È l’alba dell’8 maggio 2020 nelle steppe della Mongolia Interna, ma per il team di controllo missione a Pechino l’attenzione è fissa sui dati telemetrici che scorrono frenetici sugli schermi. La tensione è palpabile: non si tratta di un semplice rientro dall’orbita bassa, ma della simulazione di un ritorno lunare ad alta energia. Il prototipo della Navicella Abitata di Nuova Generazione (ancora priva di nome ufficiale, spesso indicata come Xinyidai Zairen Feichuan) sta precipitando verso la Terra a una velocità prossima ai 9 chilometri al secondo, significativamente superiore ai rientri standard delle missioni Shenzhou.

Il veicolo, lanciato tre giorni fa dal potente vettore Lunga Marcia 5B dal centro di Wenchang, ha appena completato una complessa manovra di deorbitazione da un apogeo di circa 8.000 chilometri. Ora affronta la fase più delicata: l’ingresso negli strati densi dell’atmosfera. I controllori di volo monitorano la traiettoria di "skip reentry", un rimbalzo controllato sull’atmosfera progettato per dissipare l’immenso calore generato dall’attrito senza incenerire lo scudo termico sperimentale. Il silenzio in sala è rotto solo dalle chiamate tecniche; il blackout radio, causato dal plasma che avvolge la capsula, isola il veicolo per minuti interminabili.

Quando il segnale viene riagganciato, l’applauso è soffocato dalla necessità di seguire la sequenza di atterraggio. A circa 10 chilometri di quota, la telemetria conferma l’espulsione dello scudo termico e l’apertura dei tre paracadute principali, che si gonfiano come fiori bianchi e rossi nel cielo terso sopra il sito di Dongfeng. A differenza delle capsule precedenti, qui non ci sono retrorazzi a combustibile solido per l’impatto finale: negli ultimi metri, sei grandi airbag si gonfiano rapidamente alla base del modulo per ammortizzare il contatto con il suolo. Alle 13:49 locali (05:49 UTC), la capsula tocca terra, sollevando una nuvola di polvere e completando con successo il suo volo inaugurale. Le squadre di recupero convergono sui mezzi fuoristrada verso il punto d'impatto, trovando lo scafo annerito ma integro, in posizione verticale.

La missione conclusasi l’8 maggio 2020 rappresenta una pietra miliare fondamentale per la CMSA (China Manned Space Agency), segnando il passaggio operativo verso l'esplorazione dello spazio profondo. L’obiettivo primario del volo non era scientifico in senso astrofisico, ma squisitamente ingegneristico: validare l’architettura di un veicolo polivalente in grado di sostituire l'ormai vetusta, seppur affidabile, Shenzhou e di competere con le controparti americane come Orion.

I dati raccolti durante il rientro hanno confermato l'efficacia del nuovo scudo termico ablativo, progettato per essere più leggero e performante, capace di resistere ai picchi termici tipici di un ritorno dalla Luna. L’analisi post-volo della struttura ha dimostrato che la capsula è effettivamente riutilizzabile: il modulo di rientro, a differenza della Shenzhou, è progettato per volare fino a 10 volte, con un notevole abbattimento dei costi operativi futuri. Un altro risultato cruciale riguarda la capacità di carico e abitabilità; le misurazioni interne hanno validato un volume pressurizzato in grado di ospitare fino a 6 o 7 taikonauti (o 3 astronauti più 500 kg di carico), raddoppiando di fatto la capacità del programma spaziale cinese.

Il successo del sistema di atterraggio tramite airbag, testato per la prima volta su un veicolo cinese di questa classe, ha eliminato la necessità di atterraggi di precisione "duri" assistiti da retrorazzi, riducendo le sollecitazioni strutturali e aumentando la sicurezza per l'equipaggio. Inoltre, la missione ha validato l'avionica di nuova generazione e i sistemi di guida autonomi necessari per le manovre orbitali complesse. Questo test ha fornito alla Cina la certezza tecnologica necessaria per pianificare le future missioni lunari con equipaggio, confermando che il vettore Lunga Marcia 5B e la nuova capsula costituiscono un sistema maturo per l'assemblaggio della stazione spaziale Tiangong e per le future incursioni oltre l'orbita bassa.