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WR140: venti stellari...

Le nuove tecniche per studiare e comprendere la natura di tanti fenomeni celesti.

Messaggioda nico » 19 dic 2016, 14:07

Bravi... come sempre. :ymapplause:

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Messaggioda Fab » 19 dic 2016, 16:46

Lavoro eccellente.
Considerando anche i 4 gradi sottozero..... :D
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Messaggioda Paolo » 31 gen 2017, 14:41

Mi e' stato concesso (nonostante le condizione avverse sotto vari punti di vista) di prendere un ultimo spettro della WR140 il 25 gennaio. L'effetto del fronte d'urto generato dai venti stellari e' adesso notevolmente diminuito in quanto le stelle si stanno rapidamente allontanando.

Quello che si vede nello spettro mentre le stelle (una Wolf-Rayet di tipo WC7 e una supergigante blu di classe O5) attraversano il punto di minima distanza (periastro) e' un eccesso di emissione che si origina nel fronte di forma conica. Tale regione e' in movimento come si puo' vedere dalla simulazione:

http://www.roe.ac.uk/~pmw/Wr140orb.htm

La linea bianca dritta e' la nostra linea di vista. Il fronte prima si avvicina e poi, nei pressi del periastro, si allontana rapidamente. Le velocita' in gioco sono assai elevate (la variazione e' di circa 4000 Km/s), per cui l'eccesso di emissione subisce uno spostamento Doppler ben apprezzabile nello spettro. La riga che mostra meglio il fenomeno e' quella del carbonio due volte ionizzato (CIII) sui 5696A e l'eccesso si manifesta con una elevazione del suo profilo allargato che trasla sulla sommita' piatta da sinistra verso destra (da velocita' radiali negative/blueshift a positive/redshift).

Click sull'immagine
WR140_P2016.gif

L'animazione, adesso piu' completa rispetto alla precedente, e' stata ottenuta con il ISIS che, per mantenere una visualizzazione senza discontinuita', effettua una interpolazione lineare dei profili. Per questo motivo ho aggiunto una barra che mostra in quali punti il profilo e' interpolato.

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Messaggioda umberto » 31 gen 2017, 16:01

Grazie Paolo del report.Non ti ferma neanche il terremoto.Temerario!.... Umberto
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Messaggioda nico » 31 gen 2017, 20:57

Grande come sempre Paolo. :ymapplause:
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Messaggioda Fab » 31 gen 2017, 23:08

Ottimo.
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Messaggioda Paolo » 3 feb 2017, 15:16

Grazie a tutti per i commenti!

Il mio e' un microscopico contributo alla campagna osservativa pro-am a cui, a differenza di quanto avevo scritto inizialmente, ho aderito dopo aver capito che dalla mia postazione sarei riuscito ad osservare le fasi salienti nonostante gli ostacoli sull'orizzonte (edifici piuttosto alti a nord-ovest).

Avrei voluto prendere molti piu' spettri ma le condizioni ambientali e meteo purtroppo sono state sfavorevoli. Ho contribuito con 12 spettri R~ 5000 presi tra il 23 novembre 2016 e il 25 gennaio 2017. I profili hanno uno SNR di circa 400 ad eccezione dell'ultimo di valore inferiore (~250) per la minore integrazione (il soggetto a fine mese tramontava prima).

Le osservazioni nel visibile rappresentano solo una parte delle attivita' messe in campo dagli astronomi per studiare questo sistema stellare. Siccome gli effetti dell'interazione dei venti nel periastro si osservano a tutte le lunghezze d'onda, sono state pianificate osservazioni, usando diversi mezzi, dalle onde radio ai raggi X. Lo scopo e' di affinare le conoscenze che riguardano i parametri orbitali, la geometria del fronte d'urto, le caratteristiche del flusso gassoso, la massa delle stelle, il rateo di perdita di massa per il vento stellare, ecc.

La fotometria infrarossa (JHKLM) e' stata attivata per monitorare la produzione di polvere a seguito della compressione del gas nel fronte d'urto. Sono contemplate anche le osservazioni fotometriche BVRI la cui raccolta e' gestita da AAVSO. La spettroscopia infrarossa e' svolta da osservatori professionali mentre per quella ottica c'e' anche il contributo degli amatori. E' proprio questa la novita' dell'ultimo decennio, in passato gli astrofili non erano coinvolti in simili campagne osservative. Le osservazioni X-ray sono svolte da diversi satelliti e si sta facendo uso anche dell'interferometria e della spettropolarimetria.

La rappresentazione artistica di un sistema stellare analogo a quello osservato (fonte: http://www.gemini.edu/media/MSImages.html):

final_wr_112.jpg

La meno massiva stella di Wolf-Rayet ha un vento stellare molto piu' intenso della supergigante blu, di conseguenza il fronte di collisione e' spostato verso la stella blu. In questa zona viene rilasciata parte dell'energia cinetica dei venti stellari i cui effetti sono apprezzabili perfino con i nostri strumenti amatoriali.

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Messaggioda nico » 9 ago 2018, 16:49

Ciao a tutti.
Riesumo questo interessante topic perché nelle ultime sere, durante le nostre "scorribande spettrali" su vari tipi di oggetti, abbiamo voluto provare ad osservare alcune stelle di tipo Wolf-Rayet.
Ne abbiamo osservate 4, ossia la WR 233, WR 136, WR 139 e anche la WR 140, oggetto di questo topic.
Forse in questo momento la stella non è un una fase dell'orbita particolarmente interessante, ma mostra comunque le classiche righe in emissione piuttosto marcate.

Vi chiedo se, pur essendo la nostra una ripresa a bassa risoluzione (LHires 3 con reticolo da 150 l/mm), si possa notare qualche caratteristica interessante dello spettro anche in questa fase dell'orbita.

A presto

zoom hd193793_ 20180806_931_Nico Montigiani, Massimiliano Mannucci.png


WR 140 - HD 193793 _ 20180806_931_Nico Montigiani, Massimiliano Mannucci_OAMH.png
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Messaggioda Paolo » 10 ago 2018, 1:14

Complimenti per la carrellata di WR Nico! Non so dirti se alla vostra risoluzione possono essere rilevate caratteristiche interessanti, e' indispensabile uno specialista. Soprattutto, come giustamente dici, il momento e' diverso da quando le stelle erano vicine e l'interazione dei rispettivi venti stellari era molto marcata.

Le righe sono fortemente allargate per l'alta velocita' dei gas, quindi credo che al momento del periastro il vostro spettro, sebbene di risoluzione inferiore, sarebbe stato comunque utile.

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