L’ultima settimana di ottobre 2026 si apre sotto il segno di un importante sincronismo civile e astronomico: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre l’Italia abbandona l’ora legale estiva (CEST, Central European Summer Time, UTC+2) per ripristinare l’ora solare (CET, Central European Time, UTC+1), arretrando gli orologi di un’ora alle tre del mattino. Dal punto di vista osservativo, questo passaggio anticipa di sessanta minuti l’imbrunire e le ore di buio astronomico, consentendo agli astrofili di avviare le sessioni di ripresa e visuali già nel tardo pomeriggio.
Il panorama celeste è dominato dalla spettacolare transizione della Luna verso la fase di Plenilunio, tradizionalmente noto come «Luna del Cacciatore» (Hunter’s Moon), che si perfeziona nelle primissime ore di lunedì 26 ottobre nella costellazione del Toro. La forte luminosità del disco lunare ridurrà il contrasto per gli oggetti del cielo profondo a bassissima brillanza superficiale, ma offrirà un contesto unico per l’osservazione delle formazioni geologiche del terminatore nei giorni precedenti e successivi. L’evento culminante del nostro satellite naturale sarà il suggestivo passaggio, nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, attraverso le stelle dell'ammasso aperto delle Pleiadi (M45), che darà luogo a una complessa occultazione lunare parziale e radente osservabile da tutta la penisola.
Sul versante planetario, la prima parte della notte è appannaggio incontrastato del pianeta Saturno, a poche settimane dall’opposizione e situato tra i Pesci e la Balena, accompagnato a breve distanza prospettica dall'elusivo Nettuno e, più a est nel Toro, da Urano. Nelle ore che precedono l’aurora, la volta celeste orientale si accende invece con una grandiosa parata di giganti: Marte, immerso nel Cancro in rapido moto diretto verso il Leone, precede la maestosa comparsa di Giove, la cui magnitudine negativa domina incontrastata il cielo mattutino prima del crepuscolo solare.
🪐 PIANETI
🪐 Mercurio
Il pianeta più interno del Sistema Solare si trova in una configurazione di visibilità marcatamente sfavorevole per le latitudini italiane ed europee. Nonostante la recente massima elongazione orientale, l’inclinazione estremamente bassa dell’eclittica sull’orizzonte occidentale al tramonto autunnale mantiene Mercurio a un’altezza angolare minima rispetto al suolo, facendolo tramontare circa trentacinque minuti dopo il disco solare, quando il cielo è ancora immerso nella vivida luce del crepuscolo civile.
Nelle serate tra il 24 e il 30 ottobre, Mercurio brilla a una magnitudine apparente che degrada rapidamente da +0.3 a +0.7 a causa dell'aumento dell'angolo di fase (passando da una frazione illuminata del 48% a circa il 35%), mentre il suo diametro apparente cresce da 7.0" a 8.1" d'arco mentre si avvicina al punto di congiunzione inferiore. Situato nella costellazione della Bilancia, prima di lambire lo Scorpione, il pianeta richiede una ricerca strumentale accurata con binocoli o telescopi dotati di montature computerizzate GoTo perfettamente allineate. L’osservazione visuale telescopica è gravemente compromessa dalla dispersione atmosferica e dal seeing degradato in prossimità del limite dell'orizzonte; l’impiego di un correttore di dispersione atmosferica (ADC, Atmospheric Dispersion Corrector) e di un filtro passabanda arancione (Wratten #21) o rosso chiaro (Wratten #23A) è tassativo per attenuare la turbolenza cromatica e migliorare la stabilità del micro-contrasto sul terminatore.
| Parametro (27 Ottobre 2026) | Milano (Nord) | Roma (Centro) | Palermo (Sud) |
|---|---|---|---|
| Sorgere (Locale CET / UTC) | 09:02 / 08:02 | 08:51 / 07:51 | 08:44 / 07:44 |
| Culminazione (Locale CET / UTC) | 13:46 / 12:46 | 13:38 / 12:38 | 13:35 / 12:35 |
| Tramonto (Locale CET / UTC) | 18:29 / 17:29 | 18:24 / 17:24 | 18:26 / 17:26 |
| Altezza al tramonto solare | +4° 12' | +5° 40' | +7° 15' |
🪐 Venere
Venere vive proprio all'apice di questo intervallo temporale uno dei momenti orbitali cardine del proprio ciclo sinodico: il 24 ottobre 2026 il pianeta si trova in congiunzione inferiore con il Sole, passando tra la Terra e la nostra stella a una separazione angolare minima di circa 6° a sud del disco solare. Si conclude così ufficialmente l'apparizione serale e inizia la rapida transizione che porterà il pianeta a trasformarsi, a partire da novembre, nella sfolgorante «Stella del Mattino».
Durante la settimana compresa tra il 24 e il 30 ottobre, Venere transita dalle immediate vicinanze del Sole verso il quadrante mattutino. Essendo situata al perigeo orbitale (a circa 0.27 Unità Astronomiche dalla Terra), la sua dimensione angolare raggiunge la maestosa ampiezza di 61.2" d'arco, con una fase inferiore all'1%, ridotta a una sottilissima falce quasi anulare causata dalla rifrazione della luce solare nell'alta atmosfera venusiana. L’osservazione amatoriale in questi giorni è tecnicamente proibitiva e sconsigliata ai non esperti: puntare ottiche in prossimità del Sole comporta pericoli letali per la vista e per i sensori delle camere senza un adeguato sistema di tubi paraluce diaframmati e un puntamento di precisione assoluta a cupola chiusa. Entro il 30 ottobre, la separazione cresce fino a permettere, a telescopi esperti e schermati, di tentare la ripresa infrarossa della falce all'alba, pochi minuti prima del sorgere solare, nel campo della Vergine.
| Parametro (27 Ottobre 2026) | Milano (Nord) | Roma (Centro) | Palermo (Sud) |
|---|---|---|---|
| Sorgere (Locale CET / UTC) | 06:40 / 05:40 | 06:33 / 05:33 | 06:29 / 05:29 |
| Culminazione (Locale CET / UTC) | 12:08 / 11:08 | 12:00 / 11:00 | 11:58 / 10:58 |
| Tramonto (Locale CET / UTC) | 17:35 / 16:35 | 17:28 / 16:28 | 17:27 / 16:27 |
| Diametro apparente / Fase | 60.8" / 0.8% | 60.8" / 0.8% | 60.8" / 0.8% |
🪐 Marte
Il Pianeta Rosso si presenta in ottime condizioni per l’osservazione nella seconda parte della notte. Sorge attorno alla mezzanotte ora solare e guadagna un’elevazione ragguardevole sull’orizzonte est-sud-est prima delle prime luci del giorno. Nel corso della settimana Marte attraversa la costellazione del Cancro, muovendosi a grandi passi verso il confine del Leone e riducendo progressivamente la distanza angolare dal pianeta Giove, preludio alla magnifica congiunzione che andrà in scena nel mese di novembre.
La magnitudine visuale di Marte si attesta attorno a +1.0, mentre la distanza dalla Terra scende a circa 214 milioni di chilometri. Il disco apparente misura 5.8" d'arco: un diametro ancora modesto per risolvere le sottili formazioni della superficie con aperture medie, ma sufficiente con strumenti da 200–250 mm (come Schmidt-Cassegrain o Newton a lungo fuoco) e seeing stabile per distinguere la brillantezza della calotta polare nord e le estese macchie di albedo scure di Syrtis Major e Mare Tyrrhenum. Per il visuale si consiglia l’uso di filtri arancione chiaro (Wratten #21) o rosso (#25) per incrementare il contrasto delle regioni rocciose scure rispetto ai deserti ferrosi, associati a un filtro blu (Wratten #80A) per intercettare nubi orografiche o foschie mattutine ai bordi del disco. Nella ripresa ad alta risoluzione con camere CMOS planetarie veloci ad alto frame-rate (es. sensori Sony IMX585 o IMX678), l’integrazione di centinaia di fotogrammi tramite derotazione WinJOSUP permette di estrarre dettagli impensabili per un disco inferiore ai 6".
| Parametro (27 Ottobre 2026) | Milano (Nord) | Roma (Centro) | Palermo (Sud) |
|---|---|---|---|
| Sorgere (Locale CET / UTC) | 00:08 / 23:08* | 00:15 / 23:15* | 00:26 / 23:26* |
| Culminazione (Locale CET / UTC) | 07:38 / 06:38 | 07:34 / 06:34 | 07:35 / 06:35 |
| Tramonto (Locale CET / UTC) | 15:08 / 14:08 | 14:53 / 13:53 | 14:44 / 13:44 |
| Altezza all'inizio del crepuscolo | +55° | +58° | +61° |
*L'orario UTC fa riferimento alla sera precedente (26 ottobre).
🪐 Giove
Il gigante gassoso del Sistema Solare regna incontrastato nel cielo antelucano. Situato nella porzione occidentale della costellazione del Leone, a una ventina di gradi a ovest della stella Alfa (Regolo), Giove è inconfondibile: con una magnitudine apparente di -2.0, surclassa qualsiasi stella o pianeta visibile nell'arco notturno dopo il tramonto di Saturno.
Giove sorge attorno alle ore 01:30 CET ed è comodamente posizionato a sud-est, a oltre 50° di altezza, già due ore prima dell’inizio del crepuscolo astronomico. Il suo diametro equatoriale apparente ha ormai raggiunto i 34.8" d'arco, offrendo una superficie generosa e ricchissima di dettagli idrodinamici. Anche con un rifrattore acromatico o ED da soli 70–80 mm di diametro sono evidenti le due principali fasce nuvolose (Fascia Equatoriale Nord - NEB e Fascia Equatoriale Sud - SEB), oltre alla danza perpetua dei quattro satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto). Aperture maggiori (200 mm o superiori) mostrano festoni intracircolari nella Zona Equatoriale (EZ), ovali bianchi temperati e le delicate tonalità mattone della Grande Macchia Rossa (GRS). Dal punto di vista della ripresa CCD/CMOS planetaria, è raccomandabile limitare i video RGB o mono con filtri di interferenza a durate massime di 90–100 secondi, al fine di evitare il mosso introdotto dalla rapida rotazione differenziale gioviana (il periodo di rotazione è pari a circa 9 ore e 55 minuti), oppure ricorrere alla derotazione matematica delle matrici grezze.
| Parametro (27 Ottobre 2026) | Milano (Nord) | Roma (Centro) | Palermo (Sud) |
|---|---|---|---|
| Sorgere (Locale CET / UTC) | 01:21 / 00:21 | 01:30 / 00:30 | 01:42 / 00:42 |
| Culminazione (Locale CET / UTC) | 08:35 / 07:35 | 08:32 / 07:32 | 08:35 / 07:35 |
| Tramonto (Locale CET / UTC) | 15:48 / 14:48 | 15:34 / 14:34 | 15:28 / 14:28 |
| Diametro equatoriale | 34.8" | 34.8" | 34.8" |
🪐 Saturno
Reduce dall’opposizione solare avvenuta il 4 ottobre 2026, il «Signore degli Anelli» costituisce il fulcro dell'osservazione planetaria serale per tutta la settimana in esame. Il pianeta è collocato nell'estremità settentrionale della costellazione della Balena (Cetus), a brevissima distanza dai confini con i Pesci, a sud del Grande Quadrilatero di Pegaso. Con una magnitudine visuale di +0.4, costituisce l'oggetto puntiforme più luminoso di quest'area di cielo autunnale povera di stelle di prima grandezza.
Saturno è già ben visibile al calar dell'oscurità a est-sud-est, culmina a sud prima della mezzanotte a circa 45° sull'orizzonte (per il Centro Italia) e tramonta nelle prime ore del mattino. Il globo planetario presenta un diametro angolare di 19.3", mentre il sistema degli anelli abbraccia una larghezza complessiva di 43.8". L'aspetto degli anelli merita un'attenzione particolare: dopo l'attraversamento del piano degli anelli avvenuto nel 2025 (quando apparvero di taglio, quasi invisibili), l’inclinazione dell’anello rispetto alla nostra linea di vista è ora risalita a circa 7.5°–8.0°, consentendo una chiara osservazione della loro faccia meridionale. Attraverso telescopi da 150 mm a 150–200 ingrandimenti si percepiscono nettamente la Divisione di Cassini lungo le anse est e ovest, l'ombra del globo proiettata sugli anelli e la banda equatoriale scura sul disco del pianeta. Attorno al corpo principale gravitano con facilità Titano (magnitudine 8.5), facilmente rintracciabile anche con un binocolo stabilizzato, Rea, Teti e Dione (magnitudini tra 9.8 e 10.4).
| Parametro (27 Ottobre 2026) | Milano (Nord) | Roma (Centro) | Palermo (Sud) |
|---|---|---|---|
| Sorgere (Locale CET / UTC) | 15:58 / 14:58 | 16:04 / 15:04 | 16:16 / 15:16 |
| Culminazione (Locale CET / UTC) | 21:40 / 20:40 | 21:35 / 20:35 | 21:35 / 20:35 |
| Tramonto (Locale CET / UTC) | 03:22 / 02:22* | 03:06 / 02:06* | 02:54 / 01:54* |
| Inclinazione anelli | +7.6° | +7.6° | +7.6° |
*L'orario fa riferimento alla notte tra il 27 e il 28 ottobre.
🪐 Urano
Urano è in rotta di avvicinamento alla propria opposizione, prevista per il mese di novembre. Si muove di moto retrogrado all’interno della costellazione del Toro, posizionato circa 6° a sud-ovest dell’ammasso aperto delle Pleiadi. Con una magnitudine integrata di +5.6, il pianeta giace al limite estremo della visibilità a occhio nudo sotto cieli bui di alta montagna, ma risulta un bersaglio immediato per qualsiasi binocolo 7x50 o 10x50, apparendo come una «stella» dalla tonalità insolitamente fredda.
Il pianeta sorge nelle prime ore della sera ed è osservabile per l’intera notte, culminando oltre i 65° di altezza angolare intorno alle 01:30 CET. All’oculare di un telescopio da almeno 100–120 mm a ingrandimenti elevati (superiori a 150x), Urano svela la sua natura non stellare, risolvendosi in un minuscolo dischetto di 3.7" di diametro, caratterizzato da un inconfondibile colore ciano-verde pastello. L’acquisizione fotografica planetaria beneficia grandemente dell'impiego di filtri passa-alto nell'infrarosso vicino (IR-pass a 685 nm o 742 nm), capaci di ridurre drasticamente gli effetti della turbolenza d’aria e di tentare l'estrazione di debolissime variazioni zonali di riflettività atmosferica.
| Parametro (27 Ottobre 2026) | Milano (Nord) | Roma (Centro) | Palermo (Sud) |
|---|---|---|---|
| Sorgere (Locale CET / UTC) | 17:52 / 16:52 | 17:50 / 16:50 | 17:55 / 16:55 |
| Culminazione (Locale CET / UTC) | 01:24 / 00:24* | 01:16 / 00:16* | 01:10 / 00:10* |
| Tramonto (Locale CET / UTC) | 08:56 / 07:56 | 08:42 / 07:42 | 08:25 / 07:25 |
| Diametro apparente | 3.7" | 3.7" | 3.7" |
*L'orario fa riferimento alla notte tra il 27 e il 28 ottobre.
🪐 Nettuno
L'ottavo pianeta del Sistema Solare si trova nei Pesci occidentali, a circa 8° a ovest di Saturno. Dopo aver superato l’opposizione alla fine di settembre, Nettuno rimane in una finestra di visibilità ottimale durante la prima metà della notte, culminando a sud intorno alle 21:00 CET a circa 46° di altezza sulle regioni centrali italiane.
Brillando con una magnitudine di +7.8, Nettuno è precluso alla visione a occhio nudo ed esige tassativamente un binocolo o un piccolo telescopio per essere individuato. Il suo minuscolo diametro apparente di soli 2.3" d'arco rende la distinzione del disco una sfida per strumenti con focali generose: a meno di 200 ingrandimenti e senza un seeing di ottima qualità, il pianeta viene facilmente scambiato per una debole stella di campo. Con strumenti da 200 mm o maggiori si può cogliere la caratteristica tinta bluastra e, a livelli di ingrandimento sostenuti su montature a guida precisa, individuare il suo satellite principale, Tritone (magnitudine 13.5), posizionato a circa 15" di separazione dal pianeta.
| Parametro (27 Ottobre 2026) | Milano (Nord) | Roma (Centro) | Palermo (Sud) |
|---|---|---|---|
| Sorgere (Locale CET / UTC) | 15:26 / 14:26 | 15:32 / 14:32 | 15:44 / 14:44 |
| Culminazione (Locale CET / UTC) | 21:08 / 20:08 | 21:03 / 20:03 | 21:03 / 20:03 |
| Tramonto (Locale CET / UTC) | 02:50 / 01:50* | 02:34 / 01:34* | 02:22 / 01:22* |
| Diametro apparente | 2.3" | 2.3" | 2.3" |
*L'orario fa riferimento alla notte tra il 27 e il 28 ottobre.
🌙 FASI LUNARI
Nel corso del periodo considerato, il nostro satellite compie il passaggio culminante dal ciclo di gibbosa crescente al plenilunio, per poi avviare la parabola calante. In questa configurazione, la superficie lunare è illuminata quasi perpendicolarmente dalla luce solare: le ombre all'interno dei crateri e lungo le scarpate montuose si annullano quasi per intero, rivelando con impressionante evidenza le differenze di albedo, i sistemi di raggiere brillanti (come quelli di Tycho, Copernico e Keplero) e le colate scure dei grandi mari basaltici.
Nel periodo in esame si registra un'unica fase fondamentale:
- 🌕 Luna Piena (Plenilunio): lunedì 26 ottobre 2026 alle ore 05:11 CET (corrispondenti alle ore 04:11 UTC). Il disco lunare si trova geometricamente a 180° di longitudine celeste rispetto al Sole, immerso nella costellazione dell'Ariete nei pressi del confine con il Toro, a una distanza geocentrica di circa 389.000 km e con un diametro apparente di 30' 45". Questa lunazione d'autunno, la seconda dopo l'equinozio di settembre, corrisponde alla tradizionale «Luna del Cacciatore» (Hunter's Moon), caratterizzata da un sorgere serale che si ritarda di pochi minuti da una notte all'altra a causa dell'angolo favorevole dell'oriente autunnale.
| Fase Lunare | Data | Ora Locale (Europe/Rome) | Ora UTC | Costellazione | Illuminazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Luna Piena | 26 ottobre 2026 | 05:11 CET | 04:11 UTC | Ariete / Toro | 100.0% |
🛰️ TRANSITI E PASSAGGI DELL'ISS
La Stazione Spaziale Internazionale (ISS, International Space Station) percorre un’orbita a circa 420 km di quota con un’inclinazione di 51.6° rispetto all’equatore terrestre. La geometria orbitale nel periodo compreso tra il 24 e il 30 ottobre 2026 confina i passaggi della stazione sopra la penisola italiana in finestre diurne o a bassa elevazione crepuscolare al limite della soglia di visibilità utile per il territorio nazionale.
Applicando i filtri di rilevanza osservativa per gli astrofili (elevazione del passaggio superiore a 60° sull'orizzonte e magnitudine integrata al culmine più brillante di -3.0):
Nessun passaggio ISS particolarmente favorevole visibile dall'Italia nel periodo specificato.
🌑 OCCULTAZIONI E TRANSITI
Il capitolo delle occultazioni lunari offre in questa settimana uno degli spettacoli geometrici più affascinanti dell’anno astronomico: l'attraversamento da parte del disco lunare dell’ammasso aperto delle Pleiadi (M45, le mitiche «Sette Sorelle») nella costellazione del Toro. Il fenomeno ha luogo nel corso della notte tra martedì 27 e mercoledì 28 ottobre 2026, quando una Luna gibbosa calante al 95% di illuminazione transiterà davanti al celebre raggruppamento stellare.
A causa della parallasse lunare, l'evento varia a seconda della posizione geografica dell'osservatore lungo lo stivale: per gli astrofili dell'Italia settentrionale e centrale si verificheranno occultazioni dirette di diverse stelle principali dell’ammasso lungo il lembo lunare orientale (con riemersione da quello occidentale), mentre per l'estremo Sud e la Sicilia si tratterà prevalentemente di un passaggio radente di grandissima spettacolarità, con alcune stelle che sfioreranno i rilievi montuosi del lembo lunare.
Tra le immersioni di maggior rilievo scientifico e fotografico figurano:
- Occultazione di Electra (17 Tauri, mag. +3.7): l'immersione al lembo illuminato si verifica attorno alle ore 23:48 CET (22:48 UTC) del 27 ottobre per Roma (con scarti di circa ±4 minuti tra Milano e Palermo). L'emmersione avviene attorno alle 00:46 CET (23:46 UTC) del 28 ottobre.
- Occultazione di Taygeta (19 Tauri, mag. +4.3): immersione alle ore 23:35 CET (22:35 UTC) del 27 ottobre; riemersione alle 00:22 CET (23:22 UTC) del 28 ottobre.
- Occultazione / Passaggio radente di Alcyone (Eta Tauri, mag. +2.87): la stella più luminosa dell'ammasso sperimenta un avvicinamento strettissimo; per il Nord Italia e parte del Centro si ha un’occultazione radente al lembo meridionale tra le 01:15 CET e le 01:45 CET (00:15 - 00:45 UTC) del 28 ottobre, con la luce stellare che potrà intermittire tra le valli e i picchi topografici lunari.
Suggerimento tecnico per l'osservazione: La forte luminosità del disco lunare (fase del 95%) tende a saturare completamente il sensore o ad abbagliare l'occhio. È indispensabile utilizzare un oculare con campo medio-stretto per mantenere il lembo lunare al bordo del campo visivo, oppure ricorrere a un filtro polarizzatore variabile. In sede di ripresa video con camera astronomica, si consiglia di impostare un gain medio-basso e tempi di esposizione molto rapidi (inferiori a 50 ms) per congelare il seeing e registrare l'istante esatto dell'immersione della stella (il cosiddetto fenomeno «a gradino», che comprova l'assenza di atmosfera lunare densa).
🌘 ECLISSI
Nel corso della settimana non sono previsti allineamenti sizigiali in prossimità dei nodi dell'orbita lunare che possano originare coni d'ombra o di penombra intersecanti la superficie terrestre o il nostro satellite.
Nessuna eclissi solare o lunare nel periodo specificato.
☄️ ALTRI EVENTI CELESTI
☄️ Comete visibili
Nel panorama delle comete periodiche e non periodiche tracciate dalle effemeridi del Minor Planet Center, non si registrano per l'intervallo 24–30 ottobre 2026 astri chiomati con magnitudine integrata inferiore alla soglia di magnitudine 10 facilmente osservabili alle latitudini italiane sotto il forte disturbo della Luna piena. Comete periodiche come la 10P/Tempel 2 e la 161P/Hartley-IRAS si attestano ormai oltre l'undicesima magnitudine in declinazioni basse o sfavorevoli, risultando bersagli esclusivi per telescopi di grande apertura dotati di telecamere CCD/CMOS a lunga posa e filtri selettivi.
Nessuna cometa luminosa facilmente osservabile nel periodo specificato.
🌠 Sciami meteorici
La settimana si colloca all'indomani del massimo delle Orionidi, sciame generato dai detriti millenari della cometa 1P/Halley, attivo dal 2 ottobre al 7 novembre. Sebbene il picco si sia verificato il 21–22 ottobre, tassi orari residui di 5–10 meteore all'ora sono ancora attivi nei cieli di fine mese. Le Orionidi sono meteore celebri per la loro altissima velocità geocentrica d'impatto (circa 66 km/s), che produce spesso scie persistenti ionizzate nell'alta mesosfera.
Contemporaneamente, entrano nel pieno della loro fase di attività le Tauridi Sud e le Tauridi Nord, generate dal complesso collisionale della cometa periodica 2P/Encke. Il radiante delle Tauridi si trova nel Toro, a breve distanza dalla Luna in questa settimana. Sebbene il tasso orario zenitale (ZHR, Zenithal Hourly Rate) sia contenuto (circa 5 meteore/ora per ciascun ramo), le Tauridi sono note nella comunità astronomica come lo «sciame delle palle di fuoco» (fireballs): essendo composte da particelle e frammenti rocciosi mediamente più densi e voluminosi rispetto alle polveri cometarie tipiche, esse penetrano in profondità nell'atmosfera a una velocità modesta (circa 27–29 km/s), originando bolidi lenti e spettacolari di magnitudine inferiore a -4, in grado di farsi notare nitidamente persino sotto la sfolgorante illuminazione della Luna piena.
✨ Congiunzioni strette
Due configurazioni planetarie e lunari meritano un puntamento attento durante le serate di questa settimana:
- Luna e Saturno (24-25 ottobre 2026): Nella notte di sabato 24 ottobre (ancora in ora legale CEST) e nelle prime ore di domenica 25 ottobre (dopo il passaggio all'ora solare CET), la Luna gibbosa crescente quasi piena (96% di illuminazione) transita a circa 4° a nord del pianeta Saturno, nella costellazione dei Pesci al confine con la Balena. La coppia offre una magnifica visione d'insieme a occhio nudo e tramite binocoli a largo campo (8x42 o 10x50), con la luce dorata del pianeta inanellato che contrasta vividamente con l'abbagliante chiarore lunare.
- Luna e Pleiadi / M45 (27-28 ottobre 2026): Oltre all'occultazione selettiva precedentemente descritta, il passaggio del disco lunare a meno di 1° dal baricentro dell'ammasso delle Pleiadi crea un quadro visivo suggestivo nell'orizzonte orientale a partire dalle ore 20:30 CET del 27 ottobre. È il momento ideale per i fotografi paesaggisti notturni per impostare scatti a media focale (85–135 mm) con tempi di posa brevi, immortalando il satellite sovrastato dal brillante sestetto di stelle blu elettrico.
🔭 Oggetti Deep-Sky Raccomandati
L’ingombrante presenza della Luna piena e gibbosa consiglia di concentrare l'attenzione su oggetti del cielo profondo dotati di un'elevata brillanza superficiale centrale o su ammassi aperti composti da stelle brillanti, in grado di emergere nettamente dal fondo cielo slavato dalla luce lunare diffusa (effetto Rayleigh).
1. Galassia di Andromeda (Messier 31 / NGC 224)
Situata nell'omonima costellazione, la grande spirale gigante del nostro Gruppo Locale si trova allo zenit attorno alla mezzanotte (coordinate J2000.0: AR 00h 42m 44s, Dec +41° 16' 09"). Con una magnitudine integrata di +3.4 e dimensioni apparenti che superano i 3° x 1°, M31 è visibile a occhio nudo da cieli montani e appare in binocolo come un fuso luminoso argenteo.
Nota sin dall'antichità e descritta per la prima volta dall'astronomo persiano Abd al-Rahman al-Sufi nel 964 d.C. come «piccola nube», la sua vera natura extragalattica fu accertata da Edwin Hubble negli anni '20 grazie all'identificazione delle stelle variabili Cefeidi. Distante circa 2.5 milioni di anni luce, M31 contiene oltre mille miliardi di stelle e si avvicina alla Via Lattea a circa 110 km/s. Nonostante la luce della Luna attenui i deboli bracci a spirale esterni, il bulbo nucleare ad altissima brillanza superficiale rimane perfettamente osservabile in qualsiasi telescopio da 100 mm a bassi ingrandimenti, mostrando un gradiente di densità stellare mozzafiato e la fedele galassia ellittica satellite M32 a ridosso del perimetro sud.
2. Il Doppio Ammasso di Perseo (NGC 869 e NGC 884 / h + χ Persei)
Collocato a metà strada tra le costellazioni di Cassiopea e Perseo (coordinate J2000.0: AR 02h 19m 00s, Dec +57° 08' 00"), questo straordinario sistema binario di ammassi aperti è uno dei bersagli più spettacolari dell'intera volta celeste. Entrambi gli ammassi brillano a magnitudine +3.7 e +3.8, occupando ciascuno circa 30' d'arco.
Catalogati da Ipparco nel 130 a.C. e successivamente registrati nel catalogo generale di William Herschel, i due ammassi distano circa 7.500 anni luce da noi nel Braccio di Perseo della nostra galassia e hanno un'età giovanissima, compresa tra 12 e 14 milioni di anni. Contengono centinaia di caldissime stelle supergiganti blu di classe spettrale B e rare supergiganti rosse semiregolari che scintillano al centro dei campi visivi. Il Doppio Ammasso è del tutto insensibile al chiarore lunare: all'oculare di un telescopio da 80–120 mm a 30–50x o attraverso un binocolo 15x70, il contrasto cromatico tra la miriade di diamanti bianchi-azzurri e le isolate rubiconde stelle rosse M-type è un'esperienza visiva entusiasmante e indimenticabile.
3. Ammasso Aperto delle Pleiadi (Messier 45)
Sebbene siano coinvolte nel transito lunare del 27–28 ottobre, le Pleiadi (coordinate J2000.0: AR 03h 47m 24s, Dec +24° 07' 00") rimangono l'ammasso aperto per antonomasia del cielo autunnale e invernale, con una magnitudine integrata pari a +1.6 e un diametro apparente di oltre 110' d'arco. Nelle notti del 24, 25, 29 e 30 ottobre, quando la Luna si troverà a distanza di sicurezza, M45 può essere goduta nella sua magnificenza.
Formatosi circa 100 milioni di anni fa, l'ammasso dista circa 440 anni luce dal Sole ed è composto da stelle giovani di tipo B circondate da una complessa nebulosa a riflessione (la Nebulosa di Merope, NGC 1435), generata dal passaggio casuale del gruppo attraverso una nube interstellare di polveri. In visuale, il modo migliore per abbracciare l'ammasso è ricorrere a un binocolo 10x50 o a un telescopio a corta focale con oculari a campo ultra-largo (almeno 2° di campo reale), che consentono di percepire il famoso disegno «a piccolo carro» formato dalle stelle Alcyone, Merope, Maia, Electra, Taygeta, Celaeno e Atlas.
🏛️ EVENTI ASTRONOMICI CULTURALI
🇮🇹 Eventi in Italia
In concomitanza con il cambio dell'ora e la Luna del Cacciatore, la rete degli osservatori pubblici e dei planetari italiani organizza serate divulgative e scientifiche speciali lungo tutta la penisola:
- Notte della Luna d'Autunno e Apertura Straordinaria – Sabato 24 ottobre 2026, presso l’Osservatorio Astronomico di Campo Catino (Guarcino, FR), l'Associazione organizza una conferenza sulla dinamica lunare seguita da sessioni al telescopio principale da 80 cm dedicate a Saturno e alle formazioni superficiali del terminatore lunare in fase gibbosa avanzata.
- Sotto le Stelle del Toro: Aspettando l'Occultazione delle Pleiadi – Martedì 27 ottobre 2026, promosso dall'Unione Astrofili Italiani (UAI) e da delegazioni locali toscane presso l’Osservatorio Astronomico del Chianti (Barberino Tavarnelle, FI), un seminario tecnico-pratico sulle tecniche di fotometria ad alta velocità per le occultazioni stellari lunari, con postazioni di ripresa video e visuale per il pubblico.
- Incontri di Mezzautunno al Planetario di Milano – Domenica 25 ottobre 2026, presso il Civico Planetario Ulrico Hoepli di Milano, sessione tematica guidata dagli astronomi dello staff sulle costellazioni dell'autunno, la meccanica dell'equazione del tempo e le ripercussioni del passaggio tra ora solare ed estiva.
🌍 Eventi internazionali rilevanti
A livello internazionale, la settimana vede lo svolgimento della sessione autunnale di lavoro della Division of Planetary Sciences (DPS) dell'American Astronomical Society, con comunicazioni scientifiche focalizzate sugli ultimi dati delle missioni verso i corpi minori del Sistema Solare e la presentazione di modelli aggiornati sulle dinamiche atmosferiche e la struttura ad anelli dei pianeti esterni Saturno e Nettuno, fruibile da remoto dalla comunità scientifica e dagli astrofili evoluti tramite conferenze plenarie in streaming.
🚀 EVENTI RILEVANTI DI ASTRONAUTICA
Il panorama astronautico della fine di ottobre 2026 è denso di traguardi operativi nei programmi di esplorazione umana e robotica:
- Campagna di test e integrazione lunare Artemis: Presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida, proseguono i test criogenici e le verifiche di interfaccia a terra dello Space Launch System (SLS) e della navicella Orion. Le finestre orbitali autunnali continuano a essere sfruttate per simulazioni complete di traiettoria circumlunare con l'equipaggio degli astronauti, mentre i centri operativi monitorano le finestre propulsive per i futuri lanci lunari.
- Stazione Spaziale Internazionale (ISS) - Attività Extraveicolari e Avvicendamento Merci: Nel corso della settimana è programmata una sessione di riposizionamento e scarico pressurizzato a bordo del modulo Destiny da parte dell'equipaggio della Spedizione corrente, a supporto dei moduli scientifici europei Columbus e giapponesi Kibo. Nella giornata di giovedì 29 ottobre è prevista una manovra di reboost orbitale (accensione programmata dei propulsori del cargo russo Progress ancorato a poppa) per innalzare l'apogeo medio della stazione di circa 1.2 km in vista dei futuri rendez-vous autunnali.
- Lanci Falcon 9 / Starlink: Dalle basi di Cape Canaveral Space Force Station e Vandenberg Space Force Base sono programmati due lanci operativi dedicati alla costellazione Starlink (Gruppi di seconda generazione). Le traiettorie di ascesa nelle prime fasi post-lancio non presentano passaggi visibili a occhio nudo sopra l'Italia nelle ore di buio, ma la telemetria di rilascio dei satelliti è accessibile in diretta sulle piattaforme di trasmissione spaziale.
📷 CONCLUSIONE E CONSIGLI PRATICI
La settimana dal 24 al 30 ottobre 2026 offre un eccellente equilibrio tra astronomia planetaria e osservazione lunare di alto livello, a patto di pianificare le sessioni d'osservazione con rigorosa consapevolezza dei limiti imposti dall'illuminazione naturale e dalla turbolenza dell'aria.
Gestione delle finestre temporali: L'orario migliore per l'osservazione planetaria ad alta risoluzione di Saturno cade tra le 20:30 e le 23:30 CET, quando il pianeta transita al meridiano sud e beneficia del minor spessore di massa d'aria atmosferica. Per Marte e Giove, la finestra privilegiata si apre dopo le 04:00 CET e si protrae fino all'inizio del crepuscolo nautico mattutino: l'aria all'alba tende a stabilizzarsi termicamente, offrendo spesso brevi parentesi di seeing laminare ideali per catturare dettagli sottili sui dischi gassosi.
Mitigazione del Seeing e Acclimatazione: Con le prime notti fredde d'autunno, lo sbalzo termico tra ambiente chiuso e aperto si fa marcato. Telescopi catadottrici chiusi (come Schmidt-Cassegrain e Maksutov da 200 mm) necessitano di almeno 90–120 minuti per smaltire il calore interno e annullare le correnti d'aria convective davanti allo specchio primario. L’uso di ventole di estrazione o di una fascia anticondensa termoregolata è fondamentale per preservare le lenti correttrici dalla brina autunnale. Per correggere la rifrazione differenziale atmosferica, l'integrazione di un correttore ADC tra la lente di Barlow e la camera di ripresa è altamente raccomandata per tutti i target posti a un'elevazione inferiore a 50°.
Consigli Fotografici per l'Occultazione Luna–Pleiadi: L’evento della notte tra il 27 e il 28 ottobre presenta una gamma dinamica estrema. Per immortalare le stelle delle Pleiadi vicine al lembo abbagliante della Luna, si consiglia la tecnica della doppia esposizione o la creazione di composit HDR (High Dynamic Range): una sequenza con tempi rapidi (es. 1/250s a ISO 200) per preservare i dettagli della morfologia dei mari lunari, alternata a pose di 1–2 secondi (a ISO 1600) per rivelare le componenti stellari dell'ammasso, montando poi i fotogrammi con maschere di livello su software di elaborazione astronomica.
Difficoltà osservativa dei fenomeni:
- Saturno e Luna: Bassa (accessibile a qualsiasi strumento o occhio nudo).
- Giove e satelliti galileiani: Bassa-Media (ottima gratificazione anche con piccoli diametri).
- Occultazione lunare di stelle delle Pleiadi: Media (richiede attenzione all'abbagliamento e puntualità al secondo).
- Dettagli superficiali di Marte: Medio-Alta (richiede seeing eccellente e ottiche da almeno 200 mm ben collimate).
- Nettuno e Urano: Media per l'identificazione cartografica; Alta per la risoluzione del disco.