Notizie fresche di agenzia.
Re: Notizie fresche di agenzia.
FOCUS/ Sfida Putin, entro il 2023 stazione spaziale russa / Il Cremlino lancia 'le guerre stellari'dopo il progetto Luna (di Claudio Salvalaggio)
MOSCA, 16 APR ‐ Sullo sfondo della nuova guerra fredda per la crisi ucraina, Putin lancia le 'guerre stellari': una seconda sfida spaziale agli Usa, dopo quella vinta negli anni della cortina di ferro mandando in orbita il primo satellite, il primo uomo e la prima donna. All'indomani dell'annuncio che la Russia invierà i suoi primi cosmonauti sulla luna nel 2029, 60 anni dopo lo sbarco americano, il leader del Cremlino raddoppia: "Entro il 2023 manderemo in orbita una nostra stazione spaziale nazionale", ha promesso a sorpresa nella sua annuale 'Linea diretta' col Paese, solleticando l'orgoglio nazionale in uno dei settori storici di punta e rafforzando l'idea di una Russia che ha le potenzialità per fare da sola anche tra le stelle. Ma anche gelando le speranze americane di una proroga sino al 2024 (anzichè il 2020) dell'attività dell'attuale stazione spaziale internazionale (Iss), dove peraltro tutti gli astronauti arrivano con la cara, vecchia Soyuz, compresi quelli Usa dopo che la Nasa ha mandato in pensione i suoi Shuttle nel 2011.
"Esaminando le sanzioni contro l'industria spaziale russa, propongo agli Usa di far arrivare i propri astronauti sulla Iss con l'aiuto del trampolino", aveva ironizzato un anno fa Dmitri Rogozin, il vicepremier (sanzionato) che sovrintende al settore spaziale. Quella che sembrava solo una provocazione ora rischia di diventare realtà, creando problemi anche al programma americano per volare su Marte. Putin ha spiegato che la nuova stazione spaziale nazionale si rende necessaria per poter vedere "l'intero territorio del nostro vasto Paese", mentre dalla Iss si può vederne solo il 5%. In tal modo Mosca potrà controllare anche la regione artica, già militarizzata per ipotecarne le enorme risorse di gas e petrolio che si renderanno disponibili con lo scioglimento dei ghiacci per i cambiamenti climatici.
Il progetto, ha assicurato Putin, "sarà sicuramente sotto il nostro controllo". Un'autarchia che potrebbe aprire uno "scenario paradossale", nel quale Europa e Stati Uniti non avrebbero un avamposto nello spazio, secondo il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston.
L'uscita di Putin non è piaciuta neppure all' Onu, dove l'Ufficio per gli Affari dello Spazio Extra‐Atmosferico (Unoosa) ha sottolineato che nelle attività spaziali la priorità deve essere la cooperazione internazionale. La fine della storica cooperazione russo‐americana sulla Iss a favore di una stazione spaziale di Mosca è maturata sullo sfondo della nuova guerra fredda e delle sanzioni occidentali per la crisi ucraina. Il primo a profetizzare che la Russia non avrebbe prorogato la sua collaborazione sulla Iss sino al 2024 era stato lo stesso Rozogin, nel maggio 2014. Lo scorso novembre fonti di Roskosmos avevano lasciato trapelare che dal
2017 Mosca avrebbe cominciato a costruire la propria stazione orbitale, usando gli stessi moduli e veicoli spaziali destinati alla Iss.
La nuova stazione sarebbe utilizzata anche come base per il programma lunare russo, che ha un costo stimato di oltre 200 miliardi di dollari e che si prefigge di costruire una base sul satellite della terra per "colonizzarla". Secondo le stesse fonti, potrebbe servire in particolare per testare i veicoli spaziali pilotati per costruire le infrastrutture sulla luna.
Nonostante la crisi e i tagli al budget, proprio ieri Roscosmos ha annunciato che il governo stanzierà circa 40 miliardi di dollari per il programma spaziale 2016‐2025: Putin non sembra badare a spese per riportare la Russia in alto.
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Spazio: Dreams, cuore del lander di Exomars, si prepara per Marte / Finiti test, strumento
italiano arrivato a sede Thales di Cannes
Roma, 17 apr. ‐ Piccolo ma decisamente sofisticato, Dreams ‐ il cuore del lander EDM Schiapparelli della missione Exomars 2016 ‐ si avvicina alla consegna. Grande quanto una scatola di scarpe del peso di poco più di 4 kg, Dreams (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyzer on the Martian Surface), ha completato la campagna di test e ieri ha lasciato il Cisas di Padova, dove ‐ spiega l'Agenzia Spaziale Italiana ‐ è stato sviluppato e realizzato in collaborazione con Inaf‐Oac e Asi, per essere trasferito alla sede di Thales Group a Cannes, dove è arrivato in serata. Le operazioni formali di consegna ‐ successive
alla verifica di tutta la documentazione, in programma il 30 aprile prossimo ‐ non avranno luogo prima del 4 maggio: è infatti prima necessario preparare la struttura, perché l'apertura di Dreams può avvenire solo in ambiente controllato.
La delivery formale dello strumento (completato in soli 4 anni) e l'handover da Cisas ad Asi e da questa a Esa/TAS, avverrà a valle delle necessarie verifiche: incoming inspection e stand alone test (un test funzionale ridotto dello strumento che assicura del suo corretto funzionamento). L'integrazione finale di Dreams FM nell' EDM Schiapparelli avverrà a valle della consegna formale, presumibilmente dopo la metà di maggio.
La storia di Dreams inizia diversi anni fa quando, in seguito alle trattative condotte dall'Agenzia Spaziale Italiana, l'Esa decise di emettere un bando per selezionare la strumentazione scientifica del modulo EDM. E fu proprio Dreams a essere selezionato, uno strumento estremamente sofisticato in grado di caratterizzare i parametri atmosferici di Marte (pressione, umidità relativa, temperatura, velocità del vento, opacità dell'atmosfera e sue proprietà elettriche). Il tutto gestito e controllato autonomamente da una sofisticata
elettronica e da un software "intelligente" che deve pilotare tutte le misurazioni e le analisi preliminari, prima di inviarle a terra: e questo ‐ sottolinea l'Asi ‐ in un ambiente in cui la temperatura varia al suolo da ‐ 110 a +27 °C nell'arco del giorno marziano (ma i test si sono spinti fino a +70 °C).
Dreams fa parte di ExoMars, programma congiunto Esa‐Roscomos, che prevede due missioni: ExoMars 2016, caratterizzata da un orbiter e un lander (EDM), che, oltre alle attività scientifiche, validerà la capacità tecnologica europea di "atterrare" su un pianeta; ExoMars 2018, caratterizzata da un rover Esa, per la ricerca di tracce di vita su Marte e per la validazione tecnologica dei sistemi di navigazione, di mobilità superficiale e di accesso al sottosuolo tramite un trapano (drill), realizzato in Italia, analogo a quello utilizzato sul lander Philae di Rosetta.
- Marco Di Lorenzo
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Non per fare sempre lo scettico, mi piacerebbe sapere dove pensano di trovare i soldi!Vincenzo ha scritto:Sfida Putin, entro il 2023 stazione spaziale russa / Il Cremlino lancia 'le guerre stellari' dopo il progetto Luna
Comunque la questione è posta in termini decisamente meno bellicosi leggendo l'articolo che Massimo ha scritto su AUI: http://aliveuniverseimages.com/flash-ne ... opo-la-iss
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"la Tekneko dello spazio"
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Re: Notizie fresche di agenzia.
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Cina: prima nuova generazione di satelliti di navigazione Beidou
Il 23 aprile, il Centro di progetti di micro-satelliti di Shanghai dell'Accademia cinese delle scienze ha annunciato che la prima nuova generazione dei satellite di navigazione Beidou che è stata lanciata il 30 marzo, il 21 aprile è già entrata nell'orbita di lavoro. La ricerca, la produzione e il lancio del satellite hanno avuto successo.
La prima nuova generazione del satellite di navigazione Beidou è stata lanciata alle 21:52 del 30 marzo 2015 dal Centro spaziale di Xichang.
Re: Notizie fresche di agenzia.
Rinviato il lancio del satellite italiano Sicral / A causa di anomalia ai sistemi di raffreddamento
ROMA, 24 APR ‐ Rinviato il lancio del satellite italiano per la Difesa Sicral 2: lo ha reso noto Arianespace, la società che gestisce il lancio, spiegando che durante le operazioni di count‐down si è verificata un'anomalia sui sistemi di raffreddamento a bordo del lanciatore Ariane 5. Il lancio era previsto per oggi, alle 21,38 ora italiana, dalla base europea di Kourou, nella Guyana francese. Si tratta del secondo rinvio del lancio, il primo era programmato per il 15 aprile, per portare in orbita i satelliti Sicral 2 e il norvegese Thor 7.
Arianespace ha comunicato di aver deciso di spostare il lanciatore dalla rampa di lancio e riportarlo nell'area di assemblaggio finale. I due satelliti a bordo sono stati invece messi in modalità di stand‐by e mantenuti in condizione di sicurezza. Nel comunicato, Arianespace ha fatto inoltre sapere che la nuova data di lancio sarà annunciata entro la giornata di oggi.
Sicral 2 è il terzo satellite del sistema per le comunicazioni Sicral (Sistema Italiano per Comunicazioni Riservate e Allarmi), che assicura alla Difesa comunicazioni strategiche e tattiche sia sul territorio italiano sia all'estero, garantendo l'interoperabilità tra le reti della Difesa, della sicurezza pubblica, dell'emergenza civile e della gestione e controllo delle infrastrutture strategiche. Nato dalla cooperazione fra i ministeri della Difesa italiano e francese, Sicral 2 ha l'obiettivo di potenziare le telecomunicazioni satellitari dei due Paesi.
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