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Le nuove tecniche per studiare e comprendere la natura di tanti fenomeni celesti.

Messaggioda Max » 27 feb 2018, 9:01

Grazie Umbetto, a breve (tempo permettendo ),vi aggiorno .
Max
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Messaggioda Fab » 27 feb 2018, 11:02

Ciao a tutti
Non per demoralizzare qualcuno.... :) :D ma a me la strada dell'autocostruzione
si è rivelata più complessa di quanto potevo pensare. Oltre al fatto che porta via molto tempo (e già ne abbiamo poco)
che viene "rubato" comunque alle riprese di altro tipo (io faccio anche fotometria e astrometria) si sono posti problemi non
facilmente e immediatamente superabili (come Paolo ben sa).

In primis : occorre lavorare con quello che si trova in giro e sperare che, mettendo insieme
tutto quello che si spera sia compatibile, si trovi un compromesso generale che possa essere giudicato soddisfacente.
Ossia : campo spianato nella parte fuocheggiatore almeno da 4000 a 7000 Å,
sensore CCD abbastanza grande da contenere tutto lo spettro utile, focale dell'ottica
di fuocheggiamento (che deve essere comunque ottima) compatibile con il backfocus del CCD.
E questo solo come primo step.
Che nelle produzioni commerciali (Alpy600) vengono realizzate ovviamente con ottiche ad hoc
e che quindi permettono di usare lo strumento un'ampio ventaglio di CCD e telescopi.
Il passaggio successivo, come illustrava Paolo, è la guida :
Io sto provando lo SA100 con una fenditura e ottica di collimazione.
Senza camera di guida, su soggetti deboli, c'è da impazzire non poco.
E, a coronamento di tutto, tutta la struttura deve essere compatta, priva di giochi e tutte le parti debbono essere solidali da loro in modo maniacale.
Non è uno scherzo farlo. Soprattutto, come dicevo, quando i target sono deboli.

Io ne ho tratto una morale : meglio lavorare con un semplice ma sicuro StarAnalyzer,
magari allontanandolo dal CCD per avere maggiore dispersione, ben consapevoli
di cosa si ha tra le mani nei pregi e nei difetti, piuttosto che percorrere scorciatoie che poi non portano da nessuna parte.
Oppure, per chi magari non ha disponibilità immediate, aspettare e prendere un prodotto
collaudato e affidabile come l'Alpy600 che non è affatto, come giustamente rimarcava Paolo, "beginning" o "entry level" ma ha la dignità oramai di uno strumento professionale.
Volevo ricordare poi che oramai anche lo SA100 con tutti i suoi limiti lo è.
Basta vedere lo studio spettrofotometrico presentato anche su questo forum da Lorenzo Franco
che ha partecipato al lavoro, del bel gruppo Asteroidi-UAI.

http://digidownload.libero.it/A81_Obser ... orence.pdf

viewtopic.php?f=33&t=4430

Questo non per disincentivare all'autocostruzione,che ha comunque un valore didattico di primo piano, ma per illustrare la mia esperienza, condizionata
sicuramente dalla poca esperienza in campo ottico e dal poco tempo a disposizione.....
Fab
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Messaggioda Paolo » 27 feb 2018, 18:33

Comprendo l'incoraggiamento di Umberto verso Massimo. Ricevere fiducia sprona a fare del proprio meglio, tuttavia anche secondo me va considerato che non tutti hanno l'esperienza e la manualita' per fare lavori del genere.

Ma la cosa piu' importante e' la bonta' del progetto. Non va assolutamente sottovalutato. Non e' un caso che i piu' produttivi sono coloro che acquistano uno spettrografo (ben progettato e costruito). Fanno eccezione pochissime persone. Uno di questi e' il bravissimo Joan Guarro Flo di Barcellona che ha all'attivo un numero impressionante di spettri raccolti (oltre diecimila) ottenuti in anni di attivita' con diverse tipologie di spettrografi da lui costruiti che spaziano da schemi classici low-res fino agli echelle R=10000. Umberto e' secondo me un'altra "mosca bianca" perche' ha saputo assemblare ed usare correttamente lo spettroscopio didattico per gemmologia. Non e' autocostruzione "da zero" perche' si parte da un prodotto gia' integrato ma con tale strumento ed una spesa veramente modesta ha preso centinaia di ottimi spettri di soggetti anche molto deboli. Restando in Italia va menzionato Paolo Valisa, un grande esperto che usa con profitto sofisticati spettrografi di realizzazione propria.

Penso che oggi piu' o meno tutti condividano i propri risultati sul web, dal semplice spettro di prova a quelli che sono poi impiegati nelle collaborazioni con i professionisti (i risultati finiscono sempre sul web: paper, telegrammi, ecc). Do per scontato anche che si costruisca uno strumento per poi utilizzarlo (il collezionismo e' un'altra storia). Detto questo, prenderei la strada dell'autocostruzione (ammesso che ne avessi le capacita') solo se il progetto fosse ben collaudato, cioe' solo dopo aver visto (tanti) buoni risultati del relativo prototipo.

Al link sotto c'e' un esempio molto significativo di come andrebbero documentate le prestazioni di uno spettrografo (test dell'Alpy 600 prima della sua commercializzazione). Sono descritte con cura le caratteristiche piu' importanti riportando eloquenti immagini come la vista fenditura, gli spettri bidimensionali di stelle, nebulose, lampada di calibrazione, flat, ecc.

http://www.astrosurf.com/buil/alpy600/first_light.htm

Fabrizio, condivido cio' che dici. Purtroppo nel tuo caso ha giocato negativamente un solo parametro, la dimensione del sensore (troppo piccolo). Altrimenti stavi lavorando da tempo con l'assemblato progettato da Umberto. Abbiamo comunque gia' visto il suo limite dovuto al sistema di guida che rende difficile usarlo come strumento stellare (per questo Umberto lo ha sostituito con L'Alpy 600).

Paolo
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Messaggioda Max » 28 feb 2018, 19:45

Ragazzi dopo attente valutazioni ed alcune riflessioni fatte anche valutando l'evolversi nella costruzione e sperimentazione dello spettroscopio,in pratica lui sta sperimentando il tutto con la sua strumentazione,che è diversa dalla mia :D e quindi dovrei rifare tutto d'accapo e con molti tentativi di acquisti forse inutili...ho deciso che...vada di Alpy600 bello e pronto.
Tra un paio di mesi conto di prenderlo...e ....preparatevi che sicuramente vi scoccerò parecchio.. :D
Max
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Messaggioda umberto » 28 feb 2018, 20:33

Giusta decisione Max,lascia che le chimere le insegua lui!
Umberto
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Messaggioda Max » 28 feb 2018, 20:41

Se fosse stato più semplice forse avrei continuato,l'idea di auto costruire mi piace,ma qui siamo sul forse...lui ha a disposizione ottiche varie di surplus, una strumentazione diversa dalla mia con una resa diversa, in più ma questo lo avevo già messo in conto come spesa una ccd diversa,quella che ho ora non va bene,io dovrei comprare ottiche che forse non vanno bene e chi te le cambia poi? Quindi la somma investita sicuramente non vale la pena, poi aspetta la scatola dello spettroscopio è costruita in PLA stampata con stampante in 3D, durerà?....
Max
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Messaggioda Max » 28 feb 2018, 20:42

Comunque grazie per il sostegno Umberto..! :)
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Messaggioda umberto » 28 feb 2018, 22:30

Max,rileggendo bene il topic da te creato, mi rendo conto di avere le idee confuse, a quale progetto alludi? Prima parli dello Spec600 e poi di una una scatola PLA stampata con una stampante 3D.
Per quanto riguarda il manufatto Spec 600, osservando qualche raro profilo spettrale prodotto da questo spettroscopio e postato sul Web, dà impressione che non ha un buon funzionamento.
Se poi alludi a qualche altro progetto, ti prego di documentare questo Forum di modo che qualcuno degli appassionati di spettroscopia possa valutare e consigliarti a riguardo.
Umberto
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Messaggioda Max » 28 feb 2018, 22:51

Hai ragione Umberto ho fatto un po di caos, nel senso che il primo progetto era effettivamente lo Spec600, poi è uscito fuori da poco un'altro progetto però fatto in PLA e sembrava buono perché stampato in 3d e con reticolo intercambiabile, tipo il Lires, quindi sembrava una buona opportunità, però provato con ovviamente con la strumentazione di Fulvio, io dovrei poi riadattare tutto alla mia.troppo complicato.
Comunque i dettagli:https://www.thingiverse.com/thing:2455390
Max
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Messaggioda umberto » 28 feb 2018, 23:47

Max, è estremamente una utopia adattare delle ottiche sur plus a questo scafo.Più saggio sarebbe fare il contrario, adattare un telaio alle ottiche che si posseggono, come fanno tutti gli appassionati autocostruttori.
Se hai notato, il progettista prescrive uno schema dei componenti ottici da acquistare ed inserire nella scatola.
Non vedo però alcuna prova dello strumento sul campo di "battaglia", nè la pubblicazione di qualche spettro stellare da cui decifrare il buon funzionamento dello spettroscopio.
Il progettista stesso asserisce di non avere una conoscenza approfondita dell'ottica e sembra invitare qualche esperto ad collaudare o modificare il suo progetto.
Dalla padella nella brace!..
Saluti
Umberto
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Messaggioda Max » 1 mar 2018, 8:23

In effetti hai ragione, ho fatto due conti approssimativi, se tutto va bene si potrebbero spendere intorno ai 600/700 euro, ed è un salto nel buio completo :-o , se poi qualche ottica non va bene, altri soldi da spendere.
No.
Max
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Messaggioda Fab » 1 mar 2018, 12:22

Saggi consigli quelli di Paolo e Umberto.

Umberto, una domanda : quello spettroscopio a schema classico con reticolo di riflessione
(su falsariga del progetto di Christian Buil che ha pubblicato anche i fogli elettronici per il dimensionamento) che avevi realizzato tu, l'hai abbandonato sempre per problemi di guida
su target deboli ?

Grazie
Fab
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