Ciao Gianni! Come hai visto c'e' interesse anche da parte di chi non segue attivamente la spettroscopia. Dico sempre che se lo scambio di esperienze puo' essere di aiuto a qualcuno oppure possa stimolare la curiosita', benvengano messaggi come questi. Il forum tra l'altro ha tante sezioni e quindi c'e' spazio per tutti!
Dunque questo e' il profilo spettrale della nova del 22 agosto preso dal database ARAS e "filtrato" matematicamente per abbassare la risoluzione (cosi' somiglia piu' ad uno preso con lo SA100):
L'alterazione sul tuo spettro si vede dal continuo che sale troppo verso sinistra ma anche dal rapporto di intensita' (l'area sottostante piuttosto che il valore max) tra h-alfa e h-beta.
A prima vista direi che qualcosa e' andato storto nel calcolo della curva di risposta ma vorrei vedere i frame fit per escludere altre cause come gradienti, ecc.
E' possibile condividerli oppure averli via e-mail? Sono sufficienti due frame fit croppati in modo da avere l'ordine zero e un po' di fondo cielo sopra e sotto lo spettro, uno relativo alla nova e l'altro alla stella di calibrazione. Non serve che siano corretti per dark/flat (tra l'altro con lo SA100 i flat possono anche essere controproducenti). Anche se ci sono pixel caldi non ci interessa perche' dobbiamo solo lavorare sull'andamento delle intensita' per capire cosa e' successo.
Nico, il vostro spettro sembra calibrato alla perfezione. I consigli dei guru oltre confine indirizzano verso una stella di classe di luminosita' V perche' le giganti o comunque stelle di densita' diverse possono, a parita' di tipo spettrale, avere un continuo non uguale per fattori di "metallicita' ed altro. Quindi ad esempio vanno bene le B9V, A0V, A2V,... (comunque la vostra A0III mi pare ugualmente valida) Quanto alla classe spettrale le migliori, per il continuo regolare (senza variazioni repentine dovute a righe e bande), sono quelle di tipo B e A.
Siccome gli spettri a bassa risoluzione (es. quelli presi con lo SA100) si servono delle righe spettrali per la calibrazione in lunghezza d'onda, le stelle di classe A (prime sottoclassi, A0, A1,... ) sono le piu' indicate perche' mostrano le righe della serie di Balmer piu' marcate, quindi piu' facilmente visibili nel piccolo spettro. Con uno spettroscopio a fenditura, che calibra per mezzo della lampada campione, e' possibile usare tranquillamente stelle B e perfino O (mostrano poche e deboli righe).
E' importante avere a mente che una stella di calibrazione A0V (ad esempio) permette di correggere il profilo di qualunque spettro, anche fosse quello di una stella molto piu' fredda. L'importante, in questo caso, e' avere un minimo di segnale nella parte IR (che si ottiene mediando un numero maggiore di frame).
Calcolare la curva di risposta con una stella di riferimento rosso-arancio e' un incubo. Il suo spettro e' pieno di "salti" formati da righe e bande molecolari. Quando si divide il proprio con quello di libreria, se la risoluzione non e' la stessa (praticamente sempre), la divisione risultante conserva picchi e larghi avvallamenti che rendono difficile capire dove passa il continuo. La risoluzione si puo' adattare (abbassando quella maggiore) ma non sempre i risultati sono buoni. Lo spettro di una stella calda e' invece "liscio e tondo"

Perfetto per l'estrazione del continuo!
Quindi la nova puo' "arrossarsi" senza alcun problema, il suo continuo sara' sempre corretto.
Come raccomandazione generale, la stella di riferimento e' bene si trovi ad una altezza sull'orizzonte simile a quella del target.
Per una calibrazione del flusso relativo ancora piu' rigorosa c'e' la libreria di spettri Miles. Da tempo ho intenzione di mettere in home un articolo dedicato quindi ne possiamo parlare in seguito (anche per non complicare adesso troppo). In questo caso pero' si deve osservare la stessa stella, non una qualsiasi della stessa classe spettrale (come si fa con le librerie di spettri sintetici VSpec, ISIS e RSpec).
A presto!
Paolo