Infine aggiungo una riflessione un po' personale e non tanto legata al post...
Ho spesso negli occhi le splendide immagini di Paolo, Andrea Belli(il suo doppio ammasso appunto) etc..ma se faccio l'errore di pormi dei riferimenti con abilita',tecniche e attrezzature altrui ...entro in depressione,
non le avrei mai nemmeno campassi 100 anni e avessi 100keuro da spendere...
Quindi , ritorno sul modo un po' piu' "sbarazzino" di giocare e provare con quello che passa il convento ..sia come fattori tecnici e sia come carattere.
Marco, per carita'... infatti non e' cosi' che deve funzionare, altrimenti nessuno sara' mai soddisfatto. Anche io potrei fare altrettanto guardando le immagini degli astrofotografi piu' bravi ed attrezzati di me (dal nostro Benintende a tanti altri) e invece sono letteralmente entusiasmato perche' paragono i risultati attuali con quelli che ottenevo ai tempi della fotografia chimica. Penso che sia qui il nocciolo della questione, i risultati migliori prodotti da altri dovrebbero essere visti solo come uno stimolo per migliorare, ovviamente nei limiti imposti da fattori come la strumentazione, il cielo, ecc. Quello che conta, secondo me, e' proprio ottenere risultati di volta in volta migliori (anche se di poco) rispetto ai precedenti, tutto qui.
Ma le soddisfazioni non sono solo associate ad una crescita della propria esperienza, anche se questa e' una cosa collaterale e credo abbastanza inevitabile. Il cielo e' infinitamente vasto e pieno di soggetti da scrutare... Collezionare le immagini di ognuno di essi (per rimanere sempre in ambito di riprese astronomiche) qualunque sia la qualita' della foto, e' un'esperienza eccezionale. Chi se ne importa se non sono fantastiche... e' un lavoro unico fatto con i propri e modesti (ci sono sempre strumenti superiori...) mezzi.
Capisco la soddisfazione e condivido quanto detto dal nostro mitico Mau che, se lo conosco sufficientemente, non rischia assolutamente di andare in depressione guardando le foto piu' belle fatte da altri... ;-)
Infine caro Marco devo dire che per come riesci a lavorare con i tuoi mezzi, se avessi a disposizione i nostri, faresti come e meglio di noi! Guarda caso i risultati piu' modesti li ottieni con la DSI, lontana anni luce dalle prestazioni di una camera CCD raffreddata, mentre con la LPI (strumento ancora al top) raggiungi alla grande i limiti strumentali producendo delle bellissime foto hi-res. Quindi lascia lontano ogni forma di depressione! Per quanto riguarda fare riprese da soli, consolati... piu' o meno facciamo tutti cosi'!
Per l'argomento discusso da Marco DB e Mau anche io sono d'accordo sul fatto che l'operato dell'astrofilo conta sempre parecchio con il digitale e in aggiunta incide anche sulla "post-produzione", nel senso che con le emulsioni il lavoro finisce con la fase di ripresa (poi attendi lo sviluppo a carico del laboratorio) mentre con il digitale devi lavorare molto piu' tempo di quanto ne e' servito per riprendere l'immagine... e posso assicurarvi che non e' proprio banale. Quanti rovinano le proprie riprese con cattive elaborazioni! Ad esempio proprio in questo periodo ho rivisto l'elaborazione di alcune mie vecchie immagini (tra cui la NGC891, che quando l'ho fatta mi sembrava fantastica e invece poco tempo fa mi sono accorto che avevo perso completamente il colore delle stelle e la galassia era troppo contrastata...). Ragazzi, non si finisce mai di imparare... croce o delizia? Con un po' di ottimismo la seconda...
A presto
Paolo
PS: scusate, siamo finiti un po' OT...