Il deserto del Gobi accoglie le prime luci dell'alba mentre il centro di controllo di Jiuquan completa le fasi del conteggio alla rovescia. Sulla rampa di lancio, il razzo vettore Lunga Marcia attende il comando finale di accensione dei suoi motori principali. All'interno della capsula Shenzhou 12, i tre taikonauti effettuano i controlli della pressione delle tute e dei sistemi di supporto vitale. Il comandante guida le comunicazioni con la base a terra, mentre i colleghi monitorano i display del pannello di controllo. All'una e ventidue minuti UTC del 17 giugno 2021, i propulsori a propellente liquido si accendono, sollevando la navetta verso l'orbita terrestre bassa.

Poco meno di dieci minuti dopo, la telemetria conferma la separazione nominale del veicolo spaziale dall'ultimo stadio del razzo. I pannelli solari di Shenzhou 12 si spiegano correttamente, garantendo l'alimentazione elettrica necessaria per la delicata fase di inseguimento orbitale. L'obiettivo della giornata è raggiungere e agganciare il modulo Tianhe, il cuore della nuova stazione spaziale Tiangong, situato a circa 340 chilometri di altitudine. La pianificazione operativa prevede un rendezvous ultra-rapido completamente automatizzato guidato dal computer di bordo.

Durante le orbite successive, i sistemi informatici ricalcolano costantemente i minimi impulsi necessari per allineare il veicolo con il bersaglio. Le stazioni di tracciamento terrestre e i satelliti di trasmissione dati Tianlian mantengono un flusso continuo di telemetria bidirezionale. A bordo della navetta, l'equipaggio verifica regolarmente i parametri della traiettoria e lo stato dei propulsori di manovra. La distanza tra la navetta ed il modulo Tianhe si riduce progressivamente, passando da decine di chilometri a poche decine di metri.

Alle sette e cinquantaquattro minuti UTC, i sensori ottici e laser guidano l'avvicinamento finale verso il portello di attracco anteriore di Tianhe. La sonda di cattura si estende e si inserisce con precisione nella flangia di attracco. I ganci di bloccaggio si serrano saldamente, stabilendo una connessione rigida ed ermetica tra le due strutture. Questo primo attracco della stazione spaziale cinese viene completato in poco più di sei ore dal decollo.

Le procedure post-aggancio richiedono meticolosità e pazienza. Prima di poter aprire i portelli, l'equipaggio esegue un controllo rigoroso della tenuta di pressione sia all'interno della capsula sia nel corridoio di trasferimento. Le letture dei sensori si stabilizzano, confermando la tenuta stagna dei sigilli. Ottenuto il via libera dal controllo missione, i tre astronauti rimuovono i caschi delle tute intra-veicolari e iniziano l'equalizzazione dei gas atmosferici tra le due strutture.

Alle dieci e quarantotto minuti UTC, il comandante ruota lentamente la maniglia del portello di Tianhe ed entra nel modulo. Per la prima volta nella storia del programma spaziale cinese, un equipaggio umano prende possesso del modulo centrale della propria stazione orbitale. Nei giorni immediatamente successivi, l'attività dei taikonauti prosegue secondo una fitta tabella di marcia. L'equipaggio deve configurare i sistemi di purificazione dell'aria, attivare il riciclo dell'acqua e disimballare le tonnellate di equipaggiamento consegnati in precedenza dal veicolo cargo, avviando una presenza di lungo termine nello spazio.

La missione Shenzhou 12 si è conclusa con il rientro sicuro dei tre astronauti dopo novantadue giorni di permanenza nello spazio, costituendo un passaggio chiave non solo per l'ingegneria aerospaziale cinese, ma anche per la ricerca scientifica in orbita bassa. Durante i tre mesi di permanenza a bordo, l'equipaggio ha condotto una vasta gamma di esperimenti tecnologici e scientifici, i cui campioni biologici e materiali sono stati riportati a terra per analisi approfondite, gettando le basi per future ricerche multidisciplinari a bordo della stazione spaziale Tiangong.

Un ruolo di rilievo è stato svolto dall'attivazione dei laboratori interni del modulo Tianhe, in particolare il mobile sperimentale per la scienza dei materiali senza contenitore e il cabinet ad alta microgravità. Queste strutture permettono di studiare le proprietà fisiche e chimiche dei materiali senza che entrino in contatto con le pareti del contenitore, eliminando così interferenze nucleative. Gli scienziati a terra hanno iniziato a esaminare nove set di campioni recuperati dall'equipaggio, tra cui provini di zirconio metallico e di ossido di zirconio non metallico sottoposti a fusioni e raffreddamenti in microgravità. L'analisi di questi materiali fornisce dati utili per comprendere i processi di solidificazione e per sviluppare nuove leghe metalliche avanzate destinate ad applicazioni industriali e aerospaziali sulla Terra.

Oltre alla scienza dei materiali, la missione ha conseguito risultati nel campo della medicina spaziale e della biologia. Monitorando quotidianamente i parametri fisiologici dei taikonauti, i medici hanno studiato l'impatto a medio termine della microgravità e delle radiazioni cosmiche sul sistema muscolo-scheletrico e cardiovascolare. Questi dati hanno permesso di valutare l'efficacia dei protocolli di esercizio fisico e delle contromisure terapeutiche per prevenire la perdita di densità ossea e l'atrofia muscolare. Inoltre, l'esperimento ha confermato il funzionamento nominale dei sistemi di supporto vitale rigenerativo di tipo chimico-fisico. Tali tecnologie hanno consentito il riciclo di oltre il novanta percento dell'umidità e dell'urina per produrre acqua potabile e ossigeno mediante elettrolisi, riducendo significativamente la dipendenza dai rifornimenti terrestri.

Sotto l'aspetto operativo, la missione ha dimostrato l'affidabilità del braccio robotico posizionato all'esterno del modulo principale, lungo dieci metri, impiegato per assistere gli astronauti durante le due attività extraveicolari. Le passeggiate spaziali, della durata complessiva di oltre dodici ore, hanno permesso di testare sul campo le nuove tute spaziali Feitian, garantendo un'adeguata mobilità e protezione termica in un ambiente spaziale ostile. Il completamento scientifico e tecnologico della missione ha dimostrato la stabilità della sinergia tra i sistemi di terra e le operazioni in orbita, confermando la stazione Tiangong come una piattaforma di ricerca idonea a ospitare futuri progetti di ricerca nazionali e collaborazioni globali.