"Spazio, ultima frontiera", in giro per il Cosmo cercando l'Antimateria.
Partito a metà maggio dalla Florida, l'Alpha Magnetic Spectrometer: occhio speciale e tecnologico per scoprire quanto ancora è invisibile nell'Universo...
in allegato
Un saluto a tutti
Vincenzo
Allegati
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Bellissime immagini, quelle riprese da Nespoli dalla Soyuz, fa un certo effetto vedere lo Shuttle attraccato alla ISS. Sembra che queste siano le prime immagini che mostrano una navetta attraccata alla Stazione Spaziale. Ci saranno foto con la Soyuz attraccata alla ISS?
Da "Il fatto quotidiano" di oggi:
Siamo tutti figli dell’antimateria
L’esperimentoAMS scandaglieràil cosmoperchiarire ilmisterocheci permettediesistere
di Amedeo Balbi
SECONDO ARISTOTELE, una delle caratteristiche della bellezza è la perfetta simmetria. È una fortuna che questo ideale estetico non si sia realizzato nell’universo in cui viviamo, visto che è stata proprio la presenza di lievi imperfezioni a rendere possibile la nostra stessa esistenza. Una delle asimmetrie più bizzarre che si manifesta nel cosmo è quella tra la materia che dà forma a tutto ciò di cui abbiamo esperienza diretta, e la sua controparte speculare: l’antimateria.
Prendete una particella elementare – per esempio un protone o un elettrone, i costituenti di base degli atomi – lasciate in-variata la sua massa e cambiate segno alla sua carica elettrica: avrete un’antiparticella. Con gli antiprotoni e gli antielettroni potreste poi costruire antiatomi, con gli antiatomi potreste mettere insieme antielementi e antimolecole, secondo le regole di una chimica perfettamente identica a quella che conosciamo. Procedendo di questo passo potreste costruire un intero mondo fatto di antimateria. Ma allora, perché il nostro mondo sembra fatto esclusivamente di materia?
Che le antiparticelle esistano è provato sperimentalmente. Ma sono mosche bianche. Per trovarle, bisogna andare a cercarle con il lanternino: per esempio tra le miriadi di particelle prodotte quando i raggi cosmici (particelle cariche veloci provenienti dallo spazio esterno) entrano nella nostra atmosfera. Oppure negli acceleratori di particelle, dove i fisici sono persino riusciti, superando grandi difficoltà tecniche, a produrre per brevi attimi antiatomi di idrogeno e di elio. Questa predominanza della materia rispetto all’antimateria risulta molto strana, dal momento che la simmetria tra particelle e antiparticelle sembrerebbe praticamente perfetta da ogni punto di vista. Un fisico che osservasse a distanza un oggetto fatto di antimateria non noterebbe differenze rispetto a una sua copia identica fatta di materia. E se un astronomo osservasse una galassia di antimateria avrebbe serie difficoltà a distinguerla da una fatta di materia.
L’unico effetto eclatante della coesistenza di materia e antimateria si ha quando esse vengono a contatto diretto. Se una particella incontra la propria antiparticella, le due si elidono a vicenda, rilasciando un’energia corrispondente alla somma delle proprie masse. Ma questo pone un problema. Se all’origine dell’universo la simmetria tra materia e antimateria fosse stata perfetta, tutto si sarebbe risolto in una generale annichilazione tra particelle e antiparticelle, che avrebbe lasciato dietro di sé solo energia, e nemmeno un mattone per costruire il mondo. Non ci sarebbero atomi, né tantomeno galassie, stelle, pianeti e persone. L’universo è quello che è in virtù di una inspiegabile (almeno per il momento) asimmetria, che ha portato a preferire la materia all’antimateria. Siamo figli di una piccola imperfezione. Di questa imperfezione, i fisici non conoscono ancora la causa. Esistono diversi tentativi teorici di interpretare il fenomeno, ma nessuna ipotesi ha ancora avuto una prova sperimentale certa. Lo scorso 16 maggio, uno dei tentativi di soluzione ha affrontato un viaggio complicato, chiuso nella stiva dello Shuttle Endeavour (per inciso, l’ultimo viaggio di quella navetta spaziale), che lo ha portato con successo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta dell’esperimento AMS (Alpha Magnetic Spectrometer), un costoso apparato voluto dal premio Nobel Samuel Ting e portato avanti da una vasta collaborazione internazionale – di cui è parte importante anche il nostro paese – che scruterà il cosmo per cercare, tra le altre cose, anche tracce della presenza di antimateria.
Basterebbe trovare anche solo un antiatomo di elio per avere un forte indizio della presenza di grandi quantità di antimateria – magari intere galassie – in regioni distanti del nostro universo. Per “costruire” un atomo di elio, infatti, c’è bisogno di condizioni particolari che, per quanto ne sappiamo, si verificano in natura solo nelle condizioni di estrema densità e energia presenti negli attimi successivi al big bang, oppure nel nucleo delle stelle. Per fare un antiatomo di elio, quindi, ci vorrebbe quantomeno un’antistella, da qualche parte.
Se così fosse, l’antimateria potrebbe non essere sparita completamente, ma l’universo potrebbe essere fatto a “chiazze”, diviso in regioni di materia e antimateria separate fra loro. Sarebbe una conclusione notevole e per certi versi sconcertante; dopo di che bisognerebbe però trovare un meccanismo fisico plausibile in grado di giustificare la presenza di vaste regioni del cosmo dominate dalla materia intervallate a un numero equivalente di regioni cadute in mano all’antimateria.
Ma AMS potrebbe invece mettere limiti ancora più stringenti alla presenza di antimateria nel cosmo, portando a concludere (ed è questo l’esito più probabile secondo molti fisici) che tutto l’universo osservabile sia fatto esclusivamente di materia. A quel punto, la questione sarebbe chiusa dal punto di vista sperimentale: ma la necessità di spiegare la strana asimmetria che ha reso possibile l’esistenza dell’universo diventerebbe ancora più urgente.
Scrutatore cosmico
Adnkronos 04-LUG-11 12:00
SPAZIO: NASA CONFERMA, LANCIO ATLANTIS L' 8, E' L' ULTIMO VOLO DELLO
SHUTTLE
DOPO QUESTA MISSIONE SI GIRA PAGINA, LA STORICA NAVETTA VA IN
PENSIONE
Continuano le attività al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, in vista del lancio
dell' Atlantis annunciato dalla Nasa per venerdì prossimo, 8 luglio. Una data che segnerà un cambio
di passo storico nelle missioni spaziali. Il volo dell'Atlantis e' infatti l' ultimo viaggio dello
Shuttle statunitense. Dopo 30 anni di voli nello spazio, con la missione Sts 135, anche questa ultima
navetta americana ancora in servizio andrà definitivamente in pensione.
Al momento la Nasa conferma la data della missione con previsione di lancio alle 11,26 (ora locale),
le 17,26 ora italiana. L'equipaggio dell' Atlantis, riferisce oggi la Nasa, è atteso per questo
pomeriggio alle 14,45 (ora locale) al Kennedy' s Shuttle Landing Facility. L' ultima missione dello
shuttle americano durerà 12 giorni e a bordo della navetta viaggerà anche il modulo italiano
Raffaello, uno dei moduli logistici che l' Agenzia Spaziale Italiana ha prodotto
per la Nasa e che andra' sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Raffaello, che e' stato realizzato da Tales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) porterà sul primo
avamposto umano nello spazio materiali, rifornimenti e alimenti per gli astronauti bordo della Iss.
Protagonista dell' ultimo volo dello shuttle Atlantis sarà un equipaggio composto da tre uomini e
una donna. Si tratta di tutti astronauti americani, dal comandante Chris Ferguson, al pilota Doug
Hurley, agli specialisti di missione Sandy Magnus e Rex Walheim. Con l'Atlantis si conclude così
la storia dello Shuttle e anche per questa navetta, come per il Discovery e l' Endeavour, è previsto
un posto d'onore in un museo.
Luna Nuova di Ottobre. 11.10.2026, 16:30 by mmorri2 (2 replies) Come ampiamente previsto le notti sono state nere e con pioggia...ma la mattina di domenica ci si sveglia...
Una tristissima notizia 30.09.2026, 21:21 by xpoli (17 replies) Come tutti voi, anch'io partecipo all'immenso dolore che ci ha colpito con l'addio di Paolo. Non ci...