Re: Realizzazione Flat per spettroscopia
Inviato: 1 mar 2015, 22:54
Ciao a Tutti,
come suggerito da Paolo riapro la discussione sui flats su questo post, aperto tempo fa da Nico,raccontando in particolare le mie ultime esperienze su Led e Micro-Lampada alogena
Led
I leds sono stati i primi che ho voluto affrontare perchè sono molto pratici da utilizzare nel DIY. Ho testato principalmente due tipi di led:3700-4700 Kelvin e 4700-7000 Kelvin
dal grafico si nota che lo spettro delle tre principali categorie di leds (ne esistono tantissimi tipi diversi) non copre tutta l'area del visibile che si utilizza in spettroscopia visibile stellare. Io siccome lavoro principalmente centrando H alpha (Be star) ho voluto comunque dedicare del tempo a questa possibile soluzione. Dopo diversi tentativi non sono riuscito a giungere ad un risultato soddisfacente, il problema maggiore è stato l'ottenimento di un continuo della stella ad intensità costante (continuo orizzontale). Ho provato a cambiare l'orientazione dei led in diverso modo ma purtroppo l'effetto sul continuo per entrambi i led testati è importante. Quindi dopo svariati tentativi ho desistito e mi sono dedicato alla microlampada alogena.
Microlampada alogena
La lampada testata è una ARLUC G4, luce calda 2800 Kelvin, 12 Volts e 8 W codice 2300.
Come per i leds la luce è stata diffusa utilizzando due lastrine di opalite ottenute da una lastra più grande. L'opalite viene utilizzata per diffondere la luce emessa dai leds che sono utilizzati nelle applicazioni industriali di ispezione ottica in linea di produzione. Lo spessore dell'opalite che ho utilizzato è di 3 mm. La luce viene diffusa in modo efficiente.
Delle due piastrine: una è stata posizionata secondo un piano inclinato di 30° al di sotto della lampada ed una a 90° applicata sotto il plate che va a chiudere la sommità dello spettroscopio e che poi si collega al telescopio, le foto sotto valgono più della descrizione che ho fatto:
nelle foto noterete anche la micro lampada neon, lo slit ed il braccetto che porta lo specchietto a sua volta comandato dal servo motore (vedi post su Neon automatizzato).
Le prime prove che ho fatto vedevano l'utilizzo di una sola lastrina di opalite, chiaramente quella posizionata sotto la lampada, ma successivamente ho voluto anche aggiungere la seconda per poter diffondere la luce per riflessione verso lo specchio principale che guarda la camera guida e che a sua volta riflette sullo slit. Il braccio che porta lo specchietto movimentato ha il compito invece di catturare la luce diretta che viene diffusa dalla prima lastrina per rifletterla perpendicolarmente sullo slit. Quindi in sostanza allo slit arrivano due fonti di luce diffusa:
-luce diffusa dalla prima lastrina e riflessa dallo specchietto collegato al braccio comandato dal servo;
-luce diffusa dalla seconda lastrina e riflessa dallo specchio che "guarda " lo slit e la camera guida.
Qui riporto le più significative immagini che si distiguono solo per l'inclinazione del braccio:
20° gradi di inclinazione
40°
50°
60°
come riferimento questo qui sotto è il flat che si ottiene illuminando il fronte del telescopio secondo il metodo classico: lampada alogena + maglietta bianca adagiata sul telescopio:
a questo punto ho notato una certa corrispondenza tra il flat 60° e il flat fronte telescopio. Una immagine simile l'ho ottenuta anche con i led però con il problema sul continuo di cui ho parlato all'inizio. Ho processato in ISIS il flat 60° e ho ottenuto un bel continuo orizzontale e riprova della maggiore costanza di emissione di una lampada alogena rispetto al led.
A questo punto siccome volevo testare il livello di accuratezza nell'evidenziare i difetti ho volutamente "sporcato" il vetro sopra il sensore del CCD:
poi l'ho ripulito e ho ottenuto questa immagine che corrisponde sempre a 60° di inclinazione del braccetto:
Conclusioni
Questi tests mi portano alle seguenti conclusioni sulle quali però mi piacerebbe conoscere, come sempre, anche il vostro parere:
1-La microlampada alogena è preferibile ai leds per la maggiore costanza di continuo nel visibile.
2-La produzione del flat utilizzando una fonte luminosa a "ridosso" dello slit (quindi non difronte al telescopio) ha tre vantaggi:
a) evidenzia aree dello slit dove sono presenti impurezze che si possono quindi evitare quando si va a posizionare la stella
b) mantiene evidenzia delle impurezze presenti sul vetro fronte sensore ccd allo stesso livello di un flat ottenuto con il metodo tradizionale.
c) evidenzia la precisione con cui è stata prodotta la fenditura. Sicuramente il mio strumento L200 presenta uno slit peggiore rispetto al Lhires, lo si nota dalle diverse linee che secondo me non sono tutte dovute a granelli di polvere ma anche da irregolarità del taglio della fenditura. Qui c'è grosso spazio di miglioramento sull'L200. Penso che assieme al reticolo lo slit rappresenti il cuore della qualità di uno strumento, e quindi di uno spettro. In sostanza la qualità dello slit non è correlata solo alla qualità di riflessione ma anche la qualità di "taglio" del materiale.
3-Il problema della luce parassita può essere facilmente gestito tramite l'utilizzo dell'opalite. Questa cattura e ri-diffonde la luce in modo "garbato" . La diffusione della luce per ridondanza permette di evitare "flash" e "spikes" che certo genererebbero effetti parassiti. Paradossalmente sarebbe interessante rivestire tutta la camera a monte dello slit di opalite, lo slit si troverebbe immerso in una "nebbia" di luce durante l'accensione della lampada, mentre a lampada spenta l'opalite potrebbe fungere da pannello "luce assorbente" gestendo quindi la luce parassita. Credo che l'opalite agisca “rompendo” i fronti di onda di luce incidente alla stessa stregua di un pannello fonoassorbente.
Fatemi sapere cosa ne pensate. Grazie !
Ciao,
Marco
p.s.: adesso ho il problema di spiegare il tutto agli amici di Spectro-l...quando mai mi è saltato in testa !!!
come suggerito da Paolo riapro la discussione sui flats su questo post, aperto tempo fa da Nico,raccontando in particolare le mie ultime esperienze su Led e Micro-Lampada alogena
Led
I leds sono stati i primi che ho voluto affrontare perchè sono molto pratici da utilizzare nel DIY. Ho testato principalmente due tipi di led:3700-4700 Kelvin e 4700-7000 Kelvin
dal grafico si nota che lo spettro delle tre principali categorie di leds (ne esistono tantissimi tipi diversi) non copre tutta l'area del visibile che si utilizza in spettroscopia visibile stellare. Io siccome lavoro principalmente centrando H alpha (Be star) ho voluto comunque dedicare del tempo a questa possibile soluzione. Dopo diversi tentativi non sono riuscito a giungere ad un risultato soddisfacente, il problema maggiore è stato l'ottenimento di un continuo della stella ad intensità costante (continuo orizzontale). Ho provato a cambiare l'orientazione dei led in diverso modo ma purtroppo l'effetto sul continuo per entrambi i led testati è importante. Quindi dopo svariati tentativi ho desistito e mi sono dedicato alla microlampada alogena.
Microlampada alogena
La lampada testata è una ARLUC G4, luce calda 2800 Kelvin, 12 Volts e 8 W codice 2300.
Come per i leds la luce è stata diffusa utilizzando due lastrine di opalite ottenute da una lastra più grande. L'opalite viene utilizzata per diffondere la luce emessa dai leds che sono utilizzati nelle applicazioni industriali di ispezione ottica in linea di produzione. Lo spessore dell'opalite che ho utilizzato è di 3 mm. La luce viene diffusa in modo efficiente.
Delle due piastrine: una è stata posizionata secondo un piano inclinato di 30° al di sotto della lampada ed una a 90° applicata sotto il plate che va a chiudere la sommità dello spettroscopio e che poi si collega al telescopio, le foto sotto valgono più della descrizione che ho fatto:
nelle foto noterete anche la micro lampada neon, lo slit ed il braccetto che porta lo specchietto a sua volta comandato dal servo motore (vedi post su Neon automatizzato).
Le prime prove che ho fatto vedevano l'utilizzo di una sola lastrina di opalite, chiaramente quella posizionata sotto la lampada, ma successivamente ho voluto anche aggiungere la seconda per poter diffondere la luce per riflessione verso lo specchio principale che guarda la camera guida e che a sua volta riflette sullo slit. Il braccio che porta lo specchietto movimentato ha il compito invece di catturare la luce diretta che viene diffusa dalla prima lastrina per rifletterla perpendicolarmente sullo slit. Quindi in sostanza allo slit arrivano due fonti di luce diffusa:
-luce diffusa dalla prima lastrina e riflessa dallo specchietto collegato al braccio comandato dal servo;
-luce diffusa dalla seconda lastrina e riflessa dallo specchio che "guarda " lo slit e la camera guida.
Qui riporto le più significative immagini che si distiguono solo per l'inclinazione del braccio:
20° gradi di inclinazione
40°
50°
60°
come riferimento questo qui sotto è il flat che si ottiene illuminando il fronte del telescopio secondo il metodo classico: lampada alogena + maglietta bianca adagiata sul telescopio:
a questo punto ho notato una certa corrispondenza tra il flat 60° e il flat fronte telescopio. Una immagine simile l'ho ottenuta anche con i led però con il problema sul continuo di cui ho parlato all'inizio. Ho processato in ISIS il flat 60° e ho ottenuto un bel continuo orizzontale e riprova della maggiore costanza di emissione di una lampada alogena rispetto al led.
A questo punto siccome volevo testare il livello di accuratezza nell'evidenziare i difetti ho volutamente "sporcato" il vetro sopra il sensore del CCD:
poi l'ho ripulito e ho ottenuto questa immagine che corrisponde sempre a 60° di inclinazione del braccetto:
Conclusioni
Questi tests mi portano alle seguenti conclusioni sulle quali però mi piacerebbe conoscere, come sempre, anche il vostro parere:
1-La microlampada alogena è preferibile ai leds per la maggiore costanza di continuo nel visibile.
2-La produzione del flat utilizzando una fonte luminosa a "ridosso" dello slit (quindi non difronte al telescopio) ha tre vantaggi:
a) evidenzia aree dello slit dove sono presenti impurezze che si possono quindi evitare quando si va a posizionare la stella
b) mantiene evidenzia delle impurezze presenti sul vetro fronte sensore ccd allo stesso livello di un flat ottenuto con il metodo tradizionale.
c) evidenzia la precisione con cui è stata prodotta la fenditura. Sicuramente il mio strumento L200 presenta uno slit peggiore rispetto al Lhires, lo si nota dalle diverse linee che secondo me non sono tutte dovute a granelli di polvere ma anche da irregolarità del taglio della fenditura. Qui c'è grosso spazio di miglioramento sull'L200. Penso che assieme al reticolo lo slit rappresenti il cuore della qualità di uno strumento, e quindi di uno spettro. In sostanza la qualità dello slit non è correlata solo alla qualità di riflessione ma anche la qualità di "taglio" del materiale.
3-Il problema della luce parassita può essere facilmente gestito tramite l'utilizzo dell'opalite. Questa cattura e ri-diffonde la luce in modo "garbato" . La diffusione della luce per ridondanza permette di evitare "flash" e "spikes" che certo genererebbero effetti parassiti. Paradossalmente sarebbe interessante rivestire tutta la camera a monte dello slit di opalite, lo slit si troverebbe immerso in una "nebbia" di luce durante l'accensione della lampada, mentre a lampada spenta l'opalite potrebbe fungere da pannello "luce assorbente" gestendo quindi la luce parassita. Credo che l'opalite agisca “rompendo” i fronti di onda di luce incidente alla stessa stregua di un pannello fonoassorbente.
Fatemi sapere cosa ne pensate. Grazie !
Ciao,
Marco
p.s.: adesso ho il problema di spiegare il tutto agli amici di Spectro-l...quando mai mi è saltato in testa !!!