La penultima settimana di ottobre 2026 offre agli astrofili della nostra penisola una configurazione celeste particolarmente dinamica e ricca di spunti tecnici, ideale sia per l'osservazione ad alta risoluzione dei corpi del sistema solare sia per la ripresa dei fenomeni celesti transitori. La dinamica lunare vede il nostro satellite naturale transitare da una frazione illuminata del 38% all'inizio del periodo fino alla quadratura di Primo Quarto nella prima serata di domenica 18 ottobre, per poi evolvere verso una marcata fase gibbosa crescente che supererà il 90% entro venerdì 23. Questa progressione condiziona la pianificazione delle serate osservative: le prime ore di buio risultano parzialmente rischiarate dalla luce lunare, ma lasciano spazio a una finestra di ottima oscurità nella seconda metà della notte fino alle prime luci del crepuscolo mattutino.
Tra i pianeti, la scena serale e notturna è dominata da Saturno, da poco reduce dall'opposizione e posizionato in condizioni ideali con il piano dei suoi anelli orientato quasi esattamente di taglio rispetto alla vista da terra. Nella seconda parte della notte subentrano Giove e Marte, che risalgono il settore orientale regalando una spettacolare visuale del corridoio zodiacale tra le costellazioni del Cancro e del Leone. Per gli osservatori delle meteore, l'evento cardine della settimana è il picco di attività dello sciame delle Orionidi, generato dai residui della cometa di Halley, il cui culmine coincide con la notte tra il 21 e il 22 ottobre; il radiante sale a quote elevate proprio mentre la Luna gibbosa cala sotto l'orizzonte ovest, aprendo una finestra ideale prima dell'alba.
Per l'osservazione e l'astrofotografia del profondo cielo, le costellazioni autunnali di Andromeda, del Triangolo e di Perseo culminano nei pressi dello zenit, fornendo soggetti perfetti per testare trasparenza, risoluzione ottica e campionamento dei sensori di ripresa.
🪐 PIANETI
La configurazione orbitale dei pianeti evidenzia una netta separazione tra i corpi interni, ormai inaccessibili o confinati nei bagliori crepuscolari, e i pianeti esterni, comodamente distribuiti lungo l'arco della notte dall'orizzonte orientale a quello occidentale.
🪐 Mercurio
Il primo pianeta del sistema solare si trova in una fase di inosservabilità pratica da tutto il territorio italiano. Dopo aver superato la massima elongazione orientale, Mercurio riavvicina rapidamente la propria posizione prospettica al Sole, immergendosi nella densa luce del crepuscolo serale. Muovendosi nella costellazione della Bilancia, il pianeta tramonta meno di quaranta minuti dopo la stella madre.
Dal punto di vista della strumentazione, quando il Sole si trova appena sotto l'orizzonte, Mercurio staziona a un'altezza inferiore a 3-4 gradi sull'orizzonte ovest-sud-ovest. La sua magnitudine apparente scende a circa +0.6, mentre il disco mostra un diametro angolare di circa 7.4 arcosecondi con una frazione illuminata intorno al 40%. A quote così degradate rispetto all'orizzonte naturale, la dispersione cromatica atmosferica e la turbolenza termica rendono impossibile qualsiasi risoluzione del disco planetario. Il puntamento è fortemente sconsigliato sia per il seeing proibitivo, sia per i severi rischi di abbagliamento accidentale quando il Sole non è ancora del tutto sceso al di sotto del profilo orografico.
🪐 Venere
Venere conclude la sua apparizione serale ed è ormai indistinguibile nella luminosità residua del tramonto solare. Il pianeta si muove a passo spedito verso la congiunzione inferiore, trovandosi proiettato nella costellazione della Vergine e scomparendo oltre l'orizzonte occidentale appena venti minuti dopo il tramonto del Sole.
Nonostante la straordinaria magnitudine apparente di -4.2 e un diametro angolare ragguardevole di 57 arcosecondi, la visibilità a occhio nudo o al binocolo dopo il crepuscolo è preclusa dalla quota quasi radente il suolo, inferiore a 2 gradi al termine del crepuscolo civile. Gli astrofili più esperti provvisti di montature a controllo computerizzato, adottando protezioni fisiche complete contro i raggi solari diretti, possono dedicarsi all'osservazione diurna schermata: il pianeta appare come una falce sottilissima con illuminazione inferiore al 3%, consentendo di analizzare visivamente e fotograficamente il prolungamento delle cuspidi dovuto alla rifrazione della luce solare nell'alta atmosfera venusiana. L'impiego di un filtro rosso Wratten 25 o di un polarizzatore permette di ridurre la brillanza di fondo del cielo diurno.
🪐 Marte
Il Pianeta Rosso caratterizza la seconda porzione della notte. Situato nella costellazione del Cancro, a est dell'ammasso aperto del Presepe, Marte sorge intorno alle 01:10 CEST, corrispondenti alle 23:10 UTC del giorno precedente a Roma, guadagnando altezza verso est-sud-est fino a superare i 60 gradi di quota sull'orizzonte meridionale al sopraggiungere dell'alba.
La sua magnitudine apparente si attesta a circa +1.0, con una colorazione arancio-rossastra evidente a occhio nudo. Il diametro apparente misura 6.0 arcosecondi: siamo nella fase preliminare di avvicinamento alla futura opposizione, pertanto il disco richiede aperture di almeno 200 mm e focali sostenute per distinguere i dettagli di albedo. Sotto un cielo stabile nelle ore antelucane, ingrandimenti compresi tra 180x e 250x consentono di rilevare la calotta polare meridionale e le zone a più bassa riflettività come Syrtis Major. Risulta molto vantaggioso l'uso di filtri arancione Wratten 21 o rosso chiaro Wratten 23A per esaltare il contrasto superficiale, mentre un filtro blu Wratten 80A favorisce il rilevamento di eventuali velature atmosferiche o nubi orografiche.
🪐 Giove
Il gigante gassoso si impone come il faro del cielo antelucano. Ospitato nella costellazione del Leone, a pochi gradi di distanza a ovest-nord-ovest della stella Regolo, Giove sorge alle 02:05 CEST (00:05 UTC) e domina la volta celeste a sud-est con una magnitudine visiva di -1.9. Prima dell'inizio del giorno, il pianeta sale a oltre 50 gradi di altitudine, posizionandosi in una fascia atmosferica con gradiente di turbolenza ridotto, assai propizia per l'alta risoluzione.
Il diametro equatoriale apparente è di 36.5 arcosecondi, offrendo un quadro morfologico straordinario. All'oculare o sul monitor di acquisizione risaltano la Banda Equatoriale Nord e la Banda Equatoriale Sud, insieme ai festoni bluastri della Zona Equatoriale. I transiti della Grande Macchia Rossa e il continuo gioco orbitale dei quattro satelliti galileiani Io, Europa, Ganimede e Callisto forniscono soggetti di continuo dinamismo. È consigliabile l'utilizzo di camere planetarie a elevato frame rate campionate a rapporti focali tra f/15 e f/20. L'adozione di un filtro passa-infrarosso a 685 nm o di un filtro centrato sulla banda di assorbimento del metano a 889 nm permette di mappare le formazioni nuvolose più elevate con netto risalto, minimizzando al contempo il degrado generato dal seeing.
🪐 Saturno
Saturno rappresenta il principale pianeta osservabile durante questa settimana. Trovandosi a brevissima distanza temporale dall'opposizione dei primi giorni di ottobre, gode di condizioni di visibilità ideali lungo quasi l'intero arco notturno. Posizionato tra le stelle dei Pesci e della Balena, in una zona povera di stelle luminose, sorge prima del tramonto del Sole, culmina a sud intorno alle 22:50 CEST (20:50 UTC) con un'elevazione di circa 46 gradi per le latitudini centrali italiane e tramonta poco prima dell'alba astronomica.
La sua magnitudine apparente è di +0.4, con un diametro equatoriale del disco di 19.2 arcosecondi e un asse maggiore degli anelli prossimo a 43 arcosecondi. La peculiarità più rilevante per gli appassionati è l'inclinazione prospettica degli anelli, il cui piano forma un angolo con la linea di vista terrestre inferiore a 2 gradi, offrendo la rara configurazione in cui appaiono come una lama sottilissima che interseca il disco. Questo assetto geometrico abbatte la schermatura luminosa degli anelli sul globo, facilitando l'analisi delle delicate bande temperate ed equatoriali e rendendo molto agevole l'osservazione dei transiti, delle ombre proiettate e delle eclissi dei satelliti maggiori, a partire da Titano, Rea, Dione e Teti. In visuale sono raccomandati filtri giallo chiaro Wratten 8 o arancio Wratten 21, mentre nelle riprese digitali l'integrazione di filmati con filtri IR-pass a 685 nm o 742 nm garantisce la massima incisione sui bordi del disco e sulle strutture equatoriali.
🪐 Urano
Il pianeta si presenta in condizioni osservative eccellenti, in progressivo avvicinamento all'opposizione del mese prossimo. Urano si trova nella costellazione del Toro, a sud-ovest dell'ammasso aperto delle Pleiadi. Sorge intorno alle 19:40 CEST (17:40 UTC) e culmina in meridiano poco dopo le 02:30 CEST (00:30 UTC), raggiungendo una quota di ben 62 gradi a Roma.
Con una magnitudine apparente di +5.6, Urano è teoricamente individuabile a occhio nudo da siti montani con cielo eccezionalmente terso, ma si rintraccia con grande facilità mediante un binocolo 7x50 o 10x50, presentandosi come un astro dai riflessi grigio-verdi. Con telescopi da 150-200 mm a ingrandimenti di 180-220x, l'oggetto rivela il proprio piccolo disco di 3.7 arcosecondi con una caratteristica colorazione ciano. Su aperture superiori a 280 mm, l'uso di filtri selettivi nel vicino infrarosso come il filtro passa-lungo a 685 nm abbinato a camere digitali sensibili può mettere in evidenza, tramite de-rotazione dei fotogrammi, i chiaroscuri della regione polare generati dall'inclinazione estrema dell'asse di rotazione.
🪐 Nettuno
Nettuno, reduce dall'opposizione di settembre, risulta ben osservabile lungo tutta la prima porzione della notte. Collocato nella porzione occidentale dei Pesci, circa 13 gradi a ovest di Saturno, transita al meridiano sud intorno alle 22:10 CEST (20:10 UTC) ad un'altezza di circa 44 gradi sopra l'orizzonte.
La sua magnitudine visiva di +7.8 ne richiede l'osservazione con binocoli o telescopi. Con strumenti di piccolo diametro appare puntiforme come una debole stella di ottava grandezza; solo salendo a ingrandimenti superiori a 200x con strumenti da almeno 200 mm di apertura sotto un seeing molto quieto è possibile separare il suo minutissimo disco di 2.3 arcosecondi, caratterizzato da un'evidente tonalità blu oltremare. A circa 16 arcosecondi dal disco centrale, con diametri di almeno 250 mm o sensori CMOS a lunga esposizione, è possibile rintracciare Tritone, il suo satellite principale, che splende a magnitudine +13.5.
| Pianeta | Costellazione | Mag. | Diam. app. | Sorgere (CEST / UTC) | Culminazione (CEST / UTC) | Tramonto (CEST / UTC) | Condizioni osservative |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mercurio | Bilancia | +0.6 | 7.4" | 09:12 / 07:12 | 14:15 / 12:15 | 19:18 / 17:18 | Inosservabile, immerso nei bagliori del tramonto |
| Venere | Vergine | -4.2 | 57.1" | 07:40 / 05:40 | 13:02 / 11:02 | 18:24 / 16:24 | Al termine dell'apparizione, visibile solo in diurna schermata |
| Marte | Cancro | +1.0 | 6.0" | 01:10 / 23:10* | 08:15 / 06:15 | 15:20 / 13:20 | Ottima visibilità nella seconda metà della notte e prima dell'alba |
| Giove | Leone | -1.9 | 36.5" | 02:05 / 00:05 | 08:52 / 06:52 | 15:39 / 13:39 | Favorevole prima dell'alba, alto a sud-est |
| Saturno | Balena/Pesci | +0.4 | 19.2" | 17:15 / 15:15 | 22:50 / 20:50 | 04:25 / 02:25 | Condizioni ottimali per quasi tutta la notte con anelli di taglio |
| Urano | Toro | +5.6 | 3.7" | 19:40 / 17:40 | 02:35 / 00:35 | 09:30 / 07:30 | Visibile per tutta la notte, culmine a oltre 60 gradi |
| Nettuno | Pesci | +7.8 | 2.3" | 16:50 / 14:50 | 22:10 / 20:10 | 03:30 / 01:30 | Visibilità serale e di prima nottata con binocolo o telescopio |
Dati calcolati per le coordinate di Roma al 20 ottobre 2026. A Milano i sorgere e i tramonti differiscono di circa 12-15 minuti in base all'inclinazione eclittica, mentre a Palermo le culminazioni a sud risultano più alte di circa 3.8 gradi. L'orario contrassegnato da asterisco si riferisce alla data UTC del giorno antecedente.
🌙 FASI LUNARI
Nel corso del periodo in esame, il moto orbitale della Luna porta il nostro satellite naturale ad attraversare la quadratura orientale, incrementando la propria superficie illuminata dal 38% a oltre il 91%. In questo arco temporale si colloca un'unica fase primaria canonica.
| Fase Lunare | Data | Ora Locale (CEST, UTC+2) | Ora UTC | Costellazione | Descrizione sintetica |
|---|---|---|---|---|---|
| Primo Quarto | Domenica 18 ottobre 2026 | 18:12 | 16:12 | Capricorno | Disco illuminato al 50.0%. Condizioni ideali per osservare la morfologia del terminatore lungo la fascia centrale. |
La settimana presenta uno sviluppo geomorfologico di grande rilievo per l'osservazione lunare ad alto ingrandimento. La sera di sabato 17 ottobre, con il disco illuminato al 38%, il terminatore sfiora la costa orientale del Mare Tranquillitatis e i complessi craterici di Petavius, Langrenus e Theophilus, dove le lunghe ombre dei picchi centrali generano un notevole risalto tridimensionale.
Nella prima serata di domenica 18 ottobre, in coincidenza con la quadratura esatta di Primo Quarto, la linea luce-ombra attraversa la catena dei Montes Apenninus e la triade centrale formata da Ptolemaeus, Alphonsus e Arzachel. È il momento più propizio per studiare la Rupes Recta, faglia tettonica estesa per oltre 110 km che getta un'ombra scura e diritta sul fondo pianeggiante del Mare Nubium. Tra il 20 e il 22 ottobre, con il passaggio alla fase gibbosa crescente, il terminatore avanza sull'Oceanus Procellarum, mettendo in luce l'intero bordo del cratere Plato e le pareti terrazzate di Copernicus. Nella notte tra il 20 e il 21 ottobre si osserva inoltre il celebre effetto del Manico d'oro lungo il Sinus Iridum, dove le vette illuminate dei Montes Jura si ergono sul buio della pianura basaltica ancora non raggiunta dalla luce dell'alba solare.
🛰️ TRANSITI E PASSAGGI DELL'ISS
Nessun passaggio ISS particolarmente favorevole visibile dall'Italia nel periodo specificato.
L'assetto dei parametri orbitali della Stazione Spaziale Internazionale, caratterizzato da un'inclinazione di 51.6 gradi e un periodo di rivoluzione di circa 92.8 minuti, colloca le tracce a terra illuminate sul bacino del Mediterraneo in orari diurni oppure in passaggi notturni a bassissima quota sull'orizzonte. Nessun transito visibile dal territorio italiano soddisfa i criteri prioritari di massima spettacolarità, ovvero una magnitudine integrata inferiore a -3.0 abbinata a un'altezza massima superiore a 60 gradi, sia per le stazioni di rilevamento di Milano, sia per quelle di Roma e Palermo.
🌑 OCCULTAZIONI E TRANSITI
Nessuna occultazione o transito rilevante nel periodo specificato.
Lungo la settimana considerata, il tragitto apparente della Luna interseca le costellazioni zodiacali del Capricorno, dell'Aquario e dei Pesci senza produrre occultazioni di stelle di prima o seconda grandezza osservabili dall'Italia. Non si registrano inoltre occultazioni asteroidali che coinvolgano stelle con magnitudine superiore a +8.5 lungo tracce d'ombra che attraversino la terraferma peninsulare o insulare con sufficiente margine di certezza. I transiti planetari osservabili restano confinati ai soli fenomeni mutui dei satelliti di Giove lungo il disco del pianeta.
🌘 ECLISSI
Nessuna eclissi solare o lunare nel periodo specificato.
Nella seconda metà di ottobre 2026 i nodi dell'orbita lunare non coincidono con la linea congiungente Terra e Sole. La stagione di eclissi dell'anno in corso si è conclusa con gli eventi dell'estate, e la configurazione sinodica attuale non produce alcun fenomeno di oscuramento o penombra per il Sole o per la Luna.
☄️ ALTRI EVENTI CELESTI
☄️ Comete visibili
Nel panorama delle comete accessibili a strumenti amatoriali di medio calibro si distingue la cometa periodica 10P/Tempel 2. Questo corpo celeste appartiene alla famiglia delle comete gioviane e compie una rivoluzione attorno al Sole in circa 5.37 anni. Avendo superato il perielio all'inizio di agosto 2026 a una distanza di 1.42 Unità Astronomiche dalla nostra stella, la cometa si trova attualmente in fase di lento allontanamento, mantenendo comunque un livello di sublimazione dei gas tale da conservare una chioma compatta e ben strutturata.
Durante la settimana, la cometa attraversa la zona di cielo australe compresa tra l'Aquario e il Pesce Australe, non lontana dalla stella brillante Fomalhaut. La sua magnitudine integrata si posiziona attorno a +9.6 / +9.9, ponendola al limite della percezione visiva per riflettori da 150-200 mm sotto cieli rurali o montani privi di inquinamento luminoso, ma costituendo un ottimo bersaglio per camere CMOS monocromatiche. Al telescopio si presenta come una nube tondeggiante estesa per circa 2.5-3 minuti d'arco con una moderata condensazione centrale e una debole coda di polveri orientata verso nord-est nei fotogrammi a lunga integrazione.
Per la localizzazione precisa, a metà settimana le sue coordinate equatoriali per l'equinozio standard sono:
Ascensione Retta: 22h 48m 15s
Declinazione: -18° 14' 30"
L'osservazione risulta più favorevole nelle primissime ore della sera, prima che il corpo scenda al di sotto dei 20 gradi di elevazione sopra l'orizzonte meridionale.
🌠 Sciami meteorici
La settimana dal 17 al 23 ottobre ospita il momento di massima attività di uno dei più rilevanti sciami meteorici autunnali, quello delle Orionidi. Questo flusso, attivo dai primi giorni di ottobre fino all'inizio di novembre, tocca la frequenza di picco nella notte tra mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre 2026.
L'origine dello sciame è legata ai detriti primordiali rilasciati lungo le epoche storiche dai passaggi al perielio della cometa 1P/Halley. Quando la Terra incrocia questa corrente meteorica nella propria orbita, i corpuscoli entrano nell'atmosfera terrestre a una velocità geocentrica di circa 66 km/s. Tale velocità rende le Orionidi tra le meteore più rapide dell'anno, favorendo la formazione di scie persistenti e talora di luminosi bolidi dai riflessi verdastri o azzurri dovuti alla rapida ionizzazione termica.
Il punto radiante è situato a nord-est di Betelgeuse, al confine tra Orione e i Gemelli. La frequenza oraria zenitale teorica media si attesta intorno a 20-25 meteore all'ora. La Luna gibbosa crescente, illuminata per circa l'84% nella notte del picco, tramonta intorno alle 02:40 CEST (00:40 UTC) sull'Italia centrale. A partire da tale orario e fino all'inizio del crepuscolo astronomico alle 05:45 CEST (03:45 UTC), gli astrofili hanno a disposizione tre ore di cielo completamente buio, in coincidenza con la culminazione del radiante a oltre 55 gradi di altezza a sud-sud-est. È questa la finestra migliore per il monitoraggio a vista e per l'astrofotografia grandangolare a intervallometro.
✨ Congiunzioni strette
L'avvicinamento prospettico più rilevante si compie nella serata di venerdì 23 ottobre 2026, quando la Luna in fase gibbosa avanzata, con una frazione illuminata del 91%, transita a breve distanza da Saturno.
La culminazione congiunta ha luogo nella tarda serata di venerdì 23 ottobre intorno alle 23:15 CEST (21:15 UTC), momento in cui i due astri raggiungono il meridiano a circa 46 gradi di altitudine. La distanza angolare minima tra il centro del disco lunare e Saturno risulta di 6°04'. Sebbene la separazione sia troppo ampia per l'inquadratura al telescopio anche ai minimi ingrandimenti, la coppia entra comodamente nel campo di binocoli 7x50 o 10x50 e regala una visione scenografica a occhio nudo, con la luce dorata del pianeta a fare da contrappunto al bagliore lunare tra i Pesci e la Balena.
Nelle ore precedenti l'alba di tutta la settimana si osserva inoltre la marcia di avvicinamento tra Marte e Giove, separati da una dozzina di gradi e allineati con la brillante stella Regolo nel quadrante orientale.
🔭 Oggetti Deep-Sky Raccomandati
Nelle ore centrali e nella seconda metà della notte, quando la Luna è bassa o già tramontata, il cielo autunnale mostra alcuni dei suoi bersagli più celebri, adatti a verificare la risoluzione e la fedeltà cromatica delle configurazioni ottiche amatoriali.
🔭 Messier 31 (Galassia di Andromeda)
- Designazione: M31 / NGC 224
- Nome comune: Grande Galassia di Andromeda
- Tipologia: Galassia a spirale gigante
- Costellazione: Andromeda
- Coordinate per l'equinozio standard: RA 00h 42m 44s | Dec +41° 16' 09"
- Magnitudine integrata: +3.44
- Dimensioni apparenti: 178' × 63'
- Orario migliore per l'osservazione: Dalle 21:00 alle 01:30 CEST, con culminazione al meridiano intorno alle 23:45 CEST a oltre 80 gradi di quota.
M31 costituisce l'oggetto extragalattico più lontano visibile a occhio nudo dalla fascia boreale della Terra. Nota storicamente fin dal decimo secolo quando venne descritta come una tenue nube luminosa, la sua vera natura di universo-isola indipendente dalla nostra galassia fu accertata negli anni venti del Novecento attraverso lo studio delle stelle variabili Cefeidi, aprendo la via alla moderna cosmologia osservativa.
Posta a una distanza di circa 2.54 milioni di anni luce, M31 rappresenta il membro principale del Gruppo Locale insieme alla Via Lattea, con una popolazione stimata in oltre mille miliardi di stelle. Al binocolo si osserva come un ampio fuso luminoso dominato da un nucleo brillante; con telescopi da 200 mm sotto cieli scuri si distinguono con nettezza le due galassie satelliti M32 e M110, insieme ai canali di polvere oscura che solcano i bracci interni. In astrofotografia, sensori a grande formato abbinati a rifrattori a corta focale consentono di risolvere le deboli estensioni periferiche e la grande nube stellare NGC 206.
🔭 NGC 869 e NGC 884 (Doppio Ammasso di Perseo)
- Designazione: NGC 869 e NGC 884
- Nome comune: Doppio Ammasso di Perseo
- Tipologia: Ammassi aperti gemelli
- Costellazione: Perseo
- Coordinate per l'equinozio standard: RA 02h 20m 00s | Dec +57° 08' 00"
- Magnitudine integrata: +3.7 per NGC 869 e +3.8 per NGC 884
- Dimensioni apparenti: 30' ciascuno, con una separazione angolare reciproca di circa 25'
- Orario migliore per l'osservazione: Dalle 22:30 alle 03:00 CEST, con culminazione intorno alle 01:20 CEST a circa 78 gradi di elevazione.
Conosciuti fin dall'antichità classica e descritti come una plaga nebulosa, questi due raggruppamenti stellari compongono uno dei panorami più suggestivi del cielo notturno. Collocati a circa 7.500 anni luce di distanza all'interno del Braccio di Perseo, presentano un'età molto giovane stimata tra 12 e 13 milioni di anni. Accanto a centinaia di stelle supergiganti blu e bianco-azzurre, ospitano diverse supergiganti rosse la cui colorazione crea un vivace contrasto cromatico.
I due ammassi condividono la medesima origine da una colossale nube molecolare primordiale. Al binocolo appaiono come due ricche concentrazioni stellari immerse nella Via Lattea; al telescopio, oculari grandangolari a basso ingrandimento permettono di inquadrare entrambi i sistemi nello stesso campo visivo, mostrando una miriade di componenti puntiformi e i riflessi arancioni delle stelle evolute al centro di NGC 884. Rappresentano un soggetto privilegiato per testare la correzione della planarità e del cromatismo ai bordi del campo visivo.
🔭 Messier 33 (Galassia del Triangolo)
- Designazione: M33 / NGC 598
- Nome comune: Galassia del Triangolo o Girandola
- Tipologia: Galassia a spirale aperta
- Costellazione: Triangolo
- Coordinate per l'equinozio standard: RA 01h 33m 50s | Dec +30° 39' 36"
- Magnitudine integrata: +5.72
- Dimensioni apparenti: 70' × 40'
- Orario migliore per l'osservazione: Dalle 22:00 alle 02:30 CEST, con passaggio al meridiano attorno alle 00:35 CEST a circa 79 gradi di altezza.
Identificata a metà del diciassettesimo secolo e reinserita nei cataloghi nella seconda metà del diciottesimo, M33 è la terza galassia per dimensioni del Gruppo Locale. Situata a circa 2.73 milioni di anni luce, mostra un orientamento frontale rispetto alla nostra linea di vista che svela chiaramente la forma a spirale non sbarrata.
La sua massa è calcolata in circa 50 miliardi di masse solari ed è contraddistinta da un'elevata attività di formazione stellare, evidenziata da estese regioni di idrogeno ionizzato. La più grande di esse è NGC 604, una nebulosa a emissione con un diametro di circa 1.500 anni luce percepibile al telescopio come una condensazione nel braccio a nord. Data la grande superficie apparente, la galassia presenta una bassa luminosità superficiale: sotto cieli cittadini o in presenza di Luna annega nel fondo cielo, ma da postazioni montane con bassissimo inquinamento luminoso si scorge già a occhio nudo, mentre con riflettori da 250-300 mm si risolvono i bracci principali e i noduli nebulosi extragalattici.
🏛️ EVENTI ASTRONOMICI CULTURALI
✨ Eventi in Italia
Nel fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026, la rete delle associazioni astrofili e dei poli didattici pubblici presenti sul territorio nazionale promuove la campagna osservativa autunnale dedicata allo studio del Primo Quarto lunare e all'osservazione telescopica guidata di Saturno. Molti osservatori collocati lungo la dorsale appenninica e nelle valli alpine tengono serate pubbliche con conferenze introduttive sui flussi meteorici autunnali e sessioni dimostrative di riconoscimento delle costellazioni, abbinate a momenti di divulgazione sulla tutela del cielo buio e sulle buone pratiche di illuminazione pubblica.
✨ Eventi internazionali rilevanti
Nel contesto internazionale, la settimana vede l'apertura delle campagne mondiali di rilevamento delle meteore Orionidi. Le reti di osservatori amatoriali e professionisti dislocate in Europa, Asia e nelle Americhe raccolgono dati standardizzati sui tassi orari visuali, fotografici e radar per tracciare la densità delle polveri cometarie incontrate dalla Terra. Nelle medesime giornate si tengono simposi accademici dedicati all'analisi preliminare dei dati atmosferici raccolti durante le recenti opposizioni di Saturno e Nettuno.
🚀 EVENTI RILEVANTI DI ASTRONAUTICA
Il panorama astronautico della settimana dal 17 al 23 ottobre 2026 registra importanti tappe operative sia per l'esplorazione del sistema solare che per il presidio dell'orbita bassa terrestre.
L'agenzia spaziale giapponese, in sinergia con i partner internazionali occidentali, entra nella finestra di lancio principale dal cosmodromo di Tanegashima per la missione MMX diretta verso il sistema di Marte. Il lanciatore H3 è programmato per immettere la sonda sulla traiettoria interplanetaria verso il pianeta rosso, dove la sonda effettuerà ricognizioni orbitali ravvicinate di Deimos e Phobos prima di compiere la discesa controllata su Phobos per raccogliere campioni di superficie da recapitare sulla Terra all'inizio del prossimo decennio. I dati raccolti serviranno a chiarire se le lune marziane siano asteroidi catturati o blocchi residui di un antico impatto catastrofico.
A bordo della Stazione Spaziale Internazionale, l'equipaggio della Expedition 76, integrato dai membri della missione commerciale Crew-13 giunti a destinazione all'inizio del mese, conduce la serie settimanale di esperimenti di biologia cellulare e fisiologia umana nei laboratori Columbus e Destiny. I collaudi si concentrano sul comportamento dei tessuti in microgravità prolungata e sulla valutazione dei nuovi sistemi a circuito chiuso per il recupero delle risorse vitali, elementi indispensabili per le future missioni cislunari. Non sono previsti passaggi a vista in orbita bassa terrestre da posizioni europee per capsule di rifornimento durante questa finestra settimanale.
Per quanto riguarda l'architettura del programma lunare Artemis, le squadre di analisi proseguono lo scarico, la validazione e l'elaborazione dei pacchetti di dati scientifici e ambientali registrati durante la missione circumlunare con equipaggio Artemis II, definendo gli ultimi parametri operativi dei moduli lunari previsti per le discese sul suolo.
📷 CONCLUSIONE E CONSIGLI PRATICI
La settimana dal 17 al 23 ottobre 2026 richiede agli astrofili italiani un'attenta ripartizione delle ore di osservazione. La prima parte della serata è indicata per l'analisi e la fotografia del terminatore lunare e di Saturno. Per il pianeta con gli anelli, il momento migliore coincide con la culminazione a meridiano tra le 22:00 e le 00:30 CEST, equivalenti alle 20:00 - 22:30 UTC, quando l'elevazione tocca il culmine e la rifrazione dell'atmosfera scende al minimo. Con gli anelli visti di taglio, il campionamento ideale si ottiene con focali spinte a f/18 o f/25 su sensori digitali con pixel di 2.9 o 3.76 micron, avvalendosi di filtri passa-infrarosso a 685 nm per congelare la turbolenza atmosferica tipica dell'autunno. L'uso di fasce termiche anticondensa è indispensabile su lastre correttrice e menischi ottici già nelle prime due ore dopo il tramonto.
La sessione dedicata alle meteore Orionidi richiede di concentrare le osservazioni tra le 02:45 e le 05:30 CEST (00:45 - 03:30 UTC) nella notte tra il 21 e il 22 ottobre: con la Luna ormai scomparsa sotto l'orizzonte, l'adattamento visivo al buio permette di scorgere anche le meteore più deboli. Per le riprese fotografiche si consiglia l'impiego di ottiche grandangolari con focali comprese tra 14 e 24 mm alla massima apertura utile, con valori di sensibilità tra 1600 e 3200 e tempi di posa continui tra 15 e 25 secondi.
Chi desidera dedicarsi al profondo cielo troverà le condizioni migliori nelle medesime ore della seconda metà della notte, oppure nelle prime ore serali prima della piena salita della Luna per soggetti come M31 e M33, impiegando filtri a banda stretta se si opera da postazioni suburbane o traendo vantaggio dall'elevazione zenitale da siti montani. Il livello di impegno osservativo spazia da facile per la Luna e i pianeti maggiori a medio per le riprese cometarie e il conteggio delle meteore, assicurando una settimana ricca di soddisfazioni tecniche.