Nella serata di ieri, tra una nuvola e l'altra, Umberto ha preso una serie di spettri con il suo strumento autocostruito finalmente ottimizzato grazie all'uso di un obiettivo fotografico come elemento ottico per la proiezione afocale. Le aberrazioni e la curvatura di campo sono pressoche' scomparse e lo spettro mantiene un valore di risoluzione decisamente piu' costante per tutta l'estensione (precedentemente, focalizzando nella regione centrale, la risoluzione si abbassava notevolmente verso l'UV).
Mi permetto di anticipare queste righe perche' Umberto, prima di recarsi fuori citta', mi ha inviato un paio di spettri e non ha avuto il tempo di elaborare i risultati.
Questo e' lo spettro della lampada di riferimento, un comune modello a basso consumo tipo Osram Dulux:
Notare come tutte le righe siano sottili, dal blu all'infrarosso. In precedenza lo spettro andava invece focalizzato nella specifica regione. Mettendo a fuoco la lunghezza d'onda del sodio ad esempio, l'emissione del blu (prima riga a sinistra) risultava abbastanza sfocata (larga o doppia) con conseguente perdita di risoluzione e problemi per la calibrazione.
Ecco lo spettro di Alkaid, una stella di tipo B3V nell'orsa maggiore:
Umberto, come immaginavamo la resa e' davvero ottima. Con il Lhires III ed il reticolo a bassa dispersione e' impossibile ottenere un simile risultato perche' il doppietto acromatico al suo interno ha una evidente aberrazione che manda fuori fuoco da circa 4000 A verso l'UV. Il limite e' ben noto in quanto si sa che lo strumento della Shelyak e' concepito per lavorare ad alta risoluzione ed e' veramente difficile focalizzare una zona cosi' ampia.
Lo spettro del target puo' essere calibrato utilizzando le varie linee di emissione della lampada a basso consumo, tuttavia la precisione massima si ottiene mettendo in conto tutte le righe della serie di Balmer presenti in uno spettro di una stella di classe A/B. Nello spettro della lampada abbiamo una sola riga visibile nella regione blu-UV.
Pertanto la calibrazione viene fatta utilizzando un polinomio di 3° grado ottenuto dalle misure della serie di Balmer, mentre lo spettro della lampada e' utilizzato solo per "rifasare" eventuali scostamenti dovuti ad esempio a flessioni meccaniche. Il tuo strumento e' comunque stabilissimo da questo punto di vista, infatti non si nota alcuno shift orizzontale delle righe della lampada dopo parecchie ore di utilizzo e ovunque si punti in cielo.
Ti consiglio vivamente di usare ISIS (che tra l'altro gia' conosci) per la riduzione dei dati. Con strumenti a fenditura l'elaborazione e' velocissima. Prendendo nella stessa sessione osservativa gli spettri della stella di riferimento e di un certo numero di target, con ISIS impieghi qualche minuto per ottenere la risposta strumentale e solo una manciata di secondi per "sfornare" ogni spettro dei soggetti osservati. Per qualunque dubbio sentiamoci!
Ciao ciao
Paolo
PS: grazie per avermi fatto assistere in real-time alle tue manovre via internet... Il mio primo collegamento remoto (con possibilita' di intervenire dal mio PC)!