Primi test fotografici C6 su CG5-GT
Inviato: 20 nov 2008, 17:47
Topic lungo, pieno di foto e spero non troppo palloso... :-X
Approfittando di un momento in cui il cielo era sgombro di nuvole, condizione purtroppo molto rara in questo periodo, ho messo per la prima volta il nuovo telescopio sotto le stelle. La serata era abbastanza umida, cio' nonostante la trasparenza ottima. Il fronte freddo ha fatto una bella pulizia anche se in compenso ho dovuto lavorare con temperatura prossima allo zero (la CCD contentissima, io un po' meno)...
In realta' questa sessione osservativa e' stata ricca di novita' perche' ho potuto provare su strada tre nuovi anelli della catena fotografica, il nuovo micro-notebook Asus Aspire One, naturalmente il Celestron 6 e, cosa che mi ha veramente "sconvolto", la guida attraverso il Miniborg45 infilato negli anelli portacercatore. Ecco qualche immagine della strumentazione:
Il C6 appena montato sulla CG5-GT:

In evidenza il supporto del cercatore per diametri da 50mm con il Miniborg45:

Vista d'insieme con il notebook:

Al crepuscolo con paraluce e fasce anticondensa per entrambe le ottiche:

Dunque i primi test hanno riguardato il posizionamento del riduttore di focale. Avendo diversi anelli ho testato l'impatto sulla qualita' alle varie focali equivalenti. Attorno a f/6.3, il valore per cui e' stato progettato il riduttore di focale (Meade), riesco ora ad ottenere f/6.1 e f/6.8. Purtroppo non dispongo di raccordi T2 di profilo piu' basso per cui non ho potuto raggiungere esattamente f/6.3. Come c'era da aspettarsi la qualita' e' migliore a f/6.1 rispetto a f/6.8, con le stelle i bordi un po' meno deformate. Anche a f/6.1 c'e' un po' di aberrazione vicino gli spigoli dal frame, ma sono comunque soddisfatto del risultato considerando che si tratta di un'ottica del costo decisamente contenuto. Se in fiera trovo i raccordi che mi consentono di raggiungere il rapporto f/6.3 dovrei, almeno in teoria, migliorare ulteriormente, vedremo...
Siamo ad una lunghezza focale di circa 915 mm e le stelle sono dunque abbastanza piccole ed incise sul sensore della SXV-H9 come si puo' vedere da queste immagini esposte per 120 secondi che ne mostrano un ritaglio (l'immagine non e' rimpicciolita):

Avrete notato che e' qui la cosa "sconvolgente" di cui parlavo sopra... il sistema guida perfettamente (ho preso moltissimi frames successivamente perche' neanche io ci credevo) con la SXV-Autoguider collegata al fuoco diretto del Miniborg45, ad una focale di soli 275 mm. Considerando i 915 mm della focale di ripresa e' davvero incredibile. Franco, vedo perfettamente la tua faccia mentre leggi queste cose
Per chi non avesse letto i vari msg tempo fa sull'argomento, io sostenevo fosse impossibile guidare in queste condizioni, mentre Franco era abbastanza fiducioso (ed aveva provato con successo a guidare il suo rifrattore). Ma c'e' un motivo ovviamente... il fatto che con il Pentax 75 (F=500mm) non riuscivo assolutamente a guidare il C9.25 (F=1530mm) sulla Losmandy G11, eppure le proporzioni tra le focali sono all'incirca le stesse del C6+Miniborg. Quindi sono costretto ad usare una Barlow 3x con cui il Pentax raggiunge la stessa focale di quella usata per la ripresa. Non so davvero cosa pensare... Ho verificato che la mia G11 non ha un periodismo fluido ma ci sono a volte "accelerate" improvvise anche se di piccola entita' e diversi sottoperiodismi. Ma non posso credere che non si puo' guidare con corte focali per questi motivi... significherebbe dire che la CG5-GT insegue meglio della G11... (e' la seconda volta che lo scrivo, alla terza mi arrestano...). Avro' modo in futuro di dotare il C6 di una staffa Losmandy e riprovare la stessa configurazione ottica su questa montatura, ma se le cose vanno male... :-X
Vabbe'... quali sono i vantaggi di usare una focale di guida cosi' esigua? I sensori delle camere di guida sono solitamente molto piccoli e la probabilita' di trovare per caso una stella nel campo inquadrato e' di conseguenza molto bassa. Statisticamente, per la mia esperienza, e' difficilissimo trovare una stella guida sul sensore appena centrato il soggetto nell'ottica di ripresa. Per carita', nulla di particolarmente difficoltoso, infili un oculare e te la vai a cercare dissassando il telescopio guida. In un paio di minuti e' comunque tutto pronto. Con una focale di guida corta invece il campo, puntando casualmente, appare tipicamente come questo:

ho riscontrato che ci sono sempre diverse stelle adatte per la guida, ovunque si punti il telescopio. Oltre a velocizzare le operazioni, questa cosa risulta molto utile in caso di controllo remoto del telescopio (ad esempio nelle survey) dove non e' piu' necessario tornare ogni volta sullo strumento per cercare la stella guida. Altro grande vantaggio e' quello di poter usare ottiche guida leggerissime, e questo non dico che scongiura, ma attenua moltissimo il grave problema delle flessioni differenziali, senza contare che il peso complessivo sulla montatura non viene ad essere eccessivo.
Tornando alla resa dello strumento...
Ho voluto provare una ripresa di durata media attraverso il filtro H-alfa, scegliendo una zona comprendente numerose stelle di varia luminosita'. L'ammasso aperto Melotte 15, circondato dalla nebulosita' della IC1805 (nebulosa cuore) mi e' sembrato un buon soggetto. La dilatazione delle stelle, oltre che a causa del sistema ottico usato, e' dovuta anche alle riflessioni multiple sulle superfici del filtro H-alfa (che causa degli antiestetici aloni sulle stelle piu' luminose) e all'antiblooming del sensore CCD. Il risultato (risoluzione a parte) mi sembra abbastanza in linea con quanto ottenuto attraverso il C9.25. Anche in questo caso l'inseguimento e' stato fatto con il Miniborg a 275mm di focale e l'esposizione ha richiesto 22 frames da 6 minuti l'uno per un totale di 132 minuti:
http://quasar.teoth.it/gallery/albums/u ... 805_C6.jpg
La messa a fuoco, attraverso la manopola sulla culatta del telescopio, si e' rivelata molto facile. Lo shift dell'immagine durante l'inversione e' molto contenuto e non provoca l'uscita della stella dall'apposito riquadro se non si seleziona un'area davvero piccola attorno alla stella. Il "mirror flop" non si e' manifestato in alcun frame. Da notare che il soggetto durante le riprese e' passato da un angolo orario di -1h 27m a +0h 45m, attraversando il meridiano attorno alle 22:43 ora locale, condizioni ideali per il verificarsi di questo particolare problema. Infine la vignettatura, abbastanza evidente e dovuta principalmente all'indispensabile tubo paraluce interno in abbinamento al riduttore di focale, viene compensata senza problemi dalla normalizzazione per mezzo dei flat frames.
Insomma, come non dare un giudizio positivo dopo questo primo test al Celestron C6? Le stelle agli spigoli non saranno dei punti come nel caso di astrografi specializzati (e costosi), ma l'apertura di 15 cm e' consistente, e sui soggetti si apprezza bene. Osservando una stella attraverso l'oculare ad alti ingrandimenti ho notato una buona centrica, segno che forse puo' dire qualcosa anche in campo hi-res. Quando ci sara' occasione proviamo anche questo genere di ripresa. In ogni caso e' promosso a pieni voti per lo scopo che mi ero prefissato: fotografia deep-sky da siti in montagna con strumentazione leggera. Portarsi dietro una CG5-GT che sta comodamente sul sedile posteriore gia' montata sul treppiede ed un ottica cosi' leggera come il C6 con il suo cercatore-guida mi sembra favoloso... Nel mio caso e' anche un valido complemento al Pentax/Miniborg per quanto riguarda il campo di ripresa.
Prima di andare a nanna un salutino veloce (120 secondi di esposizione in binning 2x2) al cavallino che dorme:

e alla NGC2024 (con il riflesso della stellona vicino)

mentre la strumentazione e' al lavoro:



Dimenticavo... non potete immaginare la disperazione del C9.25 "imprigionato" nella casetta...
Ciao ciao e scusate la lungaggine...
Paolo
Approfittando di un momento in cui il cielo era sgombro di nuvole, condizione purtroppo molto rara in questo periodo, ho messo per la prima volta il nuovo telescopio sotto le stelle. La serata era abbastanza umida, cio' nonostante la trasparenza ottima. Il fronte freddo ha fatto una bella pulizia anche se in compenso ho dovuto lavorare con temperatura prossima allo zero (la CCD contentissima, io un po' meno)...
In realta' questa sessione osservativa e' stata ricca di novita' perche' ho potuto provare su strada tre nuovi anelli della catena fotografica, il nuovo micro-notebook Asus Aspire One, naturalmente il Celestron 6 e, cosa che mi ha veramente "sconvolto", la guida attraverso il Miniborg45 infilato negli anelli portacercatore. Ecco qualche immagine della strumentazione:
Il C6 appena montato sulla CG5-GT:

In evidenza il supporto del cercatore per diametri da 50mm con il Miniborg45:

Vista d'insieme con il notebook:

Al crepuscolo con paraluce e fasce anticondensa per entrambe le ottiche:

Dunque i primi test hanno riguardato il posizionamento del riduttore di focale. Avendo diversi anelli ho testato l'impatto sulla qualita' alle varie focali equivalenti. Attorno a f/6.3, il valore per cui e' stato progettato il riduttore di focale (Meade), riesco ora ad ottenere f/6.1 e f/6.8. Purtroppo non dispongo di raccordi T2 di profilo piu' basso per cui non ho potuto raggiungere esattamente f/6.3. Come c'era da aspettarsi la qualita' e' migliore a f/6.1 rispetto a f/6.8, con le stelle i bordi un po' meno deformate. Anche a f/6.1 c'e' un po' di aberrazione vicino gli spigoli dal frame, ma sono comunque soddisfatto del risultato considerando che si tratta di un'ottica del costo decisamente contenuto. Se in fiera trovo i raccordi che mi consentono di raggiungere il rapporto f/6.3 dovrei, almeno in teoria, migliorare ulteriormente, vedremo...
Siamo ad una lunghezza focale di circa 915 mm e le stelle sono dunque abbastanza piccole ed incise sul sensore della SXV-H9 come si puo' vedere da queste immagini esposte per 120 secondi che ne mostrano un ritaglio (l'immagine non e' rimpicciolita):

Avrete notato che e' qui la cosa "sconvolgente" di cui parlavo sopra... il sistema guida perfettamente (ho preso moltissimi frames successivamente perche' neanche io ci credevo) con la SXV-Autoguider collegata al fuoco diretto del Miniborg45, ad una focale di soli 275 mm. Considerando i 915 mm della focale di ripresa e' davvero incredibile. Franco, vedo perfettamente la tua faccia mentre leggi queste cose
Vabbe'... quali sono i vantaggi di usare una focale di guida cosi' esigua? I sensori delle camere di guida sono solitamente molto piccoli e la probabilita' di trovare per caso una stella nel campo inquadrato e' di conseguenza molto bassa. Statisticamente, per la mia esperienza, e' difficilissimo trovare una stella guida sul sensore appena centrato il soggetto nell'ottica di ripresa. Per carita', nulla di particolarmente difficoltoso, infili un oculare e te la vai a cercare dissassando il telescopio guida. In un paio di minuti e' comunque tutto pronto. Con una focale di guida corta invece il campo, puntando casualmente, appare tipicamente come questo:

ho riscontrato che ci sono sempre diverse stelle adatte per la guida, ovunque si punti il telescopio. Oltre a velocizzare le operazioni, questa cosa risulta molto utile in caso di controllo remoto del telescopio (ad esempio nelle survey) dove non e' piu' necessario tornare ogni volta sullo strumento per cercare la stella guida. Altro grande vantaggio e' quello di poter usare ottiche guida leggerissime, e questo non dico che scongiura, ma attenua moltissimo il grave problema delle flessioni differenziali, senza contare che il peso complessivo sulla montatura non viene ad essere eccessivo.
Tornando alla resa dello strumento...
Ho voluto provare una ripresa di durata media attraverso il filtro H-alfa, scegliendo una zona comprendente numerose stelle di varia luminosita'. L'ammasso aperto Melotte 15, circondato dalla nebulosita' della IC1805 (nebulosa cuore) mi e' sembrato un buon soggetto. La dilatazione delle stelle, oltre che a causa del sistema ottico usato, e' dovuta anche alle riflessioni multiple sulle superfici del filtro H-alfa (che causa degli antiestetici aloni sulle stelle piu' luminose) e all'antiblooming del sensore CCD. Il risultato (risoluzione a parte) mi sembra abbastanza in linea con quanto ottenuto attraverso il C9.25. Anche in questo caso l'inseguimento e' stato fatto con il Miniborg a 275mm di focale e l'esposizione ha richiesto 22 frames da 6 minuti l'uno per un totale di 132 minuti:
http://quasar.teoth.it/gallery/albums/u ... 805_C6.jpg
La messa a fuoco, attraverso la manopola sulla culatta del telescopio, si e' rivelata molto facile. Lo shift dell'immagine durante l'inversione e' molto contenuto e non provoca l'uscita della stella dall'apposito riquadro se non si seleziona un'area davvero piccola attorno alla stella. Il "mirror flop" non si e' manifestato in alcun frame. Da notare che il soggetto durante le riprese e' passato da un angolo orario di -1h 27m a +0h 45m, attraversando il meridiano attorno alle 22:43 ora locale, condizioni ideali per il verificarsi di questo particolare problema. Infine la vignettatura, abbastanza evidente e dovuta principalmente all'indispensabile tubo paraluce interno in abbinamento al riduttore di focale, viene compensata senza problemi dalla normalizzazione per mezzo dei flat frames.
Insomma, come non dare un giudizio positivo dopo questo primo test al Celestron C6? Le stelle agli spigoli non saranno dei punti come nel caso di astrografi specializzati (e costosi), ma l'apertura di 15 cm e' consistente, e sui soggetti si apprezza bene. Osservando una stella attraverso l'oculare ad alti ingrandimenti ho notato una buona centrica, segno che forse puo' dire qualcosa anche in campo hi-res. Quando ci sara' occasione proviamo anche questo genere di ripresa. In ogni caso e' promosso a pieni voti per lo scopo che mi ero prefissato: fotografia deep-sky da siti in montagna con strumentazione leggera. Portarsi dietro una CG5-GT che sta comodamente sul sedile posteriore gia' montata sul treppiede ed un ottica cosi' leggera come il C6 con il suo cercatore-guida mi sembra favoloso... Nel mio caso e' anche un valido complemento al Pentax/Miniborg per quanto riguarda il campo di ripresa.
Prima di andare a nanna un salutino veloce (120 secondi di esposizione in binning 2x2) al cavallino che dorme:

e alla NGC2024 (con il riflesso della stellona vicino)

mentre la strumentazione e' al lavoro:



Dimenticavo... non potete immaginare la disperazione del C9.25 "imprigionato" nella casetta...
Ciao ciao e scusate la lungaggine...
Paolo