Re: Terremoto del 6 Aprile
Inviato: 21 nov 2009, 14:24
Voglio precisare ancora una volta che, anche con la similitudine tra quelle due funzioni Mag-Time non intendo che i terremoti si prevedono. Le similitudini in geofisica sono all'ordine del giorno, ma questo nella generalità dei casi non implica nessuna correlazione formale, molte cose finiscono come una bolla di sapone.
Non conosco i due ricercatori di cui in televisione, ma penso una cosa: Il lavoro di Giuliani certamente non va inteso deterministicamente. Se Giuliani (con cui ho frequentato il 1° anno di Fisica) ha 'visto' un eccellente segnale, come riportato sul suo libro uscito qualche giorno fa, penso sia perché il rumore di fondo glielo ha permesso. Certamente Giuliani ha l'indiscusso merito di aver confermato che il Rn può essere un indicatore. Idea che altri, non tutti, e magari per loro esperienza diretta, hanno abbandonato. Insomma val la pena insistere su quella strada.
Si può comprendere perché qualche "sommo" non abbia voluto nemmeno sbirciare i numeri prodotti da Giuliani.
Varia anni sono passati da quando affrontai lo studio dei precursori geomagnetici e ionisferici. Ma dall'immensa mole di dati presso l'INGV non emerse alcunché, in rapporto a nessun sisma italiano. Un barlume di associazione spuntò fuori dai lavori di Gokberg e dell'americano Jonston circa qualche forte sisma nella famosa California.
Ciò che sosengono i due citati io lo prenderei con le dovute cautele, anche perché chi fa arlare, adesso, é il senno di poi.
Ma visto che le cose stanno così, dopo il sei aprile sono ripartito
Non conosco i due ricercatori di cui in televisione, ma penso una cosa: Il lavoro di Giuliani certamente non va inteso deterministicamente. Se Giuliani (con cui ho frequentato il 1° anno di Fisica) ha 'visto' un eccellente segnale, come riportato sul suo libro uscito qualche giorno fa, penso sia perché il rumore di fondo glielo ha permesso. Certamente Giuliani ha l'indiscusso merito di aver confermato che il Rn può essere un indicatore. Idea che altri, non tutti, e magari per loro esperienza diretta, hanno abbandonato. Insomma val la pena insistere su quella strada.
Si può comprendere perché qualche "sommo" non abbia voluto nemmeno sbirciare i numeri prodotti da Giuliani.
Varia anni sono passati da quando affrontai lo studio dei precursori geomagnetici e ionisferici. Ma dall'immensa mole di dati presso l'INGV non emerse alcunché, in rapporto a nessun sisma italiano. Un barlume di associazione spuntò fuori dai lavori di Gokberg e dell'americano Jonston circa qualche forte sisma nella famosa California.
Ciò che sosengono i due citati io lo prenderei con le dovute cautele, anche perché chi fa arlare, adesso, é il senno di poi.
Ma visto che le cose stanno così, dopo il sei aprile sono ripartito