Guarda Paolo, la "magia" del digitale e' proprio questa, poter suddividere in piu' parti l'integrazione totale. Non che con la pellicola non si possa fare, pero' sarebbe assai scomodo compositare una trentina di negative...
Se non si arriva a livelli di luce molto bassi, come (o peggio) ad esempio per la mia NGC7000, e si interferisce con il rumore di lettura, la suddivisione in subpose e' del tutto trasparente rispetto al risultato finale. Escludendo ovviamente casi di saturazione (stelle e parti molto luminose del soggetto).
A quel punto secondo te bastava fare altre ore sempre a 10 min?
Credo di si. Una prova toglierebbe ogni dubbio, magari si potrebbe pianificare una integrazione di 120 minuti composta appunto da queste due suddivisioni (3 pose da 20 min e 6 da 10 min) con lo scopo di vedere se ci sono differenze.
Tornando alla mia foto e alla scarsa risoluzione o profondità tu la imputi non hai tempi dei sub ma piuttosto ad una scarsa trasparenza o cattivo seeing.
Se mi fai vedere una immagine deconvoluta o comunque filtrata con maschere per l'aumento della nitidezza mi risulta difficile capire la qualita' dell'originale. Potrei fare riferimento alle zone esterne della galassia o alle stelle sullo sfondo ammesso che non sono trattate (non so se li' hai applicato un filtro antirumore che fa un lavoro opposto alla deconvoluzione).
Comunque, la risoluzione non molto elevata (lo vedo dai diametri delle stelle sullo sfondo - non le galassiette) credo sia dipesa dalla turbolenza atmosferica. Con l'esperienza ti renderai conto dello stato del seeing durante la fase di messa a fuoco. Io a volte riesco a far convergere la luce in pochi pixel, altre volte la stella resta sempre una grossa patacca (in questi caso lascio perdere). L'altro segnalatore di cattive condizioni e' la distribuzione degli errori di guida. Lo sballottamento della luce provocato dalla turbolenza allarga la "rosa" dei centroidi calcolati. Infine e bene tenere a mente che piu' il soggetto e' basso sull'orizzone e piu' perdera' nitidezza (proprio come nelle foto hi-res). La CCD e' molto sensibile a questo deterioramento.
La profondita' dell'immagine invece non e' legata alla turbolenza (a meno della magnitudine limite di stelle o dettagli quasi puntiformi). Ad esempio per fotografare M51 ho impiegato diverse serate e in alcune di queste ho catturato frame in cui i bracci della spirale erano molto piu' estesi ma le stelle decisamente allargate. La serata era limpidissima, confermato dal basso valore di background su ogni frame, tuttavia ho scartato tutte le pose per la scarsa incisivita'. Direi che la profondita' di soggetti estesi dipende, a parita' di strumentazione, dalla qualita' del cielo (trasparenza e assenza di IL) e dal tempo di integrazione.
Se ti puo' servire per fare un paragone, questa e' la M63 che presi qualche anno fa da casa (L'Aquila) con il C9.25 a f/6.5:
http://quasar.teoth.it/gallery/albums/u ... 68_M63.jpg
La colorazione non e' molto curata, ai tempi facevo le prime esperienze, pero' hai un'idea del dettaglio e della profondita'.
Ciao ciao
Paolo