Circa il quesito che ci ponevamo qui sul forum sulle righe a "doppia punta" apparse nei nostri spettri dopo una certa evoluzione, come confermato anche dalle parole del prof. Shore, la spiegazione va cercata nelle righe di emissione formate negli strati divenuti otticamente sottili (optical thin emission lines).
Il fenomeno prescinde dalla geometria bipolare (che io pensavo potesse essere l'unica causa), lo sdoppiamento delle righe avviene anche se la nova ha un guscio di forma ellissoidale. La condizione chiave e' solo la sua trasparenza. Il caratteristico profilo risultante viene chiamato "optical thin profile".
Cio' che osserviamo e' uno spostamento Doppler per la velocita' radiale degli ejecta, verso il blu per la parte del guscio che si avvicina e verso il rosso per quella, osservata in trasparenza, che si allontana. Come per le stelle Be, abbiamo un diverso risultato a seconda dell'angolo sotto cui osserviamo il sistema. Nel caso delle novae dipende anche dalla regolarita' nella forma del guscio emittente luce (sferico, ellissoidale, asimmetrico, bipolare, irregolare a zone, ecc). Ho letto che difficilmente le novae generano gusci uniformi o sferici. Molto spesso hanno addensamenti di forma anulare (anelli equatoriali e polari), sono bipolari oppure sono del tutto irregolari (a "grumi") con tutte le casistiche intermedie.
Il seguente esempio e' puramente dimostrativo, non e' legato alla forma degli ejecta della nostra nova ma aiuta solo a comprendere il fenomeno dello sdoppiamento delle righe spettrali. Il guscio (tenere a mente la sua espansione!) presenta qui anelli di maggiore luminosita', uno equatoriale e due polari (l'immagine e' in pratica negativa).
Meccanismo dello shift per il modello osservato ad un angolo di 60 gradi:
All'interno del documento da cui ho tratto gli schemi (Emission-line profiles from model nova shells, C. D. Gillw, T. J. O'Brien) sono invece presenti altri modelli che hanno sicuramente piu' attinenza con la Nova Del 2013:
http://mnras.oxfordjournals.org/content ... 7.full.pdf
Nella fase iniziale dell'evento gli ejecta non sono trasparenti e non e' possibile indagarne la geometria. E' necessario allora che passi del tempo e molto spesso le novae si indeboliscono e finiscono fuori dalla portata degli strumenti (e' difficile ottenere spettri di sufficiente rapporto s/r). Per questo non abbiamo oggi un grande numero di geometrie risolte. Una nova luminosa come questa rappresenta quindi un'eccellente oggetto di studio. Dobbiamo considerare anche che i pochi eventi luminosi apparsi in passato sono stati studiati con i mezzi dell'epoca. Parliamo di spettri presi con le emulsioni, SNR di 10-20 e risoluzioni modeste. Oggi i nostri spettri amatoriali raggiungono SNR maggiori di 100 ed hanno una risoluzione decisamente piu' spinta.
Stavolta, quando la nova si trovera' nella fase ideale per lo studio della geometria degli ejecta, avremo fior di strumenti (probabilmente anche noi amatori) per catturarne gli spettri e realizzare una "tomografia" grazie al profilo delle righe modellato dalle velocita' radiali.
A presto,
Paolo