Dettaglio NGC2237 - nebulosa Rosetta
Inviato: 3 gen 2009, 0:11
Eccoci di nuovo in falsi colori! Una palette "strana", ma il soggetto ne beneficia... Le due fortunate notti del 23 e 24 dicembre mi hanno permesso di realizzare un progetto che avevo in mente dallo scorso anno, un primo piano nel settore sud-est della nebulosa Rosetta. Un taglio che ho studiato su una foto presa lo scorso inverno attraverso il Pentax 75.
Considerando le caratteristiche fisco-chimiche del soggetto, si presta davvero bene ad essere ripreso ed elaborato per mezzo della nota mappatura "Hubble", facendo uso di filtri interferenziali. Infatti le regioni interne della Rosetta sono ricche di ossigeno che emette su due vicine righe a 495,9 e 500,7 nm ed isolate dal filtro OIII. Queste regioni contrastano con quelle piu' esterne dove a prevalere sono l'idrogeno (656,3 nm) e lo zolfo (672.4) entrambi rilevati dai due filtri H-alfa e SII.
La "Hubble palette" rimappa queste frequenze che realmente si collocano nel verde (OIII), rosso (Ha) e rosso piu' profondo (SII) nei canali blu, verde e rosso rispettivamente effettuando in definitiva uno stretching dello spettro (il range verde-rosso diventa blu-rosso) e producendo un forte contrasto cromatico tra le regioni con diversa composizione chimica. Cosi' facendo si vengono a separare anche i contributi dell'idrogeno e dello zolfo che nelle riprese tradizionali sono miscelati trovandosi entrambi nella zona rossa dello spettro.
Questa e' una rappresentazione visiva che puo' non piacere visto che altera i colori "naturali". Infatti in realta' l'occhio, attraverso i coni, percepirebbe la luce prodotta da questi elementi chimici con una colorazione differente. Tuttavia si tratta del modo piu' efficiente per evidenziare a colpo d'occhio informazioni di tipo scientifico. Infatti, prima di diventare una pratica amatoriale, questa tecnica e' stata creata ed utilizzata dai professionisti. Oltre al lato scientifico c'e' da dire che il soggetto acquista una maggiore profondita' , basta verificare confrontando le immagini delle nebulose prese con la tecnica tradizionale e in luce OIII/Ha/SII rimappata. La nebulosa Rosetta, la Nordamerica e tantissime altre cambiano addirittura morfologia, evidenziando la maniera in cui e' realmente strutturato il complesso nebulare.
Ecco dunque il colorato panorama cosmico...
http://quasar.teoth.it/gallery/albums/u ... taglio.jpg
Durante l'elaborazione ho miscelato al 50% una immagine L-RGB (Ha-SII:Ha:OIII) con una pura RGB (SII:Ha:OIII). La L-RGB ha il pregio di avere una maggiore definizione spaziale mentre la RGB ha una migliore cromaticita'. Ho voluto fare una via di mezzo. Gli altri dati sono sull'immagine. Aggiungo qualche informazione ambientale come il seeing, ottimale solo in una delle due sere utilizzate per le riprese, mentre la trasparenza e' stata sempre molto buona, con una temperatura molto bassa che faceva "ridere" la SXV-H9 (quasi tutti i pixel caldi sono spariti)...
Ciao ciao
Paolo
Considerando le caratteristiche fisco-chimiche del soggetto, si presta davvero bene ad essere ripreso ed elaborato per mezzo della nota mappatura "Hubble", facendo uso di filtri interferenziali. Infatti le regioni interne della Rosetta sono ricche di ossigeno che emette su due vicine righe a 495,9 e 500,7 nm ed isolate dal filtro OIII. Queste regioni contrastano con quelle piu' esterne dove a prevalere sono l'idrogeno (656,3 nm) e lo zolfo (672.4) entrambi rilevati dai due filtri H-alfa e SII.
La "Hubble palette" rimappa queste frequenze che realmente si collocano nel verde (OIII), rosso (Ha) e rosso piu' profondo (SII) nei canali blu, verde e rosso rispettivamente effettuando in definitiva uno stretching dello spettro (il range verde-rosso diventa blu-rosso) e producendo un forte contrasto cromatico tra le regioni con diversa composizione chimica. Cosi' facendo si vengono a separare anche i contributi dell'idrogeno e dello zolfo che nelle riprese tradizionali sono miscelati trovandosi entrambi nella zona rossa dello spettro.
Questa e' una rappresentazione visiva che puo' non piacere visto che altera i colori "naturali". Infatti in realta' l'occhio, attraverso i coni, percepirebbe la luce prodotta da questi elementi chimici con una colorazione differente. Tuttavia si tratta del modo piu' efficiente per evidenziare a colpo d'occhio informazioni di tipo scientifico. Infatti, prima di diventare una pratica amatoriale, questa tecnica e' stata creata ed utilizzata dai professionisti. Oltre al lato scientifico c'e' da dire che il soggetto acquista una maggiore profondita' , basta verificare confrontando le immagini delle nebulose prese con la tecnica tradizionale e in luce OIII/Ha/SII rimappata. La nebulosa Rosetta, la Nordamerica e tantissime altre cambiano addirittura morfologia, evidenziando la maniera in cui e' realmente strutturato il complesso nebulare.
Ecco dunque il colorato panorama cosmico...
http://quasar.teoth.it/gallery/albums/u ... taglio.jpg
Durante l'elaborazione ho miscelato al 50% una immagine L-RGB (Ha-SII:Ha:OIII) con una pura RGB (SII:Ha:OIII). La L-RGB ha il pregio di avere una maggiore definizione spaziale mentre la RGB ha una migliore cromaticita'. Ho voluto fare una via di mezzo. Gli altri dati sono sull'immagine. Aggiungo qualche informazione ambientale come il seeing, ottimale solo in una delle due sere utilizzate per le riprese, mentre la trasparenza e' stata sempre molto buona, con una temperatura molto bassa che faceva "ridere" la SXV-H9 (quasi tutti i pixel caldi sono spariti)...
Ciao ciao
Paolo
