Congiunzioni strette
1. Congiunzione stretta Luna - Marte: Lunedì 5 ottobre 2026
Nelle ore che precedono l'alba di lunedì 5 ottobre, a partire dalle 02:00 CEST (00:00 UTC) fino all'inizio del crepuscolo mattutino verso le 06:00 CEST (04:00 UTC), la Luna calante (30% di illuminazione) si troverà in splendida congiunzione con il pianeta Marte nella costellazione del Cancro. Il massimo avvicinamento angolare si registra poco prima delle 05:00 CEST, quando i due corpi saranno separati da appena 45-50 primi d'arco. La presenza delle decine di stelle scintillanti dell'ammasso aperto Messier 44 (il Presepe), distribuite appena a sud del disco lunare e di Marte, rende questa configurazione un obiettivo primario per astrofotografi con teleobiettivi da 135-200 mm.
2. Congiunzione stretta Luna - Giove: Martedì 6 ottobre 2026
All'alba di martedì 6 ottobre va in scena uno degli allineamenti più spettacolari dell'anno. La falce di Luna calante, ridotta al 20% di frazione illuminata, si accosta al fulgido pianeta Giove (mag. -1.9) al confine tra le costellazioni del Cancro e del Leone. Dalle latitudini italiane, i due astri sorgono verso le 02:45 CEST a est con una separazione angolare di appena 1.1 gradi, riducendosi a meno di 50 primi d'arco al sorgere del sole. Il contrasto cromatico tra la luce cinerea lunare, il bordo luminoso del nostro satellite e il brillante dischetto di Giove contornato dai suoi quattro satelliti medicei è osservabile a occhio nudo, magnifico al binocolo e indimenticabile al telescopio a bassi ingrandimenti.
3. Avvicinamento Venere - Mercurio: Lunedì 5 - Mercoledì 7 ottobre 2026
Nel crepuscolo serale a ovest-sud-ovest, circa 25 minuti dopo il tramonto del Sole, Venere e Mercurio si trovano a condividere la medesima regione di cielo a circa 5 gradi di separazione angolare nella Vergine. Sebbene l'osservazione sia estremamente ostacolata dalla bassissima elevazione (inferiore a 3 gradi), l'uso di un binocolo consentirà di cogliere simultaneamente l'abbagliante bagliore di Venere a falce e il puntino di Mercurio poco più a nord prima del loro tramonto.
🔭 Oggetti Deep-Sky Raccomandati
Grazie alla favorevole fase lunare, che lascia le notti del 3-9 ottobre prive di disturbo luminoso fino a notte fonda, la settimana offre le migliori condizioni per dedicarsi all'osservazione e all'astrofotografia dei grandi oggetti del cielo profondo autunnale.
1. Messier 31 (NGC 224) – La Grande Galassia di Andromeda
Tipologia: Galassia a spirale gigante (SA(s)b)
Costellazione: Andromeda | Coordinate: AR 00h 42m 44s, Dec +41° 16′ 09″
Magnitudine visuale: +3.4 | Dimensioni apparenti: 190′ × 60′
Orario consigliato: Dalle 21:30 alle 02:30 CEST (culminazione al meridiano intorno a mezzanotte ad oltre 75° di elevazione).
Individuata già nell'anno 964 dall'astronomo persiano Abd al-Rahman al-Sufi come "piccola nube", e riscoperta telescopicamente da Simon Marius nel 1612, M31 è la più grande galassia del nostro Gruppo Locale, situata a una distanza stimata di circa 2.54 milioni di anni luce dalla Terra. Con una massa calcolata in oltre un bilione di masse solari, racchiude al suo interno fino a un trilione di stelle e sta viaggiando verso la Via Lattea a circa 110 km/s.
Visibile a occhio nudo come una macchia ovaleggiante e lattiginosa sotto cieli rurali, al binocolo 10x50 mostra un nucleo brillantissimo e condensato che sfuma gradualmente nell'alone discoidale. Al telescopio, con diametri di 200 mm o superiori e oculari a largo campo, si distinguono nitidamente le principali bande oscure di polveri interstellari lungo il braccio a nord-ovest, la grande nube stellare NGC 206 e le due galassie ellittiche nane compagne: la compatta M32 a sud e la più eterea e allungata M110 a nord-ovest. In astrofotografia a lunga posa, filtri a banda larga con correzione UV/IR cut rivelano le delicate sfumature bluastre dei bracci esterni e le regioni H II periferiche.
2. Messier 33 (NGC 598) – La Galassia del Triangolo
Tipologia: Galassia a spirale (SA(s)cd)
Costellazione: Triangolo | Coordinate: AR 01h 33m 50s, Dec +30° 39′ 37″
Magnitudine visuale: +5.7 | Dimensioni apparenti: 73′ × 45′
Orario consigliato: Dalle 22:30 alle 03:00 CEST (culminazione intorno alle 01:30 CEST a circa 68° di quota).
Scoperta con ogni probabilità da Giovanni Battista Hodierna prima del 1654 e catalogata autonomamente da Charles Messier nel 1764, M33 è il terzo membro per dimensioni del Gruppo Locale. Dista approssimativamente 2.73 milioni di anni luce ed è celebre per essere una galassia a spirale vista quasi frontalmente (face-on), con una struttura aperta che esibisce un tasso di formazione stellare straordinariamente attivo rispetto alla Via Lattea.
Avendo una notevole estensione angolare combinata con una luminosità integrata moderata, la sua luminosità superficiale è piuttosto bassa: M33 è un banco di prova per la trasparenza del cielo notturno. Con binocoli 10x50 o 15x70 appare come un'ampia luminescenza circolare e ovattata. Telescopi da 200-250 mm sotto cieli privi di inquinamento luminoso consentono di percepire l'andamento a girandola dei bracci a spirale maggiori e di risolvere distintamente NGC 604, una gigantesca regione di idrogeno ionizzato (nebulosa a emissione) situata nel braccio settentrionale, tra le più colossali conosciute nell'intero universo locale. In fotografia, l'integrazione di scatti in banda stretta H-Alpha esalta in modo impressionante decine di vivai stellari annidati tra i suoi bracci.
3. NGC 253 – La Galassia dello Scultore (Silver Coin)
Tipologia: Galassia a spirale intermedia starburst (SAB(s)c)
Costellazione: Scultore | Coordinate: AR 00h 47m 33s, Dec -25° 17′ 18″
Magnitudine visuale: +7.2 | Dimensioni apparenti: 27′ × 7′
Orario consigliato: Dalle 23:30 alle 02:00 CEST (culminazione al meridiano sud intorno a mezzanotte e mezza a circa 23° da Roma e 27° da Palermo).
Scoperta nel 1783 dall'astronoma Caroline Herschel durante le sue metodiche ricognizioni cometarie, NGC 253 è la galassia dominante del vicino Gruppo dello Scultore, posta a circa 11.4 milioni di anni luce di distanza. Dal punto di vista astrofisico, è una delle più potenti galassie starburst dell'universo vicino: il suo nucleo pullula di superammassi stellari nascenti, venti galattici ad altissima velocità e un tasso frenetico di formazione stellare guidato da imponenti riserve di gas molecolare.
Nonostante la declinazione australe imponga un'osservazione a quote medio-basse dalle regioni italiane (favorendo sensibilmente gli astrofili del Centro-Sud e della Sicilia), NGC 253 è uno dei soggetti visivamente più spettacolari dell'autunno. Al telescopio con diametri a partire da 150-200 mm a medio ingrandimento, il disco galattico si mostra riccamente screziato da una complessa trama di chiaroscuri e filamenti di polvere opaca, giustificando appieno il suo nome popolare di galassia "Moneta d'Argento". Per la fotografia è consigliato attendere il preciso istante di culminazione meridiana per minimizzare l'estinzione atmosferica.
🏛️ EVENTI ASTRONOMICI CULTURALI
🇮🇹 Eventi in Italia
In concomitanza con la settimana dell'opposizione di Saturno e con la celebrazione annuale della Settimana Mondiale dello Spazio (World Space Week), sul territorio italiano sono in programma numerosi eventi di rilievo promossi dagli osservatori pubblici e dalle associazioni astrofile aderenti all'Unione Astrofili Italiani (UAI):
"La Notte del Signore degli Anelli": Star Party dell'Opposizione di Saturno
Data: Sabato 3 e Domenica 4 ottobre 2026
Luoghi: Osservatori astronomici pubblici e sedi territoriali UAI (con manifestazioni principali presso l'Osservatorio Astronomico di Campo Catino nel Lazio e il Planetario di Milano).
Descrizione: Serate straordinarie di apertura al pubblico con conferenze tematiche dedicate alla fisica degli anelli saturniani e sessioni continuative di osservazione al telescopio del pianeta Saturno all'opposizione perielica.
Settimana Mondiale dello Spazio 2026: Conferenze e laboratori didattici
Data: Dal 4 al 10 ottobre 2026
Luoghi: Sedi INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Roma, Bologna e Napoli, in sinergia con i musei della scienza e i planetari italiani.
Descrizione: Ciclo di incontri divulgativi, laboratori per studenti e conferenze pubbliche incentrate sull'innovazione tecnologica spaziale e l'esplorazione planetaria, coordinate nell'ambito delle manifestazioni internazionali istituite dalle Nazioni Unite.
🌍 Eventi internazionali rilevanti
World Space Week (WSW 2026) – "Rocket Revolution"
Date: 4 - 10 ottobre 2026
Modalità: Globale (patrocinata dalle Nazioni Unite con eventi in oltre 90 Paesi).
Descrizione: La ricorrenza annuale istituita dall'ONU celebra il contributo delle scienze e tecnologie spaziali per il miglioramento della condizione umana. Le date ricordano due tappe fondamentali: il lancio dello Sputnik 1 (4 ottobre 1957) e l'entrata in vigore del Trattato sullo Spazio Extra-Atmosferico (10 ottobre 1967). L'edizione 2026 ha per tema ufficiale la rivoluzione dei vettori pesanti e la nuova accessibilità all'orbita terrestre e cislunare.
77° International Astronautical Congress (IAC 2026)
Date: Dal 5 al 9 ottobre 2026
Luogo: Antalya, Turchia (organizzato dalla International Astronautical Federation - IAF).
Descrizione: Il congresso mondiale di riferimento per l'astronautica e la cooperazione aerospaziale internazionale, intitolato quest'anno "The World Needs More Space", con la partecipazione delle principali agenzie spaziali (ESA, NASA, JAXA, ASI) e industrie del comparto per la definizione delle future missioni lunari e marziane.
🚀 EVENTI RILEVANTI DI ASTRONAUTICA
La settimana si apre sotto il segno dell'intensa attività orbitale a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e presso i principali spazioporti orbitali:
1. Missione SpaceX Crew-13 / ISS Expedition 75-76:
A seguito del lancio e del tempestivo attracco della capsula commerciale Crew Dragon avvenuti nei primi giorni di ottobre con a bordo l'equipaggio composto dagli astronauti della NASA Jessica Watkins e Luke Delaney, dall'astronauta dell'Agenzia Spaziale Canadese Joshua Kutryk e dal cosmonauta di Roscosmos Sergey Teteryatnikov, entra a pieno regime il passaggio di consegne scientifico della Expedition 75/76. Durante la settimana del 3-9 ottobre sono pianificate le prime sessioni scientifiche congiunte e le verifiche ambientali sui sistemi di supporto vitale del segmento orbitale europeo Columbus e del laboratorio Kibo.
2. Lancio del vettore KSLV-2 Nuri (Missione NeonSat):
Data e orario: Mercoledì 7 ottobre 2026, ore 05:23 CEST (03:23 UTC)
Agenzia/Operatore: Korea Aerospace Research Institute (KARI)
Sito di lancio: Naro Space Center, Corea del Sud
Carico utile: Costellazione di microsatelliti per l'osservazione terrestre ad alta risoluzione ottica NeonSat-2/6 destinati all'orbita eliosincrona (SSO). Nessuna visibilità diretta dal continente europeo durante la fase di ascesa.
3. Missioni lunari e cislunari – Preparativi Artemis:
In ambito interplanetario, il centro operativo dell'ESA (ESOC) a Darmstadt monitora costantemente i sistemi di navigazione telemetrica e teleallineamento dei carichi di servizio cislunari, con particolare enfasi sulle simulazioni delle traiettorie per i moduli cargo del programma Argonaut, al centro delle discussioni tecniche dell'International Astronautical Congress.
📷 CONCLUSIONE E CONSIGLI PRATICI
La finestra osservativa compresa tra il 3 e il 9 ottobre 2026 impone una pianificazione rigorosa delle sessioni notturne in base agli obiettivi prescelti. Per l'imaging planetario di Saturno, il momento migliore coincide con la fascia oraria compresa tra le 23:30 e le 01:30 CEST, quando il pianeta transita al meridiano sud ad altezze comprese tra i 45 e i 50 gradi, massimizzando la stabilità del seeing. Per Giove e Marte, le condizioni ottimali si concentrano tra le 04:30 e le 05:30 CEST, poco prima dell'alba astronomica, sfruttando la minore turbolenza termica tipica dell'aria notturna ormai stabilizzata.
Sotto il profilo termico e strumentale, l'autunno inoltrato porta con sé forti cali di temperatura dopo il crepuscolo, con rapida formazione di umidità e rugiada: è indispensabile provvedere alla stabilizzazione termica delle ottiche (estrazione dell'aria calda dai tubi primari tramite ventole per riflettori newtoniani e catadiottrici almeno 60-90 minuti prima della sessione) e montare fasce anticondensa riscaldate sia sulla lastra correttrice sia sui cercatori ottici. Per la valutazione del seeing si suggerisce di monitorare la figura di diffrazione delle stelle vicine al bersaglio (scala Antoniadi da I a V): solo con Antoniadi I o II ha senso spingere la focale equivalente a valori di f/20 o f/25.
Nelle riprese ad alta risoluzione con sensori CMOS a colori o monocromatici (come i sensori Sony IMX585 o IMX678), è essenziale rispettare i limiti di campionamento e non eccedere nella durata dei singoli filmati video per prevenire il mosso dovuto alla rapida rotazione planetaria: non superare i 90-100 secondi di cattura continua per Giove e i 180 secondi per Saturno, a meno che non si utilizzi la de-rotazione delle immagini con software dedicati (WinJUPOS).
Per il cielo profondo, le serate fino alla mezzanotte sono perfette per galassie e ammassi: impostate esposizioni comprese tra 120 e 300 secondi a guadagno unitario (gain zero o equivalente low-read-noise) e sfruttate filtri a banda larga corretti nel visibile. Per immortalare le lente e spettacolari meteore Draconidi, infine, allestite fotocamere reflex o mirrorless su solidi cavalletti con ottiche grandangolari veloci (f/1.4 - f/2.8), impostando scatti a raffica continua di 20-30 secondi a ISO 1600-3200 orientando l'inquadratura verso nord-ovest tra le ore 21:00 e le 24:00 CEST.