Cari astrofili e appassionati del cielo, benvenuti a questa nuova rubrica dedicata all'osservazione della volta celeste dal territorio italiano. La settimana compresa tra sabato 26 settembre e venerdì 2 ottobre 2026 si apre sotto i migliori auspici per chi ama l'astronomia a occhio nudo e l'osservazione planetaria ad alta risoluzione, sebbene gli amanti del profondo cielo dovranno fare i conti con un "faro" naturale particolarmente invadente: la Luna.

L'autunno astronomico, da poco inaugurato con l'equinozio del 23 settembre, porta con sé una stabilità atmosferica che spesso regala serate dal seeing eccellente. L'evento cardine che apre la settimana è la Luna Piena del 26 settembre, tradizionalmente nota come Harvest Moon (la Luna del Raccolto). Questo plenilunio in particolare dominerà incontrastato il cielo notturno per gran parte della settimana, spostandosi progressivamente e diventando calante, ma mantenendo un'illuminazione tale da sconsigliare la ricerca visiva delle galassie più deboli. La geometria orbitale autunnale fa sì che il nostro satellite sorga con un ritardo minimo da una sera all'altra, prolungando il chiarore nelle prime ore della notte.

Nonostante l'inquinamento luminoso naturale, il Sistema Solare offre uno spettacolo imperdibile. I giganti gassosi Giove e Saturno, veri signori della notte e della prima mattina, si trovano in posizioni privilegiate per l'osservazione telescopica. Saturno, reduce dalla sua recente opposizione, è visibile fin dal crepuscolo, mentre Giove domina il cielo pre-alba. Ad impreziosire il quadro occidentale al tramonto, troviamo il pianeta Venere, reduce dal suo picco di massima brillanza annuale (sfiorando l'incredibile magnitudine di -4.8), che si staglia nel crepuscolo come un diamante incastonato nel cielo. A completare la parata planetaria, Marte inizia a mostrarsi con crescente vigore nelle ore che precedono l'alba, un antipasto in vista della sua futura opposizione del 2027.

Per quanto concerne i fenomeni minori, la settimana sarà povera di attività meteorica significativa, complice la luce lunare, ma i telescopi potranno ancora tentare di intercettare le comete 220P/McNaught e 10P/Tempel 2, protagoniste indiscusse dell'estate appena trascorsa.

🪐 PIANETI

🪐 Mercurio

Visibilità: Serale (teorica), praticamente inosservabile dall'Italia.
Posizione: Vergine.
Magnitudine apparente: ~ -0.1
Fase: Piena/Gibbosa (oltre il 90%)

Il pianeta più interno del Sistema Solare si trova tecnicamente nel cielo serale, avendo superato la sua congiunzione superiore ad agosto. Tuttavia, per gli osservatori posti alle latitudini italiane (e in generale nell'emisfero boreale), i mesi autunnali rappresentano il periodo peggiore in assoluto per l'osservazione serale di Mercurio. In questo periodo dell'anno, l'eclittica – la linea immaginaria lungo la quale si muovono i pianeti – forma un angolo estremamente acuto, quasi rasente, con l'orizzonte occidentale al tramonto. Di conseguenza, pur avendo una buona elongazione angolare dal Sole, Mercurio è costretto a rimanere vicinissimo all'orizzonte, tramontando a pochissimi minuti di distanza dalla nostra stella e risultando del tutto annegato nel bagliore del crepuscolo civile.

🪐 Venere

Visibilità: Serale (bassa sull'orizzonte ovest subito dopo il tramonto).
Posizione: Tra la Vergine e la Bilancia.
Magnitudine apparente: -4.7
Fase: Falce (circa 25% illuminata)
Dimensione angolare: ~ 38 secondi d'arco

Venere è il dominatore assoluto del cielo serale. Avendo da poco superato il picco di "Massima Brillanza" (Greatest Illuminated Extent) lo scorso 22 settembre, il pianeta splende di una luce siderale che può letteralmente gettare ombre in luoghi privi di inquinamento luminoso artificiale. Venere tramonta circa un'ora e mezza dopo il Sole. Al telescopio, questo è il momento più affascinante per osservarlo: l'illuminazione si è ridotta a una sottile falce, mentre il diametro angolare apparente è in forte crescita poiché il pianeta si sta rapidamente avvicinando alla Terra (in rotta verso la congiunzione inferiore).
Consiglio osservativo: Venere è talmente abbagliante che, se osservato al buio, il suo riflesso nel treno ottico del telescopio può causare un notevole abbagliamento e nascondere i deboli dettagli atmosferici. È altamente consigliabile osservarlo quando il Sole è appena tramontato e il cielo è ancora blu chiaro, utilizzando un filtro Wratten 47 (Violetto) o un filtro UV per camere CMOS monocromatiche, al fine di tentare la ripresa delle elusivi striature a "Y" presenti nella sua densa coltre nuvolosa acida.

🪐 Marte

Visibilità: Seconda parte della notte / Mattutina.
Posizione: Cancro (in transito dai Gemelli).
Magnitudine apparente: +1.0
Dimensione angolare: ~ 7 secondi d'arco

Il Pianeta Rosso sta lentamente e inesorabilmente emergendo dalla sua fase di lontananza, apprestandosi a diventare uno dei protagonisti del cielo nel 2027. Sorge poco dopo la mezzanotte e lo troviamo molto alto sull'orizzonte sud-est prima dell'alba. Il suo inconfondibile colore rubino contrasta magnificamente con il bianco puro di Giove, che si trova più a est.
Dettagli tecnici: Attualmente il diametro di Marte è ancora esiguo, intorno ai 7 secondi d'arco, rendendo ostica l'osservazione visuale di dettagli superficiali (come la calotta polare o la Syrtis Major) senza l'uso di telescopi di almeno 200-250 mm di apertura ad alti ingrandimenti in condizioni di eccellente seeing. Tuttavia, la ripresa planetaria ad alta risoluzione (Lucky Imaging) con telecamere CMOS dedicate e l'ausilio di un filtro IR-Pass (ad esempio 685nm o 742nm) permetterà già di estrarre un contrasto notevole per distinguere le formazioni di albedo più marcate e domare la turbolenza atmosferica.

🪐 Giove

Visibilità: Mattutina (sorge intorno all'1:00 locale).
Posizione: Leone.
Magnitudine apparente: -1.9
Dimensione angolare: ~ 36 secondi d'arco

Il re dei pianeti sorge nel cuore della notte e si eleva imperiosamente nel cielo pre-alba, rifulgendo di una luce bianca fissa e potente. Si trova nella costellazione del Leone, guidando idealmente l'osservatore verso est con l'avvicinarsi del mattino.
Fenomeni notevoli: Al telescopio, Giove è un bersaglio che non delude mai. Anche in piccoli rifrattori da 70-80 mm è possibile distinguere le Bande Equatoriali Nord e Sud (NEB e SEB) e la danza ininterrotta dei quattro satelliti galileiani: Io, Europa, Ganimede e Callisto. Gli astrofili equipaggiati con ottiche superiori ai 150 mm potranno scrutare i complessi festoni equatoriali, le tempeste ovali bianche e la mitica Grande Macchia Rossa (GRS), che continua a restringersi ma che mantiene il suo affascinante colore salmone antico. Poiché all'alba Giove si troverà alto sull'orizzonte (oltre 50 gradi), l'uso di un correttore di dispersione atmosferica (ADC) diviene opzionale ma pur sempre utile per chi cerca la perfezione millimetrica in fotografia. Un filtro Wratten 80A (Azzurro) o 82A (Azzurro chiaro) in visuale aiuterà notevolmente ad aumentare il contrasto delle bande rosate e brune contro il globo del pianeta.

🪐 Saturno

Visibilità: Tutta la notte.
Posizione: Pesci (vicino al confine con l'Acquario).
Magnitudine apparente: +0.4
Dimensione angolare: ~ 18,5 secondi d'arco (disco), ~ 42 secondi d'arco (anelli)

Saturno è senza dubbio il re del cielo di prima e media serata in questo autunno 2026. Avendo superato l'opposizione all'inizio di settembre, il gigante con gli anelli è visibile non appena le luci del tramonto svaniscono, culminando verso sud intorno alla mezzanotte. Il sistema di anelli sta offrendo una prospettiva affascinante: dopo aver sfiorato il taglio netto (edge-on) nel 2025, gli anelli si stanno molto lentamente riaprendo, ma si presentano ancora eccezionalmente sottili, offrendo una visione inconsueta del globo planetario, normalmente coperto in larga parte dal loro invadente profilo.
Dettagli tecnici: L'angolo di inclinazione stretto degli anelli diminuisce la luminosità complessiva del pianeta, ma facilita enormemente l'osservazione dei suoi satelliti, in particolare Titano (magnitudine 8.5, visibile con un qualsiasi binocolo 10x50), Rea, Teti, Dione ed Encelado. Il transito di queste lune, solitamente arduo da osservare, in questo periodo risulta assai più accessibile. Si consiglia l'osservazione durante il transito in meridiano (culminazione) per ridurre la turbolenza, sfruttando ingrandimenti generosi (200x - 250x) se l'atmosfera lo permette.

🪐 Urano

Visibilità: Notturna (sorge intorno alle 22:30 locale).
Posizione: Toro (a metà strada tra le Pleiadi e le Iadi).
Magnitudine apparente: +5.7
Dimensione angolare: ~ 3.7 secondi d'arco

Il gigante di ghiaccio Urano si trova ben posizionato per l'osservazione, transitando alto nei cieli invernali ed emergendo vigorosamente in quelli di metà autunno. Con una magnitudine vicina al limite della visibilità a occhio nudo (comunque impossibile nella settimana in esame a causa del bagliore lunare), Urano è un facile bersaglio per il binocolo. Al telescopio (almeno 100-150 mm), utilizzando ingrandimenti superiori a 150x, rivelerà la sua natura non stellare: un minuscolo dischetto dal caratteristico, ipnotico colore acquamarina o verde-azzurro. Dettagli superficiali sono preclusi ai piccoli diametri, ma gli astroimager con sensori monocromatici e filtri infrarossi a banda stretta (es. IR 610nm o oltre) montati su ottiche da almeno 250-300 mm potranno tentare di catturare le deboli bande atmosferiche del pianeta.

🪐 Nettuno

Visibilità: Tutta la notte.
Posizione: Pesci.
Magnitudine apparente: +7.8
Dimensione angolare: ~ 2.3 secondi d'arco

Avendo raggiunto la sua opposizione da pochissimi giorni (21 settembre), Nettuno si trova nelle condizioni di visibilità ideali per tutto l'anno. Situato in prossimità del confine tra le costellazioni dei Pesci e dell'Acquario, richiederà l'uso di un software planetario o di un'app per smartphone per essere localizzato con precisione, confondendosi tra le stelle di campo di settima e ottava magnitudine. Attraverso uno strumento da 200 mm, spingendo gli ingrandimenti a 250x-300x, sarà possibile cogliere il suo dischetto debole e sfumato dal tenue colore blu cobalto, a testimonianza del metano presente nella sua gelida atmosfera superiore.

🌙 FASI LUNARI

Data Fase Orario Locale (CEST) Orario UTC Note
Sabato 26 set 2026 Luna Piena 🌕 18:49 16:49 La famosa Harvest Moon. Sorge esattamente al tramonto. Dominerà il cielo dell'intera settimana decrescendo lentamente.
Tutta la settimana Luna Gibbosa Calante 🌖 - - Sempre più in ritardo, ma illumina gran parte della notte.

Nota preliminare: Il prossimo Ultimo Quarto cadrà sabato 3 ottobre.

🛰️ TRANSITI E PASSAGGI DELL'ISS

L'orbita della Stazione Spaziale Internazionale è soggetta a un naturale ciclo di precessione del piano orbitale, che determina ciclicamente periodi di passaggi esclusivamente notturni, crepuscolari o diurni visibili da una specifica latitudine. Durante la finestra di tempo in esame, per via delle condizioni di illuminazione solare sulla stazione e dell'orientamento della sua traiettoria rispetto alla penisola italiana:
Nessun passaggio ISS particolarmente favorevole visibile dall'Italia nel periodo specificato.

🌑 OCCULTAZIONI E TRANSITI

Nel mese di settembre la Luna è stata protagonista di eccellenti occultazioni planetarie (Giove e Venere per altre regioni del globo), ma nella specifica finestra temporale dal 26 settembre al 2 ottobre:
Nessuna occultazione lunare o transito asteroidale di elevato rilievo nel periodo specificato per l'Italia.

🌘 ECLISSI

Nessuna eclissi solare o lunare nel periodo specificato. (Il 2026 ha regalato l'incredibile eclissi totale di Sole del 12 agosto, evento storico per l'Europa, i cui strascichi e analisi fotografiche popolano ancora fervidamente le riviste di settore, ma la geometria orbitale attuale non prevede eclissi).

☄️ ALTRI EVENTI CELESTI

☄️ Comete visibili

L'anno 2026 si è rivelato eccezionale per l'attività cometaria imprevista. In particolare, gli strumenti amatoriali potranno ancora dedicarsi alla sorveglianza di due oggetti interessanti, sebbene il plenilunio renderà ostico apprezzarne la debole e diffusa chioma.

Cometa 220P/McNaught
Questa cometa della famiglia di Giove, scoperta nel 2004, viaggia tipicamente con un modesto profilo. Tuttavia, nella primavera e nell'estate del 2026, si è resa protagonista di spettacolari outburst (esplosioni criovulcaniche o fratturazioni corticali del nucleo) che hanno espulso nello spazio un'enorme quantità di polveri, portandola da una magnitudine invisibile (17.5) a picchi compresi tra la magnitudine 7 e 8, con una vasta coma di tonalità smeraldo visibile in tutto il mondo.
Nella settimana in esame, 220P si trova alta nei cieli notturni boreali all'interno della costellazione del Toro. La sua magnitudine attuale fluttua tra la 9 e la 11 a seconda dell'assestamento post-outburst. Data l'imprevedibilità del nucleo, un'occhiata attraverso un telescopio riflettore Newtoniano da 200 mm o un C8 è assolutamente consigliata. Per estrarre la nebulosità dal cielo schiarito dalla Luna, può essere utile un leggero filtro UHC (Ultra High Contrast), sebbene riduca anche la luce della riflessione della polvere.

Cometa 10P/Tempel 2
Anch'essa cometa periodica, ha raggiunto il perielio all'inizio di agosto 2026 brillando intorno alla magnitudine 7-8. In queste serate di fine settembre è in allontanamento ed è notevolmente scesa di luminosità (attesa intorno a magnitudine 10-11). Si muove a cavallo tra il Capricorno e l'Acquario. La concomitanza della forte Luna piena e della bassa luminosità la rende un target estremamente sfidante per l'osservazione visuale (praticamente invisibile), ma fotograficamente catturabile con integrazioni CMOS dedicate.

🌠 Sciami meteorici

L'autunno è generalmente un ottimo periodo per le stelle cadenti, preparandoci alle Tauridi, Leonidi e Geminidi dei mesi successivi. Alla fine di settembre abbiamo il picco di uno sciame diurno anomalo: le Sestantidi Diurne (Sextantids), il cui picco avviene tra il 27 e il 28 settembre. Purtroppo, trattandosi di un radiante molto prossimo al Sole, i meteoroidi che bruciano nell'alta atmosfera non sono quasi mai visibili di notte, se non in rarissime occasioni pochi istanti prima del crepuscolo mattutino.
In ambito notturno, le Epsilon Perseidi di settembre si sono ormai spente. Inoltre, come ribadito, la presenza di una massiccia Luna Piena e Gibbosa Calante inonderebbe di luce il cielo, impedendo la visione di qualsiasi meteora al di sotto della magnitudine +1. Pertanto:
Nessuno sciame meteorico rilevante attivo nella settimana.

✨ Congiunzioni strette

Luna - Saturno (Domenica 27 settembre 2026)
Un evento visuale di grande impatto emotivo e perfetto per la fotografia panoramica avverrà nella serata di domenica 27. La Luna, appena un giorno dopo il plenilunio perfetto (fase al 98%), si avvicinerà prospetticamente al pianeta Saturno. L'evento sarà visibile per tutta la notte: il sorgere accoppiato avverrà poco dopo il calar del sole in direzione est (costellazione dei Pesci).
Verso la mezzanotte locale (22:00 UTC), i due corpi culmineranno verso il meridiano sud e il loro avvicinamento sarà massimo (separazione angolare variabile tra 2 e 4 gradi a seconda del momento esatto della notte, ma perfettamente fruibile ad occhio nudo o in un piccolo binocolo come un 8x40). La luminosità abbacinante della Luna tenderà a sovrastare la debole luce dorata di Saturno, ma un piccolo telescopio a bassi ingrandimenti o una fotocamera con un teleobiettivo da 135-200mm permetteranno un'inquadratura eccezionale che includerà i crateri lunari e il piccolo, distante gioiello inanellato.

🔭 Oggetti Deep-Sky Raccomandati

Nonostante la presenza della Luna Piena limiti fortemente le osservazioni, esistono categorie di oggetti del profondo cielo (Ammassi Aperti, Ammassi Globulari e Nebulose Planetarie) dotati di un'elevata brillanza superficiale che permettono di trarre grande soddisfazione anche in notti imperfette. Ecco 3 target d'eccezione, ideali in questo periodo.

1. NGC 869 / NGC 884 (Il Doppio Ammasso di Perseo)
Tipologia: Ammasso Aperto (Sistema doppio)
Costellazione: Perseo
Coordinate: AR 02h 20m / Dec +57° 08'
Magnitudine: 4.3 (combinata)
Dimensione apparente: Circa 60 minuti d'arco
Orario migliore: Per tutta la notte, alto nel cielo nord-orientale.

Noto fin dall'antichità e catalogato dall'astronomo greco Ipparco, il Doppio Ammasso è uno dei gioielli incontrastati del cielo boreale. Si tratta di due giovani e massicci ammassi aperti, distanti circa 7.500 anni luce da noi e separati fisicamente da poche centinaia di anni luce tra loro. Entrambi contengono ricche associazioni di calde supergiganti blu (stelle di classe spettrale O e B), ma sono puntellati, per chi osserva attentamente, da spettacolari supergiganti rosse che offrono un meraviglioso stacco cromatico.
Consigli osservativi: La luce lunare darà fastidio, ma l'altissima concentrazione stellare di questo oggetto ne garantisce l'osservabilità. Lo strumento principe per il Doppio Ammasso non è il telescopio ad alti ingrandimenti, bensì un buon binocolo gigante (es. 20x80) o un rifrattore a focale corta (400-500 mm) equipaggiato con un oculare a largo campo visivo. Un ingrandimento intorno ai 30x–40x permetterà di incorniciarli entrambi nello stesso campo stellare, regalando la visione di due veri e propri "scrigni di diamanti" adagiati sul velluto nero (o, in questa settimana, grigio antracite per la Luna).

2. M57 (La Nebulosa Anello - Ring Nebula)
Tipologia: Nebulosa Planetaria
Costellazione: Lira
Coordinate: AR 18h 53m / Dec +33° 01'
Magnitudine: 8.8
Dimensione apparente: 1,4 x 1,0 minuti d'arco
Orario migliore: Prima metà della sera (dalle 20:00 alle 23:00 locale).

Scoperta dall'astronomo francese Antoine Darquier de Pellepoix nel 1779 e poi resa celebre dal catalogo di Charles Messier, M57 è l'archetipo della nebulosa planetaria. È il sudario di una stella simile al Sole che, giunta al termine del suo ciclo vitale, ha espulso i suoi strati esterni nello spazio profondo, lasciando al centro un caldissimo cuore esposto: una nana bianca (di magnitudine 15, difficilissima da scorgere in visuale). L'espansione dei gas crea il caratteristico anello di fumo, ricco di ossigeno ionizzato e idrogeno.
Consigli osservativi: M57 è una "campionessa" contro l'inquinamento luminoso e la luce lunare, possedendo una brillanza superficiale notevole. Si trova tra le stelle Beta e Gamma Lyrae. Utilizzate un telescopio (riflettore da almeno 150 mm o un Mak 127) e non abbiate paura di spingere gli ingrandimenti fino a 150x-200x. L'impiego di un filtro nebulare OIII (Ossigeno Terzo) o di un filtro UHC in visuale staccherà drasticamente il grigio del fondo cielo lunare, facendo letteralmente "accendere" il tipico anello fantasmagorico che conferisce il nome alla nebulosa.

3. M15 (Ammasso Globulare in Pegaso)
Tipologia: Ammasso Globulare
Costellazione: Pegaso
Coordinate: AR 21h 29m / Dec +12° 10'
Magnitudine: 6.2
Dimensione apparente: 18 minuti d'arco
Orario migliore: Culmina a sud tra le 22:30 e le 23:30 locale.

M15 è uno degli ammassi globulari più densi, antichi (circa 12 miliardi di anni) e affascinanti della nostra galassia. Scoperto dall'astronomo italo-francese Jean-Dominique Maraldi nel 1746, M15 si distingue dagli altri globulari per aver subito un cosiddetto "collasso del nucleo", una dinamica gravitazionale che ha portato un enorme numero di stelle (ed eventualmente un buco nero di massa intermedia) ad accalcarsi paurosamente al centro. Inoltre, è stato il primo ammasso globulare in cui è stata scoperta una nebulosa planetaria interna (Pease 1).
Consigli osservativi: Facile da localizzare seguendo la testa del cavallo alato Pegaso (dalla stella Enif), appare in un cercatore ottico come una stellina sfocata. Al telescopio (a partire da 150 mm, ma i 200/250 mm iniziano a svelare la sua reale natura), utilizzate dai 100x ai 200x per "risolvere" le stelle periferiche. Il nucleo centrale resterà però una palla di luce irrisolta a causa dell'incredibile densità stellare. In presenza di forte inquinamento lunare, aumentate ulteriormente gli ingrandimenti: questo scurirà il fondo cielo, aumentando il contrasto percepito e permettendo all'occhio di percepire la "granulosità" della periferia dell'ammasso.

🏛️ EVENTI ASTRONOMICI CULTURALI

🇮🇹 Eventi in Italia

Nessun evento astronomico culturale di rilievo segnalato su scala nazionale in Italia nel periodo specificato. Invitiamo comunque gli appassionati a consultare i siti delle proprie delegazioni UAI locali o associazioni astrofile di zona, in quanto le osservazioni pubbliche della Luna (International Observe the Moon Night) e dei pianeti si tengono regolarmente anche a ridosso dell'autunno.

🌍 Eventi internazionali rilevanti

Nessun evento astronomico internazionale di particolare rilievo previsto nella settimana.

🚀 EVENTI RILEVANTI DI ASTRONAUTICA

La fine di settembre 2026 segna una finestra di importanza capitale per la scienza planetaria e l'astronautica europea, dominata dalle delicate geometrie della meccanica orbitale per le missioni interplanetarie.

Flyby della Terra della Sonda JUICE (ESA)
Data: Settembre 2026
Missione: Jupiter Icy Moons Explorer (JUICE)
Agenzia: ESA (Agenzia Spaziale Europea)
Obiettivo principale: L'audace missione europea, lanciata da Kourou ad aprile 2023 con un razzo Ariane 5, è in viaggio per esplorare il sistema di Giove, concentrandosi in particolare sull'abitabilità di lune oceaniche ghiacciate come Europa, Ganimede e Callisto. Essendo impossibile viaggiare direttamente verso Giove con i lanciatori attuali in maniera efficiente, JUICE deve effettuare complesse fionde gravitazionali (gravity assist) rubando slancio orbitale ai pianeti interni.
Stato attuale: Dopo aver effettuato uno storico assist combinato Luna-Terra nell'agosto 2024 (LEGA), e un flyby di Venere nell'agosto 2025, a settembre 2026 JUICE ritorna per il suo secondo sorvolo della Terra. La sonda sfreccerà letteralmente a circa 9.000 km di distanza dal nostro pianeta. Questo incontro fornirà a JUICE l'ulteriore "spinta" (incremento di Delta-V e modifica della traiettoria) vitale per spingerla verso il sistema gioviano esterno, dove è attesa per l'arrivo nel 2031. L'evento non è osservabile visualmente, ma è un trionfo ingegneristico per l'ESA e permetterà un accuratissimo test di calibrazione di tutti gli strumenti scientifici a bordo (tra cui i radar penetranti italiani e gli spettrometri).

📷 CONCLUSIONE E CONSIGLI PRATICI

Questa settimana di transizione tra settembre e ottobre 2026, pur dominata dal chiarore imponente della Harvest Moon, non lascia gli strumenti inutilizzati, invitandoci semplicemente a rimodulare le nostre priorità osservative. Le notti illuminate a giorno dalla Luna Piena impongono un rigoroso "cambio di marcia" per l'astronomo dilettante.

Osservazione planetaria: Quando la Luna è al massimo fulgore, il seeing (ovvero la stabilità atmosferica descritta dalla Scala di Antoniadi) diventa il vero giudice della serata, mentre la trasparenza passa in secondo piano. In autunno, le inversione termiche notturne spesso cristallizzano gli strati bassi dell'atmosfera regalandoci serate con seeing I o II Antoniadi. I bersagli d'elezione sono quindi Giove, Saturno e Marte. Consigliamo di prestare massima attenzione all'acclimatamento termico degli strumenti, specialmente per i catadiottrici (Schmidt-Cassegrain o Maksutov), lasciandoli all'aperto per almeno 60-90 minuti prima di forzare gli ingrandimenti oltre i 150x.

Osservazione e fotografia lunare: Sfruttate l'occasione! Guardare la Luna Piena in un telescopio senza difese è doloroso a causa dell'intensità luminosa. Per proteggere gli occhi e apprezzare il contrasto tra l'albedo dei mari scuri (Tranquillitatis, Serenitatis) e i raggi di espulsione del cratere Tycho o Copernico, avvitate un filtro Polarizzatore Variabile o un filtro a densità neutra (ND96) al barilotto del vostro oculare. I fotografi scopriranno che riprendere in bianco e nero usando un filtro Infrarosso (es. IR 685) stabilizzerà enormemente l'immagine "congelando" la turbolenza atmosferica.

Fotografia Deep-Sky: La ripresa a colori (RGB) delle nebulose deboli e delle galassie a spirale è fortemente sconsigliata: i gradienti luminosi causati dal riflesso lunare sull'umidità atmosferica annegherebbero i dati. Tuttavia, per i possessori di camere CMOS raffreddate, questo è il momento eccellente per praticare la tecnica Narrowband (Banda Stretta). Equipaggiati di un filtro H-alpha a 7nm (o ancor meglio 3nm) e un filtro OIII, potrete isolare l'emissione dei gas ionizzati di oggetti come la Nebulosa Cuore (IC 1805) o la Nebulosa Bolla (NGC 7635) tra Cassiopea e Cefeo, azzerando virtualmente il danno arrecato dal chiarore lunare e producendo stupefacenti tricromie sintetiche in Hubble Palette.

Che scegliate di tuffarvi negli anelli filiformi di Saturno, nei mari della grande Harvest Moon o nella delicata acquisizione fotonica in banda stretta, il cielo d'autunno offre tesori ineguagliabili. Copritevi bene, a causa delle notti sempre più umide, preparate le fasce anticondensa e alzate gli occhi.

Cieli sereni e buie osservazioni a tutti voi.