Ragazzi, mi sento un po imbarazzato per questi complimenti e vi ringrazio, siete davvero troppo buoni! :-[
Intanto rispondo alle due domande di Paolo:
1)se si tratta di uno stereogramma e non di un anaglifo (quello che richiede l'uso di le lenti colorate), che io sappia non esistono dispositivi per visualizzarlo e bisogna solo fare un piccolo sforzo incrociando gli occhi su un soggetto "virtuale" posto a distanza diversa dall'immagine stessa.
Più precisamente, esistono due tipi di stereogramma: quello a occhi "incrociati" e quello ad occhi paralleli: nel primo caso (che è quello della mia immagine del meteorite) il soggetto apparirà piccolo e vicino, fluttuando nello spazio tra l'osservatore e lo schermo; per aiutarti a visualizzarlo, le prime volte puoi usare il trucchetto di fissare il tuo dito posto circa a metà strada tra gli occhi e lo schermo; una volta che le immagini (sfocate) sullo schermo sembrano combaciare, il difficile sta nel togliere il dito e, mantenendo gli occhi incrociati, mettere progressivamente a fuoco le immagini sullo schermo. E' decisamente una operazione innaturale e, alla lunga, si rischia di diventare strabici... tuttavia, con un po di esercizio, diventa quasi itantanea e l'importante è non esagerare...
Nel caso di stereogramma a occhi paralleli, invece, l'oggetto apparirà dietro allo schermo, dunque questa tecnica si presta a rendere soggetti grandi e lontani... tuttavia, personalemente trovo più difficile visualizzarli (ma non è detto che per altre persone sia il contrario!). Anche qui ci sono un paio di trucchi: il primo è, se possibile, quello di concentrarsi inizialmente sulla propria immagine riflessa sullo schermo (va bene se avete un monitor senza trattamento antiriflesso e una elevata illuminazione ambientale); anche qui, quando le immagini coincidono (che poi in realtà significa vedere 3 immagini sfocate di cui una al centro è quella realmente 3D) ci si deve sforzare di mettere lentamente a fuoco l'immagine senza cambiare l'orientamento degli occhi. Se non si dispone di una immagine riflessa, un'altra tecnica che ho escogitato è quella di avvicinarsi fin quasi a toccare lo schermo, in modo da vedere una immagine per ogni occhio... poi ci si deve allontanare lentamente dallo schermo per poterle mettere a fuoco, con l'accortezza di tenere sempre le due immagini sovrapposte senza cercare di incrociare gli occhi sullo schermo.
2) La seconda domanda riguardava il sistema di ripresa sui due rover MER:
Su ogni rover sono installate ben 9 fotocamere, tutte con sensore monocromatico 1024x1024 ma diverse ottiche; quelle con ottica a risoluzione più alta (le "Panoramic Cameras") sono montate sul traliccio in alto e sono dotate di una ghiera di filtri tra cui quelli capaci di rendere colori simili (ma non esattamente gli stessi) a quelli percepiti dai nostri occhi. Naturalmente, per ottenere una immagine a colori bisogna scattare almeno 3 immagini separate con 3 filtri, secondo la ben nota tecnica della tricromia; tra l'altro sul piano dei pannelli solari di entrambi i rover c'è una piccola meridiana che serve anche per calibrare i colori delle immagini riprese in tricromia. La posizione di queste due fotocamere (in termini di altezza dal terreno e distanza interoculare) è studiata in modo da restituire un visione realistica di quello che vederebbe un uomo se fosse davvero in piedi su Marte al posto del rover. In ogni caso, spesso le immagini da me elaborate sono riprese da altre due fotocamere, le "Navigation Cameras", situate sullo stesso traliccio ma con un campo visivo 3 volte più ampio (e di conseguenza una minore acuità)... dato che queste due camere non hanno filtri ma sono "pancromatiche"; tocca quindi colorare le immagini "a mano" utilizzando come riferimento immagini simili riprese dalle PanCam...
Per ulteriori dettagli tecnici vedasi:
http://marsrovers.jpl.nasa.gov/mission/ ... _eyes.html
http://hobbiton.thisside.net/rovermanual/
http://marswatch.astro.cornell.edu/panc ... about.html