La seconda settimana di ottobre 2026 si apre sotto i migliori auspici per gli appassionati italiani di astronomia visuale e astrofotografia deep-sky. Sabato 10 ottobre si compie la fase di Luna Nuova, inaugurando una finestra osservativa eccezionale: per quasi l'intera settimana le ore notturne saranno totalmente prive di luce parassita lunare, regalando cieli scurissimi dall'imbrunire astronomico fino alle prime luci dell'alba. Questo buio incontaminato consentirà di sfruttare appieno la trasparenza tipica delle prime perturbazioni fredde autunnali, favorendo la caccia a deboli galassie, nebulose a emissione e ammassi stellari tra le costellazioni di Pegaso, Andromeda, Triangolo e Scultore.
Sul fronte planetario, Saturno ruba la scena per l'intera prima parte della notte, posizionato appena a ridosso dell'opposizione e splendidamente osservabile nella costellazione della Balena con i suoi anelli inclinati di circa 7,5°. Nella seconda metà della notte, la scena si sposta ad oriente con l'ascesa spettacolare di Marte nel Cancro e del brillante Giove nel Leone. Proprio Marte regalerà l'evento più fotogenico della settimana: tra l'11 e il 12 ottobre il Pianeta Rosso solcherà esattamente il cuore dell'ammasso aperto del Presepe (Messier 44). A completare il quadro, l'attività dello sciame meteorico delle Orionidi entra nella fase viva in condizioni ideali di assenza lunare, mentre tra gli asteroidi spicca l'opposizione di 4 Vesta, a portata di binocolo nei cieli autunnali.
🪐 PIANETI
Il panorama planetario della metà di ottobre 2026 offre una netta dicotomia tra la prima e la seconda parte della notte. Mentre i pianeti interni (Mercurio e Venere) risultano severamente penalizzati dalle geometrie orbitali al tramonto solare, il Sistema Solare esterno regala opportunità di straordinario valore scientifico e ricreativo. Saturno domina la fascia serale e la culminazione attorno alla mezzanotte locale, mentre Marte e Giove costituiscono una spettacolare parata mattutina, ideali per sessioni di ripresa ad alta risoluzione con telecamere planetarie ad alto frame rate.
La tabella seguente sintetizza le effemeridi calcolate per la data mediana della settimana (mercoledì 13 ottobre 2026), confrontando le condizioni di osservabilità per Roma, Milano e Palermo in fuso orario Europe/Rome (CEST, UTC+2) e UTC.
| Pianeta | Costellazione | Mag. | Diam. App. | Sorgere (Roma) | Culminaz. (Roma) | Tramonto (Roma) | Altezza Max (Milano / Roma / Palermo) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mercurio | Vergine / Bilancia | -0.1 | 6.8" | 09:12 CEST (07:12 UTC) | 14:14 CEST (12:14 UTC) | 19:15 CEST (17:15 UTC) | 10° / 12° / 15° (di giorno) |
| Venere | Vergine | -4.1 | 58.2" | 08:18 CEST (06:18 UTC) | 13:35 CEST (11:35 UTC) | 18:52 CEST (16:52 UTC) | 35° / 38° / 42° (di giorno) |
| Marte | Cancro | +1.0 | 5.9" | 00:46 CEST (22:46 UTC) | 07:44 CEST (05:44 UTC) | 14:41 CEST (12:41 UTC) | 63° / 67° / 71° |
| Giove | Leone | -1.9 | 35.1" | 02:38 CEST (00:38 UTC) | 09:22 CEST (07:22 UTC) | 16:06 CEST (14:06 UTC) | 55° / 59° / 63° |
| Saturno | Balena | +0.4 | 19.4" (anelli 44.2") | 18:12 CEST (16:12 UTC) | 00:08 CEST (22:08 UTC) | 06:05 CEST (04:05 UTC) | 40° / 44° / 48° |
| Urano | Toro | +5.6 | 3.7" | 19:35 CEST (17:35 UTC) | 02:54 CEST (00:54 UTC) | 10:13 CEST (08:13 UTC) | 63° / 67° / 71° |
| Nettuno | Pesci | +7.8 | 2.3" | 17:40 CEST (15:40 UTC) | 23:25 CEST (21:25 UTC) | 05:10 CEST (03:10 UTC) | 42° / 46° / 50° |
🪐 Mercurio
Dal punto di vista della meccanica celeste, il pianeta più interno sperimenta lunedì 12 ottobre la sua massima elongazione orientale, portandosi a ben 25,2° di separazione angolare apparente dal Sole. Tuttavia, per gli astrofili operanti dalle latitudini italiane (comprese tra 36°N e 47°N), le apparizioni serali autunnali di Mercurio sono notoriamente le più sfavorevoli dell'anno a causa della geometria dell'eclittica.
Nel crepuscolo serale autunnale, l'eclittica interseca l'orizzonte occidentale con un angolo estremamente radente. Di conseguenza, nonostante l'ampio scostamento angolare, Mercurio staziona a una declinazione fortemente australe rispetto al Sole. Al tramonto della nostra stella (circa le 18:35 CEST / 16:35 UTC a Roma), il pianeta si trova a una quota di appena 3° sopra l'orizzonte ovest-sud-ovest, per poi tramontare circa 38 minuti dopo. A 30 minuti dal tramonto, quando la luce crepuscolare è ancora accecante, Mercurio galleggia a meno di 1,5° di altitudine, immerso nello strato limite dell'atmosfera terrestre con estinzione atmosferica superiore alle due magnitudini e turbolenza termica distruttiva. Il pianeta è virtualmente inosservabile con metodi visuali standard; solo riprese diurne assistite da montature a controllo computerizzato ad alta precisione e filtri IR-pass (come il Baader Planetarium IR-Pass 685 nm) potrebbero staccare il piccolo disco dal fondo cielo, manovra riservata esclusivamente a esperti dotati di adeguata schermatura solare.
🪐 Venere
Venere si trova nelle fasi conclusive della sua visibilità serale prima di raggiungere la congiunzione inferiore con il Sole, fissata per il 24 ottobre 2026. Il pianeta scivola rapidamente verso l'allineamento Terra-Sole, riducendo vertiginosamente la propria distanza dalla Terra ma precipitando parimenti nel bagliore solare vespertino.
Nel corso della settimana, Venere tramonta appena 15-20 minuti dopo il Sole, rendendone l'individuazione al crepuscolo un esercizio quasi proibitivo e privo di valore scientifico-divulgativo a livello visuale. Telescopicamente, la geometria planetaria mostra una sottilissima falce la cui frazione illuminata è inferiore al 3%, con un diametro apparente mastodontico che sfiora i 59 secondi d'arco. Si sconsiglia vivamente qualsiasi puntamento telescopico non rigorosamente computerizzato e automatizzato nelle ore pomeridiane o crepuscolari: la vicinanza angolare inferiore a 9° dal disco solare comporta un elevatissimo rischio di danni irreversibili alla vista o ai sensori fotografici per accidentale esposizione diretta al Sole.
🪐 Marte
Marte si trova in un periodo di progressivo avvicinamento alla Terra in vista della futura opposizione del 2027. Sorge dall'orizzonte est-nord-est poco prima dell'una di notte (CEST) e scala la volta celeste fino a raggiungere la culminazione sul meridiano al sopraggiungere dell'alba civile, stazionando stabilmente nella costellazione del Cancro ad altezze imponenti superiori ai 65° da Roma.
Con una magnitudine apparente pari a +1.0 e un diametro angolare ancora ridotto (circa 5,9 secondi d'arco), i dettagli della superficie marziana — come la calotta polare e le maggiori formazioni di albedo quali Syrtis Major — restano al limite di risoluzione per i piccoli telescopi, richiedendo configurazioni con diametri da almeno 200 mm, focali spinte attorno a F/20-F/25 e camere con pixel da 2.9 µm. Tuttavia, la vera attrazione della settimana è la traiettoria orbitale di Marte: nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre il pianeta compie un attraversamento centrale spettacolare dell'ammasso aperto Messier 44 (il Presepe), offrendo un'opportunità fotografica irripetibile sia a largo campo sia a medio ingrandimento.
🪐 Giove
Il gigante gassoso del Sistema Solare signoreggia la seconda parte della notte, sorgendo a est attorno alle 02:35 CEST (00:35 UTC) e dominando il cielo mattutino all'interno dei confini occidentali del Leone, a circa 10° a ovest-nord-ovest della brillante stella Regolo. Con una magnitudine visuale di -1.9 e un diametro equatoriale apparente di oltre 35 secondi d'arco, Giove è indiscutibilmente il faro del cielo prima dell'aurora.
Nelle due ore precedenti l'inizio del crepuscolo astronomico (tra le 04:00 e le 05:45 CEST), il pianeta si innalza tra i 35° e i 55° sull'orizzonte orientale, posizionandosi in una regione atmosferica nettamente più stabile rispetto alle bassure serali. Al telescopio, persino con strumenti da 80-100 mm di diametro a 120-150 ingrandimenti, sono evidenti la Banda Equatoriale Nord (NEB), la Banda Equatoriale Sud (SEB), le regioni polari e i quattro satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede, Callisto). Nel corso della settimana l'inclinazione dell'orbita gioviana offre frequenti transiti ed eclissi delle lune sul disco del pianeta; per ottimizzare il contrasto sui festoni equatoriali e sulla Grande Macchia Rossa (GRS), si consiglia l'impiego di filtri colorati Wratten #80A (blu) o filtri di contrasto interferenziali (Baader Neodymium).
🪐 Saturno
Saturno rappresenta il vero fulcro osservativo serale per gli astrofili italiani. Trovandosi a una sola settimana dall'opposizione (avvenuta il 4 ottobre 2026), il Signore degli Anelli si trova nelle condizioni geometriche ideali: sorge all'imbrunire, transita in meridiano intorno alla mezzanotte locale a un'altezza di circa 44° a Roma (40° a Milano e 48° a Palermo) e tramonta solo con l'arrivo dei primi chiarori mattutini.
Il pianeta risiede nei confini settentrionali della costellazione della Balena (Cetus), a brevissima distanza dal confine con i Pesci e ben identificabile come una luce ferma, color crema, di magnitudine +0.4, posta circa 15° a sud del Grande Quadrilatero di Pegaso. Il disco gassoso misura 19,4" d'arco all'equatore, mentre la campata degli anelli si estende per oltre 44". Un elemento di fondamentale interesse scientifico per la comunità amatoriale è l'inclinazione degli anelli: dopo aver attraversato la configurazione "di taglio" (edge-on) nel 2025, gli anelli stanno gradualmente riaprendo la loro prospettiva verso la Terra, mostrando la faccia meridionale con un angolo di apertura compreso tra 7° e 8°. In queste condizioni è ben distinguibile la Divisione di Cassini alle anse est e ovest già con rifrattori acromatici da 100 mm a 150x. Si raccomanda di prestare particolare attenzione all'effetto Seeliger (opposizione surge): l'occultamento reciproco delle ombre tra le particelle di ghiaccio degli anelli fa sì che in questi giorni l'anello B appaia marcatamente più brillante del disco planetario stesso. Accanto al globo, con un semplice newtoniano da 150 mm, sono comodamente tracciabili Titano (mag. +8.5), Rea (mag. +9.8), Teti (mag. +10.3) e Dione (mag. +10.5).
🪐 Urano
Urano è ottimamente posizionato per l'intera durata della notte, muovendosi di moto retrogrado all'interno della costellazione del Toro, a circa 5° a sud-ovest delle Pleiadi. Sorge intorno alle 19:35 CEST (17:35 UTC) e raggiunge la culminazione a sud verso le 02:50 CEST (00:50 UTC), superando i 65° di altezza sull'orizzonte.
Con una magnitudine apparente di +5.6, Urano è teoricamente percepibile a occhio nudo da cieli eccellenti di alta montagna (scala Bortle 1-2). Attraverso un binocolo 7x50 o 10x50 si rivela senza difficoltà come una stella brillante dai toni freddi; puntando un telescopio con apertura minima di 150 mm e ingrandimenti superiori a 200x, il pianeta risolve inequivocabilmente il suo caratteristico disco verde-azzurro di 3,7 secondi d'arco, dovuto all'assorbimento del metano nell'alta atmosfera. Per chi possiede camere CMOS monocromatiche con filtri passa-infrarosso (es. IR-pass 685 nm o 742 nm) abbinate a strumenti da almeno 250-300 mm, è possibile tentare l'estrazione delle tenui bande zonali e della calotta polare illuminata, eseguendo integrazioni di 3-5 minuti guidate con autoguida precisa.
🪐 Nettuno
Il più distante dei giganti del Sistema Solare, reduce dall'opposizione di fine settembre, si trova nei Pesci a circa 8° a ovest-nord-ovest di Saturno. Nettuno è già visibile al termine del crepuscolo astronomico e culmina attorno alle 23:25 CEST (21:25 UTC) a circa 46° di quota sopra l'orizzonte meridionale di Roma.
Brillando con una magnitudine apparente di +7.8 e un diametro sotteso di soli 2,3 secondi d'arco, Nettuno richiede tassativamente un binocolo stabilizzato per essere localizzato o un telescopio da almeno 100-120 mm di apertura con carte stellari di dettaglio. Per distinguerlo chiaramente dalle stelle di campo occorre spingere l'ingrandimento oltre 220-250x: solo allora la minuscola pallina bluastra mostrerà la sua natura non puntiforme. Con strumenti da 250-300 mm e seeing eccellente (scala Pickering ≥ 7/10), è possibile scorgere la sua luna principale, Tritone (mag. +13.5), posta a circa 15-17 secondi d'arco dal pianeta.
🌙 FASI LUNARI
La settimana in esame presenta una delle configurazioni più desiderate dagli astrofili: la totale assenza di disturbo lunare nelle ore centrali della notte. La Luna apre il periodo compiendo la congiunzione eliocentrica e inaugurando una lunazione che favorisce integralmente le riprese e le sessioni visuali sul profondo cielo.
| Fase Lunare | Data | Ora Locale (CEST, UTC+2) | Ora UTC | Descrizione ed Evoluzione della Visibilità |
|---|---|---|---|---|
| Luna Nuova (Novilunio) | Sabato 10 ottobre 2026 | 17:50 CEST | 15:50 UTC | Allineamento esatto tra Sole, Luna e Terra. Disco lunare illuminato allo 0,0%, completamente inosservabile per congiunzione con il Sole. Cielo notturno al massimo dell'oscurità. |
Nei giorni immediatamente successivi alla Luna Nuova, il nostro satellite naturale intraprende la fase di falce crescente (Waxing Crescent), guadagnando gradualmente separazione verso est rispetto al Sole:
Domenica 11 ottobre la giovanissima falce (età 1,1 giorni, illuminazione 1%) tramonta alle 19:02 CEST, annegata nel bagliore del crepuscolo civile e invisibile a occhio nudo. Lunedì 12 ottobre (età 2,1 giorni, frazione illuminata 4%) la Luna inizia a farsi scorgere con un binocolo molto basso sull'orizzonte ovest-sud-ovest tra le 18:50 e le 19:25 CEST, tramontando alle 19:38 CEST. Tra mercoledì 14 e venerdì 16 ottobre la percentuale del disco illuminato sale dal 16% al 33%: la Luna si mostra nelle prime ore serali nella costellazione dello Scorpione e dell'Ofiuco, tramontando rispettivamente alle 21:02 CEST (il 14 ottobre) e alle 22:55 CEST (il 16 ottobre). Tale dinamica lascia un'ininterrotta finestra di oltre 6-7 ore di buio astronomico assoluto per tutta la seconda metà di ciascuna notte.
🛰️ TRANSITI E PASSAGGI DELL'ISS
L'orbita della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è caratterizzata da una periodicità nei cicli di illuminazione solare dovuta alla precessione nodale del suo piano orbitale inclinato di 51,6° rispetto all'equatore terrestre. Durante il periodo compreso tra il 10 e il 16 ottobre 2026, la traiettoria orbitale della ISS attraversa una fase di passaggi prevalentemente diurni o notturni profondi (all'interno del cono d'ombra della Terra) per l'area geografica del bacino del Mediterraneo centrale.
Nessun passaggio ISS particolarmente favorevole visibile dall'Italia nel periodo specificato.
I rari passaggi radenti che intersecano la visibilità dalla penisola italiana si verificano a quote inferiori ai 15°-20° sull'orizzonte o con magnitudini apparenti deboli (superiori a -1.5), senza soddisfare i rigidi criteri operativi di eccellenza (magnitudine inferiore a -3.0 ed elevazione superiore a 60°), necessari per garantire un transito spettacolare a occhio nudo o per tentare la fotografia ad alta risoluzione con teleobiettivi e telescopi a inseguimento manuale.
🌑 OCCULTAZIONI E TRANSITI
Nel corso della settimana non si verificano occultazioni lunari maggiori che coinvolgano pianeti o stelle di prima grandezza visibili dai territori italiani. Tuttavia, due categorie di fenomeni orbitali meritano l'attenzione strumentale dei cacciatori di transiti: le interazioni dei satelliti medicei di Giove e l'opposizione dell'asteroide 4 Vesta.
Nella notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre 2026, sul disco di Giove si consuma un interessante fenomeno di transito dell'ombra proiettata da Io. L'evento ha inizio alle ore 04:38 CEST (02:38 UTC), quando la piccola ombra circolare del satellite vulcanico intacca il lembo orientale del pianeta proiettandosi sulla Banda Equatoriale Sud (SEB). Il transito dell'ombra attraversa il meridiano centrale gioviano alle ore 05:46 CEST (03:46 UTC) e termina alle ore 06:54 CEST (04:54 UTC), quando l'alba è ormai imminente ma Giove si trova all'ottima quota di circa 48° a Roma. Questo fenomeno offre un banco di prova formidabile per valutare la collimazione fine di telescopi Schmidt-Cassegrain da 200 mm o rifrattori apocromatici da 130 mm.
Sul fronte dei corpi minori, martedì 13 ottobre 2026 alle ore 03:15 CEST (01:15 UTC) il grande asteroide (4) Vesta raggiunge l'opposizione eliocentrica. Vesta si trova posizionato lungo i confini tra la Balena e i Pesci, a breve distanza da Saturno, brillando con una magnitudine di picco pari a +6.7. Muovendosi di moto retrogrado, Vesta è agevolmente rintracciabile nel campo di un binocolo 10x50 o di un piccolo telescopio. Nel corso delle 24 ore a cavallo dell'opposizione, il moto proprio dell'asteroide diventa chiaramente misurabile confrontando due fotogrammi CCD/CMOS acquisiti a distanza di sole due ore l'uno dall'altro.
🌘 ECLISSI
Nessuna eclissi solare o lunare nel periodo specificato.
L'asse dei nodi dell'orbita lunare non risulta allineato con la direttrice Terra-Sole durante il novilunio del 10 ottobre 2026, determinando il transito della Luna a circa 1,4° a nord del disco solare senza dar luogo a fenomeni di occultazione parziale o totale per la Terra.
☄️ ALTRI EVENTI CELESTI
☄️ Comete visibili
La settimana di metà ottobre 2026 presenta una situazione cometaria tranquilla ma tecnicamente stimolante per gli osservatori dotati di strumenti di medio calibro. L'oggetto periodico più luminoso e accessibile è la cometa 10P/Tempel (Tempel 2), una veterana della famiglia di Giove scoperta nel 1873 che ha superato il perielio ai primi di agosto e sta transitando nella regione meridionale del cielo.
| Cometa | Mag. Prevista | Costellazione | Coordinate (J2000) | Strumentazione Consigliata |
|---|---|---|---|---|
| 10P/Tempel | ~9.8 - 10.0 | Pesce Australe / Acquario | AR 22h 50m / Dec -27° 15' | Telescopio da almeno 150-200 mm o CMOS a lunga posa |
Nel corso della settimana, 10P/Tempel si sposta lentamente nelle vicinanze della brillante stella Fomalhaut (Alpha Piscis Austrini), transitando a poco più di un grado a nord-ovest di quest'ultima intorno al 12 ottobre. Dalle regioni italiane, la declinazione marcatamente australe (-27°) colloca la cometa a circa 21° di altezza sul meridiano di Roma (17° a Milano e 25° a Palermo). Visualmente appare come una debole condensazione circolare diffusa priva di coda evidente; in fotografia a lunga posa (sensori CMOS monocromatici con filtri LRGB o filtri broadband a banda larga) si evidenzia la sua chioma verdastra ricca di molecole di carbonio diatomico C2 e una debole scia di polveri retrostante lungo il piano orbitale.
🌠 Sciami meteorici
Il cielo di metà ottobre offre condizioni osservative insuperabili per lo studio delle meteore, grazie alla sincronizzazione ottimale tra la Luna Nuova e l'attività degli sciami autunnali. Nel periodo dal 10 al 16 ottobre l'attenzione è concentrata su due correnti attive:
Orionidi (008 ORI): Generate dal flusso di detriti ghiacciati e polverosi rilasciati nei millenni dalla Cometa 1P/Halley lungo il suo nodo discendente, le Orionidi sono attive dal 2 ottobre al 7 novembre. Durante la settimana in esame lo sciame si trova nella sua fase di ascesa costante verso il massimo (previsto per la notte del 21-22 ottobre). Nella settimana 10-16 ottobre il tasso orario zenitale (ZHR, Zenital Hourly Rate) si attesta tra 7 e 12 meteore all'ora. Il radiante si colloca nella porzione nord-orientale di Orione (coordinate AR 06h 20m, Dec +16°), al confine con i Gemelli, ed emerge dall'orizzonte orientale attorno alle 23:30 CEST, culminando a circa 60° di altezza prima dell'alba. Le Orionidi sono meteore celebri per la loro estrema velocità geocentrica (circa 66 km/s): entrando nell'atmosfera terrestre a tale velocità, tendono a ionizzare violentemente l'aria, producendo scie persistenti luminescenti che possono durare diversi secondi. La completa assenza della Luna fino all'alba rende le ore tra le 02:00 e le 05:30 CEST il momento perfetto per tentare il conteggio visuale e la fotografia con grandangolari luminosi (f/1.8 o f/2.8 su cavalletto fisso a ISO 3200).
Tauridi del Sud (002 STA): Questo sciame, generato dai residui della cometa periodica 2P/Encke, presenta un periodo di attività molto esteso (da settembre a fine novembre) con un tasso orario modesto (ZHR stimato attorno a 5). Tuttavia, possiede un'importanza cruciale per gli astrofili: le particelle meteoriche delle Tauridi sono composte da frammenti compatti e densi che colpiscono l'atmosfera a una velocità modesta (circa 27 km/s). Questa combinazione favorisce la produzione di spettacolari bolidi a lento scorrimento (fireballs), di colore arancione o verde smeraldo, spesso capaci di frammentarsi con boati e bagliori paragonabili alla magnitudine di Giove o Venere. Il radiante staziona nella Balena/Toro ed è osservabile per tutta la notte.
✨ Congiunzioni strette
Domenica 11 – Lunedì 12 ottobre 2026: Marte attraversa l'Ammasso del Presepe (Messier 44)
Costituisce l'evento clou dell'intera settimana per gli amanti della fotografia astronomica e dell'osservazione a largo campo. A partire dalle 01:00 CEST (23:00 UTC del giorno precedente) e fino all'alba, Marte (mag. +1.0) si proietta direttamente all'interno della costellazione del Cancro, penetrando nel celebre ammasso aperto M44 (il Presepe o "Alveare"). Nella notte tra l'11 e il 12 ottobre, il pianeta transita a meno di 12 minuti d'arco dal centro baricentrico dell'ammasso. Il contrasto cromatico tra la tonalità ocra-ruggine di Marte e il bianco-azzurro delle centinaia di stelle dell'ammasso stellare (distante circa 610 anni luce) offre una visione indimenticabile al binocolo 10x50 e al telescopio a bassi ingrandimenti (30x-50x). Per gli astrofotografi con focali comprese tra 400 mm e 800 mm si tratta di un'opportunità eccezionale per comporre inquadrature a campionamento medio con pose brevi atte a evitare la saturazione del disco marziano.
Mercoledì 14 ottobre 2026, ore 19:15 CEST (17:15 UTC): Congiunzione Luna crescente – Antares
Al calar del crepuscolo serale, una sottile falce di Luna crescente illuminata al 16% si troverà a una separazione angolare di circa 4,2° a nord-est della supergigante rossa Antares (Alpha Scorpii, mag. +1.0). L'evento si sviluppa molto basso sull'orizzonte sud-occidentale (altezza compresa tra 7° e 10° all'inizio del crepuscolo nautico a Roma) e necessita di un orizzonte privo di ostacoli. La luce cinerea (Earthshine) della Luna renderà la composizione paesaggistica di rara suggestione per fotocamere con teleobiettivi da 135-200 mm.
🔭 Oggetti Deep-Sky Raccomandati
Messier 33 – Galassia del Triangolo (NGC 598)
Situata nell'omonima costellazione del Triangolo, a circa 3 milioni di anni luce di distanza, Messier 33 è il terzo membro per dimensioni del nostro Gruppo Locale, dopo la Galassia di Andromeda e la Via Lattea. Scoperta con ogni probabilità da Giovanni Battista Hodierna prima del 1654 e riscoperta indipendentemente da Charles Messier nel 1764, M33 rappresenta uno dei classici esempi di galassia spirale vista quasi di fronte (face-on), caratterizzata da bracci ricchi di nubi di idrogeno ionizzato e giovani ammassi stellari.
Dal punto di vista fisico, Messier 33 possiede un diametro di circa 60.000 anni luce e una massa stimata tra 10 e 40 miliardi di masse solari, notevolmente inferiore a quella della nostra galassia. Nonostante una magnitudine integrata generosa pari a +5.7, le sue dimensioni apparenti immense (circa 70' x 40', più del doppio della Luna Piena) ne diluiscono la luce su un'area notevole, determinando una luminosità superficiale molto bassa (circa 14,2 mag/arcmin²). Questa caratteristica la rende la "regina del cielo buio": basta un minimo accenno di inquinamento luminoso per farla scomparire del tutto all'oculare.
Nelle serate di metà ottobre, in coincidenza con il novilunio, M33 culmina oltre i 75° sull'orizzonte meridionale tra le 00:30 e le 01:30 CEST. Con un binocolo 10x50 sotto cieli rurali si individua come un vasto alone spettrale ellittico; salendo a un dobsoniano da 250-300 mm a 60x-80x, la struttura a due bracci aperti si rivela assieme a noduli luminosi individuali, tra cui la spettacolare regione H-II NGC 604, una delle più vaste fucine di stelle dell'universo locale, che risponde brillantemente all'uso di filtri nebulari UHC e O-III.
| Coordinate (J2000): AR 01h 33m 50s | Dec +30° 39' 36" | Magnitudine Integrata: +5.7 |
| Dimensioni Apparenti: 70.8' × 41.7' | Orario Migliore: 23:30 – 02:00 CEST (Culminazione 00:50 CEST) |
NGC 7331 e il "Deer Lick Group"
Nel firmamento autunnale, la costellazione di Pegaso non ospita soltanto il Grande Quadrilatero o il celebre ammasso globulare M15, ma fa da scrigno a una delle galassie a spirale più affascinanti dell'emisfero boreale: NGC 7331. Scoperta da William Herschel nel 1784, questa superba galassia è spesso definita la "gemella" della Via Lattea a causa della notevole somiglianza morfologica, della struttura a spirale barrata e della dinamica del bulge centrale.
NGC 7331 si trova a circa 45 milioni di anni luce di distanza da noi e possiede un diametro stimato attorno ai 120.000 anni luce. Dal punto di vista astrofisico, la galassia è nota per un fenomeno peculiare: il suo disco interno ruota in senso opposto rispetto al corpo galattico complessivo, indizio di un gigantesco evento di fusione con un'altra galassia avvenuto nel passato cosmico. Nelle immagini a lunga posa è contornata da un piccolo corteo di galassie di sfondo denominate NGC 7335, NGC 7336 e NGC 7337, le quali distano oltre 300 milioni di anni luce, generando un contrasto prospettico di profondo impatto concettuale.
Osservativamente, NGC 7331 è comodissima durante questa settimana, transitando allo zenit attorno alle 22:30 CEST. Con una magnitudine visuale pari a +9.5 e dimensioni di 10.5' x 3.7', è rintracciabile anche con telescopi da 100 mm come un fuso luminoso ben orientato in senso nord-sud. In strumenti a specchio da 200-250 mm a 120x, si nota chiaramente la spiccata asimmetria tra il bordo occidentale, interrotto da una decisa corsia di polveri scure, e il nucleo stellare compatto e brillante. A solo mezzo grado a sud-ovest si trova il mitico Quintetto di Stephan, quintetto compatto di galassie interagenti ideale per sensori fotografici CMOS di medio formato.
| Coordinate (J2000): AR 22h 37m 04s | Dec +34° 24' 56" | Magnitudine Integrata: +9.5 |
| Dimensioni Apparenti: 10.5' × 3.7' | Orario Migliore: 21:00 – 00:30 CEST (Culminazione 22:30 CEST) |
NGC 253 – Galassia dello Scultore (Silver Coin)
Ai margini meridionali del cielo autunnale, all'interno della costellazione australe dello Scultore, splende una delle più imponenti fucine stellari dell'universo vicino: NGC 253, nota nella letteratura astronomica come la "Galassia Moneta d'Argento". Fu scoperta da Caroline Herschel nel 1783 durante le sue sistematiche ricerche di comete con un riflettore newtoniano di piccolo diametro.
Situata a circa 11,4 milioni di anni luce, NGC 253 è il membro dominante del Gruppo dello Scultore, il gruppo galattico fisicamente più vicino al nostro Gruppo Locale. È classificata come galassia a spirale intermedia e, soprattutto, come una formidabile galassia starburst: nelle sue regioni centrali il tasso di formazione stellare è elevatissimo, accompagnato da una concentrazione di polveri molecolari e super-ammassi di stelle giovani che alimentano una forte emissione nei raggi X e nell'infrarosso, guidata da potenti venti galattici che espellono gas caldo verso l'alone.
Per gli osservatori italiani, NGC 253 rappresenta una sfida avvincente: la sua declinazione australe (-25° 17') la costringe a mantenersi relativamente bassa sull'orizzonte meridionale (altezza massima di circa 23° a Roma, 19° a Milano e 27° a Palermo). Ciononostante, grazie alla magnitudine generosa (+7.2) e all'estensione angolare di 27.5' x 6.8', è un bersaglio gratificante già al binocolo 11x70. Con telescopi da 200 mm sotto un cielo costiero o montano terso, NGC 253 rivela una trama straordinaria di condensazioni luminose, screziature e filamenti di polvere lungo tutto il suo asse maggiore, meritando appieno l'appellativo di "moneta argentata". L'orario migliore per l'osservazione coincide con la mezzanotte locale, tra le 23:30 e le 00:30 CEST.
| Coordinate (J2000): AR 00h 47m 33s | Dec -25° 17' 18" | Magnitudine Integrata: +7.2 |
| Dimensioni Apparenti: 27.5' × 6.8' | Orario Migliore: 23:30 – 01:00 CEST (Culminazione 00:20 CEST) |
🏛️ EVENTI ASTRONOMICI CULTURALI
🇮🇹 Eventi in Italia
Nel fine settimana tra il 10 e l'11 ottobre 2026, la comunità scientifica e amatoriale italiana celebra diverse iniziative coordinate sul territorio nazionale legate alla divulgazione e alla valorizzazione del cielo buio.
Star Party Nazionale d'Autunno dell'UAI (Unione Astrofili Italiani)
Data: Sabato 10 – Domenica 11 ottobre 2026
Luogo: Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (sito osservativo di Campo Felice / Forca d'Acero)
Organizzatore: UAI in collaborazione con le associazioni astrofili territoriali.
Descrizione: Approfittando della coincidenza con il novilunio del 10 ottobre, la commissione divulgazione dell'UAI promuove una due giorni di raduno per astrofili visualisti e astrofotografi. L'evento prevede sessioni di misurazione del buio tramite strumenti SQM (Sky Quality Meter) per la mappatura dell'inquinamento luminoso, workshop pomeridiani sull'elaborazione delle immagini astronomiche planetarie e sessioni aperte al pubblico per l'osservazione guidata di Saturno e del profondo cielo autunnale.
Porte Aperte all'Osservatorio Astronomico di Capodimonte (INAF Napoli)
Data: Venerdì 16 ottobre 2026, ore 19:30 CEST
Luogo: Salita Moiariello 16, Napoli
Organizzatore: Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – Osservatorio Astronomico di Capodimonte.
Descrizione: Serata tematica dal titolo "L'Universo a specchio: dai giganti gassosi all'archeologia galattica", comprendente una conferenza accademica sui risultati ottenuti dalle sonde interplanetarie su Saturno e Giove, seguita da visite storiche alla cupola dello strumento equatoriale di Merz e osservazioni ai telescopi didattici gestiti in sinergia con l'Unione Astrofili Napoletani.
🌍 Eventi internazionali rilevanti
58th Annual Meeting of the Division for Planetary Sciences (DPS) – American Astronomical Society
Date: Da domenica 11 a venerdì 16 ottobre 2026
Luogo/Modalità: Modalità ibrida (presenziale e virtuale in streaming accademico)
Descrizione: Uno dei congressi mondiali più prestigiosi dedicati allo studio dei pianeti del Sistema Solare e dei sistemi esoplanetari. La sessione congressuale di metà ottobre concentra i riflettori sui nuovi modelli della dinamica atmosferica di Giove e Saturno, con particolare riferimento ai dati radiometrici integrati da terra e dallo spazio, e sulle strategie di protezione planetaria per il monitoraggio degli asteroidi Near-Earth.
🚀 EVENTI RILEVANTI DI ASTRONAUTICA
Il panorama astronautico mondiale durante la metà di ottobre 2026 vede una fitta serie di operazioni in orbita bassa e nell'esplorazione dello spazio profondo, evidenziando il ruolo di primo piano della cooperazione internazionale e dei lanciatori commerciali.
Stazione Spaziale Internazionale – Operazioni Spedizione 75 / 76:
A bordo del complesso orbitale della ISS, l'equipaggio internazionale della missione SpaceX Crew-13 (giunto a bordo del laboratorio orbitante a inizio mese) entra nel pieno della fase di regime operativo. L'equipaggio, che vede tra i suoi componenti l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) Sophie Adenot e la comandante di missione NASA Jessica Watkins, è impegnato in una serie di esperimenti di biologia cellulare in microgravità e nell'allestimento dei carichi esterni sui moduli Columbus e Kibo. Nel corso della settimana sono previste manovre orbitali di reboost con l'ausilio dei propulsori della navetta Progress russa per innalzare l'orbita media della stazione a circa 418 chilometri, ottimizzando la traiettoria per le successive finestre di rifornimento logistico.
Missioni Interplanetarie in Navigazione Spaziale:
Sul versante delle sonde scientifiche interplanetarie, la missione europea Hera dell'ESA — lanciata nell'autunno 2024 — prosegue la sua crociera verso il sistema binario di asteroidi Didymos e Dimorphos. Durante la settimana in esame, i team di controllo missione dell'ESOC (Darmstadt, Germania) eseguono una serie di calibrazioni strumentali a distanza su fotocamere iperspettrali e altimetri laser, verificando la risposta termica dei sottosistemi di bordo. Parallelamente, la sonda Europa Clipper della NASA, anch'essa lanciata nel 2024, porta avanti le operazioni di crociera nello spazio interplanetario dirette verso il sistema di Giove, con controlli di routine sullo spiegamento delle gigantesche ali solari e sulla strumentazione radar Ice-penetrating (REASON).
Lanci Spaziali Previsti nella Settimana:
Per la giornata di mercoledì 14 ottobre 2026 alle ore 14:30 UTC (16:30 CEST), SpaceX ha programmato dal Complesso di Lancio 40 (SLC-40) di Cape Canaveral un vettore Falcon 9 Block 5 per la messa in orbita di un nuovo lotto di satelliti di telecomunicazione per la costellazione internet Starlink (Gruppo 12-4). Il lancio prevede il recupero del primo stadio propulsivo sulla nave drone automatizzata posizionata nell'Oceano Atlantico. Nessuna visibilità diretta del lancio o dei gas di scarico è prevista dai cieli dell'Europa continentale, data la traiettoria di inserimento orbitale a bassa inclinazione.
📷 CONCLUSIONE E CONSIGLI PRATICI
La settimana dal 10 al 16 ottobre 2026 premia la pianificazione rigorosa: le prime ore di buio successivo all'imbrunire astronomico (dalle 20:15 CEST in poi) devono essere destinate alla fotografia a lunga posa degli oggetti deep-sky del cielo d'autunno, sfruttando l'assenza lunare e la culminazione zenitale di Pegaso, Andromeda e Triangolo. Per le riprese a largo campo su Messier 33 e NGC 7331 con telescopi Newton o rifrattori apo compresi tra F/4 e F/6, si consigliano sotto-esposizioni individuali di 180-300 secondi a gain unitario, curando meticolosamente l'acquisizione dei file di calibrazione (Dark, Flat e Bias). L'impiego di filtri a banda stretta (Dual-Band H-Alpha/O-III da 3-5 nm) risulterà preziosissimo per estrarre le regioni di formazione stellare annidate nei bracci di M33.
A partire dalle ore 23:00 CEST, con la discesa termica che stabilizza gli strati superficiali del terreno, l'attenzione deve orientarsi sull'alta risoluzione planetaria. Saturno culmina attorno alla mezzanotte a più di 40° di elevazione: per catturare la Divisione di Cassini e la delicata banda equatoriale è essenziale l'utilizzo di un correttore di dispersione atmosferica (ADC, Atmospheric Dispersion Corrector), che azzera gli aloni blu e rossi generati dalla rifrazione prismatica dell'aria. Si consiglia di effettuare filmati SER ad alto frame rate (100-150 fps per circa 180 secondi), impilando il 15-20% dei migliori fotogrammi selezionati da software di stacking planetario.
Nelle ore che precedono l'aurora (dalle 03:00 alle 05:30 CEST), l'ascesa di Marte nel Cancro e di Giove nel Leone richiede teleobiettivi e sensori pronti a immortalare l'incrocio tra il Pianeta Rosso e l'ammasso del Presepe M44. Il seeing mattutino si presenta sovente più laminare rispetto a quello serale: approfittatene per spingere i campionamenti focali su Giove con lenti di Barlow apocromatiche 2x-3x, tenendo sempre a mente che la durata massima dei singoli filmati sul gigante gassoso non deve eccedere i 90-120 secondi per evitare l'effetto di mosso da rotazione intrinseca.